23.11.2015
IT
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
C 389/30
Sentenza del Tribunale del 18 settembre 2015 — Petro Suisse Intertrade/Consiglio
(Cause riunite T-156/13 e T-373/14) (1)
((«Politica estera e di sicurezza comune - Misure restrittive adottate nei confronti dell’Iran allo scopo di impedire la proliferazione nucleare - Congelamento di capitali - Ricorso di annullamento - Entità infra-statale - Legittimazione e interesse ad agire - Ricevibilità - Diritto al contraddittorio - Obbligo di notifica - Obbligo di motivazione - Diritti della difesa - Errore manifesto di valutazione - Diritto di proprietà»))
(2015/C 389/31)
Lingua processuale: l’inglese
Parti
Ricorrente: Petro Suisse Intertrade Co. SA (Pully, Svizzera) (rappresentanti: J. Grayston, solicitor, P. Gjørtler, G. Pandey, D. Rovetta, N. Pilkington e D. Sellers, avvocati)
Convenuto: Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: M. Bishop e I. Rodios, agenti)
Oggetto
Domanda di annullamento, da un lato, della decisione 2012/829/PESC del Consiglio, del 21 dicembre 2012, che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU L 356, pag. 71), nonché del regolamento di esecuzione (UE) n. 1264/2012 del Consiglio, del 21 dicembre 2012, che attua il regolamento (UE) n. 267/2012 concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU L 356, pag. 55), e, dall’altro, della decisione del Consiglio contenuta nella lettera del 14 marzo 2014 volta a mantenere le misure restrittive adottate nei confronti della ricorrente.
Dispositivo
1)
Il ricorso è respinto.
2)
La Petro Suisse Intertrade Co. SA sopporterà, oltre alle proprie spese, quelle sostenute dal Consiglio dell’Unione europea.
(1) GU C 147 del 25.5.2013.
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