5.5.2014
IT
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
C 135/16
Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 13 marzo 2014 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Commissione Tributaria Regionale di Mestre-Venezia) — Società Italiana Commercio e Servizi srl, in liquidazione (SICES) e altri/Agenzia Dogane Ufficio delle Dogane di Venezia
(Causa C-155/13) (1)
((Agricoltura - Regolamento (CE) n. 341/2007 - Articolo 6, paragrafo 4 - Contingenti tariffari - Aglio di origine cinese - Titoli di importazione - Intrasferibilità dei diritti derivanti da taluni titoli d’importazione - Elusione - Abuso di diritto))
2014/C 135/17
Lingua processuale: l’italiano
Giudice del rinvio
Commissione Tributaria Regionale di Mestre-Venezia
Parti
Ricorrente: Società Italiana Commercio e Servizi srl, in liquidazione (SICES), Agrima KG D. Gritsch Herbert & Gritsch Michael & Co., Agricola Lusia srl, Romagnoli Fratelli SpA, Agrimediterranea srl, Francesco Parini, Duoccio srl, Centro di Assistenza Doganale Triveneto Service srl, Novafruit srl, Evergreen Fruit Promotion srl
Convenuta: Agenzia Dogane Ufficio delle Dogane di Venezia
Oggetto
Domanda di pronuncia pregiudiziale — Commissione Tributaria Regionale di Mestre –Venezia — Interpretazione dell’articolo 6 del regolamento (CE) 341/2007 della Commissione, del 29 marzo 2007, recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari e istituzione di un regime di titoli di importazione e certificati d’origine per l’aglio e alcuni altri prodotti agricoli importati da paesi terzi (GU L 90, pag. 12) — Non trasmissibilità di diritti provenienti dai titoli «A» — Società intestatarie di titoli d’importazione che hanno acquistato, prima dell’importazione, aglio cinese tramite una società non intestataria di tali titoli e che hanno rivenduto l’aglio in parola, dopo il pagamento di dazi doganali, alla medesima predetta società
Dispositivo
L’articolo 6, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 341/2007 della Commissione, del 29 marzo 2007, recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari e istituzione di un regime di titoli di importazione e certificati d’origine per l’aglio e alcuni altri prodotti agricoli importati da paesi terzi, dev’essere interpretato nel senso che esso non osta, in via di principio, ad operazioni mediante le quali un importatore, intestatario di titoli d’importazione ad aliquota ridotta, acquisti una merce al di fuori dell’Unione europea da un operatore, che sia dal canto suo importatore tradizionale ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 2, del medesimo regolamento ma che abbia esaurito i propri titoli d’importazione ad aliquota ridotta, e poi gliela rivenda dopo averla importata nell’Unione. Tuttavia, simili operazioni costituiscono un abuso di diritto quando siano state concepite artificiosamente allo scopo essenziale di beneficiare del dazio agevolato. La verifica dell’esistenza di una pratica abusiva richiede che il giudice del rinvio prenda in considerazione tutti i fatti e le circostanze del caso di specie, ivi comprese le operazioni commerciali precedenti e successive all’importazione di cui trattasi.
(1) GU C 178 del 22.6.2013.
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