[AZA] H 180/99 Ws IIa Camera composta dei giudici federali Meyer, Borella e Gianella, supplente; Schäuble, cancelliere Sentenza del 24 gennaio 2000 nella causa B.________, avvocato, ricorrente, rappresentato dall'avv. P.________, contro Cassa cantonale di compensazione, Via Canonico Ghiringhel- li 15a, Bellinzona, opponente, e Tribunale cantonale delle assicurazioni, Lugano F a t t i : A.- B.________, avvocato, č stato amministratore unico, con firma individuale, dal 5 marzo 1992 al 2 maggio 1996, della A.________ SA, costituita nel 1973, con sede a S.________ dal marzo 1992 (in precedenza a L.________). S.________, procuratrice, aveva pure diritto di firma individuale dal 5 marzo 1992 al 31 dicembre 1994. La societŕ, malgrado avesse la sede a S.________, č stata affiliata alla Cassa cantonale di compensazione di Bellinzona, con effetto dal 1° aprile 1992, previo consenso della Cassa cantonale vallesana di compensazione. Con sentenza 17 dicembre 1997 della Pretura di L.________ la ditta č stata dichiarata fallita. In seguito ad impugnazione della declaratoria di decozione, l'11 febbraio 1998 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha respinto l'appello e dichiarato il fallimento senza preventiva esecuzione della A.________ SA, con effetto dal 17 febbraio 1998. Il 12 giugno 1997 la Cassa ha reso una decisione me- diante la quale, constatato di aver subito un danno di fr. 795'992.30 a causa del mancato versamento dei contribu- ti paritetici dovuti dalla fallita nel periodo dall'aprile 1992 al marzo 1996, ne ha preteso il pagamento da B.________, con vincolo di solidarietŕ con P.________, H.________, entrambe amministratrici della societŕ dal 22 maggio 1996, e D.________, organo di fatto della stessa, per analogo periodo e importo e con S.________ per fr. 383'741.60. Il procedimento amministrativo contro quest'ultima venne in seguito abbandonato. B.- A seguito dell'opposizione dell'interessato, la Cassa ha promosso nei suoi confronti una petizione al Tri- bunale delle assicurazioni del Cantone Ticino, postulandone la condanna al risarcimento del predetto importo, in solido con D.________, P.________ e H.________. Per giudizio 15 aprile 1999 l'adita istanza giudizia- ria ha accolto la petizione contro B.________, ritenendolo responsabile del danno, malgrado avesse anticipato fr. 200'000.-, tentato di salvare l'attivitŕ della fallita e chiesto, ma solo nell'aprile 1996, il fallimento della societŕ. C.- Contro il giudizio cantonale l'interessato, patro- cinato dall'avv. P.________, insorge al Tribunale federale delle assicurazioni con un ricorso di diritto amministrati- vo. Postula, in via principale, l'annullamento della querelata pronunzia e, in via subordinata, il rinvio del- l'incarto all'istanza inferiore per procedere all'audizione dei testi richiesti e far allestire una perizia che stabilisca l'effettiva situazione economica della fallita fra il gennaio 1992 e il maggio 1996. Dei motivi invocati si dirŕ, per quanto occorra, nei considerandi di diritto. La Cassa propone la reiezione del gravame, mentre P.________, H.________, D.________ e l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali hanno rinunciato a determi- narsi. D i r i t t o : 1.- a) Qualora la lite non verta sull'assegnazione o il rifiuto di prestazioni assicurative, il Tribunale fede- rale delle assicurazioni deve limitarsi ad esaminare se il giudizio di primo grado abbia violato il diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere d'apprezzamento, oppure se l'accertamento dei fatti sia manifestamente inesatto, incompleto od avvenuto violando norme essenziali di procedura (art. 132 OG in relazione con gli art. 104 lett. a e b e 105 cpv. 2 OG). b) Il Tribunale federale delle assicurazioni puň sta- tuire sulla pretesa di risarcimento danni soltanto in quan- to essa si riferisca a contributi di diritto federale. Nel- la misura in cui litigiosi siano in concreto danni addebi- tabili al mancato pagamento di contributi di diritto canto- nale, il ricorso di diritto amministrativo č irricevibile (v. DTF 119 V 80 consid. 