29.2.2016
IT
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
C 78/7
Ricorso proposto il 18 dicembre 2015 — Commissione europea/Repubblica di Polonia
(Causa C-683/15)
(2016/C 078/08)
Lingua processuale: il polacco
Parti
Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: K.-Ph. Wojcik, M. Heller e J. Hottiaux, agenti)
Convenuta: Repubblica di Polonia
Conclusioni della ricorrente
—
dichiarare che, non avendo adottato le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la direttiva 82/891/CEE del Consiglio, e le direttive 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE e 2013/36/UE e i regolamenti (UE) n. 1093/2010 e (UE) n. 648/2012, del Parlamento europeo e del Consiglio (1), o, in ogni caso, non avendo comunicato tali disposizioni alla Commissione, la Repubblica di Polonia è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’articolo 30, paragrafo 1, di detta direttiva;
—
infliggere alla Repubblica di Polonia, in forza dell’articolo 260, paragrafo 3, TFUE, il pagamento di una penale di importo pari a EUR 51 456 giornalieri a decorrere dalla data di pronuncia della sentenza nella presente causa per inadempimento dell’obbligo di comunicare le misure di recepimento della direttiva 2014/59/UE;
—
condannare Repubblica di Polonia alle spese.
Motivi e principali argomenti
Il termine per il recepimento della direttiva 2014/59/UE è scaduto il 31 dicembre 2014.
(1) GU L 173, pag. 190.
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