27.6.2016
IT
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
C 232/29
Ricorso proposto il 2 maggio 2016 – Brancheforeningen for Regulerkraft i Danmark/Commissione
(Causa T-203/16)
(2016/C 232/37)
Lingua processuale: il danese
Parti
Ricorrente: Brancheforeningen for Regulerkraft i Danmark [Associazione danese per l’energia di regolazione (BRD)] (Ikast, Danimarca) (rappresentante: N. Gade, avvocato)
Convenuta: Commissione europea
Conclusioni
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
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Dichiarare che la Commissione ha violato l’articolo 265 TFUE, nonostante l’obbligo di agire previsto da tale articolo, per aver avviato il procedimento di indagine formale in materia di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 4, del regolamento 2015/1589, e per aver omesso, in violazione del termine fissato all’articolo 9, paragrafo 6, di adottare una decisione sugli aiuti di Stato SA.32699 e SA.32184 relativi agli aiuti concessi ai fornitori di energia elettrica che incidono sul mercato dell’energia di regolazione.
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condannare la Commissione europea alle spese.
Motivi e principali argomenti
La ricorrente sostiene che la Commissione ha violato l’articolo 265 TFUE, da un lato, per aver avviato il procedimento di indagine formale solo 29 mesi dopo la sua denuncia e, dall’altro, per aver omesso di adottare una decisione sul caso anche 31 mesi dopo l’avvio di tale procedimento.
La ricorrente inoltre sostiene che la Commissione ha ricevuto tutte le informazioni che potevano essere necessarie per portare a termine il procedimento relativo agli aiuti di Stato e che un periodo di 31 mesi deve essere considerato ampiamente sufficiente per verificare gli aspetti fattuali e rilevanti del caso, non da ultimo perché, prima dei summenzionati 29 mesi impiegati per il procedimento di esame preliminare, la Commissione ha avuto in totale cinque anni per indagare sul caso.