1b e sentenze ivi citate). 2.- a) I giudici cantonali hanno condannato il ricor- rente al risarcimento di fr. 795'992.30, in solido con P.________, H.________ e D.________, per contributi impagati riferiti al periodo dall'aprile 1992 al marzo 1996. Essi hanno tralasciato di assumere i mezzi di prova richiesti, ritenendoli ininfluenti ai fini del giudizio, visto che agli atti giŕ vi erano sufficienti elementi per decidere. b) B.________ contesta questa tesi e insiste sull'importanza dell'assunzione dei mezzi di prova richie- sti, in particolare sull'audizione dell'avv. F.________ in qualitŕ di patrocinatore della A.________ SA nella procedu- ra di fallimento, il quale potrebbe confermare che vi era un gruppo industriale interessato a rilevare la ditta. Per questo motivo, egli avrebbe contattato la Cassa per cono- scere la reale situazione debitoria della societŕ e per chiedere una proroga che gli fu peraltro concessa. Il ri- corrente ritiene che da questa testimonianza si possa dimo- strare che la pretesa della Cassa sarebbe sensibilmente in- feriore, o nulla, se solo la stessa avesse operato con la necessaria diligenza: infatti, se l'amministrazione avesse consentito ad un'ulteriore proroga della procedura di fal- limento - perché le trattative in corso con un gruppo este- ro erano praticamente giunte a buon fine -, essa avrebbe sicuramente potuto usufruirne. Il ricorrente č inoltre dell'opinione che l'audizione di D.________, P.________ e S.________ possa scagionarlo da qualsivoglia ipotesi di negligenza grave, perché i "maneggi" operati dagli interessati nell'ambito della ditta italiana S.________ SpA ha per certo causato un danno irreparabile alla A.________ SA. B.________ sottolinea poi la necessitŕ di esperire una perizia allo scopo di sostanziare la riuscita della nota operazione e di dimostrare che, al momento della decadenza della sua funzione quale amministratore unico, l'organo di revisione aveva certificato la solvibilitŕ della societŕ. Infine, il ricorrente č dell'avviso che vi sia una concolpa della Cassa, la quale non ha fatto uso della dili- genza e dell'attenzione che ci si poteva da lei legittima- mente attendere, avuto riguardo all'ingente ammontare della pretesa scoperta. Si tratta infatti di cifre che avrebbero dovuto richiedere una particolare attenzione, non potendo tale importo essere considerato come ordinaria amministra- zione. In particolare, la Cassa si sarebbe dovuta determi- nare ben prima del rilascio degli attestati di carenza beni il 13 giugno 1996, non essendo ammissibile né tollerabile che un'amministrazione permetta una tale lievitazione. 3.- a) In primo luogo, B.________ ravvisa, dal profilo formale, una violazione del suo diritto di essere sentito nell'ambito dell'istruzione della causa da parte del Tribunale cantonale, nella misura in cui non sono stati assunti i mezzi di prova offerti con atti 15 dicembre 1997 e 18 giugno 1998. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una deci- sione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedi- mento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quel- lo di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 124 I 51 con- sid. 3a, 242 consid. 2, 124 II 137 consid. 