17.4.2010
IT
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
C 100/24
Ricorso proposto il 28 gennaio 2010 — Commissione europea/Regno di Spagna
(Causa C-48/10)
2010/C 100/35
Lingua processuale: lo spagnolo
Parti
Ricorrente: Commissione europea (rappresentante: A. Alcover San Pedro, agente)
Convenuto: Regno di Spagna
Conclusioni della ricorrente
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Dichiarare che il Regno di Spagna, non avendo adottato i necessari provvedimenti affinché le autorità competenti controllino, attraverso autorizzazioni rilasciate a norma degli articoli 6 e 8, ovvero, nei modi opportuni, mediante il riesame e, se del caso, l’aggiornamento delle prescrizioni, che entro il 30 ottobre 2007 gli impianti esistenti funzionino secondo i requisiti di cui agli articoli 3, 7, 9, 10 e 13, all’articolo 14, lettere a) e b) ed all’articolo 15, paragrafo 2, fatte salve altre disposizioni comunitarie specifiche, non ha adempiuto agli obblighi ad esso incombenti in forza dell’art. 5, n. 1, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 15 gennaio 2008, 2008/1/CE (1), sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (direttiva IPPC).
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condannare il Regno di Spagna alle spese.
Motivi e principali argomenti
Ai sensi dell’art. 5, n. 1, della direttiva 2008/1, il termine per adempiere all’obbligo di adeguare gli impianti esistenti ai requisiti di cui alla direttiva IPPC, attraverso il rilascio di un’autorizzazione integrata ambientale, è scaduto il 30 ottobre 2007.
A tale data, in Spagna, diversi impianti esistenti continuavano a funzionare senza detta autorizzazione. A partire dall’avvio, per tale motivo, di un procedimento d’infrazione, la procedura di rilascio di autorizzazioni ambientali veniva accelerato, senza tuttavia che si ponesse fine a tale violazione nel termine impartito con il parere motivato, né fino ad oggi, secondo le informazioni di cui dispone la Commissione. In base ai dati forniti dalle autorità nazionali nella loro risposta al parere motivato, alla data di scadenza del termine in quest’ultimo impartito per conformarsi agli obblighi derivanti dall’art. 5, n. 1, della direttiva, 533 impianti esistenti continuavano a funzionare senza la prescritta autorizzazione IPPC.
In tali circostanze risulta evidente che il Regno di Spagna è ancora inadempiente agli obblighi di cui alla detta disposizione.
(1) GU L 24, pag. 8.
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