15.1.2018
IT
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
C 13/25
Ricorso proposto il 27 ottobre 2017 — Dreute / Parlamento
(Causa T-732/17)
(2018/C 013/39)
Lingua processuale: il francese
Parti
Ricorrente: Olivier Dreute (Bruxelles, Belgio) (rappresentanti: L. Levi e A. Blot, avvocati)
Convenuto: Parlamento europeo
Conclusioni
Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
—
dichiarare il presente ricorso ricevibile e fondato;
di conseguenza,
—
annullare la decisione del 30 gennaio 2017 del Segretario generale del Parlamento europeo, recante trasferimento del ricorrente dal gabinetto del Presidente del Parlamento europeo alla direzione generale dei Servizi di ricerca parlamentare — Direzione della biblioteca, del Parlamento europeo, a decorrere dal 17 gennaio 2017;
—
annullare la decisione dell’APN del 20 luglio 2017 recante rigetto del reclamo del ricorrente del 28 aprile 2017;
—
se necessario, annullare la decisione del Segretario generale del 12 luglio 2017 recante il distacco del ricorrente nell’interesse del servizio presso la Commissione, dal 24 maggio 2017 al 31 dicembre 2017, nella parte in cui tale decisione costituisce la conseguenza delle decisioni del 30 gennaio e del 20 luglio 2017;
—
concedere la somma di EUR 20 000 a titolo di risarcimento per il danno morale subito;
—
condannare il convenuto a tutte le spese.
Motivi e principali argomenti
A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce cinque motivi.
1.
Primo motivo, vertente sull’incompetenza dell’autore della decisione impugnata, in quanto, secondo il ricorrente, l’autorità competente a decidere la sua nuova assegnazione era in Presidente in carica del Parlamento europeo e non il Segretario generale del Parlamento.
2.
Secondo motivo, dedotto in subordine, vertente sulla violazione del diritto di essere ascoltato nonché della decisione del 24 settembre 2015, PERS-DGD(2015)44042, riguardante lo spostamento dei posti in seno a una direzione generale o tra direzioni generali.
3.
Terzo motivo, dedotto in subordine, vertente sulla violazione del principio della certezza del diritto.
4.
Quarto motivo, dedotto in subordine, vertente su uno sviamento di potere.
5.
Quinto motivo, dedotto in subordine, vertente sulla violazione del principio di buona amministrazione e del dovere di sollecitudine.