2b, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Se perň gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla con- vinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non po- trebbero modificare questo apprezzamento, č superfluo assu- mere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Ver- waltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 con- sid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una viola- zione del diritto di essere sentito (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). Va pure ricordato che nell'ambito dell'accertamento dei fatti e della valutazione delle prove il giudice di me- rito dispone di un ampio potere di apprezzamento. Per cen- surare un asserito accertamento arbitrario dei fatti o un'asserita valutazione arbitraria delle prove non č suffi- ciente che il ricorrente critichi semplicemente la decisio- ne impugnata o che contrapponga a quest'ultima una propria valutazione, per quanto essa sia sostenibile o addirittura preferibile; egli deve bensě dimostrare per quale motivo la valutazione delle prove da lui criticata sarebbe manifesta- mente insostenibile, si trovi in chiaro contrasto con la situazione di fatto, si fondi su una svista manifesta o contraddica in modo urtante il sentimento della giustizia e dell'equitŕ (DTF 123 I 5 consid. 4a, 122 I 66 consid. 3a, 121 I 114 consid. 3a). b) In concreto, il ricorrente sostiene che le testimo- nianze di D.________, P.________ e S.________ siano rilevanti per poter accertare in modo inequivocabile che nulla gli č imputabile e che la causa del dissesto fi- nanziario dell'A.________ SA č riconducibile unicamente allo scorretto comportamento di queste persone. Ora, occorre dapprima rilevare che B.________ ha sottoscritto il 25 febbraio 1992 i contratti di compra- vendita di attivi liberi stipulati fra la N.________ SA, di cui D.________ era amministratore delegato, la M.________ SA, con D.________ presidente della societŕ, entrambe in moratoria concordataria, e la ditta di cui egli era amministratore unico. Sapeva pure che i macchinari che l'A.________ SA avrebbe acquisito per un importo complessivo di fr. 2'581'420.28 (fr. 1'791'623.18 dalla N.________ SA e fr. 789'797.10 dalla M.________ SA) sarebbero in seguito stati rivenduti alla ditta italiana S.________ SpA per fr. 5'175'147.- oltre a fr. 44'800.- per spese di trasporto, pari a 7,35 miliardi di lire. Dall'esame degli atti emerge inoltre che B.________ sapeva che P.________, S.________ e, in particolare, D.________ avevano interessi patrimoniali anche in altre societŕ. Dal processo verbale di constatazione 30 dicembre 1993 dell'Ufficio provinciale imposta sul valore aggiunto di Latina, ricevuto dal ricorrente mediante fax il 7 gennaio 1994, si evince infatti quanto segue. D.________ era amministratore delegato e azionista nella misura del 20% della S.________ SpA, azionista maggioritario (60%) della F.________ SA - la quale era a sua volta azionista al 5% della S.________ SpA - nonché socio e azionista minoritario, nella misura di 9 milioni di lire, della U.________. P.________, dal canto suo, era presidente, socia e azionista maggioritaria, nella misura di 81 milioni di lire, della U.________ Srl - la quale aveva acquistato macchinari dalla A.________ SA - nonché rappresentante legale e presidente, dall'8 giugno 1989, della S.________ Srl di T.________, fallita il 21 gennaio 1993 - societŕ quest'ultima che aveva acquistato macchinari dalla U.________ Srl. S.________, infine, era amministratrice della U.________ Srl dal 25 maggio 1993 e rappresentante legale nonché amministratrice delegata della S.________ Srl di T.________ dal 25 marzo 1991. A B.________ non potevano pertanto sfuggire, giŕ dall'inizio del 1994, quelli che nel suo ricorso di diritto amministrativo qualifica siccome "maneggi", ossia at- titudini gestionali poco trasparenti, di D.________, P.________ e S.________. Va inoltre osservato che il ricorrente, malgrado ben sapesse con chi aveva a che fare, ha rinunciato a sporgere querela penale nei confronti di D.________ e S.________, benché fosse venuto a conoscenza dei vari prelevamenti effettuati da quest'ultima verso la fine del 1993, per un importo di 746 milioni di lire, pari a fr. 749'332.50, presumibilmente consegnati a D.________. Ne consegue che i primi giudici non hanno violato il diritto di essere sentito, rifiutando l'audizione di D.________, P.________ e S.________. Essi potevano le- gittimamente considerare che gli atti dell'incarto giŕ bastavano a chiarire la fattispecie e che ulteriori accer- tamenti sarebbero stati ininfluenti. c) Il ricorrente chiede pure il rinvio dell'incarto all'istanza cantonale perché sia sentito quale teste l'avv. F.________, patrocinatore della fallita nella procedura di decozione sfociata nella sentenza d'appello 11 febbraio 1998, ritenuto che la sua deposizione potrebbe chiarire quanto accaduto nell'imminenza della dichiarazione di fallimento della A.________ SA. Agli atti figura una lettera 6 aprile 1998 dell'avv. F.________ a A.________, commissario del concordato della M.________ SA e della Nuova S.________ SA, da cui risulta che poco dopo aver ottenuto una proroga dalla Cassa gli fu recapitata la sentenza della Camera di esecuzione e falli- menti del Tribunale d'appello ticinese che dichiarava il fallimento della A.________ SA. Orbene, i fatti cui fa riferimento B.________ sono avvenuti tra dicembre 1997 e gennaio 1998, mentre la Cassa ha emanato la decisione secondo l'art. 52 LAVS nei suoi confronti il 12 giugno 1997. Ne consegue che la testi- monianza dell'avv. F.________ risulterebbe ininfluente ai fini della valutazione della colpa del ricorrente, ritenuto altresě che malgrado le parti avessero concordato il pagamento dello scoperto entro il 15 gennaio 1998 questo non avvenne. Detto altrimenti, č irrilevante prospettare dilazioni di pagamento per dimostrare la solvibilitŕ della societŕ, quando č giŕ del tutto certo che tale ipotesi non č confortata da elementi fattuali seri, come risulta in termini incontrovertibili dalla sentenza d'appello 11 febbraio 1998. Infatti, l'A.________ SA non solo non ha reso verosimile la sua solvibilitŕ, ma nemmeno ha dimo- strato di aver estinto il debito e di aver depositato l'im- porto a favore del creditore. Anche in questo caso si deve concludere che i primi giudici si sono correttamente determinati rifiutando l'au- dizione dell'avv. F.________, atteso che non basta prospettare ipotesi remote di risanamento aziendale, prive di qualsivoglia possibilitŕ di riscontro oggettivo, ma occorrono fatti idonei a dimostrare che le trattative non si riducano a puro parlato. Ipotizzare un salvataggio aziendale nel breve spazio di tempo che intercorre tra il giudizio di primo grado sul fallimento e quello d'appello - notoriamente celere avuto riguardo al principio di celeritŕ che connota il diritto esecutivo federale - rasenta la temerarietŕ, tanto piů che nemmeno B.________ vi aveva creduto quando la S.________ SpA gli aveva comunicato, il 1° febbraio 1996, la ripresa dei "programmi di acquisti dalla sua azienda". Infatti, il successivo 29 aprile il ricorrente ha chiesto al giudice del fallimento di S.________ la declaratoria di decozione della societŕ. d) Infine, il ricorrente ha chiesto l'allestimento di una perizia allo scopo di dimostrare che se non fosse stato pronunciato il fallimento, le trattative sarebbero per cer- to continuate e la fallita sarebbe stata in grado di salda- re il suo debito verso la Cassa, ritenuto che l'organo di revisione certificava la solvibilitŕ della societŕ. Ora, dal rapporto di revisione 23 maggio 1996, riferi- to al bilancio intermedio al 30 aprile 1996, si evince una perdita di bilancio di fr. 1'568'632.43 (fr. 1'242'479.33 perdita riportata + fr. 326'153.10 perdita aziendale al 30 aprile 1996). I revisori hanno pure precisato che, es- sendo le pretese dei creditori non piů coperte, per so- vraindebitamento della societŕ, č stato necessario chiedere all'assemblea l'attuazione di misure di risanamento. Si č pertanto effettuata una postergazione di complessivi fr. 1'623'493.75, cosě ripartita: fr. 262'073.75 per rinun- cia parziale di alcune poste riferite a D.________ e P.________, fr. 1'361'420.- per "possibile" postergazione di parte del credito della massa concordataria Nuova S.________ SA e M.________ SA. I revisori hanno poi rilevato che vi era uno scoperto per oneri sociali (AVS, INSAI, Cassa malati, Imposte alla fonte e LPP) per complessivi fr. 1'603'798.50. Inoltre č opportuno evidenziare che il rapporto di revisione č carat- terizzato da una visione perlomeno ottimista della realtŕ aziendale. Ad esempio, č indicata una posta per "scorta merce" valutata in fr. 2'985'584.-, riferita a due tipi di "magazzini": uno ubicato a L.________ e altri, detti C.________, siti in F.________, G.________ e S.________. I revisori hanno accettato questo importo, senza fare accertamenti particolari, accontentandosi in pratica dei dati forniti da D.________, basati su sue liste manuali. Detto altrimenti, l'accettazione acritica di una posta significativa e di importo rilevante sulla base dei dati incontrollabili forniti da persona interessata, come pure l'ipotesi di ulteriore postergazione di una posta di fr. 1'361'420.-, di accettazione peraltro dubbia, non con- sentono di concludere nel senso dei revisori, secondo cui l'A.________ SA, una volta effettuato il risanamento, poteva essere in grado di continuare ad esistere, aumentan- do il suo giro d'affari, potendo cosě di conseguenza copri- re i debiti ancora scoperti. Ne consegue che una perizia contabile risulterebbe del tutto superflua, come del resto B.________ doveva e poteva sapere giŕ sulla base del rapporto 29 aprile 1996 - per certo causale alla sua istanza di fallimento di stessa data - commissionato alla D.________ SA di G.________, da cui risulta che vi erano scritturazioni fittizie e sopravvalu- tazioni di attivi, tali da pregiudicare irreparabilmente la vita economica della societŕ. La richiesta di una perizia volta in sostanza a dimostrare che la fallita sarebbe stata ancora risanabile, benché B.________ si fosse dimostrato in precedenza di ben altro avviso sulla base di precisi dati di fatto da lui ritenuti affidabili, č ai limiti del temerario e costituisce, nella migliore delle ipotesi, un tentativo disperato di aggrapparsi a elementi inconsistenti pur di continuare a sperare. Non sussiste quindi, anche in questo caso, violazione alcuna del diritto di essere sentito del ricorrente. 4.- Va ora accertato se si realizzi la responsabilitŕ giusta l'art. 52 LAVS di B.________ nella sua qualitŕ di amministratore unico della A.________ SA dal 5 marzo 1992 al 2 maggio 1996. La giurisdizione cantonale ha giŕ correttamente ricor- dato, nei considerandi del querelato giudizio, che i pre- supposti a fondamento dell'obbligo di risarcimento ai sensi del citato disposto sono, oltre all'esistenza di un danno, la violazione delle prescrizioni vigenti in materia di con- tributi paritetici da parte del datore di lavoro e l'inten- zionalitŕ o la negligenza grave di quest'ultimo. In sostan- za, l'obbligo di conteggiare e versare i contributi da par- te del datore di lavoro - nella cui nozione sono compresi pure gli organi di una societŕ anonima - č un compito pre- scritto dal diritto pubblico. A questo riguardo il Tribuna- le federale delle assicurazioni ha piů volte rilevato che il venir meno a detto compito costituisce violazione di prescrizioni ai sensi dell'art. 52 LAVS e comporta il ri- sarcimento integrale del danno (DTF 118 V 195 consid. 2a). A questa esposizione puň essere fatto riferimento e presta- ta adesione. Va evidenziato inoltre che l'organo di una societŕ anonima deve prestare particolare attenzione alla scelta del personale al quale affida la gestione degli affari im- portanti della ditta (cura in eligendo), alle istruzioni che egli dŕ (cura in instruendo) e alla sorveglianza (cura in custodiendo). Segnatamente č suo preciso dovere vigilare affinché i contributi vengano regolarmente versati (DTF 108 V 202 consid. 3a). Tale dovere risulta accresciuto quando si tratti di un amministratore unico, ritenuto che se č ve- ro che quest'ultimo puň delegare compiti - tra cui quello di curare che i contributi vengano pagati - č pure esatto che la delega non lo esime dal vigilare che le funzioni de- legate siano effettivamente svolte. Quale organo egli in sostanza č tenuto ad informarsi periodicamente sull'andamento dell'azienda, in particolare sugli affari principali, richiedendo rapporti dettagliati, studiandoli attentamente, cercando di chiarire errori ed agendo per correggere irregolaritŕ. Se dalle informazioni raccolte sorge il sospetto di una gestione scorretta o ne- gligente da parte di chi ha ottenuto la delega gestionale, l'amministratore deve intervenire affinché le prescrizioni siano rispettate (DTF 114 V 223 consid. 4a). 5.- In concreto č accertato che la Cassa ha subito un danno, per il mancato pagamento dei contributi paritetici dovuti dalla fallita nel periodo dall'aprile 1992 al marzo 1996, pari a fr. 795'992.30. Questo importo viene ora chie- sto al ricorrente. Egli non ne contesta il calcolo. Fa solo valere di non essere tenuto al risarcimento, non essendo adempiuti nei suoi confronti i requisiti posti dall'art. 52 LAVS e dalla giurisprudenza che lo interpreta. Adduce inol- tre una concolpa della Cassa, la quale non avrebbe agito con il grado di diligenza e tempestivitŕ richiesto dal- l'elevato importo scoperto nei suoi confronti. a) Com'č noto, il ricorrente č stato amministratore unico della A.________ SA dal 5 marzo 1992 al 2 maggio 1996. Egli, per sua stessa ammissione, sapeva che la socie- tŕ versava in gravi difficoltŕ finanziarie. Con lettera 5 febbraio 1994 aveva infatti precisato a D.________ di non averlo denunciato penalmente per aver prelevato, a sua insaputa, oltre fr. 600'000.- dal conto intestato alla fal- lita (cfr. consid. 3b) per non pregiudicare le trattative in corso con la G.________ SpA, societŕ di gestioni e par- tecipazioni industriali che si sarebbe impegnata a sotto- scrivere il 60% del capitale sociale della S.________ SpA. Gli aveva inoltre chiesto quali garanzie potessero es- sere ragionevolmente fornite alla A.________ SA per con- sentirne il pareggio dei conti senza doverla far fallire. In conclusione aveva proposto, alternativamente, di au- mentare il capitale sociale per coprire le perdite, di tro- vare una soluzione per forzare la G.________ SpA a con- cludere le trattative in senso positivo, di chiedere il fallimento della societŕ o di domandare la liquidazione. Con ulteriore scritto del 9 febbraio 1994, B.________ - in risposta a D.________, che aveva indicato uno scoperto per oneri sociali a fine dicembre 1993 di fr. 350'000.- - aveva precisato di ritenere in fr. 750'000.- l'importo effettivo dovuto. Ciň anche sulla base della sua lettera 25 marzo 1992 alla Cassa cantonale vallesana di compensazione, nella quale rendeva noto che la A.________ SA aveva alle sue dipendenze da 29 a 35 impiegati. Malgrado l'interessato avesse inoltre palesato molte- plici dubbi sulle trattative con la G.________ SpA e asseverato che vi era molta improvvisazione in tutta l'operazione, egli ha palesemente manifestato l'intenzione di continuare a collaborare per trovare una soluzione soddisfacente, a condizione di versare i contributi impagati alle assicurazioni sociali, recuperare i prestiti e ottenere, se possibile, un concordato. b) Visto quanto precede, le affermazioni di B.________ non possono essere considerate quale esimente, ritenuto che egli, malgrado sia stato al corrente giŕ con certezza dall'inizio del 1994 - a ricezione, il 7 gennaio 1994, del fax riferito al processo verbale di constatazione del 30 dicembre 1993, rispettivamente il 5, 7 e 9 febbraio 1994, dopo lo scambio epistolare con D.________ - tanto delle difficoltŕ in cui versava l'A.________ SA quanto del comportamento poco corretto di D.________ ed P.________, ha perň ritenuto opportuno continuare a sperare contro ogni logica che si operasse il risanamento della societŕ, procrastinando cosě il pagamento dei contributi sociali. Benché il ricorrente disponesse della tanto attesa conferma del 1° febbraio 1996 da parte della S.________ SpA della ripresa delle trattative entro breve termine, il 29 aprile 1996 ha perň chiesto il fallimento della societŕ, dimostrando per atti concludenti di non poter credere a conclusioni positive. A tale determinazione non č estranea la relazione resa a B.________ dalla D.________ SA in connessione al mandato di revisione conferitole prima del 26 febbraio 1996. Omettere di dare disposizioni affinché fossero pagati regolarmente i contributi alle assicurazioni sociali, pur sapendo che vi era mora e che si trattava di importi ingen- ti perché riferiti a dipendenti in numero da 29 a 35, č se- gno di negligenza non indifferente del datore di lavoro, suscettibile di far sorgere la responsabilitŕ dell'ammini- stratore unico, cui incombeva per legge la massima vigilan- za nella conduzione e nel controllo della societŕ. Infatti, la perdita dei contributi da parte della Cassa deriva da una grave negligenza dell'amministratore, che ha differito il pagamento, quando giŕ gli era noto il serio pericolo che i contributi non potessero essere pagati. A nulla gli giova poi affermare di aver piů volte reso responsabile D.________ dell'obbligo di dover pagare i contributi paritetici, atteso che concolpe altrui in questi termini non costituiscono esimente. Orbene, il ricorrente non ha fatto quello che chiunque nella sua situazione e con pari formazione professionale avrebbe sicuramente fatto tra fine 1993 e inizio 1994: di- mettersi, dopo aver provveduto agli adempimenti che gli art. 725 e 725a CO imponevano, senza attendere fino al 29 aprile 1996. Ne consegue che B.________ dovrŕ risarcire il danno alla Cassa. c) Va ora esaminato se esiste, come lo pretende il ri- corrente, concolpa della Cassa tale da interrompere il nes- so adeguato di causalitŕ tra l'operato dell'amministratore e il danno. A questo riguardo il Tribunale federale delle assicu- razioni ha giŕ avuto modo di stabilire che l'obbligo del datore di lavoro di risarcire il danno puň essere ridotto in applicazione per analogia dell'art. 4 LResp, rispettiva- mente dell'art. 44 cpv. 1 CO, qualora e nella misura in cui causa adeguata del danno o del suo aggravamento sia stata una grave violazione del dovere di diligenza da parte del- l'amministrazione (DTF 122 V 185 segg.). Secondo l'art. 70 cpv. 1 lett. b LAVS, le associazioni fondatrici, la Confe- derazione e i Cantoni rispondono dei danni causati dagli organi della cassa o da qualsiasi funzionario o impiegato della cassa violando, intenzionalmente o per negligenza grave, le prescrizioni. Ora, dalla documentazione agli atti si evince che il 9 novembre 1992 la Cassa aveva diffidato la A.________ SA per il mancato pagamento dei contributi per il 3° trimestre 1992, pari a fr. 5'100.-, e che l'11 dicembre seguente ave- va chiesto l'emissione di un precetto esecutivo. Risulta poi che il 3 marzo 1993 l'amministrazione aveva nuovamente diffidato la societŕ, per il mancato pagamento riferito al 4° trimestre 1992, e che il 4 maggio 1993 l'aveva precetta- ta per l'importo di fr. 5'100.-. In data 13 dicembre 1994 - dopo aver ricevuto, il 25 novembre 1994, la distinta dei salari 1992 dalla ditta - la Cassa ha allestito il conteg- gio di chiusura e il 13 gennaio 1995 ne ha chiesto il paga- mento. Il 30 marzo 1995 ha diffidato la ditta e il 28 apri- le di quell'anno l'ha precettata per fr. 161'634.80. Lo scoperto 1992, di complessivi fr. 171'834.80, č sfociato nell'attestato di carenza beni 13 giugno 1996 di fr. 172'062.85. Per il 1993, la Cassa ha attuato la medesima procedura del 1992, nel senso che - dopo aver allestito il conteggio di chiusura, chiesto il pagamento e diffidato la societŕ - il 28 aprile 1995 l'ha precettata per fr. 207'274.80, otte- nendo il 13 giugno 1996 un attestato di carenza beni per fr. 207'702.80. Anche per il 1994 - dopo aver chiesto l'8 giugno, il 7 settembre e il 7 dicembre 1994 il pagamento dei contri- buti - la Cassa č stata costretta l'8 aprile 1995 a nuova- mente diffidare la societŕ e a multarla il 16 maggio 1995. Il 27 luglio 1995 essa ha allestito il conteggio di chiu- sura 1994 per fr. 187'166.60, mentre il 2 febbraio e il 15 aprile 1996 ha rispettivamente diffidato e precettato la A.________ SA per il medesimo importo. L'amministrazione ha ricevuto il 13 giugno 1996 un ulteriore attestato di caren- za beni per fr. 5'318.60 riferito al 3° trimestre 1994 e un altro riferito al 4° trimestre per fr. 5'249.10, nonché un attestato del 29 aprile 1997 per fr. 195'367.45 riferito al periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 1994. Le modalitŕ d'incasso con il corollario di diritto esecutivo si sono reiterate anche nel 1995 e l'ammontare scoperto č risultato essere di fr. 182'766.10. La Cassa ha ottenuto altri 5 attestati di carenza beni per complessivi fr. 138'180.85 riferiti al periodo da gennaio a ottobre 1995, rilasciati tra il 13 e il 18 giugno 1996, nonché un ulteriore attestato del 29 aprile 1997 per fr. 48'210.20 riferito ai contributi paritetici per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 1995. Infine, per il periodo ancora entrante in linea di conto da gennaio a marzo 1996, la Cassa, dopo aver diffida- to ogni mese la societŕ, l'ha precettata per un importo di fr. 46'950.-. Da quanto esposto risulta che l'amministrazione, dopo aver diffidato la A.________ SA nel novembre 1992 e marzo 1993 ed averla precettata nel dicembre 1992 e maggio 1993, č rimasta praticamente inattiva per quasi due anni (fino al 13 gennaio 1995). Orbene, questa inattivitŕ determina per certo una violazione del dovere di diligenza da parte dell'amministrazione. Č perň pure evidente che tale carenza non č causale in relazione al danno. Infatti, l'am- ministratore unico sapeva sin dall'inizio del 1994 dell'in- gente ammontare, da lui valutato in circa fr. 750'000.-, che la A.________ SA doveva alle assicurazioni sociali. Detto altrimenti, i quasi due anni di inoperosa attesa del- la Cassa non potevano indurre in errore il ricorrente sul dovere della societŕ di pagare i contributi sociali, del cui notevole ammontare B.________ era ben conscio. Inoltre questi era pure cosciente dei suoi doveri perché aveva con- fermato a D.________ che non intendeva essere in nessun modo coinvolto penalmente per il mancato pagamento dei contributi. Il ricorrente non ha perň tratto le debite conclusioni che un amministratore unico di societŕ anonima, tanto piů se avvocato, avrebbe dovuto trarre: dimettersi o disporre - controllando che ciň avvenisse effettivamente - affinché fossero regolarmente versati i contributi che man mano divenivano esigibili e ammortizzati gli arretrati. Ne consegue che non sono dati i due presupposti cumu- lativi richiesti dalla giurisprudenza per rendere la Cassa corresponsabile del danno. B.________ dovrŕ pertanto rifondere a quest'ultima l'intero importo scoperto, solidalmente con P.________, H.________ e D.________. 6.- La lite non concernendo l'assegnazione o il rifiu- to di prestazioni assicurative ai sensi dell'art. 134 OG, la procedura č onerosa. Per questi motivi, il Tribunale federale delle assicu- razioni p r o n u n c i a : I.In quanto ricevibile, il ricorso di diritto ammini- strativo č respinto. II.Le spese giudiziarie, fissate a fr. 16'000.-, sono po- ste a carico del ricorrente e saranno compensate con le garanzie prestate da quest'ultimo. III.La presente sentenza sarŕ intimata alle parti, al Tri- bunale cantonale delle assicurazioni, Lugano, all'Uf- ficio federale delle assicurazioni sociali, nonché a P.________, H.________ e D.________. Lucerna, 24 gennaio 2000 In nome del Tribunale federale delle assicurazioni Il Giudice presidente la IIa Camera: Il Cancelliere: