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DE LA COMMISSION
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DOCUMENTS "COM"
COM (86) 129
Vol. 1986/0043
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COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
COM(86) 129 def.
Bruxelles,le marzo 19 86.
LA COMUNITÀ' DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA
Orientamenti per un nuovo Programma Quadro comunitario di ricerca
e di sviluppo tecnologico 1987-1991
(Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamentceuropeo)
COM(86) 129 def.
- I -
La Comunità della Scienza e della Tecnologia:
orientamenti per il nuovo
Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo tecnologico 1987-1991
RIASSUNTO
1. Una nuova spinta per L'Europa
L'Europa raccoglie la sfida.
In un mondo caratterizzato da un processo di innovazione accelerata, dalla
mondializzazione delle attività produttive, dallo sviluppo dei servizi e
dall'impulso dato dai programmi di difesa e spaziali allo sviluppo
tecnologico delle nazioni, l'Europa si sta organizzando. Il 1985 è stato
contrassegnato dal lancio della Comunità della tecnologia, dall'iniziativa
EUREKA e da 11 'uffici a lizzazione nell'Atto Unico europeo delle attività di
ricerca e sviluppo in campo tecnologico.
La Commissione presenta oggi i suoi orientamenti per il nuovo Programma
Quadro di ricerca e sviluppo in campo tecnologico per il periodo 1987-1991.
2. Che cosa apporta la dimensione comunitaria alla ricerca e sviluppo europei
in campo tecnologico?
Il successo e la reputazione di programmi quali ESPRIT, RACE e BRITE si
basano sulla consapevolezza del valore aggiunto che apportano le attività
comunitarie di ricerca e sviluppo in campo tecnologico.
La Comunità permette di ottenere una sinergia degli sforzi e delle
competenze favorendo le economie di scala e il raggiungimento della massa
critica, oltre ad offrire le possibilità di diversificazione richieste da
un'evoluzione scientifica e tecnica rapida e costosa.
L'azione comunitaria crea un humus favorevole alla creatività e alla
cooperazione fra protagonisti scientifici e industriati nel quadro dei
programmi strategici e dei progetti prioritari e significativi.
Il quadro comunitario stabilisce un legame tra lo sforzo tecnologico e il
grande mercato europeo. Tale quadro permetterà nel 1992 dei mercati
pubblici aperti basati su norme e su una politica di proprietà industriale
comuni.
La Comunità finanzia la ricerca grazie agli strumenti di bilancio e nei
prossimi mesi saranno presentati a titolo complementare nuovi sistemi
d'ingegneria finanziaria rispondenti alle esigenze specifiche degli
operatori scientifici ed industriali.
Il quadro comunitario assicura anche il collegamento con una politica
commerciale dinamica che prolunga e appoggia gli sforzi dei ricercatori e
degli industriali.
La Comunità costituisce infine un quadro coerente che consente di
ottimizzare gli sforzi degli Stati membri, di valorizzare le loro
potenzialità specifiche, di evitare i doppioni a tutto beneficio della
Comunità intera e delle sue regioni.
- I I -
3. Una nuova legittimità istituzionale per la ricerca e Lo sviluppo
tecnologico ‘ 1
Con l Atto Unico europeo si dispone di una nuova base politica e giuridica
per lo sviluppo della strategia scientifica e tecnica comunitaria.
L'azione della Comunità in materia di RST si articola su tre livelli di
programmi concatenati:
un programma quadro pluriennale adottato all'unanimità che costituisce
la base di uno sviluppo equilibrato e globale delle azioni comunitarie;
programmi scientifici, decisi a maggioranza qualificata, che definiscono
gli obiettivi specifici promuovendo la cooperazione tra tutti i partner
interessati e che sono aperti alla partecipazione dei paesi terzi;
programmi complementari cui partecipano soltanto gli Stati membri che lo
desiderano.
4- Quali sono le priorità dell'azione comunitaria?
Il documento sugli orientamenti propone sette linee d'azione rispondenti
alle nuove esigenze degli anni 1990.
L'obiettivo ^principale è quello di contribuire a migliorare la
competitività internazionale dell'Europa, di arricchire la qualità della
vita e di realizzare una vera Europa dei ricercatori. Le linee d'azione e
di ricerca comprendono sette temi:
gestione delle risorse (soprattutto agricole);
- gestione dell'energia;
competitività dell'industria e dei servizi (tecnologie dell'informazione
telecomunicazioni, . . .); '
qualità della vita ("Europa contro il cancro", lotta contro l'AIDS
sicurezza, tutela dell'ambiente, ...);
- scienza e tecnica al servizio dello sviluppo;
- potenziale scientifico e tecnico dell'Europa;
infrastruttura generale dello sviluppo scientifico e tecnico
(innovazione, reti scientifiche, traduzione automatica, __ ).
La Commissione auspica un potenziamento sostanziale delle attività
concernenti la competitività dell'industria e dei servizi, non solo a causa
dell'evoluzione scientifica e tecnologica mondiale ma anche a causa della
crescente pressione della sfida esterna alla quale il nostro continente
deve far fronte.
In materia di gestione dell'energia, la Commissione auspica di rinforzare
il primo posto che l'Europa occupa nel campo della fusione termonucleare
campo che rappresenta, inoltre, uno dei settori nei quali l ' integrazione
degli sforzi è al livello dell'intera Europa.
Per quanto riguarda gli altri aspetti delle ricerche energetiche è
auspicata una nuova orientazione delle attività. La Commissione ritiene
pero che l attuale evoluzione e l'andamento, ancora imprevedibile, del
prezzo del petrolio non debbano far abbandonare una ricerca che rappresenta
un importante fattore di diversificazione dell'approvvigionamento
comunitario e di riduzione del consumo energetico.
- Ili -
La Commissione esamina inoltre la possibilità di includere nella lista
delle azioni del prossimo Programma Quadro delle attività concernenti
l utilizzazione dello spazio e lo sviluppo dell'aeronautica.
Data la portata della sfida e la necessità di affrontarla è necessario un
forte aumento dei fondi pubblici e privati, nazionali e comunitari da
mettere a disposizione della ricerca e della tecnologia. La Commissione
valuta a circa 10 miliardi di ECU la dotazione globale necessaria per
realizzare il futuro Programma Quadro 1987-1991. Anche se si tratta di un
forte aumento rispetto al bilancio stanziato per il precedente Programma
Quadro, tale importo rappresenterà meno del 5% di tutte le spese di ricerca
degli Stati membri durante lo stesso periodo.
Le nuove modalità di esecuzione della ricerca comunitaria
Per il futuro Programma Quadro, la Commissione propone un aumento
significativo della parte delle azioni a spese ripartite, del tipo ESPRIT,
rispetto alle azioni dirette svolte nel suo Centro comune di ricerca, il
cui ruolo e i cui compiti saranno rivalutati e verranno presentati in una
prossima comunicazione.
Per completare le modalità già previste per la ricerca e lo sviluppo
comunitario in campo tecnologico, saranno preparate nuove modalità di
attuazione, quali ad esempio la creazione di imprese comuni o il varo di
programmi complementari previsti nell'Atto Unico europeo.
La Commissione è pronta ad esaminare la possibilità di introdurre strutture
flessibili del genere "agenzie" per assicurare l'interfaccia tra le
priorità e le politiche comunitarie da un lato ed i bisogni specifici degli
operatori dall'altro.
Infine gli interventi finanziari della Comunità saramo completati da un
insieme di agevolazioni che sono il frutto delle nuove iniziative della
Commissione nel campo dell'ingegneria finanziaria, in particolare per i
progetti di R&S tecnologici a finalità industriale vicini alla situazione
di mercato, come per esempio i progetti EUREKA.
Una Comunità della tecnologia aperta e priva di complessi
La Comunità della tee elogia non può isolarsi nelle sue frontiere
geografiche e istituzionali.
Aprendosi verso l'esterno essa rafforzerà la sua cooperazione
internazionale all'insegna di quanto avviene nel campo della fusione
termonucleare.
A livello strettamente europeo, la Commissione è a favore di un
approfondimento delle relazioni con l'Agenzia spaziale europea, con il
CERN, con la Fondazione europea della scienza e con il Consiglio d'Europa.
- IV -
La cooperazione bilaterale con i paesi dell'EFTA registra una nuova
dimensione con l'attuazione degli accordi quadro di cooperazione
scientifica e tecnica già firmati o che saranno firmati prossimamente.
Nel Programma Quadro avrà un posto importante lo sviluppo della
cooperazione COST cui partecipano numerosi paesi non comunitari.
La Commissione appoggia infine l'iniziativa EUREKA e ritiene che i
programmi comunitari e i progetti EUREKA, data la loro complementarità,
rappresentino un tutto unico tendente verso lo stesso obbiettivo, cioè
l'aumento della competitività internazionale dell'industria, lo sviluppo
dell'occupazione e la prosperità in Europa.
La Comunità e la Commissione in particolare possono fornire ad EUREKA
diversi tipi di contributi per aiutare tale iniziativa a portare
■ integralemente i suoi frutti:
- cooperazione a progetti EUREKA,
- comando di personale qualificato presso la segreteria di EUREKA,
- organizzazione di convegni industriali,
- messa a disposizione di un sistema di comunicazione di informazioni messo
a punto net contesto ESPRIT,
- apporto del grande mercato,
- nuove strutture istituzionali e finanziarie idonee.
7. Domani, il programma quadro 1987-1991
Al termine del dibattito che avrà luogo nelle prossime settimane al
Consiglio e al Parlamento su questi orientamenti, la Commissione presenterà
nel mese di luglio la sua proposta formale di programma quadro di ricerca e
sviluppo tecnologico per il periodo 1987-1991.
- 1 -
INDICE
I. Introduzione
II. Oggetto del documento
III. Situazione e prospettive: l'Europa nel contesto internazionale
IV. La sfida interna: la realizzazione della Comunità europea della scienza e
della tecnologia
1. Criteri di scelta delle azioni
2. Linee d'azione
3. Equilibri finanziari
V. Realizzazione della Comunità europea della scienza e della tecnologia
1. Quadro generale
2. Modalità di preparazione, di esecuzione, di finanziamento e di
valutazione
A. Modalità d'esecuzione esistenti: il ruolo del CCR
B. Le nuove modalità
C. Valutazione dei risultati
3. Misure d'accompagnamento
4. Una Comunità della tecnologia aperta e senza complessi
- EUREKA
- COST
VI. Conclusioni
Allegato I: Tabella riassuntiva delle azioni comunitarie
Allegato II: Schede delle azioni comunitarie
- 2 -
La Comunità della scienza e della tecnologia
I . Introduzione
Gli Stati membri della Comunità europea devono affrontare oggi un compito
particolarmente importante: la realizzazione concreta di una Comunità della
scienza e della tecnologia.
Non si tratta naturalmente di scartare le varie opportunità o le fruttuose
possibi lità di cooperazione extra-comunitarie, anzi le direttrici delle attuali
proposte della Commissione sottintendono l'apertura delle azioni
comunitarie ai paesi terzi europei e il potenziamento delle possibilità di
cooperazione in condizioni di parità con i grandi partner non europei.
La Comunità è infatti in grado di definire e di decidere una strategia di
ricerca e sviluppo tecnologici (RDT) di dimensioni continentali.
Una dimensione comunitaria si impone per sè per far fronte al costo
notevole ed in aumento delle spese di RST, per usufruire delle economie di
scala e delle possibilità di diversificazione, e per garantire una migliore
sinergia degli sforzi e delle competenze in settori scientifici e tecnici
in rapida evoluzione.
Il quadro comunitario permette di ottenere, in una strategia d'insieme,
l'ottimizzazione delle varie misure necessarie per migliorare in modo
strettamente complementare la competitività economica e la base scientifica
e tecnologica dell'Europa, ossia:
nei
cui
una
di
la cooperazione fra i protagonisti scientifici e industriali
programmi strategici e nei progetti prioritari e significativi di
condividono i risultati a costi più ridotti;
ia creazione di un vasto mercato interno e precursore mediante
politica^ coerente di normalizzazione, di apertura dei mercati
proprietà industriale, di concorrenza, ecc.; '
la disponibilità di mezzi finanziari adeguati attraverso l'impiego degli
strumenti finanziari esistenti e di nuovi metodi d'ingegneria
finanziaria;
la cooperazione nel progettare, creare e utilizzare infrastrutture
complesse e costose (telecomunicazioni, grandi strumenti e impianti
scientifici );
l'attuazione di una maggiore coesione a vantaggio delle regioni o le
categorie di popolazione più sfavorite attraverso un impiego dei fondi
strutturali tendenti alla realizzazione degli obiettivi economici e
sociali della Comunità;
- 3 -
- L'utilizzazione della politica comune nelle relazioni esterne e commerciali,
al fine di presentare posizioni comuni nei grandi dibattiti internazionali;
- l'evoluzione dell'istruzione e della formazione attraverso una stretta
collaborazione a livello comunitario fra università e industrie e con lo
sviluppo di nuove attrezzature e sistemi per agevolare l'adeguamento alle
previsibili trasformazioni delle qualifiche professionali e per disporre
dell'alto grado di specializzazione necessario per L'uso delle nuove
tecnologie.
La realizzazione di una Comunità della scienza e della tecnologia che fino ad
oggi sembrava difficile per non dire illusoria può ormai essere assicurata.
La Comunità conta ora 12 Stati membri che dispongono di una nuova base
politica, economica e commerciale.
Il Consiglio europeo nella sua riunione di Milano (28-29 giugno 1985) ha
"approvato e fatto suo" il memorandum della Commissione "Verso una Comunità
europea della tecnologia".
La dichiarazione di principio approvata a Hannover (novembre 1985) ha situato
l'iniziativa EUREKA e i progetti che da essa scaturiranno nel prolungamento
delle azioni comunitarie e multilaterali eurpee di R,S&D, con l'obiettivo di
valorizzare tali azioni a livello industriale.
Sono stati conclusi inoltre o lo saranno prossimamente accordi quadro di
cooperazione S/T tra la Comunità e diversi Stati terzi europei (Austria,
Svizzera, Svezia, Norvegia, Finlandia).
D'altro canto i capitoli "Mercato interno" e "Ricerca scientifica e sviluppo
tecnologico" dell'Atto Unico europeo hanno aperto la strada allo sviluppo
simultaneo e coordinato delle politiche comunitarie in campo scientifico,
tecnologico, industriale e commerciale.
Infine le evoluzioni constatati al livello internazionale sia in campo
economico che in quello della scienza e della tecnologia (aeronautica,
spazio, grandi programmi militari ...) (1) confermano alla Commissione che la
realizzazione di una strategia scientifica e tecnica europea aggiornata e
ambiziosa sembra attualmente sia necessaria che possibile.
Tale strategia è ner. ssaria perché è dalle capacità scientifiche e
tecnologiche delle grandi potenze economiche che dipenderà in gran parte
durante il decennio in corso la loro possibilità di sostenere la crescita e
mantenere i posti di lavoro.
Cfr. capitolo III del presente documento.
- 4 -
Tale strategia è possibile grazie alla stretta collaborazione e al clima di
fiducia che si è stabilito in questi ultimi anni fra imprese ed organismi
scientifici localizzati nella Comunità, nonché fra questi ultimi e la
Commissione, in particolare nell'ambito dei programmi ESPRIT, RACE e BRITE.
Tale strategia è possibile anche perché la Comunità costituisce la struttura
organizzata che permette di riunire ed impegnare i mezzi richiesti;
utilizzazione coordinata delle risorse umane e finanziarie e incremento
concertato e finalizzato dei mezzi nazionali e comunitari.
- 5 -
II - Oggetto del documento
Nella risoluzione del Consiglio del 25 luglio 1983 che ha approvato i
Principi, gli obiettivi e i criteri di selezione delle azioni del
Programma Quadro delle attività S/T comunitarie 1984-1987, era prevista
"al più tardi nel 1985" una revisione di tale programma.
Durante il 1985 il "dossier ricerca" è stato oggetto di motte discussioni
e iniziative a livello europeo: Consiglio europeo di Milano, conferenze
ministeriali EUREKA, conferenza intergovernativa a Lussemburgo. Su questa
base la Commissione, come aveva annunciato in particolare nella sua
comunicazione "Verso una Comunità tecnologica europea" (1), ritiene che
questa revisione deve, adesso, "essere eseguita celermente alto scopo di
assucurare senza ritardi la formulazione e l'adozione di un secondo
Programma Quadro per il periodo 1987-199T"~I ~ ~
Il presente documento intende presentare sinteticamente gli orientamenti
generali di questo Programma Quadro per gli anni 1987-1991, insieme ai
relativi indirizzi e mezzi per realizzarlo.
La Commissione auspica che questo primo documento - che non costituisce La
proposta formale della Commissione e non ne pregiudica affatto il
contenuto finale - serva a raccogliere i pareri e le posizioni delle
istituzioni comunitarie, particolarmente per quanto riguarda:
- gli orientamenti scientifici e tecnici da ritenere,
- le priorità e gli equilibri da rispettare,
- l'entità dei mezzi finanziari da prevedere per il periodo 1987-1991.
Alla luce di questi dibattiti e delle relative conclusioni, la Commissione
preparerà una proposta formale di Programma Quadro 1987-1991 da presentare
al Consiglio e al Parlamento nel luglio 1986.
COMC85) 530 def. del 30.9.1985.
- 6 -
III. Situazione e prospettive: l'Europa nel contesto internazionale
Negli ultimi anni gli Stati europei, nonostante le persistenti e
preoccupanti debolezze che saranno analizzate in seguito, hanno
dimostrato non solo di poter resistere ad una situazione di crisi grave
ma anche di riuscire, attraverso la loro unione e/o la cooperazione, a
creare una forza quasi senza equivalente nel mondo.
L'Europa mantiene la sua posizione di principale potenza commerciale
mondiale; infatti attraverso essa transita più di un terzo del commercio
internazionale. La Comunità europea, l'area economica più aperta del
mondo, esporta il 40% della sua produzione industriale; il 25-30% del suo
prodotto interno lordo contro il 10-12% degli Stati Uniti e del
Giappone.
Di fronte all'instabilità del dollaro e di molte monete straniere,
l'Europa - grazie allo SME - ha potuto mantenere una notevole stabilità
monetaria.
Oltre a controllare sempre di più l'inflazione, i paesi europei
attraverso una migliore distribuzione del valore aggiunto in favore delle
imprese hanno realizzato un aumento lento ma reale degli investimenti e
degli utili di produttività, aumento più elevato, per esempio, che negli
Stati Uniti.
Sui vari mercati mondiali l'Europa ha ottenuto prestazioni paragonabili a
quelle del Giappone, un temibile avversario commerciale (in particolare
nell'area OPEP). Sul piano energetico l'Europa ha compiuto uno sforzo
considerevole riducendo dal 65 al 45% nel giro di 10 anni la sua
dipendenza dal petrolio, mentre comparativamente il Giappone resta ancora
al di sopra del 60%.
I successi europei nei settori della scienza e della tecnologia (Airbus,
Ariane, CERN, JET, ESPRIT, BRITE, RACE, ...) sottolineano infine il
valore e l'efficacia del potenziale di R, S & D dell'Europa.
Questa rassegna troppo rapida di alcuni dati europei positivi non deve
far dimenticare gli aspetti negativi che a loro volta, e a maggior
ragione, confermano la necessità di una strategia europea offensiva nel
campo della ricerca e dell'innovazione, concentrata sull'obiettivo della
competitività internazionale e, attraverso questo obiettivo, la sua
trasposizione in termini di occupazione.
Tra i grandi paesi industriali, quelli membri della Comunità si trovano
di fronte a partners con un potenziale e con un dinamismo scientifico e
tecnico notevoli, a volte nettamente superiore. Le condizioni economiche
che erano prevalse negli anni '70 caratterizzano ancora fortemente lo
sviluppo delle politiche S/T dei paesi europei, anche se cominciano ad
avvertirsi i segni di una ripresa economica.
In un clima dove la soluzione del problema della disoccupazione è stata e
resta al centro delle preoccupazioni della maggior parte dei governi europei,
la politica S/T non ha avuto spesso una priorità netta ed il suo finanziamento
è restato sottoposto a forti limitazioni, malgrado gli stretti legami
esistenti tra tecnologia, crescita ed occupazione.
Questa tendenza si è per fortuna capovolta verso la fine degli anni '70 in
quanto la maggioranza dei governi ha riconosciuto l'importanza di una R&S
forte per un'economia di crescita. Si noti in particolare la tendenza a dare
la priorità ai lavori di ricerca applicati e orientati verso finalità
economiche; così le politiche di S/T della maggior parte dei paesi europei
mirano a favorire sempre di più l'innovazione e a migliorare il collegamento
tra ricerca di base e industria.
Tuttavia, la portata dello sforzo da compiere cioè lo sforzo previsibile che
resta per il futuro, non deve essere sottovalutata. Infatti nessuno degli
Stati europei di qualunque dimensione non potrà da solo far fronte alla sfida
tecnologica del momento attuale. Per valutare lo sforzo da compiere si devono
tener presenti cinque importanti fattori che hanno caratterizzato questi
ultimi anni :
- l'accelerazione del processo d'innovazione, ossia della concorrenza
internazionale attraverso l'innovazione. L'intensità di questo processo
determina l'apparizione di tecnologie, di prodotti e di processi nuovi
sostenuti da programmi di ricerca di ampio respiro. Gli Stati europei sono
quindi costretti a un incremento tangibile del loro impegno finanziario per
la R&S se vogliono impedire di essere irrimediabilmente superati
nell'attuale corsa all'innovazione;
- la diffusione nell'insieme delle attività economiche e sociali di nuove
tecnologie soggette ad un ritmo di evoluzione molto rapido (informatica,
biotecnologia, materiali);
- la sempre più rapida mondializzazione delle attività produttive, una netta
tendenza che si osserva anche net mondo scientifico e tecnologico e che
rischia di frammentare l'Europa contro la volontà dei suoi Stati membri;
- L'ascesa delle attività "immateriali" che si traduce in uno sviluppo
accelerato dei servizi. La ricchezza delle nazioni si basa e si baserà
sempre di più in un prossimo futuro sulle attività di servizi ad alta resa:
servizi alla produzione, servizi finanziari, servizi di comunicazione e di
informazione, distriiazione, formazione, ricerca ...;
- infine e forse soprattutto, a breve e medio termine, l'incremento dei
programmi di difesa - con te loro conseguenze sul sistema mondiale della
ricerca, della scienza e della tecnologia. I limiti tradizionali fra ricerca
civile e ricerca militare tendono infatti a scomparire; i grandi programmi
di difesa divengono intercambiabili sia scientificamente che
tecnologi camenie.
- 8 -
Questi grandi programmi di difesa concentrano gli sforzi di R&S attorno ad
alcuni settori chiave quali le telecomunicazioni, le alte energie, i grandi
elaboratori, i materiali avanzati e lo spazio. In molti paesi essi si
traducono in contratti importanti con grandi consorzi industriali (che spesso
hanno una struttura di R&S specializzata nelle applicazioni militari).
Parallelamente esse assorbono una forte e crescente quota del potenziale di
ricerca in termini umani e finanziari.
Questo ultimo punto va approfondito con riferimento alla situazione americana
dove il ruolo dello Stato diventa sempre più pesante attraverso i bilanci di
R&S del dipartimento della difesa (DOD). Il forte aumento delle spese di R&S
negli USA va infatti posto in rapporto diretto con i programmi militari;
l'ultima forte accelerazione è dovuta all'iniziativa di difesa strategica -
SDÌ. La quota del bilancio di R&S militare rispetto alle spese pubbliche degli
USA - 40 miliardi di USD contro 57 miliardi di USD nel 1986 - è passata nel
giro di alcuni anni, dal 50 al 70% nel 1986.
Oltre all'effetto generale di accelerazione sullo sviluppo tecnologico che
portano tali contributi finanziari, i programmi considerati riguardano spesso
indirizzi e tipi di ricerca completamente nuovi ed originali (a duplice
finalità, civile e militare) che costituiscono la base della produzione e dei
servizi del futuro. Inoltre, questi programmi sono concepiti al fine di
mettere a punto dei sistemi e non soltanto dei componenti o prodotti e questo
sarà un fattore concorrenziale di primo piano in futuro. D'altro canto i mezzi
finanziari messi a disposizione di questi programmi costituiscono di fatto una
sovvenzione diretta alle industrie che li eseguono.
Infine, i recenti sforzi degli Stati Uniti si collocano nella prospettiva
della mondializzazione ~ controllata ~ della ricerca perché conducono
all'introduzione di reti di cooperazione sia per quanto concerne la ricerca
che lo sviluppo tecnologico.
Si deve tener conto di questi elementi per instaurare un sistema di RST
comunitario. La dispersione degli sforzi nazionali rischia di privare per
lungo tempo la Comunità delle risorse necessarie per una penetrazione
significativa in settori altrettanto importanti per gli europei e rischi
anche di ridurre gli europei al ruolo di subappaltatori in progetti che essi
non potranno orientare secondo i propri interessi.
Ampliando i l raffronto tra gli Stati della Comunità e il resto del mondo -
anche se è difficile prevedere a medio e a lungo termine l'evoluzione delle
politiche S/T dei paesi industrializzati - si constatano alcune tendenze.
- 9 -
Analizzando le tendenze registrate della spesa pubblica di R&S nell'ultimo
decennio si possono valutare a 230 (1) miliardi di ECU circa gli stanziamenti
pubblici che i 12 Stati membri della Comunità dovrebbero assegnare alla R s &
D nel periodo 1987-1991 e a 460 miliardi di ECU la spesa interna lorda (2) di
R&S di questi Stati. (Questa stima globale concerne in realtà, come precisato
a pag. 13 del presente documento, un impegno distribuito in modo molto
disuguale tra gli Stati della Comunità). Durante questo stesso periodo, la
spesa interna lorda di R&S (SIRS) degli USA dovrebbe essere di circa 1.000
miliardi di ECU e quella del Giappone di 330 miliardi di ECU (secondo una
stima basata su una estrapolazione dei dati forniti dall'OCSE per gli ultimi
dieci anni). Lo sforzo comunitario della R&S si situerebbe pertanto tra quello
del Giappone, paese del quale è inutile ricordare le prestazioni tecnologiche,
e quello americano.
Questa affermazione va precisata mettendo a confronto il peso economico di
queste tre regioni. Facendo riferimento al PIL, si constata che negli ultimi
dieci anni, quelli dell'Europa e degli Stati Uniti sono quasi identici, mentre
quello del Giappone è inferiore del 50% circa. Nell'ipotesi che tale tendenza
si mantenga fino al 1991, i 460 miliardi di ECU di EUR-12 dovrebbero quindi
essere raffrontati ai 660 miliardi di ECU del Giappone (di conseguenza a PIL
paragonabi le).
Questo ragionamento non pretende di essere esente da difetti ma consente
comunque di confermare la strategia dinamica che il Giappone e gli USA hanno
adottato per il futuro della R&S.
Si constata anche che rispetto agli altri partner la Comunità non ha più una
evidente posizione di forza. Nell'URSS, in particolare, si osserva che nel
1983, la spesa totale per la R&S era di 26 miliardi di rubli, pari a 38
miliardi di ECU (55 miliardi di ECU per EUR-12). Nell'ipotesi che tali
tendenze si confermino ai 460 miliardi di ECU di EUR-12 per il periodo 1987-
1991 dovrebbero corrispondere circa 320 miliardi di ECU nell'Unione Sovietica.
Sulla base dei documenti del 26° Congresso è molto probabile che tale importo
venga superato e a tale proposito si osserva un forte aumento del numero di
ricercatori che sono più che triplicati dal 1975 e che nel 1987 dovrebbero
raggiungere il livello americano. Da segnalare inoltre la recente firma,
avvenuta il 18 dicembre 1985, del "Programma quadro per il progresso
scientifico e tecnico degli Stati membri del C0MEC0M fino all'anno 2000", un
programma vasto e ambizioso.
Diverse nazioni, infine, si stanno gradualmente affacciando sulla scena
scientifica e tecnica: Cina, Brasile, India, Messico, Corea ... aumentando
ulteriormente la "concorrenza internazionale attraverso l'innovazione".
Le stime sono tutte espresse in termini correnti.
SIRS: spesa interna lorda pubblica e privata. La percentuale di
finanziamento pubblico nel totale degli stanziamenti di R&S è del 50%
circa per EUR-12, del 22% in Giappone, del 52% negli USA.
- 10 -
In questa situazione generale, la Commissione ritiene che sia fondamentale
dotare l'Europa di una potenza, presenza e capacità concorrenziale a livello
internazionale, fornendole una struttura scientifica e tecnologica in grado di
far fronte alle sfide esterne.
La Commissione ritiene pertanto che sia indispensabile attribuire una
priorità principale rispetto all'insieme delle attività comunitarie alla
ricerca e allo sviluppo tecnologico e prevedere nel bilancio un conseguente
ritmo di crescita privilegiato per questo settore.
- 11 -
La sfida interna: La realizzazione della Comunità europea della scienza e
della tecnologia ~ ~ ~ - ----------------
Di fronte alla concorrenza S/T esterna, l'Europa - questo insieme
eterogeneo di "paesi in fase d'invecchiamento in un mondo che
ringiovanisce' - rischia malgrado le sue notevoli capacità di uscire
gradualmente dalla scena se non sfrutta adeguatamente la dimensione e il
dinamismo comunitari.
Tutte le analisi della Commissione, le cui conclusioni sono ampiamente
condivise non solo dal Parlamento europeo e dal Comitato economico e
sociale, ma anche dai responsabili delle politiche nazionali di R&S e dai
rappresentanti del mondo scientifico e industriale, puntano alla Comunità
europea come base per costituire il nucleo centrale di un'impresa di
questo tipo.
La Commissione ritiene di dover svolgere la propria azione
contemporaneamente su tre fronti:
a) il completamento del mercato interno che dovrebbe essere effettivo nel
1992. Tale completamento deve dare la possibilità a tutti gli Stati
membri di combinare nel settore delle tecnologie di avanguardia
l apertura degli appalti pubblici e l'accesso alle corrispondenti
conoscenze scientifiche e tecniche. Politica innovatrice degli acquisti
pubblici e strategia comune della R,S&D devono pertanto essere
considerate congiuntamente.
b) il ricorso a nuovi metodi di ingegneria finanziaria che consentano di
creare una sinergia fra finanziamento pubblico e finanziamento privato;
c) il proseguimento e lo sviluppo di una strategia di ricerca e di
sviluppo tecnologico che, nei prossimi anni deve basarsi
fondamentalmente sui seguenti grandi obiettivi:
- il rafforzamento della base scientifica e tecnologica dell'industria
europea e sviluppo della sua competitività internazionale
(sottosezione V, capo VI dell'Atto Unico);
- il potenziamento della coesione economica e sociale della Comunità.
Tutti gli Stati membri e tutte le regioni della Comunità debbono
beneficiare delle conoscenze del Programma Quadro e dei programmi
specifici che ne derivano e partecipare al movimento di sviluppo
basato sul fondamento così creatosi. In questa dinamica, il FESR, i
PIM, il coordinamento degli altri strumenti finanziari (Fondo
sociale, FEAOG orientamenti, ...) e la definizione di nuovi strumenti
di prestito, saranno tutti mezzi da combinare tra loro;
- il miglioramento generale della qualità della vita nella Comunità
(questo obiettivo che abbraccia molteplici azioni nei settori della
sanità, della sicurezza, dell'ambiente __ deve rappresentare al
tempo stesso il complemento e il contrappeso dell'indirizzo
"competitività tecnologica e industriale").
- 12 -
Per raggiungere questi obiettivi è indispensabile assicurare un forte aumento
degli stanziamenti pubblici e privati all'interno degli Stati membri e un
adeguato incremento degli stanziamenti S/T comunitari legato a una maggiore
cooperazione fra i vari protagonisti dello sviluppo S/T (industria, università
A livello nazionale, le spese di R,S&D sembrano infatti ancora relativamente
basse in quanto mediamente, raggiungono soltanto il 2% del PNL, mentre - per
esempio - tale quota è già del 2,8% negli Stati Uniti (1) e dovrebbe
raggiungere il 3% in Giappone alla fine del decennio. Va comunque osservata la
grande differenza esistente tra i vari Stati membri della Comunità; il 2% del
PNL impiegato mediamente per la ricerca sta ad indicare un impegno che può
variare dallo 0,35% al 2,4%.
Spetterà agli Stati determinare le modalità di questi aumenti, sia potenziando
gli stanziamenti pubblici sia aumentando gli sforzi di ricerca industriale.
A livello comunitario, in valore assoluto e in percentuale del bilancio della
Comunità, gli sforzi effettuati restano modesti (+ 3% del bilancio generale
delle Comunità e 2,5% del totale dei bilanci pubblici nazionali di R&S).
Considerati gli effetti di slancio e di coordinamento prodotti dagli
interventi finanziari della Comunità per quanto riguarda la R&S, si dovrebbero
sensibilmente aumentare i mezzi, e con ciò puntare verso un'utilizzazione
ottimale delle risorse delta Comunità e dei suoi Stati membri.
La realizzazione degli obiettivi principali sopra evocati creerebbe nella
Comunità a 12 una struttura scientifica e tecnologica che permetterebbe a
quest'ultima uno sviluppo equi librato ma selettivo; tuttavia tale
preoccupazione per la selettività non deve portare ad escludere certi settori
di competenza della Comunità (insegnamento e formazione, realizzazione
dell'Europa dei ricercatori, agricoltura, industria, tutela e miglioramento
dell'ambiente umano, sanità, sicurezza ...).
Questo sviluppo dovrebbe anche implicare una selezione di azioni che sfruttino
al massimo il vantaggio delle dimensioni comunitarie che significa
concretamente:
- ripartizione dei costi,
- ripartizione dei rischi scientifici (concertazione sugli obiettivi e sui
metodi, moltiplicazione degli approcci scientifici),
- ampliamento del campo delle competenze e delle conoscenze,
- raggiungimento delta massa critica per quanto concerne le risorse
finanziarie o umane,
- maggiore efficacia dei lavori di R&S (progetti più ambiziosi, risultati
ottenuti più rapidamente e quindi vantaggio nella competizione scientifica e
industriale),
- adozione delle misure aggiuntive indispensabili per il successo.
Si fa osservare che negli USA la proposta di bilancio federale per la R&S
relativa al 1987 ammonta a 63 miliardi di USD rispetto ai 57 miliardi del
1986 (di cui 42 miliardi per il DOD e 4,8 miliardi per il solo programma
SDÌ).
- 13 -
Criteri di scelta delle azioni
Per selezionare le azioni e i programmi scientifici che offrono questo
valore aggiunto comunitario (che si differenziano quindi dalle azioni che
possono essere svolte a livello regionale, nazionale o presso altri
organismi internazionali o multilaterali), la Commissione ritiene che per
questa selezione ci si dovrebbe basare su di un insieme di criteri
precisi :
- avere dimensioni tali che i vari Stati membri, isolatamente non possano
o possano difficilmente assegnare i mezzi necessari;
- presentare netti vantaggi attraverso un miglioramento dell'efficacia e
una riduzione dei costi grazie ad una ripartizione dei compiti e ad una
mobilitazione delle risorse umane e finanziarie adeguate;
- permettere di ottenere risultati significativi per tutta la Comunità
grazie alla complementarità dei compiti svolti a livello nazionale e alla
dimensione dei problemi in causa, particolarmente a livello geografico;
- creare un substrato favorevole agli scambi transnazionali e alla
creatività;
- costituire a causa del volume finanziario oppure dell'effetto
d'incentivazione, la "massa critica" sufficiente per le attività
nazionali o multilaterali esistenti o da sviluppare;
- contribuire alla realizzazione delle politiche comunitarie e in
particolare al completamento del grande mercato.
Questi sei criteri di base generalmente si intersecano o si completano e in
ogni caso non si escludono a vicenda.
Linee d'azione
Sulla base delle osservazioni generali di cui sopra e in relazione ai
criteri precisati, la Commissione propone che per costruire la strategia
S/T della Comunità negli anni 1987-1991 vengano scelte sette linee d'azione
di base nell'ambito delle quali avrà luogo la scelta delle priorità e dei
programmi.
Le scelte dovranno a venire, secondo la Commissione, dando la precedenza,
alle attività atte a favorire:
- la competitività internazionale,
- la qualità della vita,
- la realizzazione dell'Europa dei ricercatori.
Un primo schema degli orientamenti scientifici e tecnici che dovranno
essere dati a queste varie azioni nel periodo 1987-1991, e dei mezzi
finanziari che sarà opportuno stanziare, è riportata nell'allegato II; il
lavoro di analisi e di approfondimento di questi orientamenti sarà
proseguito per tutto il periodo di preparazione della proposta formale del
nuovo Programma Quadro, ma il contenuto particolareggiato delle azioni da
svolgere sarà precisato nelle proposte di programmi specifici.
- 14 -
ELENCO DELLE AZIONI COMUNITARIE
1. Gestione delle risorse
1.1. Risorse agricole e ittiche
1.2. Materie prime
2. Gestione dell'energia
2.1. Fusione
2.2. Fissione nucleare
2.3. Fonti di energia fossili, nuove e rinnovabili, utilizzazione razionale
dell'energia
3. Competitività dell'industria e dei servizi
3.1. Tecnologie dell'informazione
3.2. Tecnologie delle telecomunicazioni
3.3. Integrazione delle tecnologie dell'informazione e delle
telecomunicazioni per applicazioni e servizi nuovi di interesse comune
3.4. Cooperazione nella ricerca di base per la scienza dei calcolatori
★
3.5. Tecnologie per le industrie manifatturiere e tecnologie speciali
3.6. Biotecnologia, tecnologie agro-industria li
3.7. Scienza e tecnologia dei materiali
*
3.8. Scienza e tecnologia marine
3.9. Trasporti
*
3.10. Norme scientifiche, materiali e metodi di riferimento
4. Qualità della vita
4.1. Sanità
4.2. Sicurezza
4.3. Ambiente e climatologia
5. Scienza e tecnica al servizio dello sviluppo
6. Potenziale scientifico e tecnico dell'Europa - Europa dei ricercatori
7. Supporto generale allo sviluppo scientifico e tecnico
7.1. Innovazione
7.2. Reti di comunicazione e d'informazione e basi di dati scientifici
7.3. Problemi linguistici
7.4. Prospettiva, valutazione, strumenti statistici
7.5. Coope-razione internazionale
- 15 -
Come sintesi degli orientamenti scientifici e tecnici esposti nelle schede
delineiamo la seguente panoramica:
Linea d'azione 1: Gestione delle risorse
Per le risorse agricole, si tratta - sulla linea delle prospettive aperte dal
"Libro verde" della Commissione - di rafforzare l'azione di R&S finora svolta.
In questo settore il coordinamento delle attività nazionali è particolarmente
importante e deve essere assicurato uno stretto collegamento con le azioni
sviluppate (3.6.) in materia di biotecnologia e di tecnologie agro-
industriali .
Per le risorse ittiche,. l'avvio effettivo di un'attività comunitaria,
differita per lungo tempo, dovrebbe infine aver luogo in concomitanza con le
nuove attività da sviluppare in materia di scienze e tecnologie marine.
Per Le materie prime, le azioni proposte si basano essenzialmente e rinforzano
selettivamente l'azione oggetto dell'orientamento comune del Consiglio nel
dicembre 1985.
Linea d'azione 2: Gestione dell'energia
La fusione termonucleare, costituisce un settore dove l'integrazione europea è
più avanzata. Si tratta di una ricerca a lungo respiro i cui risultati
potranno determinare e assicurare l'approvvigionamento energetico della
Comunità. Essa richiede pertanto un impegno consistente e stabile basato su
stanziamenti pubblici, in quanto è indispensabile non mettere a repentaglio, a
causa di un finanziamento carente, gli attuali successi.
Nel settore della fissione nucleare, l'accento sarà messo sulla sicurezza, la
gestione e il deposito dei residui radioattivi, la sicurezza dei reattori a
livello di normativa e il "controllo delle materie fissili", tutti campi nei
quali il lavoro a livello comunitario è particolarmente giustificato.
Per le fonti di energia fossili, nuove e rinnovabili e l'utilizzazione
razionale dell'energia, si deve tener conto dell'evoluzione delle tecniche, in
particolare della maturità di alcune di esse e del fattore ampliamento, donde
una riorientazione più accentuata di tali attività. L'attuale ed ancora
imprevedibile evoluzione del prezzo del petrolio non può portare ad un
abbandono di questo tema che resta importante per la diversificazione delle
nostre fonti di approvvigionamento e la riduzione del nostro consumo
energetico.
Linea d'azione 3: Competitività dell'industria e dei servizi
Questo obiettivo è chiaramente prioritario data la situazione socio-economica
della Comunità, l'evoluzione della situazione scientifica e tecnologica
internazionale e la crescente pressione della sfida esterna. Il ruolo della
Comunità in questo campo può rivelarsi determinante stimolando, favorendo o
appoggiando ogni tipo di cooperazione tra Stati e tra industrie.
- 16 -
Le tecnologie dell'informazione hanno registrato con ESPRIT un grande passo in
avanti nell'ambito della R&S comunitaria. Si tratta ora di consolidare quanto
è stato acquisito tenendo presenti l'esperienza preziosa del primo programma e
il maggiore impegno deciso per questo settore dal Giappone e dagli Stati
Uniti. Sarà attribuita una particolare attenzione al settore del software che
costituisce una tecnologia comune delle TIT e, contemporaneamente, un elemento
chiave per lo sviluppo delle applicazioni.
Anche per le telecomunicazioni ci si rende conto della necessità di uno sforzo
comunitario, data la portata internazionale del tema e l'importanza dei nuovi
servizi offerti dallo sviluppo delle reti e dei terminali d'avanguardia di
telecomunicazione. RACE deve rappresentare la risposta europea alle
opportunità e alle carenze attuali. Al di là delle attività più
specificatamente tecnologiche è importante per l'Europa curare l ' integrazione
delle tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni per applicazioni
e servizi nuovi d'interesse comune: l'istruzione e i trasporti sono due esempi
di queste applicazioni d'interesse comune nei quali è anche presente la
preoccupazione sociale quale espressa nell'iniziativa IRIS. Si tratterà in
questo caso di curare particolarmente una stretta cooperazione tra le attività
nazionali.
Più a monte delle preoccupazioni tecnologiche si propone inoltre di iniziare
una cooperazione nella ricerca di base per le tecnologie dell'informazione al
fine di assicurare l'apporto costante di nuove conoscenze in un settore in
rapida evoluzione.
Un accento particolare è stato messo in Europa sulla rivitalizzazione delle
industrie tradizionali grazie alle nuove tecnologie. Il successo del programma
BRITE dimostra che l'iniziativa comunitaria su questo punto risponde ad un
bisogno effettivo. Sono stati formulati nuovi orientamenti in base
all'esperienza raccolta per le azioni concernenti le tecnologie delle
industrie manifatturiere e le tecnologie speciali.
Le biotecnologie hanno già dimostrato il loro enorme potenziale per la
trasformazione delle attività di diversi settori economici tradizionali, come
quello chimico o farmaceutico. Ciò giustifica la proposta della Commissione di
rafforzare le azioni per le biotecnologie e di iniziare nuove azioni ne,,
settore delle tecnologie agroindustriali, azioni da sviluppare in stretto
collegamento con il programma di R&S agricolo in modo che possano usufruire
dell'apporto della biotecnologia.
Il nostro futuro tecnologico dipende fortemente dal controllo del settore dei
materiali, settore nel quale la sfida americana e giapponese è particolarmente
agguerrita. Sembrano necessari un sforzo coordinato e la costituzione di reti
comunitarie e di conseguenza sono state proposte delle attività nuove per
l'azione scienza e tecnologie dei materiali.
Le scienze e le tecnologie marine sono oggetto di diversi e svariati lavori
nella maggior parte dei nostri Stati membri. La Commissione ritiene che si
giustifichi un'azione comunitaria in questo vasto settore che implica
l'impiego di attrezzature complesse e troppo costose per un solo paese, onde
ottimizzare l'impiego delle attrezzature esistenti (navi oceanografiche,
sommergibili, ecc.), mettere in comune le competenze complementari disponibili
negli Stati membri, applicare i risultati della ricerca nell'attuazione delle
politiche comuni, venire in aiuto ai paesi in via di sviluppo e, infine
contribuire allo sviluppo del mercato interno sviluppo legato all'accettazione
di norme comuni.
- 17 -
Il settore dei t rasport i è un campo ideale per azioni a carattere
internazionale. Finora vi sono state soltanto alcune azioni COST molto
apprezzate, ma merita di essere ampliato lo sforzo comunitario di R&S in
questo campo.
Il completamento del mercato interno è uno degli obiettivi essenziali della
Comunità per i prossimi anni. La realizzazione di questo obiettivo implica
molteplici iniziative tra le quali riveste un'importanza particolare la
definizione e l'adozione di norme comuni. La fissazione di norme e standard
presuppone spesso un lavoro di ricerca a monte che se svolto in comune
facilita l adozione di una normativa riconosciuta da tutti, donde le nuove
proposte per mantenere e rafforzare l'azione comunitaria in materia di norme
scientifiche, materiali e metodi di riferimento, soprattutto nell'ambito del
CCR. ~ ~ "
Linea d'azione 4: Qualità della vita
L'importanza assegnata alla competitività industriale dei servizi non deve far
perdere di vista alla Comunità l'obiettivo di migliorare la qualità della vita
dei cittadini .
Come già precisato, la Commissione ritiene infatti opportuno assegnare a tale
obiettivo un'attenzione particolare, dato il suo interesse socio-economico
immediato, le sue ripercussioni sull'accettabilità sociale delle nuove
tecnologie e gli effetti delle ricerche intraprese sul benessere dei
cittadini.
Sono proposte tre linee principali d'azione:
- sanità: potenziamento delle attività epidemiologiche e fissazione di norme
comuni. Si dovranno anche sviluppare azioni specifiche sul cancro (Europa
contro il cancro) e sull'AIDS;
- si curezza: diversi incidenti recenti nelle industrie hanno ribadito
l'importanza di una maggiore sicurezza degli impianti a rischio
potenzialmente elevato, attraverso una migliore analisi scientifica;
- tutela dell'ambiente: in questi settori, il carattere internazionale della
problematica è evidente e l'azione comun!(ari a è pertanto particolarmente
opportuna secondo le linee della politica comunitaria sull'ambiente.
Linea d'azione 5: Scienza e tecnica al servizio dello sviluppo
L'Europa deve continuare a seguire i problemi del Terzo Mondo. La scienza e la
tecnologia rappresentano una componente importante dello sviluppo. L'azione
comunitaria deve continuare ed essere potenziata in relazione a l
caratteristiche specifiche delta Comunità e dei paesi beneficiari.
In particolare deve diventare operante una stretta cooperazione tra i
laboratori europei e gli istituti dei paesi a sviluppo più avanzato,
cooperazione a partire dalla quale si dovranno svolgere azioni specifiche o
regionali per i paesi più sfavoriti rafforzando o creando in particolare
strutture locali di S/T'.
- 18 -
Linea d'azione 6: L'Europa dei ricercatori
La vitalità, la creatività della scienza e della tecnologia si basano innanzi
tutto sulla qualità degli uomini e dei gruppi che animano e assicurano la
ricerca e lo sviluppo tecnologici. Mobilità dei ricercatori, potenziamento di
reti scientifiche e tecniche, formazione, riqualificazione, utilizzazione
ottimale dei grandi strumenti scientifici esistenti o da creare fanno appello al
supporto ed alla iniziativa a livello comunitario. I nuovi orientamenti
proposti rispondono a questa esigenza.
Linea d'azione 7: Supporto generale allo sviluppo scientifico e tecnico
La ricerca, lo sviluppo e la dimostrazione tecnologici della Comunità possono
svilupparsi soltanto in un ambiente generale favorevole. Di conseguenza, la
Commissione intende includere nel nuovo Programma Quadro azioni rispondenti a
questa finalità e precisamente:
- azioni d'innovazione e valorizzazione dei risultati delle attività
comunitarie: tutto lo sforzo comunitario di R&S dovrebbe poter usufruire di
un meccanismo di innovazione migliorato che garantisca lo sfruttamento dei
risultati della R&S a livello degli operatori socio-economici;
- azioni riguardanti le reti di comunicazione, d'informazione e di basi di
dati scientifici, un' infrastruttura indispensabile per l ' Europa deT
ricercatori, sinergia tra organizzazioni di R&S geograficamente disperse e
da ciò l'aumento della qualità e dell'efficacia della R&S come
l'accelerazione ulteriore dei processi di trasferimento. L'evoluzione
tecnica permette di realizzare questo obiettivo.
*
* ★
Si noti che la Commissione ha esaminato l'opportunità di includere nell'elenco
delle azioni da svolgere nel prossimo Programma Quadro gli argomenti:
utilizzazione dello spazio e sviluppo aeronautico. Per lo spazio si tratta di
vedere in che misura, pur rispettando le competenze delle organizzazioni
europee e nazionali specializzate nelle attività spaziati e in particolare
l'Agenzia Spaziale Europea, la Comunità possa svolgere un maggiore ruolo a
livello scientifico, tecnologico e industriale. Il ruolo della Comunità
dovrebbe essenzialmente essere quello di valorizzare a livello socio-economico
le tecniche sviluppate con pieno successo a livello europeo. Nell'ambito delle
azioni sulle telecomuni cazioni, il teleri levamento applicato alle risorse
agricole, allo sviluppo, alla tutela dell'ambiente, questa valorizzazione è
già iniziata. La Commissione continua le sue attività per individuare altri
settori legati allo spazio nei quali un intervento o un'azione a livello
comunitario potrebbe costituire un valore aggiunto.
e : L — r.eonaut 1 c,a C1 si sta chiedendo se non sia opportuno presentare
un azione specifica a livello comunitario. Nell'allegato I alla voce
rasporti e stata introdotta una prima scheda concernente questo argomento.
E chiaro che nella scelta degli orientamenti scientifici e tecnici, così
come nell adozione dei mezzi finanziari ritenuti necessari per garantirne
L attuazione in un periodo di cinque anni (cfr. qui di seguito), la
Comunità deve conservare la possibilità di apportare tutti gli adattamenti
ritenuti necessari a causa delle mutevoli condizioni della congiuntura
politica, economica, scientifica e tecnologica. In particolare è
indispensabile tener conto degli sforzi per accelerare il progesso delle
scoperte e delle innovazioni.
Sara inoltre indispensabile introdurre nel testo della decisione relativa
al programma quadro 1987-1991 una clausola di revisione che consenta questa
forma di adeguamento.
Equilibri finanziari
3.1. Per ognuna delle azioni comunitarie di RST nella tabella
dell'allegato I è indicata una forcella di stime finanziarie. Tali
forcelle corrispondono a livelli di intensità diversa di realizzazione
degli obiettivi delineati. In base a varie combinazioni di queste
forcelle, secondo le relative priorità assegnate alle azioni, si
giunge ad un importo globale stimato di circa 9 miliardi di ECU in
moneta corrente, per i cinque anni del programma quadro. A questo
importo viene aggiunta una riserva del 15%, donde un importo
complessivo di 10,35 miliardi di ECU.
Tale riserva è destinata a coprire il finanziamento delle azioni che
la Commissione potrebbe proporre a seguito degli sviluppi politici,
scientifici e tecnologici e che non possono essere ancora precisati in
questa fase.
La Commissione è conscia della necessità di aumentare progressivamente
le spese di RST; di questa esigenza si terrà conto quando verrà
delineato il profilo dell'evoluzione degli stanziamenti d'impegno e
degli stanziamenti di pagamento per il periodo 1987-1991.
3.2. Non è possibile fare un raffronto diretto fra le grandi masse e gli
equilibri finanziari delineati in questo modo per il 1987-1991
rispetto a quelli del Programma Quadro precedente, considerata la
diversa impostazione, adeguata alla struttura stessa del Programma
Quadro. Nel Programma Quadro 1984-1987 gli equilibri finanziari erano
basati sugli obi etti vi che le azioni di R,S&D contribuivano a
raggiungere secondo proposte variabili. Il programma energie non
nucleari contribuiva infatti tanto all'obiettivo "miglioramento della
gestione delle risorse energetiche" (74%), quanto a quello "promozione
della competitività industriale" (16%) e infine, in limitate
proporzioni (al di sotto del 5%) agli altri obiettivi del programma
quadro. Nella nuova struttura gli equilibri finanziari si applicano
direttamente alle azioni che raggruppano uno o più programmi di R&S.
Tuttavia, a grandi linee, nella tabella che segue è indicata
l'evoluzione possibile delle priorità relative dei vari temi
dell'azione comunitaria.
- 20 -
Temi Situazione Programma Esecuzione Programma
1982 Quadro Programma Quadro
1984-1987 Quadro 1987-1991
1984-1987
Dicembre 1985 in %
- Risorse agricoltura,
pesca, materie prime 3,3% 5,6% 2,6% 2 %
- Energia 65,4% 47,2% 47,3% 21 %
- Competitività industriale 16,9% 28,2% 35,7% 60 %
- Qualità della vita 9,7% 10,3% 10,5% 7,5%
- S/T al servizio dello
svi luppo 0,7% 4 % 1,7% 1,5%
- Potenziale S/T dell'Europa 0 % 2,3% 1,6% 5 %
- Supporto generale
sviluppo S/T 4 % 2,4% 0,6% 3 %
100 % 100 % 100 % 100 %
- 21 -
V. Instaurazione della Comunità detta scienza e delta tecnologia
1. Quadro generale
Con l'Atto Unico europeo gli sviluppi della strategia scientifica e
tecnica della Comunità possiedono una nuova base politica e giuridica.
Nell'atto unico si attribuisce alla Comunità l'obiettivo di potenziare
le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria europea e di favorire
lo sviluppo della sua competitività internazionale.
L'azione della Comunità nel campo della ricerca e dello sviluppo
tecnologico dovrebbe basarsi sul concatenamento di tre livelli di
programmi :
- un Programma Quadro pluriennale adottato all'unanimità per la
costituzione di una base di sviluppo equilibrato e globale delle
azioni della Comunità;
- alcuni programmi specifici decisi a maggioranza qualificata per
definire alcuni obiettivi specifici incoraggiando la cooperazione fra
tutte le parti interessate (imprese, centri di ricerca) e aperti alla
partecipazione di paesi terzi;
- programmi complementari ai quali partecipino soltanto alcuni Stati
membri.
In attesa che l'Atto Unico venga ratificato da parte degli Stati membri
la proposta di programma quadro 1987-1991 della Commissione è basata
sugli articoli 235 CEE e 7 CEEA.
Quanto ai programmi specifici, quelli di competenza della CEE saranno
adottati conformemente alle procedure stabilite dall'Atto Unico europeo,
decisione del Consiglio che delibera a maggioranza qualificata su
proposta della Commissione con la cooperazione del Parlamento europeo;
quelli di competenza dell'Euratom saranno adottati secondo una procedura
identica, salvo per quanto concerne il Parlamento che sarà semplicemente
consultato.
Tutte le attività di ricerca, di sviluppo e di dimostrazione saranno
presentate o menzionate nel programma quadro. Nel testo della decisione
che dovrà essere adottata all'unanimità dal Consiglio non figureranno
tuttavia:
- i programmi specifici che rientrano nel campo di applicazione del
trattato CECA, in quanto formano oggetto di una decisione della
Commissione
- i progetti di dimostrazione "energia" in quanto sono intesi a
dimostrare la redditività dei prodotti o dei processi messi a punto a
valle delle azioni di RST, prolungando in questo modo l'azione di
ricerca della Comunità.
2. Modalità di preparazione, di esecuzione, di finanziamento e di
valutazione
Nella preparazione stessa del Programma Quadro, oltre alla consultazione
del PaTlamento europeo, del Comitato economico e sociale e del CRESI,
che sono fondamentali, la Commissione si propone di avvalersi ampiamente
anche dei pareri di vari comitati consultivi di cui può disporre (CST,
CODEST, IRDAC, comitato ESPRIT, ecc.).
- 22 -
Questi comitati raggruppano rappresentanti degli ambienti scientifici e
tecnici, dell'industria, dei sindacati, delle associazioni dei consumatori
__ Secondo la Commissione la partecipazione di tutti i "protagonisti"
interessati è essenziale per definire una strategia di S/T comunitaria più
rispondente ai bisogni e alle aspirazioni.
A. Attuali modalità di esecuzione - Ruolo del CCR
Per realizzare le azioni del Programma Quadro la Commissione si propone
di utilizzare sia la gamma completa delle modalità esistenti sia
p rec i sare una serie di nuove modalità offerte dall'Atto Unico europeo.
Nella tabella che segue sono indicate le modalità attualmente utilizzate
(azioni dirette, azioni a compartecipazione finanziaria, azioni
concertate, progetto dimostrativo) preferenzialmente scelte per ogni
azione.
Le azioni a compartecipazione finanziaria sono quelle utilizzate nella
maggior parte dei casi; raggruppando le risorse dell'industria o degli
istituti nazionali di ricerca con quelle comunitarie è possibile
utilizzare in modo ottimale i fondi limitati a disposizione dell'Europa.
Per quanto riguarda l'azione diretta è necessario fare alcune
osservazioni sul futuro ruolo del CCR: per realizzare il Programma
Quadro la Commissione ricorrerà al CCR quando risulterà più indicato.
Sulla base degli attuali orientamenti generali del Programma Quadro, la
Commissione sta preparando i l. nuovo programma del CCR per il periodo
1987-1991 e, parallelamente un documento su "gli orientamenti per il
futuro sviluppo del CCR". Tali orientamenti si basano sulla recente
analisi generale del consiglio scientifico del CCR. Il CCR ha
chiaramente una vocazione nel campo della ricerca attinente alle norme e
agli standard, cioè può sviluppare le conoscenze scientifiche e tecniche
necessarie per consentire alle autorità competenti di fissare le norme
su una base solida e neutrale. Si tratta di un elemento importante ai
fini del completamento del mercato interno. Una delle vocazioni del CCR
è anche la ricerca sulla sicurezza tecnologica e la protezione
dell'ambiente, due settori nei quali il CCR ha un ruolo molto specifico
legato alle competenze acquisite e agli impianti sperimentali esistenti.
Attualmente la ricerca svolta dal CCR comprende già alcuni progetti che
sono coerenti con la sua vocazione, ma che dovranno essere ulteriormente
sviluppati nel futuro programma. Rispetto alla situazione attuale è
previsto un ampliamento dei programmi delle azioni comunitarie connesse
con la "competitività delle industrie e dei servizi" e con la "qualità
della vita". Devono invece essere ridotte te attività del CCR attinenti
alla "gestione dell'energia". Questi cambiamenti rappresentano un salto
significativo rispetto al programma attuale. Il recente rapporto di
analisi del consiglio scientifico indica che il CCR può affrontare
questa trasformazione.
- 23 -
Per raggiungere Lo scopo perseguito occorre situare opportunamente il CCR
nel quadro della ricerca comunitaria. Basandosi sempre sulle conclusioni
del rapporto di valutazione, la Commissione si propone di prendere alcune
misure per garantire una migliore integrazione fra le varie modalità di
ricerca e di favorire un contatto più stretto fra il CCR, gli ambienti
industriali e gli organismi di ricerca nazionali. Essa prevede anche un
incremento della mobilità dei ricercatori del CCR e la creazione delle
strutture necessarie per aumentare il numero dei visitatori specializzati e
dei borsisti provenienti dai paesi membri.
B. Nuove modalità
Oltre alle modalità di gestione e di finanziamento attualmente esistenti,
la Commissione intende servirsi di una serie di nuovi metodi più flessibili
e maggiormente rispondenti al nuovo tipo di azioni proposte. Una serie
originale di modalità è già prevista o è allo studio dei servizi della
Commi ssione.
Citiamo innanzitutto le nuove modalità che potrebbero essere attuate
rapidamente:
1. Le imprese comuni. Si tratta di estendere, previe opportune modifiche al
trattato CEE, il sistema previsto nel trattato CECA (con o senza
partecipazione della Comunità, di tutti gli Stati, membri o no, ed
eventualmente quella dei paesi terzi).
2. I programmi complementari. Tali programmi - come quelli che esistevano e
esistono ancora nel quadro EURATOM - possono ormai essere sviluppati
sulla base del trattato CEE. Con o senza partecipazione prelevata dal
bilancio comunitario essi saranno definiti e realizzati soltanto dai
paesi membri interessati e finanziati da contributi nazionali.
3. Le partecipazioni minoritarie della Comunità ad azioni o progetti
nazionali. Il ricorso a queste modalità consentirebbe di associare la
Comunità, in cambio di un certo sostegno finanziario, a azioni o a
progetti di interesse comunitario.
4. Gli interventi finanziari prelevati sul bilancio della Comunità saranno
completati da un complesso di facilitazioni derivanti dalle nuove
iniziative della Commissione nel campo dell'ingegneria finanziaria,
soprattutto per progetti di R&S tecnologici a finalità industriale
vicini alle esigenze del mercato, come per esempio i progetti EUREKA.
5. Infine, sempre nella stessa ottica di complementarità rispetto alle
modalità esistenti, la Commissione è pronta ad esaminare la possibilità
di creare strutture elastiche di tipo "agenzia" che consentano di
garantire L'interfaccia tra le priorità e le politiche della Comunità da
un lato e le esigenze specifiche degli operatori dall'altro.
AZIONI COMUNITARIE
1. Gestione delle risorse
1.1. Risorse agricole e i t t i c h e
1.2. Materie prime
2. Gestione dell'energia
2.1. Fusione
2.2. Fissione nucleare
2.3. Fonti di energie fossili, nuove e rinnovabili, utilizzazione
razionale dell'energia
3. Competitività dell'industria e dei servizi
3.1. Tecnologia dell'informazione
3.2. Tecnologia delle telecomunicazioni
3.3. Integrazione delle tecnologie dell'informazione e delle telecomunica
zioni in nuove applicazioni e servizi d'interesse comune
3.4. Cooperazione nella ricerca di base per le tecnologie dell'informazione
3.5. Tecnologie per le industrie manifatturiere e tecnologie
speciali
3.6. Biotecnologia, tecnologia agro-industriale
3.7. Scienza e tecnologia dei_materiali __
3.8. Scienza e tecnologia marine
3.9. Trasporti
3.10. Norme scientifiche, materiali e metodi di riferimento
4. Qualità della vita
4.1. Sanità
4.2. Sicurezza
4.3. Tutela dell'ambiente
5. Scienza e tecnica al servizio dello sviluppo
6. Potenziale scientifico e tecnico dell'Europa - Europa dei
ricercatori
7. S u p p o r t o g e n e r a l e - a l l o s v i l u p p o s c i e n t i f i c o e t e c n i c o
7.1. Innovazione
7.2. Reti di comunicazione e d'informazione e basi di dati scientifici
7.3. Problemi linguistici
7.4. Prospettive, valutazione e strumenti statistici
7.5. Cooperazione internazionale
Leggenda: questa azione sarà svolta X: soltanto parzialmente
XX: ampiamente
XXX: soprattutto
a t t r a v e r s o le m o d a l i t à c o n s i d e r a t e
Azioni Azioni a com- Centro comune Programmi Osservazioni
concertate partecipazione
finanziaria
di ricerca complementari
X X X
X
XX
I X )
XX C 1 > (l) Parte telerilevamento
X
X X
X X X
X X X
X X X
XX
X X X
X
XX
XX
X
X X X
X X X
X X X X
XX X X
X X
X X
X X X
X X X
X X X ( 2 )
f
(2) Parte materiali del CCR
\
X X XX
X X X X X X
in 3.1 da precisare
successivamente
X X X
X
XX
XX
X X X
X X X
X X X
X X X
X X X
X X X
X X XX X
X X
X
XX
X X X
X X X
- 25 -
C. Valutazione dei risultati
Per completare queste varie modalità la Commissione intende infine
potenziare - in base all'esperienza acquisita da diversi anni - il
sistema di valutazione dei suoi programmi di ricerca e dei relativi
risultati.
In particolare diventeranno sistematiche e periodiche per tutti i
programmi di R&S le azioni di valutazione eseguite da esperti
— .di pendenti già effettuate per numerose attività comunitarie (CCR,
programmi energie rinnovabili, Mid-term review ESPRIT __ )
3. Misure parallele
Quale sostegno per la realizzazione dei programmi di R, S&D potranno essere
utilizzate delle misure parallele tra le quali citiamo:
Varie iniziative rispondenti all'organizzazione del grande mercato (norme
e standard, libera circolazione dei prodotti e dei capitali,
armonizzazione delle misure fiscali). Nell'ambito della sua politica di
concorrenza la Commissione cercherà di favorire gli accordi inter-
industriali di R&s e lo sfruttamento dei relativi risultati.
Nell'applicazione delle norme di concorrenza comunitaria, la Commissione
riserverà un trattamento favorevole agli aiuti statali a favore della
RST.
- Alcune iniziative destinate a determinati Stati o regioni della Comunità
il cui sviluppo scientifico e tecnico richiede uno sforzo particolare.
Come già citato, grazie alla traduzione concreta del Programma Quadro in
una serie di programmi specifici adeguati si potrà assicurare uno
sviluppo equilibrato di tutti gli Stati membri e delle regioni della
Comunità.
A titolo complementare si può prevedere il ricorso al FEDER e ai PIM per
alcuni progetti infrastrutturali, nonché la creazione di nuove modalità
di ingegneria finanziaria per sostenere progetti d'infrastruttura e
venire incontro alle esigenze delle piccole e medie imprese.
La Commissione ha già presentato altre proposte come il programma sullo
sviluppo di alcune regioni sfavorite della Comunità per un migliore
accesso ai servizi avanzati di telecomunicazioni (programma STAR C0M(85)
836 def.). Nell'ambito dei programmi d'azione di R&S con partecipazione
finanziaria, i servizi della Commissione stanno esaminando la possibilità
di associare laboratori o imprese di regioni meno favorite agli istituti
di R&S dei paesi comunitari più avanzati in campo S/T nei settori dove
tale tipo di associazioni si rivela utile e valorizzante per entrambe le
parti .
- Provvedimenti a favore delle piccole e medie imprese al fine di inserirle
nella dinamica comunitaria e di farle beneficiare delle dimensioni del
grande mercato.
- 26 -
La Comunità della scienza e della tecnologia dovrà infatti tener conto
del fatto che te economie industriali avanzate sono impegnate in una fase
d'intenso mutamento tecnologico durante la quale Le piccole e medie
imprese si rivelano spesso le più idonee ad adottare politiche
d'innovazione e a mantenere un livello elevato di concorrenza attraverso
l'innovazione. Delle piccole e medie imprese innovatrici garantiscono
all'Europa un inserimento positivo nella nuova divisione internazionale
del lavoro ed una diffusione tecnologica competitiva. La Comunità
vigilerà pertanto ad assicurare un ambiente favorevole allo sviluppo di
una compagine di piccole e medie imprese europee sane, dinamiche e
innovatrici. La Commissione trasmetterà prossimamente al Consiglio una
comunicazione su questo tipo di azione.
- Potenziamento del sostegno alla formazione e alla riqualificazione dei
ricercatori. Va precisato che nel programma quadro delle attività
scientifiche e tecniche comunitarie saranno prese in considerazione
soltanto te iniziative a favore dei ricercatori e del personale
scientifico già provvisto di laurea. Queste iniziative vanno al di là del
campo di applicazione del programma COMETT (Community Programme for
Education and Training in Technology) il quale riguarda essenzialmente la
formazione complementare degli studenti, degli insegnanti, degli
ingegneri e dei tecnici nei confronti delle nuove tecnologie in quanto
tale programma constituisce un complemento necessario alle azioni
previste nel Programma Quadro della RST.
4. Una Comunità della tecnologia aperta e priva di complessi
Il rafforzamento dell'azione comunitaria di RST non significa affatto che
la Comunità si isoli sul piano scientifico e tecnico all'interno delle sue
frontiere geografiche e istituzionali. L'idea è invece di sviluppare una
maggiore cooperazione a livello internazionale, soprattutto nei campi come
la fusione termonucleare, e in modo specifico a livello europeo.
- Gli stretti legami instaurati con la Fondazione Europea della Scienza,
l'Agenzia Spaziale Europea, il CERN, il Consiglio d'Europa saranno
mantenuti o rafforzati grazie all'esecuzione di progetti comuni.
- La cooperazione bilaterale con i paesi dell'EFTA acquisterà una nuova
dimensione con la realizzazione degli accordi quadro di cooperazione
scientifica e tecnica già firmati o che saranno firmati prossimamente.
Già associati a diversi programmi comunitari svolti a titolo del trattato
EURATOM (fusione, residui radioattivi) e del trattato CEE (ambiente,
materie prime), i paesi dell'EFTA dovrebbero in futuro rafforzare la loro
cooperazione con la Comunità in numerosi settori quali le
telecomuicazioni, le tecnologie dell'informazione, le tecnologie
manifatturiere, i materiali.
- I collegamenti infine con due iniziative di cooperazione multilaterale,
una molto recente, EUREKA, e l'altra esistente da molto più tempo, COST,
dovranno essere esaminati con particolare attenzione durante la
preparazione del nuovo Programma Quadro. Per il momento tali collegamenti
tra l'azione comunitaria e le due iniziative potrebbero essere impostati
nella maniera seguente.
EUREKA
L'iniziativa EUREKA esprime La volontà politica dei governi di 18 Stati
europei e delta Commissione di raccogliere insieme la sfida dello sviluppo
delle nuove tecnologie e del loro inserimento nel processo di innovazione
industriale.
Dopo l'adozione a Hannover da parte dei ministri europei degli affari
esteri e della ricerca, il 5-6 novembre 1985, della dichiarazione di
principio che definisce gli obiettivi e le condizioni di realizzazione di
tale iniziativa già lanciata alle Assise europee della tecnologia di Parigi
il 17 luglio 1985 e precedentemente evocata al Consiglio europeo di Milano
il 28-29 giugno 1985, sono stati varati 26 progetti di cooperazione tra le
industrie di diversi Stati con la partecipazione comunitaria a molti di
essi.
La dichiarazione di cui sopra precisa che "i progetti EUREKA non hanno
l'obiettivo di sostituirsi alla cooperazione tecnologica europea esistente
i programmi delle Comunità europee ... - né al suo ulteriore sviluppo
bensì rispondono alla finalità di prorogare o completare tale
cooperazione".
La Comunità continuerà a sviluppare i programmi a vocazione scientifica e
ìecnologica strutturati in funzione di obiettivi, di criteri e di priorità
finiti con i governi j con le industrie degli Stati membri e i progetti
EUREKA saranno realizzati essenzialmente sulla base di iniziative
specifiche delle imprese desiderose di associarsi. Tali imprese
assicureranno il controllo dei progetti e nella maggior parte dei casi il
loro finanziamento. Tali progetti riguarderanno sostanzialmente lo sviluppo
in comune di tecnologie avanzate prossime al mercato o di infrastrutture
aventi un interesse transnazionale.
La Commissione ha appoggiato fin dall'inizio questa iniziativa, ritenendo
che se svolti in modo coerente e concomitante, i programmi comunitari e i
progetti da essi derivati e i progetti EUREKA possano, data la loro
complementarità, costituire un tutto unico atto a raggiungere gli obiettivi
comuni a queste due categorie d'impegno e precisamente, l'aumento della
produttività e della competitività delle industrie e delle economie
nazionali europee sul mercato mondiale, contribuendo cosi allo sviluppo
occupazionale.
Va osservato che nel bilancio generale delle Comunità europee per
l'esercizio 1986 figura un nuovo capitolo 78 sulle "spese della
partecipazione comunitaria europea a progetti scientifici e tecnologici
d'interesse comunitario - EUREKA e altri".
La Commissione ritiene che la Comunità debba fornire a EUREKA vari tipi di
contributo per aiutare questa iniziativa a dare pienamente i suoi frutti.
Sono già stati precisati i seguenti contributi:
- partecipazione attiva degli esperti della Commissione alla preparazione
delle procedure ora all'esame sulla realizzazione del progetto e accordo
di massima di quest'ultima in merito al comando di personale qualificato
della Commissione presso la segreteria di EUREKA;
- 28 -
- messa a disposizione, in associazione con l'Irlanda, del sistema di
comunicazione di informazioni EUROKOM, messo a punto nel quadro ESPRIT;
- partecipazione all'organizzazione di convegni industriali (p.e. arseniuro
di gallio e biotecnologie);
- partecipazione diretta della Comunità ad alcuni progetti EUREKA aventi un
chiaro interesse comunitario;
- cooperazione comunitaria a progetti EUREKA che rappresentano il
prolungamento diretto di lavori svolti nel quadro di progetti comunitari
(ad esempio: silicio amorfo, intercambiabilità del software, membrane,
ambiente, reti di ricerca, ecc.);
- contributo che la Comunità potrà apportare alla riuscita della
cooperazione in materia di ricerca attraverso la creazione di un grande
mercato interno che fornirà non solo ai programmi comunitari, ma anche ai
progetti EUREKA, le migliori condizioni di valorizzazione economica;
- messa a disposizione in futuro
finanziarie flessibili già citate,
realizzazione potrebbe corrispondere
Collegamenti con COST
delle strutture istituzionali e
adatte ai progetti EUREKA la cui
agli interessi comunitari.
La Commissione ha ribadito più volte il suo interesse per lo sviluppo della
cooperazione COST che introdotta nel 1971 ha permesso numerose azioni in
settori scientifici e tecnici di varia natura, abbinando i vantaggi di una
procedura flessibile, di un'associazione variabile degli Stati a seconda
dei loro interessi specifici e di una partecipazione degli Stati europei
non membri della Comunità all'impegno scientifico e tecnico di un'Europa
ampliata.
La cooperazione COST si è chiaramente modificata nel corso degli anni.
L'ampliamento della Comunità da sei a dodici Stati, la diversificazione
della gamma dei programmi comunitari di R&S, la crescente apertura di
questi programmi ai paesi terzi, il potenziamento dei legami tra paesi
dell'EFTA e della Comunità in seguito particolarmente alla dichiarazione di
Lussemburgo dell'aprile 1984, la comparsa nel 1985 dell'iniziativa EUREKA,
tutto ciò costituisce un insieme di fattori che non si può ignorare quando
si pensa al futuro di COST.
Si tratterà di assicurare in futuro una simbiosi tra programmi comunitari,
azioni COST e progetti EUREKA. Tra i vari mezzi di azione disponibili per
l'Europa, COST sembra particolarmente adatto:
- per azioni molto specifiche, limitate nel tempo non facilmente inseribili
nei grandi programmi strategici della Comunità e che pur seguendo
l'approccio dalla base (bottom-up) di EUREKA non possono, per la loro
natura e per la loro distante commercializzazione, situarsi in questo
contesto;
- 29 -
per Le azioni che si svolgono in aree non sufficientemente coperte o non
coperte del tutto dai programmi comunitari: ad esempio i trasporti e
l'acquacoltura.
La Commissione continuerà a partecipare con gli Stati membri e gli altri
Stati COST al dialogo sugli orientamenti da stabilire per COST nei prossimi
anni. COST deve avere un ruolo significativo nell'ambito del nuovo
Programma Quadro.
- 30 -
■ Conclusioni
Tutti gli organi consultivi interpellati (CREST, CODEST, IRDAC, CGC,
Comitato ESPRIT, — ) hanno confermato nelle loro prime reazioni
informali la convinzione della Commi ssione che la Comunità europea
della scienza e della tecnologia è necessaria e possibile.
E' peraltro necessario che ci si impegni a fondo con la partecipazione
di tutti i protagonisti interessati (centri pubblici di R&S, grandi
imprese, PMI, amministrazioni nazionali e comunitarie in grado di
contribuire al conseguimento di questo obiettivo).
In questo vasto complesso di attività da svolgere e di iniziative da
prendere è necessario precisare nei prossimi mesi, l'azione
comunitaria, ossia la parte di impresa da svolgere in comune.
Il "Programma Quadro delle attività S/T comunitarie 1987-1991", base
della strategia scientifica e tecnica europea, deve costituire lo
strumento di questa realizzazione.
Per tale motivo, la Commissione desidera discutere, sulla base del
presente documento, che non costituisce la proposta formale della
Commissione e non ne pregiudica affatto il contenuto, con le
istituzioni comunitarie per stabilire quale posizione esse intendano
assumere per quanto concerne:
- gli orientamenti S/T generati da adottare,
- le priorità e gli equilibri da rispettare,
i mezzi finanziari e il graduale aumento dell'impegno sia per quanto
riguarda gli stanziamenti che i pagamenti.
Alla luce delle conclusioni di tale dibattito, la Commissione emanerà
la sua proposta formale nei suoi aspetti scientifici e finanziari per
presentarla al Consiglio e al Parlamento nel luglio 1986.
ALLEGATO I
ELENCO RIEPILOGATIVO DELLE AZIONI COMUNITARIE
1. Gestione delle risorse
1.1. Risorse agricole e ittiche
1.2. Materie prime
2. Gestione dell'energia
2.1. Fusione
2.2. Fissione nucleare
2.3. Fonti di energie fossili, nuove e rinnovabili,
utilizzazione razionale dell'energia
3. Competitività dell'industria e dei servizi
3.1. Tecnologia dell'informazione
3.2. Tecnologia delle telecomunicazioni
3.3. Integrazione delle tecnologie dell'informazione
e delle telecomunicazioni per applicazioni e
servizi nuovi d'interesse comune
3.4. Cooperazione nella ricerca di base per le
tecnologie dell'informazione
*
3.5. Tecnologie per le industrie manifatturiere e
tecnologie speciali
3.6. Biotecnologia, tecnologia agro-industriali
3.7. Scienza e tecnologia dei materiali
3.8. Scienza e tecnologia marine
*
3.9. Trasporti
*
3.10. Norme scientifiche, materiali e metodi di riferimento
4. Qualità della vita
4.1. Sanità
4.2. Sicurezza
4.3. Tutela dell'ambiente
5. Scienza e tecnica al servizio dello sviluppo
6. Potenziale scientifico e tecnico dell'Europa -
Europa dei ricercatori
7. Supporto generale allo sviluppo scientifico e tecnico
7.1. Innovazione
7.2. Reti di comunicazione e d'informazione e basi di dati
scientifici
7.3. Problemi linguistici
7.4. Prospettive, valutazione e strumenti statistici
7.5. Cooperazione internazionale
Programmi complementari (al di fuori delle risorse proprie)
individuati fino ad ora HFR
Forchetta*
in Mio di ECU
90-180
60-90
1060-1200
600-700
250-350
2200
1000
700-900
40-50
600-900
350-460
200-300
pm**
50—80***
300-350
140-160
230-280
285-320
100-200
400-500
80-150
20
80-100
30-35
50-60
100
* In luglio la Commissione presenterà una proposta formale nei suoi aspetti
scientifici e finanziari in base alle discussioni con le istituzioni comunitarie.
** L'importo stabilito ulteriormente sarà prelevato sulla riserva.
*** Non compresa l'eventuale azione "areonautica" il cui importo sarà prelevato sulla
riserva.
ALLEGATO II
SCHEDE RELATIVE ALLE AZIONI COMUNITARIE
INDICE
AZIONI COMUNITARIE Pagina
1. Gestione delle risorse 1.1-1
1.1. Risorse agricole ed ittiche 1.1-1
1.2. Materie prime 1.2-1
2. Gestione dell'energia 2.1-1
2.1. Fusione 2.1-1
2.2. Energia nucleare di fissione 2.2-1
2.3. Combustibili fossili, fonti nuove e rinnovabili
d'energia e impiego razionale dell'energia 2.3-1
3. Concorrenzialità dell'industria e del settore terziario 3 - 1
3.1. Tecnologia dell'informazione 3.1-1
3.2. Tecnologia delle telecomunicazioni 3.2-1
3.3. Integrazione delle tecnologie dell'informazione e delle
telecomunicazioni in applicazioni e servizi di nuovo
tipo e d'interesse comune 3.3-1
3.4. Cooperazione nella ricerca fondamentale sulle
tecnologie dell'informazione 3.4-1
*
3.5. Tecnologie di fabbricazione e altre tecnologie speciali 3.5-1
3.6. Biotecnologie e tecnologie agroindustriali 3.6-1
3.7. Scienza e tecnologia dei materiali 3.7-1
3.8. Scienza e tecnologia dei mari 3.8-1
:k
3.9. Trasporti 3.9-1
*
3.10. Norme, metodi e materiali di riferimento 3.10-1
4. Qualità della vita 4.1-1
4.1. Sanità 4.1-1
4.2. Sicurezza 4.2-1
4.3. Protezione dell'ambiente 4.3-1
5. La scienza e la tecnologia per lo sviluppo 5 - 1
6. Il potenziale scientifico e tecnico dell'Europa
L'Europa dei ricercatori 6 - 1
7. Sostegno generale allo sviluppo scientifico e tecnico 7.1-1
7.1. Innovazione 7.1-1
7.2. Reti di comunicazione e di informazione e basi di dati
scientifici 7.2-1
7.3. Problemi linguistici 7.3-1
7.4. Previsioni, valutazioni e strumenti statistici 7.4-1
7.5. Cooperazione internazionale 7.5-1
- 1 . 1 - 1 -
1- GESTIONE DELLE RISORSE
1.1. Risorse agricole ed ittiche
1.1.1. Risorse agricole
a. Per motivi di principio e d ’interesse generale Le iniziative di ricerca della
Comunità in campo agricolo devono permettere un impiego più efficace delle
risorse umane e finanziarie assegnate all'agricoltura:
- cercando di evitare, grazie ad un migliore coordinamento, i doppioni
inutili;
- stimolando Lo sviluppo a livello europeo di una comunità di scienziati
operante in campo agricolo;
- dando alle attività di ricerca un orientamento conforme alle prescrizioni
della politica agricola comune.
Quest'ultima deve far fronte ad una serie di problemi che ne influenzeranno
la futura evoluzione: eccedenze produttive per i principali prodotti agricoli
con conseguenti pressioni sui prezzi; esigenza di prodotti alimentari di alta
qualità; esigenza di sbocchi di mercato al di fuori dell'industria
alimentare; necessità di stabilizzare la popolazione rurale di determinate
regioni fornendo cespiti di guadagno non connessi all'agricoltura;
preoccupazioni circa i rischi per l'ambiente di determinate tecniche
agricole moderne, ecc.
La ricerca comunitaria in campo agricolo deve tener conto di questa
problematica e sforzarsi perché le iniziative in questo campo possano
anticipare le difficoltà che inevitabilmente ne deriveranno per l'agricoltura
e per la politica agricola comune.
b. Le attività comunitarie di ricerca, sviluppo e dimostrazione seguiranno
quattro orientamenti principali:
1. Efficienza delle tecniche produttive: produttività del patrimonio vegetale
(incluso quello silvicolo) e zootecnico, integrazione con le attività
industriali a monte ed a valle (si notino le corrispondenze con il
paragrafo sulle tecnologie agro-industria Li), impiego dell'energia,
controllo integrato delle specie biologiche, nuove tecnologie d'ingegneria
agricola ed applicazione delle tecnologie dell'informazione a tutti questi
settori ;
2. Impiego del suolo e delle acque: degrado e fertilità del suolo, impieghi
alternativi, gestione delle risorse idriche, sviluppo di tecnologie di
tipo avanzato (in particolare telerilevamento e relative tecnologie
dell'informazione).
3. Equilibrio regionale: sviluppo rurale integrato (particolarmente nelle
regioni mediterranee), problemi produttivi specifici delle regioni meno
favorite, diversificazione;
4. Impiego e qualità dei prodotti agricoli, con attività di ricerca su:
prodotti tradizionali, nuovi prodotti e loro derivati per uso alimentare
od industriale, miglioramento delle caratteristiche nutritive dei
prodotti.
- 1 . 1 - 2 -
Questi orientamenti, che rispecchiano in àmpia misura Le alternative
discusse dal CPRA (Comitato permanente della ricerca agricola)
nell'intento di coordinare le ricerche su argomenti d'agricoltura svolte
nella Comunità europea, vanno esaminati anche sotto il profilo del loro
stretto collegamento con Le iniziative nel campo "biotecnologia e
tecnologie agroindustriali" (cfr. par. 3.6.).
In tutti questi settori la dimensione comunitaria offre particolari
vantaggi dato che permette di ripartire i costi della ricerca
preconcorrenziale e generica condividendone i frutti, oppure di
intraprendere ricerche in settori nei quali un impegno a livello nazionale
sarebbe inadeguato. La dimensione comunitaria è inoltre fondamentale ai
fini di una normalizzazione coerente in campi quali l'armonizzazione delle
metodologie e dei metodi analitici.
c. L'iniziativa proposta tiene conto dell'esperienza degli anni precedenti (il
3° programma copre il periodo 1984-1988 e dispone di fondi per 30 milioni di
ECU), ma rispecchia al tempo stesso la disponibilità di nuovi strumenti
tecnologici e la definizione di nuove priorità. Le attività relative alla
cartografia dei terreni hanno per esempio assunto una nuova importanza in
relazione alla sempre maggiore esigenza di nuovi impieghi del suolo, e le
esigenze regionali dell'agricoltura mediterranea acquistano nuovo rilievo con
l'adesione dei nuovi Stati membri.
d. E' previsto che la maggior parte delle azioni proposte (compresa la
promozione delle attività scientifiche) vengano cofinanziate. I progetti
dimostrativi sono anch'essi elementi indispensabili affinché i risultati
vengano impiegati e diffusi in modo proficuo. In alcuni settori si potrà fare
ricorso ad azioni concertate, ed il CCR contribuirà con le sue attività nel
campo del telerilevamento.
e. I fondi necessari per raggiungere il livello richiesto di efficienza minima
dovrebbero aggirarsi tra i 60 ed i 150 milioni di ECU per il periodo
1987-1991. Alcuni degli obiettivi proposti rientrano nelle attività di
ricerca svolte a norma dell'articolo 41 del Trattato; i relativi fondi
corrispondono a 100 milioni di ECU.
1.1.2. Risorse ittiche
a. La produzione ittica costituisce una fonte importante di proteine di elevata
qualità per la Comunità, ma benché la produzione della CEE si aggiri
attualmente intorno ai 6 milioni di tonnellate, la Comunità è insufficiente.
L'obiettivo della politica comune della pesca è quindi di aumentare la
produzione quando risulti possibile senza danneggiare il patrimonio ittico e
di impiegare in modo migliore il pescato. Vi sono notevoli possibilità di
applicare nuovi metodi di gestione delle risorse, di ridurre il volume dei
rifiuti e di aumentare la produzione in certi settori cui sinora è stata
dedicata relativamente scarsa attenzione.
b. Da quando è stata definita la politica comune della pesca la ricerca in campo
ittico ha costituito una componente integrale della strategia comunitaria.
Per quanto riguarda Le attività alieutiche della Comunità non è affatto il
caso di separare la ricerca dagli altri elementi della politica globale; vi
sono però innumerevoli motivi per assegnare un elevato grado di priorità alla
ricerca in campo ittico nell'ambito della politica comune della pesca. Questo
elemento ha assunto importanza ancor maggiore da quando alta Comunità hanno
aderito Spagna e Portogallo, paesi per i quali la pesca ha un particolare
rilievo. E' chiaro che se si vuole impostare in modo razionale l'attività
alieutica della Comunità notevole attenzione andrà dedicata alla ricerca
sugli aspetti socioeconomici della pesca.
- 1.1 - 3 -
Vi sono al tempo stesso numerosi temi di ricerca di notevolissimo interesse
per la Comunità, in particolare:
- la gestione del patrimonio ittico: valutazione della sua consistenza con
metodi moderni (telerilevamento incluso), elaborazione di modelli biologici
che tengano conto dell'interazione tra specie, impostazione
pluridisciplinare (biologica, tecnica e socioeconomica) della gestione
dell'attività alieutica;
- le tecniche di cattura: miglioramento delle attrezzature e dei metodi;
- l'acquacoltura: crescita, sopravvivenza ed alimentazione delle specie
allevate (pesci, molluschi e crostacei), diagnosi e trattamento delle
malattie, ricerca genetica volta a sviluppare razze idonee all'allevamento;
- la lavorazione dei prodotti: refrigerazione, sterilizzazione,
magazzinaggio, impiego ottimale del pescato di piccola taglia e dei
sottoprodotti, controllo e miglioramento della qualità degli alimenti.
I criteri principali da tener presente nel selezionare i temi di ricerca
sono, come si è già detto, le esigenze del mercato comunitario e la necessità
di preservare il patrimonio ittico per il futuro.
La Comunità non ha sinora intrapreso alcuna azione di rilievo nel campo della
ricerca, ma a questa situazione si porrà presto rimedio grazie alla prevista
attuazione di un programma pluriennale di ricerca elaborato dalla
Commissione, che il Consiglio sta attualmente discutendo. Il programma sarà
realizzato in due modi: in primo luogo la Comunità finanzierà ricerche
intraprese da diversi Stati membri in collaborazione, ed in secondo luogo
coadiuverà e coordinerà lo scambio di ricercatori, la pubblicazione dei dati
disponibili e l'organizzazione di simposi e seminari. Nell'ambito delle
procedure COST si può inoltre configurare una cooperazione con paesi terzi,
particolarmente nel campo dell'acquacoltura.
II programma proposto dalla Commissione comporta per la Comunità un impegno
per complessivi 30 milioni di ECU su base quinquennale.
- 1.2 - 1 -
1.2. Materie prime
1.2.1. Minerali per impieghi non energetici(*)
a. Nonostante l'ingresso di Spagna e Portogallo nella Comunità, che apporta
apprezzabili riserve di minerali, il disavanzo della bilancia commerciale
delle materie prime minerali primarie della CEE (pari nel 1984 a 12.000
milioni di ECU) rimarrà elevato per alcuni metalli d'importanza strategica e
cruciale, anche se diminuirà per i metalli base. Questa situazione rende
necessario lo sfruttamento delle risorse primarie e secondarie (riciclo)
interne incrementandone l'efficienza economica; le attività del settore
minerario e di quello metallurgico devono inoltre rimanere concorrenziali a
livello mondiale. Per conseguire questi obiettivi è indispensabile un
adeguato impegno di ricerca.
Il mercato delle materie prime presenta un andamento ciclico. La ricerca
finanziata con fondi pubblici dovrebbe in larga misura avere carattere
anticiclico perché gli esperti prevedono che nel lungo termine la domanda,
attualmente stagnante, subirà un rialzo.
b. La ricerca sulle materie prime primarie si accentrerà su problemi d'interesse
comune nel campo della prospezione (elaborazione di concetti e metodi in
vista di una futura ripresa delle attività di prospezione), della tecnologia
mineraria (miglioramento dell'economicità delle miniere esistenti ed
elaborazione di tecnologie progredite per quelle future) e della lavorazione
del minerale (trattamento di minerali complessi, poveri e refrattari e di
minerali che contengono metalli importanti per la tecnologia dei materiali di
tipo avanzato). La riduzione degli investimenti e delle spese di gestione
costituisce inoltre un obiettivo globale.
Un'impostazione coordinata e plurinazionale della ricerca su questi argomenti
può risultare estremamente vantaggiosa; questa opinione si basa sui seguenti
fatti :
- in tutta la Comunità è presente uno stesso tipo di depositi e miniere,
- le teorie moderne in fatto di prospezione faranno sempre maggiore
affidamento sull'elaborazione combinata di dati attinenti a discipline
diverse, ed in particolare sugli sviluppi in settori tecnologici di punta,
per cui potrà risultare inadeguata l'esperienza disponibile nei singoli
Stati membri,
- la modernizzazione degli impianti di lavorazione e delle miniere potrà
venire ottenuta soltanto mediante un impegno comune di ricerca che
garantisca una scala adeguata d'attività ed una valida distribuzione dei
risultati nell'industria.
Altri indirizzi possibili:
- ricerca sulle risorse del fondo marino, in particolare nella zona economica
esclusiva di 200 miglia dalla costa;
(*) escluso l'acciaio che è di competenza CECA.
- 1.2 - 2 -
- studi sulla litosfera continentale nell'ambito della ricerca di base sui
processi di concentrazione dei minerali (a questo scopo andrebbero
stabiliti collegamenti con i programmi nazionali ed internazionali). La
portata delle indagini in questo campo supera chiaramente le disponibilità
di qualunque singolo Stato membro.
Nel settore delle materie prime secondarie è opportuno conferire una
dimensione comunitaria alle attività di ri cerca per i seguenti motivi:
- l'analogia tra problemi incontrati da tutti gli Stati membri,
- l'esigenza di diffondere nell'industria i risultati della ricerca,
promuovendo cosi l'innovazione in un settore in rapida evoluzione,
- i motivi di tutela dell'ambiente.
Nuovi materiali quali leghe speciali e materiali compositi verranno impiegati
sempre più spesso in settori caratterizzati da un celere sviluppo tecnologico
ed andranno quindi riciclati.
La ricerca relativa al riciclo dei rifiuti urbani e industriali (plastica,
vetro, carta e sostanze organiche) si concentrerà sul recupero di materiali
in condizioni di concorrenzialità economica con le fonti primarie.
c. Per quanto riguarda le attività in corso, che stando alla relazione di
valutazione hanno fornito risultati incoraggianti, la prevedibile tendenza
delle future attività di ricerca è la seguente:
- prospezione: si darà minor rilievo ai metalli base e maggior risalto ai
minerali necessari per nuovi materiali e nuove tecnologie;
- tecnologia mineraria: s ’intensificheranno le attività nel campo della
robotica, della frantumazione delle rocce, del trasporto del minerale e
della sicurezza in sotterraneo;
- lavorazione dei minerali: s'intensificheranno gli sforzi per sviluppare
tecniche progredite e nuovi reagenti di flottazione.
d. La maggior parte delle ricerche finanziate dalla CE si svolgeranno nel quadro \
di contratti cofinanziati relativi a progetti cui partecipino ditte e/o
organizzazioni di ricerca di almeno due Stati membri.
Una parte dei fondi andrà destinata alle attività di coordinamento relative a
metodi già studiati nel quadro di programmi nazionali oppure ad attività
volte alla definizione di metodi e norme comuni.
1.2.2. Legno
a. Come è stato appena affermato nella conferenza SILVA (Parigi, 1986) il
disavanzo della bilancia commerciale comunitaria del legno e dei prodotti a
base di legno raggiunge i 17.000 milioni di ECU all'anno, e risulta così
secondo soltanto a quello dei prodotti petroliferi. I 12 Stati membri
dispongono peraltro di ampie risorse silvicole (almeno 53 milioni di ettari),
ma sono lungi dal realizzarne l'effettivo potenziale per vari motivi di
natura tecnica, sociale ed economica.
Oltre a fornire il legno i boschi svolgono altre funzioni utili: regolano
l'andamento delle risorse idriche, prevengono l'erosione dei terreni,
diminuiscono l'inquinamento atmosferico e forniscono alla popolazione
opportunità ricreative difficilmente quantificabili, indipendentemente dal
fatto che i boschi stessi si trovino in prossimità dei centri urbani od in
regioni remote. Ciononostante l'esistenza dei boschi è minacciata da fattori
ostili facenti capo all'uomo (inquinamento, incendi), da parassiti (insetti,
funghi, virus), da fenomeni metereologici (siccità, vento), ed infine
dall'accerchiamento derivante dall'urbanizzazione.
Il rimboschimento di terreni che potranno venir lasciati incolti nel prossimo
futuro andrà gestito con grande cura per renderlo redditizio ed evitare
perdite finanziarie notevoli.
Le attività di ricerca possono essere di notevole aiuto nell'affrontare i
diversi problemi della silvicoltura europea.
Le industrie che utilizzano il legno andranno parimenti incoraggiate a
sviluppare ed impiegare le tecnologie più sofisticate per impiegare nel
miglior modo possibile prodotti di base la cui qualità è spesso relativamente
bassa e per fare una concorrenza più efficace alle loro controparti
statunitensi e scandinave di maggiori dimensioni ed integrate verticalmente.
Le attività di ricerca finanziate dalla Comunità in questo campo sono
giustificate e necessarie per affrontare problemi di comune interesse: in
tutti gli Stati membri si riscontra la presenza di tipi analoghi di clima e
di suolo, cosicché esistono o vanno introdotte le stesse essenze ed ecotipi;
i parassiti valicano liberamente i confini nazionali alla pari degli
inquinanti, delle tempeste di vento e delle siccità; i problemi connessi
all'impiego dei prodotti silvicoli sono analoghi.
Una ricerca coordinata a livello comunitario si giustifica anche perché può
fornire una valida base tecnologica per lo sviluppo di politiche comunitarie
(tutela ambientale, norme per il mercato interno, regolamenti concernenti
l'impiego dei terreni, sviluppo delle regioni meno favorite, programmi
integrati mediterranei e interventi più specifici a favore della
silvicoltura, ecc.).
Per acquistare la massima efficacia queste attività di ricerca andrebbero
integrate per l'intero processo di produzione e lavorazione del Legno, dalla
produzione delle sementi all'impiego finale del legno e degli altri prodotti
silvicoli, facendo rientrare nello studio anche problemi quali il
miglioramento genetico, la fitofisiologia, la protezione contro i parassiti e
l'inquinamento, l'impiego del legno in quanto fonte di fibre e materia prima
per l'industria chimica.
Le ricerche svolte nella CE dal 1982 hanno reso possibile una stretta
cooperazione fra gli specialisti europei, dando origine ad un certo numero di
brevetti e di applicazioni industriali in settori quali Le segherie, la
fabbricazione della pasta di legno, il riciclo della carta, ecc. (va rilevato
che a questo programma partecipano anche la Svezia e la Svizzera). Le future
attività di ricerca si fonderanno sui risultati già ottenuti e daranno
maggiore risalto ai progetti di comune interesse. Per quanto riguarda gli
- 1 . 2 - 4 -
sviLuppi tecnologici è possibile conseguire i primi risultati abbastanza
rapidamente; il discorso è molto diverso per la produzione silvicola in
quanto tale, ed in questo settore è di fondamentale importanza garantire una
continuità dell'impegno.
d. La ricerca comunitaria in questo campo viene effettuata principalmente con
contratti cofinanziati con organizzazioni di ricerca e industrie, ma occorre
ampliare notevolmente il coordinamento dei programmi rispetto al passato.
*
* *
e. Considerata l'importanza di queste attività per molti Stati membri, in
particolare Spagna e Portogallo, e per ottenere risultati significativi si
stima che andrebbero stanziati 60-90 milioni di ECU per il periodo 1987-1991.
Tale importo corrisponderebbe al 5-7% circa dei fondi stanziati dagli Stati
membri per le ricerche in questo campo.
- 2 . 1 - 1 -
2. GESTIONE DELL'ENERGIA
2.1. Fusione
a. Il potenziale a lungo termine dell'energia di fusione, che è un nuovo metodo
per la produzione di energia elettrica senza conseguenze dannose per
l'ambiente che permette di sfruttare risorse praticamente inesauribili di
combustibile è un argomento valido ed efficace per sostenerne vigorosamente
10 sviluppo. In pochi decenni l'energia di fusione potrebbe contribuire a
ridurre sostanzialmente la vulnerabilità economica, ecologica e politica
dell'Europa.
Per arrivare al prototipo di reattore DEMO (che dovrebbe dimostrare la
fattibilità economica dell'energia di fusione) occorre prima dimostrare la
fattibilità scientifica del processo di fusione (un risultato che si spera di
raggiungere nei primi anni Novanta grazie a JET e impianti equivalenti degli
Stati terzi) ed in secondo luogo La fattibilità tecnologica dell'energia di
fusione (da raggiungere grazie al NET - Next European Torus - ed i suoi
equivalenti; tale reattore è attualmente in fase di progettazione teorica).
La fusione presenta già attualmente una forte concentrazione di tecnologie di
punta: il JET, le macchine specializzate in costruzione od in servizio presso
i laboratori associati e lo sviluppo di componenti per il NET rappresentano
di per sé la dimostrazione di capacità tecnologiche di punta che originano
prodotti (in particolare in settori quali la tecnologia delle bobine
superconduttrici, la robotica ed i sistemi a microonde di elevata potenza) da
cui possono trarre profitto altri settori della scienza e dell'industria
europea. Si prevede che il ruolo svolto dall'industria aumenterà
significativamente d'importanza quando il NET entrerà nella fase
ingegneristica di progettazione.
b. Conformemente a quanto ripetutamente affermato in varie decisioni del
Consiglio il programma "Fusione" della Comunità rappresenta un progetto di
cooperazione a lungo termine nel quale rientrano tutte le attività svolte
dagli Stati membri nel campo della fusione termonucleare controllata. Tale
progetto mira a consentire a tempo debito la costruzione in comune di
prototipi di reattori in vista di una loro produzione e commercializzazione
su scala industriale.
11 programma su vasta scala e integrato è necessario a causa delle difficoltà
e della lunghezza della strada che porta alla disponibilità commerciale
dell'energia di fusione, degli alti costi e dalle incertezze scientifiche in
gioco. In Europa tutte le attività degli Stati membri (cui si aggiungono
Svezia e Svizzera) costituiscono un unico programma sostenuto dalla
Commissione. Questa impostazione comunitaria rende l'Europa una controparte
interessante per la collaborazione internazionale (Stati Uniti, Giappone,
URSS, Canada __ ) ed ha portato a risultati pratici di estremo valore quali
il JET, la costituzione del gruppo di lavoro NET e la mobilità del personale.
Gli obiettivi principali delle attività nel campo della fusione per il
periodo 1987-1991 sono:
. definire la base fisica e tecnologica necessaria per una progettazione
particolareggiata del NET per La quale si dovrà sfruttare appieno il JET e
diversi tokamak specializzati di medie dimensioni, esistenti o in
costruzione, e si dovrà intensificare il programma di tecnologia;
. avviare, se possibile nel 1989/90, la progettazione particolareggiata del
NET;
. esplorare ai fini della costruzione di un reattore il potenziale di alcune
soluzioni alternative (stellarator e strizione a campo inverso).
- 2 . 1 - 2 -
c. I risultati scientifici e tecnici conseguiti grazie al programma europeo
collocano l'Europa all'avanguardia in campo mondiale nella ricerca sulla
fusione per via elettromagnetica. Il JET è il più importante esperimento nel
campo della fusione a livello mondiale, che per la fase delle prestazioni
fondamentali ha conseguito i suoi obiettivi iniziali rispettando i termini di
tempo e di costo ed ha successivamente consentito di realizzare progressi
formidabili verso la dimostrazione della fattibilità scientifica dell'energia
di fusione. Le macchine europee di medie dimensioni contribuiscono in modo
poderoso al progresso della ricerca sulla fusione ed al futuro successo del
JET; l'Europa occupa anche una posizione di punta nella ricerca sugli
stellarator e sulla strizione a campo inverso, configurazioni alternative al
tokamak. Tutti questi dispositivi sono stati costruiti dall'industria europea
(per fornire un esempio più del 98% del costo dei contratti di JET sono stati
stipulati in Europa), cui è già stato affidato qualche sviluppo di punta a
lungo termine (per esempio generatori RF ad alta frequenza e di grande
potenza). La partecipazione dell'industria europea dovrebbe subire un brusco
incremento in termini qualitativi e quantitativi verso il 1989/90, al momento
cioè di un'eventuale decisione circa l'avvio della fase ingegneristica della
progettazione del NET.
d. Il programma "Fusione" è strutturato in modo da far capo alle istituzioni
nazionali competenti in materia, coordinate dalla Commissione nel quadro di
un sistema d'associazioni. Tutte le attività sulla fusione svolte negli Stati
membri (anche in Svezia e in Svizzera) e nel CCR sono integrate nel
"programma europeo".
Le attività di ricerca sulla fusione rientrano in tre modalità d'intervento,
le prime due delle quali corrispondono ad azioni cofinanziate:
- JET (un'impresa comune);
- il Programma generale (associazioni, NET e tecnologia);
- il CCR (ricerca tecnologica concentrata sulla sicurezza dei reattori a '
fusione, compreso il laboratorio di manipolazione del tritio, ricerca sui
materiali e sostegno al NET).
e. In base ad una stima analitica del costo dei vari elementi che costituiscono
le attività sopra delineate gli stanziamenti comunitari richiesti ammontano a
circa 1.060-1.200 Mio di ECU per il programma "Fusione" vero e proprio e per
le attività svolte dal CCR nel campo della fusione. Le attività che rientrano
nel programma "Fusione" vero e proprio sono le stesse della decisione del
Consiglio del marzo 1985.
- 2 . 2 - 1 -
2.2. Energia nucleare di fissione
a. Lo sviluppo dell'energia nucleare di fissione costituisce uno tra i
principali metodi per ridurre, diversificando le fonti energetiche. la
dipendenza comunitaria da combustibili fossili d'importazione quali il
pe ro io. Nel lungo periodo grazie all'impiego di tecnologie progredite (ed
in parti colare dei reattori superconvertitori veloci) l'energia di fissione
può venir ritenuta una fonte energetica virtualmente rinnovabile. Il
persistente impegno nel campo dell'energia nucleare rimane quindi un aspetto
fondamentale della politica energetica europea.
L'obiettivo fondamentale, che è d'incrementare la diversificazione delle
fonti energetiche riducendo la dipendenza dalle importazioni, dovrà essere
compatibile con la tutela della popolazione e dell'ambiente. La ricerca
andrà quindi impostata su due linee d'azione:
mentre da un lato andranno mantenute e consolidate la sicurezza e
l assenza di ripercussioni ambientali delle tecnologie nucleari della
generazione attuale, dall'altro
l'impiego delle migliorie tecniche realizzabili dovrà condurre a sistemi
con migliori prestazioni grazie ad ulteriori progressi ed innovazioni.
b. Le proposte di attività di R,S&D saranno messe in atto in base alle seguenti
linee d'azione.
I problemi di sicurezza dei reattori (compresi quelli dei reattori ad acqua
leggera che sono tecnologicamente maturi) valicano i confini nazionali.
Occorre quindi sviluppare e mantenere a livello comunitario una progressiva
armonizzazione delle prescrizioni e dei criteri di sicurezza allo scopo di
fornire un livello equivalente e soddisfacente di protezione per la
popolazione, i lavoratori e l'ambiente, oltre a favorire lo sviluppo del
commercio. L'impegno in questo campo sarà principalmente rivolto agli
aspetti di sicurezza ed affidabilità dei reattori ad acqua leggera (compreso
lo ^studio dei dati relativi agli impianti in funzione da molto tempo),
all'analisi dell'evoluzione di un incidente e dell'integrità del circuito
nei superconvertitori veloci, ed infine alla convergenza di codici e norme.
Particolare attenzione sarà dedicata alle attività connesse con la gestione
de i residui radioattivi che pongono questioni di natura sociale, giuridica,
amministrativa, finanziaria e tecnica da risolvere in un quadro unico.
L'impegno di ricerca si concentrerà progressivamente sulla dimostrazione di
alternative valide per l'eliminazione dei rifiuti, nell'intento di giungere
a un consenso a livello europeo e di armonizzare sul piano comunitario le
politiche in questo campo.
Altri problemi di carattere più tecnico sono quelli relativi alle operazioni
di smantellamento dei reattori. In questo settore l'impegno di ricerca si
concentrerà sulla dimostrazione delle tecnologie applicabili, nell'intento
di armonizzare impostazione e politiche a livello comunitario.
La Commissione svolge un'attività autonoma di controllo di sicurezza (capo
VII del trattato Euratom) ed ha condotto attività di R,S&D nell'ambito di
questo suo compito istituzionale. In futuro trasporto e la manipolazione dei
materiali nucleari aumenteranno perché entreranno in funzione reattori e
altri impianti nucleari attualmente in costruzione. La Commissione dovrà
quindi sviluppare ulteriormente le metodologie e le tecniche del controllo
di sicurezza per affrontare in modo adeguato i problemi posti dal crescente
numero e dalla diversità degli impianti da controllare.
L'impegno comunitario potrebbe infine costituire un sostegno per gli Stati
membri impegnati nello sviluppo di reattori e di sistemi di tipo avanzato,
anche per i relativi cicli del combustibile.
Per loro stessa natura le attività di R&S nel campo dell'energia di fissione
richiedono la continuità, ma è prevista una ristrutturazione secondo le
seguenti linee.
Le attività di R&S attinenti alla sicurezza dei reattori nucleari verranno
ridotte in termini globali, specialmente nel campo dei reattori ad acqua
leggera. La Commissione promuoverà il trasferimento di esperienze e
metodologie acquisite in questo campo verso altre attività, industriali e
d'altro genere, potenzialmente pericolose.
Per quanto riguarda la gestione dei residui radioattivi le attività di R&S
di base diminuiranno, ma quelle orientate alla dimostrazione di alternative
sicure dell'eliminazione di tali rifiuti subiranno un notevole incremento
che comporterà un incremento complessivo dell'impegno in questo settore.
L'impegno nel campo dello smantellamento degli impianti nucleari subirà
un'evoluzione analoga.
Le attività di R&S per il controllo di sicurezza subiranno una modesta
espansione.
Le azioni di sostegno per lo sviluppo di reattori e dei relativi cicli di
combustibile sono quasi sempre nuove attività che hanno fondamentalmente
finalità dimostrative.
Per attuare le iniziative nel campo della sicurezza dei reattori, della
gestione dei residui radioattivi e del controllo di sicurezza si farà
ricorso tanto alle attività del CCR quanto a contatti cofinanziati.
Le attività nel campo dello smantellamento degli impianti nucleari saranno
svolte esclusivamente mediante azioni cofinanziate.
Gli interventi di sostegno per lo sviluppo di reattori e del relativo ciclo
di combustibile saranno realizzati fondamentalmente mediante programmi
complementari e/o imprese comuni.
Perchè l'azione della Comunità produca risultati significativi si ritiene
che i fondi necessari per le attività di R,S&D nei settori summenzionati per
il periodo 1987-1991 si aggirano tra 600 e 700 Mio di ECU, ossia intorno al
5-10% dei fondi complessivamente stanziati dagli Stati membri. Poiché
tuttavia l'azione della Comunità è selettiva (si concentra cioè sugli
aspetti connessi alla sicurezza e non copre l'intera gamma delle attività
degli Stati membri) l'aliquota del finanziamento comunitario nelle attività
proposte risulterà più elevata.
I programmi complementari a sostegno dello sviluppo dei reattori e dei
relativi cicli del combustibile si aggiungono a tale somma.
- 2.3 - 1 -
2-3. Combustibili fossili, fonti nuove e rinnovabili d'energia e impiego
razionale dell'energia - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
a. L importanza delle tecnologie energetiche che formano l'oggetto di questa
azione risulta direttamente dalla strategia energetica comunitaria (*) e dai
suoi obiettivi, definiti in modo da contribuire al conseguimento
dell'obiettivo globale che è il miglioramento della sicurezza
d'approvvigionamento diminuendo al tempo stesso le importazioni d'energia.
Per quanto riguarda le tecnologie in questione l'obiettivo è che entro la
fine del secolo i combustibili solidi e le fonti nuove e rinnovabili
d'energia forniscano un maggiore contributo al bilancio energetico
comunitario, ed inoltre che per la metà degli anni Novanta l'intensità della
domanda energetica sia calata del 20-25%. La Comunità dovrebbe impegnarsi in
modo adeguato per conseguire questi obiettivi a medio termine e per
sostenere la sua strategia energetica a lungo termine, indipendentemente
dagli sviluppi a breve termine del mercato energetico.
Un presupposto per il conseguimento di questi obiettivi è lo sviluppo di
un'ampia gamma di tecnologie energetiche innovative da applicare a tutti i
settori della nostra economia. Ciò esige un notevole impegno degli ambienti
scientifici e industriali poiché le tecnologie energetiche del futuro
dovranno risultare concorrenziali in termini non soltanto di costi diretti,
ma anche di ripercussioni intrinseche sull'ambiente (ciò vale in particolare
per i combustibili fossili).
Benché non si preveda che le condizioni attuali del mercato petrolifero
durino molto a lungo, esse provocheranno probabilmente una riduzione dei
finanziamenti pubblici e privati per le ricerche energetiche nei settori
interessati da queste iniziative. Ciò avrà conseguenze negative per molti
laboratori industriali d'altro genere, per i quali gli aspetti energetici
delle ricerche in corso costituiscono una spinta innovativa fondamentale. I
futuri scambi commerciali relativi alle tecnologie in questione
rappresentano cifre dell'ordine di vari miliardi di ECU all'anno.
b. A parere della Commissione si dovrebbe continuare ad incoraggiare i
laboratori europei di ricerca e l'industria a prepararsi così da potersi
aggiudicare quote rilevanti di questi mercati, tanto nella CE quanto negli
altri paesi industrializzati ed in quelli in via di sviluppo. La Comunità
dovrebbe quindi continuare a cofinanziare i progetti svolti in
collaborazione e a coordinare le attività di ricerca e sperimentazione
sviluppando norme. Sono interessati da questo intervento non soltanto
diversi settori energetici tradizionali e ben conosciuti, ma anche e in
maggiore misura, numerosi settori cosiddetti orizzontali nei quali è stata
individuata una particolare esigenza, quali ad esempio la scienza della
combustione, la tecnologia delle sonde, la fotoelettronica, l'ingegneria
energetica, ecc. __
Il valore di questo intervento della Comunità risiederà soprattutto in
un'impostazione coordinata della realizzazione della strategia energetica
comunitaria, in una promozione della concorrenzialità dell'industria europea
ottenuta ottimizzando l'impiego dell'esperienza acquisita e delle risorse
finanziarie disponibili, ed in uno stimolo alla costituzione di un vero
mercato interno per le tecnologie energetiche. Il recente ampliamento della
Comunità e le particolari esigenze in materia di sostegno alle attività di
R&S di determinati Stati membri andranno tenuti in debita considerazione.
Sulla quale il Consiglio sta attualmente discutendo.
- 2.3 - 2 -
c. Anche se La panoramica 1987 delle attività comunitarie di R&S sarà dominata
dalle attività attualmente in corso, gli orientamenti per la ricerca
comunitaria nella seconda parte del periodo 1987-1991 comporteranno il
proseguimento e una nuova impostazione delle azioni cosi da tener conto dei
risultati ottenuti e della loro valutazione:
- energia solare (eventualmente fusa con un programma sulle tecnologie
edilizie),
- energia ricavata dalla biomassa,
- conservazione dell'energia,
- impiego dei combustibili solidi,
- sfruttamento ed impiego degli idrocarburi,
- nuovi vettori energetici (eventualmente fuso con il sottoprogramma sugli
idrocarburi),
- analisi dei sistemi energetici.
In relazione alle esigenze degli Stati membri la ricerca e sviluppo
sull'energia geotermica potrà cessare di esistere in quanto attività
separata e i lavori ad elevato contenuto tecnologico nel campo
dell'esplorazione, della strumentazione e della tecnologia per le rocce
calde secche verranno svolti nel quadro di nuove attività separate. Il
programma relativo all'energia solare potrà risultare incentrato sulle
tecnologie passive, sulla raccolta di dati e sulla sperimentazione. I lavori
sull'energia eolica verranno interrotti. La conservazione dell'energia
riguarderà determinate tecnologie d'avanguardia (batterie elettriche,
automobili non inquinanti, cellule a combustibile) e importanti settori
orizzontali (scienza della combustione, tecnologia delle sonde, ecc.).
Come si è già fatto rilevare molte delle attività summenzionate verranno
ristrutturate (con l'aiuto del CGC) per metterle a fuoco su determinati
obiettivi tecnologici d'avanguardia (quale ad es. l'impiego non inquinante
del carbone nel settore dei combustibili solidi) e su settori orizzontali.
Tale ristrutturazione potrà anche far sì che vengano considerati capitoli a
se stanti:
- la tecnologia ed i sistemi fotovoltaici,
- l'etanolo prodotto per via biologica,
- le tecnologie avanzate di costruzione (risparmio energetico, architettura
solare).
Va inoltre prevista una ricerca riguardante un settore completamente nuovo:
- geologia degli strati e dei depositi di gas profondi (compresa
eventualmente la tecnologia delle rocce calde secche).
Va fatto notare che la scelta tra le differenti alternative sopra de lineate
andrà definita, alla pari dei contenuti più particolareggiati delle singole
attività, di concerto con il CGC ed alla luce dei primi risultati del terzo
programma di R8S sulle energie di origine non nucleare e delle
corrispondenti attività del CCR, che cominciano ad essere disponibili.
d. La maggior parte delle attività intraprese nel quadro di questa azione sarà
svolta mediante contratti di ricerca; le attività riguardanti specificamente
le norme e la sperimentazione (energia solare, edifici, conservazione
dell'energia) saranno svolte nell'ambito del CCR (o sotto la sua
supervisione), mentre determinate altre attività potrebbero venir svolte
mediante azioni concertate (eventualmente consolidate).
- 2.3 - 3 -
e. Si stima che gli stanziamenti comunitari richiesti per le attività di
ricerca in questo campo oscillino tra i 250 ed i 350 Mio di ECU per il
periodo 1987-1991. Questa cifra rappresenta il 7-12% dei fondi
complessivamente stanziati dagli Stati membri in questi stessi settori.
Meritano parimenti una menzione i progetti dimostrativi nel campo energetico
e della ricerca sul carbone svolti nel quadro del trattato CECA.
- 3 - 1 -
3. CONCORRENZIALITÀ* DELL'INDUSTRIA E DEL SETTORE TERZIARIO
Tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni e loro applicazioni
(Introduzione ai paragrafi 3-1., 3-2-, 3.3. e 3.4.)
1. Per loro natura e a causa della loro diffusione Le tecnologie
dell'informazione e delle telecomunicazioni (TI&T) svolgono un ruolo
cruciale in tutte le attività scientifiche, economiche e sociali. I
risultati ottenuti in questo campo avranno un'influenza notevolissima sulle
scelte socioeconomiche dell'.Europa.
Si ritiene che i due terzi del PIL (o alternativamente il 55% della
manodopera attiva) siano dipendenti da attività d'informazione
(acquisizione, elaborazione, trasmissione, archiviazione e vendita
d'informazioni) e quindi dalle prestazioni ottenute nel campo delle TI&T. La
concorrenza sul piano mondiale tra regioni economiche sarà in ampia misura
legata alla loro capacità di utilizzare le TI&T in modo efficace e
tempestivo per conseguire gli obiettivi economici e sociali che si sono
prefissi.
Con l'entrata in campo delle TI&T aumentano le possibilità tecniche e quindi
l'efficienza di tutti i fattori di produzione; queste tecnologie sono quindi
particolarmente consone all'Europa che è obbligata a ottimizzare l'impiego
delle sue scarse risorse naturali, a compensare le conseguenze negative
sull'ambiente dovute alla produzione industriale ed a far fruttare al
massimo le sue risorse e capacità scientifiche relativamente ingenti.
Le TI&T offrono enormi possibilità d'inventare nuovi prodotti, processi e
servizi che risolvano i problemi economici ma anche, cosa forse più
importante, nuovi modi per affrontare urgenti problemi di natura sociale in
campi quali l'assistenza sanitaria. La sicurezza stradale, l'istruzione
postscolastica ed altri ancora.
Alla pari di altri paesi gli Stati Uniti ed il Giappone stanno costantemente
intensificando e concentrando il loro impegno nel campo delle TI&T
finanziando progetti di notevole portata quali l'INS, gli elaboratori della
quinta generazione e la SDÌ, oppure ponendo in essere condizioni favorevoli
alle attività di R&S svolte in cooperazione tra università e industria.
2. Le dimensioni, le strutture e gli strumenti della Comunità si prestano
particolarmente allo sviluppo delle attività di R & S per le TI.
La ricerca e l'evoluzione tecnologica in questo settore presentano il
seguente carattere:
- entità degli stanziamenti di R&S necessari per mantenersi al passo:
l'industria europea dei semiconduttori o quella americana devono spendere
il 7-10% del loro fatturato annuo in attività di R&S;
- crescente rapidità dell'evoluzione tecnologica (il periodo che intercorre
tra due generazioni tecnologiche si è ridotto a circa due anni);
- relativa scarsità di risorse umane (scarso numero di specialisti in
settori caratterizzati da una rapidissima evoluzione);
- crescente necessità di un'impostazione pluridisciplinare;
- utilità delle innovazioni risultanti dall'attività di piccoli gruppi
(ricercatori universitari, PMI _ _ _ ).
I vincoli imposti da questa situazione (difficoltà di recuperare le spese di
R&S al di sotto di una quota minima pari al 5-10% del mercato mondiale;
accanita concorrenza commerciale; notevoli rischi tecnologici e finanziari)
possono venir superati a livello comunitario da iniziative in cooperazione
che consentano di :
- definire obiettivi e strategie comuni;
- porre in comune le scarse risorse umane e finanziarie, migliorando così la
suddivisione del lavoro;
- realizzare per esempio economie di scala (le società europee del settore
delle TI devono spendere per attività di R&S aliquote del loro fatturato
che sono doppie o triple di quelle spese dai loro concorrenti americani o
giapponesi, ottenendo in contraccambio risultati molto minori);
- ampliare la ricerca a nuovi settori e ad altre alternative tecnologiche;
- impostare in modo concertato e coerente le attività in materia di
normalizzazione e di provvedimenti collaterali;
- stimolare le capacità ed i centri guida esistenti in tutta Europa, venuti
alla ribalta grazie alla partecipazione di tutti gli Stati membri al
progetto ESPRIT.
Per rispondere a queste esigenze e sfruttare i vantaggi forniti dalla
dimensione comunitaria occorre proseguire ed intensificare le attività
intraprese negli ultimi anni a livello di base tecnologica, integrandole
così da dar luogo ad effetti di sinergia e da creare condizioni favorevoli
al loro impiego.
Questo processo evidenzia la necessità di una serie di azioni concertate
specifiche, riguardanti una serie di fattori o questioni cruciali
strettamente interconnessi:
- ulteriore consolidamento della base tecnologica,
- migliore impiego delle capacità industriali di R&S ottenuto mediante
cooperazione e suddivisione del lavoro.
- 3 - 3 -
- graduale costituzione di un mercato di dimensioni comunitarie per
prodotti, apparecchiature ed applicazioni nel campo delle TI&T grazie ad
un rinnovato impegno nei settori della normalizzazione, della certifica e
dell'apertura delle procedure d'acquisti pubblici,
- incentivazione della domanda mediante progetti infrastrutturali, progetti
pilota e la costituzione di un ambiente favorevole ad un ampio impiego di
nuove applicazioni ed alla loro diffusione,
- diffusione della tecnologia nelle regioni meno favorite,
- livello migliore dell'istruzione e della formazione.
4. Sotto il profilo tecnologico la portata teorica e gli obiettivi delle azioni
connesse alle TI&T e delle loro applicazioni sono definiti in base alla
seguente procedura:
- analisi preliminare dell'importanza che le attività previste rivestono a
lungo termine e sul piano europeo,
- definizione con le controparti dei fattori cruciali e delle linee d'azione
che ne derivano,
- fase definitoria volta a precisare in modo particolareggiato gli obiettivi
ed il fabbisogno in termini di risorse umane e finanziarie,
- valutazione permanente delle attività intraprese e revisione annua del
programma di lavoro.
Le attività proposte nel programma quadro 1987-1991 si fonderanno sulle
azioni precedenti e in particolare:
- sul programma per la microelettronica,
- sul programma pluriennale nel campo dell'informatica,
- sulla fase I di ESPRIT (avviata nel 1984),
- sulla fase di definizione di RACE (avviata nel 1985).
Basandosi sulle valutazioni relative ai programmi summenzionati e di
concerto con l'industria, con l'ambiente scientifico e con le autorità
nazionali, il nuovo programma quadro dovrebbe prevedere la continuazione di:
- ESPRIT I cui dovrebbe far seguito ESPRIT II, conformemente alle
raccomandazioni formulate dal Consiglio ed alla revisione intermedia
- 3 - 4 -
effettuata nell'autunno 1985 e dall'industria. ESPRIT II darà risalto
all integrazione tecnologica ed a progetti più ambiziosi e più specifici,
dedicando anche una maggiore attenzione ai requisiti tecnologici generici
delle applicazioni di punta.
- La fase di definizione di RACE, cui dovrà far seguito la fase pricipale
(da avviare nel 1987) che definirà la base tecnologica, gli sviluppi
preconcorrenziali e le attività nel campo delle norme e delle specifiche
comuni necessari per rendere progressivamente operativi infrasttrutture e
servizi di comunicazione integrata a banda larga.
Attività accademiche di ricerca esplorativa volte a consolidare la
cooperazione europea nel campo della ricerca di base connessa alle TI&T.
Verrà inoltre dato maggior risalto allo sviluppo di nuove applicazioni di
concerto con gli utenti interessati, sfruttando a tale scopo gli effetti
sinergici tra sviluppi paralleli.
Tra le attività sussidiarie per il conseguimento d'importanti obiettivi
d'interesse comune va citato l'impiego delle TI&T per:
l'apprendimento, l'istruzione e la formazione, così da superare alcuni
ostacoli all'apprendimento dovuti alla distanza e all'accessibilità
(DELTA);
” t-a sicurezza stradale, la gestione del traffico e le comunicazioni mobili,
tutti problemi che possono venir affrontati sfruttando La sinergia tra
sviluppi tecnologici paralleli arrivando eventualmente ad una soluzione
integrale che presenti notevoli vantaggi in termini di costi e di
specifiche per le infrastrutture (DRIVE);
- la bioinformatica e le applicazioni dell'informatica alla medicina, che
potranno essere più economiche grazie all'introduzione e all'integrazione,
effettuate in modo sistematico e tempestivo, delle TI&T di tipo avanzato
(BICEPS).
Si stanno attivamente esaminando altri settori che possono prestarsi ad un
intervento comunitario; nel giro dei prossimi due anni questo processo potrà
dar luogo a proposte d'azione riguardanti:
- la tecnologia delle apparecchiature di laboratorio (così da migliorare la
produttività di R&S) e la tecnologia finanziaria, così da rendere più
celeri e sicure le transazioni finanziarie;
- altri settori che contribuiscano al conseguimento degli obiettivi sociali
in Europa.
Ai programmi nel campo della microelettronica e dell'informatica verrà dato
seguito nel quadro di ESPRIT.
- 3 - 5 -
Le azioni proposte assumeranno La forma di programmi cofinanziati e verranno
coordinate accuratamente con Le attività a LiveLLo nazionaLe ed
intergovernativo.
L'entità dei fondi necessari verrà stimata di concerto con gLi operatori
interessati e Le amministrazioni degLi Stati membri. AL momento attuate
(stadio preLiminare) e neLL'ipotesi che vengano impiegate Le modaLità
previste L'impegno finanziario osciLLerebbe approssimativamente tra i 3.940
e 4.150 Mio di ECU ripartiti su cinque anni.
Questo importo corrisponde a una piccoLa percentuaLe dei fondi
compLessivamente stanziati dagLi Stati membri per attività a LiveLLo
nazionaLe.
Poiché questo impegno comunitario riguarda settori di cruciate importanza
strategica e mira a consoLidare La cooperazione tecnoLogica avrà un effetto
mottipLi catore e produrrà risuLtati che vanno ben aL di Là degLi
stanziamenti abbastanza modesti richiesti aL biLancio CEE.
- 3.1 - 1 -
3.1. Tecnologia dell1 informazione
a. Nell'ambito di questa iniziativa rientra il programma ESPRIT i cui obiettivi
sono stati fissati in modo da trarre profitto dalla dimensione comunitaria
del programma stesso per:
ampliare la base tecnologica nel campo della TI su un piano
preconcorrenziale conferendo una maggior portata alle attività svolte e
realizzando economie di scala in modo da riuscire a soddisfare le esigenze
dei mercati mondiali degli anni Novanta,
- migliorare l'impiego delle capacità di R&S in campo scientifico ed
industriale grazie ad un impegno di cooperazione,
preparare l'impiego di norme internazionali ampiamente accettate nel campo
della TI, e
promuovere il trasferimento di tecnologie nel settore delle TI dando
particolare risalto alle esigenze delle PMI.
b. Il programma è stato appena riesaminato da un organismo indipendente d'alto
livello (il Consiglio di revisione ESPRIT). I risultati di questo esame
dimostrano che il lancio di ESPRIT è stato coronato da successo e che questo
programma ha realizzato notevoli progressi verso il conseguimento dei suoi
obiettivi; tali conclusioni sono state trasmesse al Consiglio ed al
Parlamento (COMC85) 616 def.). La caratteristica particolare di ESPRIT è che
il programma di lavoro è annuale per cui si ha un riesame periodico del
programma.
Conformemente alle raccomandazioni del Consiglio di revisione ESPRIT ed in
seguito ad un ampio processo di consultazione con esperti dell'industria si
sta raggiungendo un accordo circa la portata ed il contenuto del programma
per il periodo dal 1987 in poi basato sulle seguenti linee d'azione:
1. Microelettronica e tecnologie dei periferici:
- Tecnologia del silicio: questa tecnologia rappresenta la base
dell'industria dei circuiti integrati; ai dispositivi a base di silicio
va il merito della drastica riduzione del costo delle apparecchiature
elettroniche verificatasi negli ultimi anni, che è destinata a
continuare. Uno specifico obiettivo tecnologico potrebbe essere ad
esempio quello di riuscire a collocare 4 milioni di transistor su una
piastrina utilizzando tecnologie da 0,5 micron e integrazione
tridimensionale.
“ Semiconduttori compositi: si prevede che l'impiego di questo tipo di
semiconduttori in circuiti ad elevata velocità assumerà un'importanza
crescente negli elaboratori e nei sistemi di telecomunicazione del
futuro, oltre che in altre applicazioni. Potenzialmente l'Europa ha
l'opportunità di diventare un importante fornitore di dispositivi
basati su semiconduttori compositi; per garantire che le capacità
europee in questo settore siano adeguate occorre peraltro incrementare
notevolmente le attività di R&S rispetto all'attuale livello.
- Progettazione assistita da elaboratore (CAD): la disponibilità di
applicazioni CAD per l'integrazione su grandissima scala continua a
rappresentare un fattore cruciale per la riuscita globale delle
attività nel campo della microelettronica. I futuri progetti CAD
sfrutteranno i risultati sinora conseguiti da ESPRIT e si
concentreranno in particolare sui sistemi ad elevatissime prestazioni,
sugli aspetti sperimentali e su quelli attinenti alla normalizzazione.
- 3.1 - 2 -
- Unità periferiche: costituiscono una quota sempre maggiore del costo
complessivo del sistemi TI. Per realizzare un notevole progresso
tecnologico e soddisfare le future richieste del mercato occorre in
particolare impegnarsi notevolmente nel settore R&S con attività
riguardanti l'archiviazione magnetica, ottica e magneto-ottica, le
stampanti, i sensori ed i visualizzatori.
2. Sistemi d'elaborazione delle informazioni:
- Progettazione ed architettura dei sistemi: in questo campo l'obiettivo
generale e quel lo di garanti re che T'industria TI disponga delle
infrastrutture necessarie per produrre celermente ed economicamente
sistemi di alta qualità; entro dieci anni lo sviluppo di sistemi di
complessità analoga a quelli in corso di realizzazione nel 1985 richiederà
il 10% delle risorse attualmente necessarie. Verranno inoltre sviluppate
ed analizzate sotto il profilo dell'affidabilità e delle prestazioni nuove
architetture per i sistemi di TI.
- Ingegneria della conoscenza: si prevede che l'impiego di sistemi
apprenditivi dia luogo ad un salto qualitativo nelle applicazioni future
della TI. Per poter far fronte con successo alla concorrenza negli anni
Novanta occorrerà mantenere immutato il livello delle attività generiche
di ricerca cooperativa in questo settore.
- Elaborazione dei segnali: si prevede che la capacità di elaborare il
parlato ed immagini complesse costituisca una nuova ed importante
caratteristica dei futuri sistemi TI. Di conseguenza le attività di R&S in
questo settore riguarderanno il riconoscimento continuo del parlato con un
ampio vocabolario e sistemi progrediti di elaborazione delle immagini.
3. Integrazione della TI nei sistemi applicativi:
- Sistemi di supporto della TI: le attività in questo campo riguardano le
tecnologie fondamentali TI significative per l'ufficio, per le attività
produttive, per altre applicazioni professionali e per le utenze
domestiche. In questo ambito rientrano ad esempio le attività di R&S sui
posti di lavoro, i sottosistemi I/O ad ampio spettro applicativo, le
interfacce uomo-macchina e quelle con l'ambiente fisico. Si ritiene che le
ripercussioni potenziali di queste attività sulle esigenze a medio termine
del mercato saranno particolarmente significative.
- Automazione delle fabbriche: le applicazioni della TI alla produzione
hanno un'importanza fondamentale per l'economia europea. L'obiettivo
principale è quello di arrivare ad architetture basate su sistemi aperti,
di promuovere lo sviluppo di sistemi CAD/CAM e di sistemi per il controllo
dei processi produttivi. Le attività di R&S in questo settore andranno
notevolmente incrementate.
- Sistemi integrati di TI: in questo ambito rientrano progetti
d'integrazione tecnologica fondati su tecnologie diverse e diretti ad
applicazioni ben precise.
4. Nella futura evoluzione di questa iniziativa un ruolo crescente spetta ai
provvedimenti volti a garantire la diffusione dei risultati delle attività
di R&S.
5. Si ritiene che un'ampia partecipazione delle PMI a quest'iniziativa sia
fondamentale per mantenerne e stimolarne il carattere innovativo, che
costituisce un presupposto per il raggiungimento degli obiettivi globali.
Risultati previsti:
permettere all'industria europea della TI di far fronte con successo alla
concorrenza mondiale negli anni Novanta,
diffondere queste tecnologie in vari rami delle nostre economie così da
apportare innovazioni ai prodotti, processi e servizi.
Motivazione dell'azione comunitaria
~ occorre mettere in comune le risorse ed operare una suddivisione del
lavoro per poter far concorrenza ai grossi programmi pubblici statunitensi
e giapponesi,
- occorre parimenti un'impostazione coordinata per sviluppare norme comuni
ed incoraggiare la cooperazione industriale in Europa.
I rappresentanti dell'industria stimano attualmente che l'impegno globale
necessario per il lavoro sopra descritto ammonti a 30.000 uomini/anno, da
impegnare progressivamente dal 1987; questa stima andrà comunque verificata
nei prossimi mesi. Un tale impegno corrisponderebbe ad un contributo
comunitario approssimativo di 2.200 Mio di ECU.
- 3.2 - 1 -
3.2. Tecnologia delle telecomunicazioni
a. Il rapporto prestazioni/prezzo dei servizi di telecomunicazione svolge un
ruolo decisivo ai fini della concorrenzialità delle economie europee sul
futuro mercato mondiale unificato. Per conservare una posizione di forza ed
essere all'avanguardia nella transizione verso sistemi integralmente
digitalizzati i paesi europei dovranno investire con tempestività nelle
tecnologie progredite delle telecomunicazioni ed utilizzare in modo ottimale
le risorse a loro disposizione.
Nel 1984 l'industria comunitaria della telematica e gli istituti di ricerca
degli organismi che gestiscono le telecomunicazioni hanno raggiunto un ampio
consenso sull'obiettivo di:
introdurre a livello comunitario le comunicazioni integrate a banda larga
CIBO entro il 1995 tenendo conto dell'evoluzione delle reti digitali di
servizi integrati (ISDN),
e definito i requisiti comuni per:
attività di R&S nel campo delle tecnologie avanzate di comunicazione in
Europa (RACE),
un programma che mira a costituire la base tecnologica per introdurre
progressivamente infrastrutture e servizi IBC a livello comunitario.
Nel quadro di RACE si opera una distinzione tra diverse fasi o stadi
d'impegno, che corrispondono ad una definizione sempre più accurata degli
obiettivi e dei requisiti. Più specificamente si distinguono:
la fase definitoria (decisa nel 1985), per portare a termine le attività
iniziali necessarie per mettere a fuoco il programma pricipale di R&S sui
futuri requisiti funzionali della rete, sui terminali e sulle future
applicazioni e per valutare le alternative tecnologiche fondamentali;
La fase I (1987-1991) per:
- definire la base tecnologica per l'IBC,
- realizzare gli sviluppi preconcorrenziali necessari per ottenere le
apparecchiature e i servizi sperimentali per La dimostrazione delle
tecniche IBC,
- sostenere l'attività di CEPT e CCITT mediante la formulazione di proposte
comuni in materia di specifiche e norme;
la fase II (1991-1996) che in relazione all'esito della fase I avrà
l'obiettivo globale di sviluppare la base tecnologica per le apparecchiature
e servizi IBC di maggiore capacità per gli anni successivi al 1995.
- 3.2 - 2 -
b) Portata (fase I):
1. Aspetti sistemistici specifici:
La parte 1 tratta gli aspetti sistemistici dell'IBC e studierà
L'architettura dei sistemi, L'ambiente degLi abbonati, i sottosistemi di
rete, iL funzionamento deLLa rete ed i probLemi connessi con La
manutenzione. In taLe fase si terrà conto d'ISDN e deLLe varie
aLternative e combinazioni possibiLi per i "carrier".
Le attività in questo campo mirano a tre obiettivi distinti ma
strettamente connessi:
- studiare ed individuare L'evoLuzione dei sistemi IBC,
- individuare e specificare i requisiti funzionati che costituiscono gLi
obiettivi deLL'attività di R&S a LiveLLo di sottosistemi e di
tecnoLogie di base, e
” specificare Le verifiche e Le prove da effettuare prima di prendere in
considerazione Lo sviLuppo su scaLa industriate, ossia definire i
requisiti dette dimostrazioni e deLLe prove.
2. Ricerca suLLe esigenze degLi utenti e degLi esercenti dei servizi:
La comprensione deLLe esigenze degLi utenti e degLi esercenti dei
servizi rappresenta una condizione essenziate per L'ideazione e La
progettazione dette infrastrutture e dei servizi per iL futuro. ALcune
esigenze possono venir vaLutate suLLa base di esperienze compiute in
passato con un'accuratezza sufficiente per fornire orientamenti suLLo
sviLuppo tecnico; servizi e concetti operativi di nuovo tipo richiedono
tuttavia uno studio accurato. Queste attività costituiscono di per sé un
impegno di R&S pLuridiscipLinare e di notevoLe portata.
Le esperienze compiute in passato in merito aLL'introduzione di nuovi
servizi di comunicazione dimostrano chiaramente quaLi rischi comporti iL
fatto di separare La ricerca tecnica da queLLa commerciaLe, appLicativa
ed orientata aLL'utenza. La parte 2 è perciò stata strutturata in modo
da prendere in considerazione da un Lato iL nesso tra utenti e fornitori
deL servizio, e daLL'aLtro Le aLternative tecnoLogiche che si stanno
de Lineando.
3. TecnoLogie di base e di supporto:
Questa parte deL programma si rivoLge ai tre principaLi gruppi di
tecnoLogie sui quaLi si fonderanno Le successive generazioni
d'infrastrutture IBC:
- componenti eLettronici utilizzati neLLe comunicazioni,
- ottica ed optoelettronica, e
- strumenti per La progettazione dei sistemi di comunicazione.
- 3.2 - 3 -
Le attività di R&S in questo campo mireranno a migliorare le prestazioni
delle apparecchiature per telecomunicazioni, e cioè:
- prestazioni in termini di larghezza di banda e complessità,
- compatibilità tra sistemi, cioè idoneità alla standardizzazione, e
- costi relativi all'intero ciclo di vita del prodotto, comprese qualità,
affidabilità e manutenzione.
Benché le attività della parte 3 affrontino soprattutto problemi di
tecnologia di base, comprendono implicitamente alcuni studi sui
sottosistemi, dato che determinati componenti (come i microprocessori)
rappresentano sottosistemi autonomi in termini di complessità.
4. Software asservito alle comunicazioni:
Questa parte tratta i problemi di R&S nel campo del software che hanno
particolare rilievo per le applicazioni nel campo delle telecomunicazioni.
Si presume che vengano realizzati i progressi nella tecnologia del software
cui mirano i programmi nazionali ed ESPRIT, e che le attività di RACE ne
possano trarre vantaggio.
Un notevole impegno sarà richiesto per sviluppare strumenti adeguati in
grado di soddisfare contemporaneamente le specifiche operative e quelle
gestionali delle telecomunicazioni. Ciò è particolarmente vero per l'IBC
che richiederà un'infrastruttura software di notevoli dimensioni, molto
complessa e ricca di funzioni.
5. Tecnologie dei terminali:
Il fatto di disporre di una tecnologia IBC potente e di costo ridotto
rappre.senta un presupposto fondamentale per l'introduzione dei servizi a
banda larga, ma non sarà sufficiente a garantire il successo qualora non
vengano realizzati contemporaneamente notevoli progressi nella tecnologia
dei terminali che ne migliorino il rapporto costi/prestazioni.
L'IBC mira in ultima analisi a servire il grande pubblico, non può cioè
venir considerata soltanto in quanto servizio specializzato per il mondo
degli affari, che può essere disposto a pagare un prezzo comparativamente
elevato. Perché l'IBC possa affermarsi in modo significativo e venir
ampiamente accettata occorre ridurne drasticamente i costi.
Per disporre di terminali caratterizzati dalla facilità e dall'agevolezza
d'impiego oltre che da un rapporto costi/prestazioni interessanti occorrerà
realizzare progressi tecnologici significativi ed impegnare notevoli
risorse per un periodo di tempo abbastanza lungo. Non si può pensare che Le
tecnologie di questo tipo derivino automaticamente dalle applicazioni
commerciali.
La parte 5 definisce le attività di R&S che promettono di rendere
disponibili prestazioni adeguate all'impiego da parte del pubblico con
livelli di costo sufficientemente bassi.
- 3.2 - 4 -
Lo scopo di RACE sara quello di porre le industrie comunitarie operanti nel
campo delle telecomunicazioni (tanto prodotti quanto servizi) in una
posizione di forza, se non di predominio, sul mercato mondiale delle
comunicazioni a banda larga accelerando la costituzione di un mercato
comunitario forte e concorrenziale per le apparecchiature ed i servizi di
telecomunicazione. La fase I darà origine ad una base tecnologica comune e
contribuirà a fare convergere le specifiche tecniche funzionali, un
elemento d importanza decisiva per la costituzione di un mercato di
dimensioni comunitarie per le infrastrutture, le apparecchiature ed i
servizi di comunicazione a banda larga.
Per conseguire l'obiettivo di mettere a disposizione delle economie europee
negli anni '90 servizi di comunicazione all'avanguardia in termini di
rapporto costi/prestazioni è indispensabile sfruttare appieno il patrimonio
di cui l'Europa dispone in termini di tecnologia, capacità industriali,
risorse umane, mercati e finanze. Un'impostazione concertata presenta
vantaggi di scala e di portata comparabili a quelli di cui godono i nostri
principali concorrenti. Gli investimenti connessi agli sviluppi in questo
settore sono d'altronde così elevati da superare ampiamente le possibilità
di operatori ed industrie del settore facenti capo ad economie e mercati
naziona li.
Il programma RACE, alla cui realizzazione prenderanno parte tutti gli Stati
membri, consentirà d'imbrigliare la notevole esperienza tecnologica europea
in settori quali l'optoelettronica, i semiconduttori di tipo avanzato ed il
software per sistemi di telecomunicazione plurimodali a banda larga. Ciò
soddisferà su scala europea il fabbisogno di comunicazioni a basso costo
degli operatori commerciali, che siano affidabili e sicure per dati, voci
ed immagini, oltre a fornire agli utenti privati un'ampia gamma di servizi
di comunicazione e ricreativi.
e. Nel 1984 gli industriali e gli esercenti delle telecomunicazioni hanno
svolto un'attività di programmazione grazie alla quale è stato possibile
determinare l'impegno a livello preconcorrenziale per sfruttare in modo
vantaggioso la dimensione comunitaria; il fabbisogno individuato
nell'ambito di questa programmazione ammonta a circa 14.000 anni/uomo
ripartiti su cinque anni. Nel giugno 1985 il Consiglio dei ministri ha
deciso in merito ad una fase di definizione che indichi la scala e la
portata dello sforzo da intraprendere nella fase principale. Su questa base
e nell'ipotesi di un finanziamento comunitario pari al 50% dei costi si può
calcolare che l'impegno per la Comunità ammonti a 1.000 Mio di ECU.
Nel luglio 1985 il Consiglio dei ministri ha deciso una fase di definizione
di 18 mesi che indichi in modo più particolareggiato la scala e la portata
degli impegni da prendere nell'ambito di quest'azione.
- 3.3 - 1 -
3.3. Integrazione delle tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni
in applicazioni e servizi di nuovo tipo e d'interesse comune
I progressi realizzati nelle tecnologie dell'informazione e delle
telecomunicazioni (TI&T) stanno rapidamente trasformando la situazione
socio-economica e la base dell'economia mondiale, offrendo così nuove
opportunità di risolvere i problemi sociologici attuali e futuri a tutti i
livelli. Per poter trarre profitto da questo cambiamento occorrerà
impadronirsi di queste tecnologie ed applicarle consapevolmente e
selettivamente basandosi sulle esigenze e sulle aspirazioni della società. Per
riuscire ad usufruire delle nuove possibilità sarà necessario adottare
un'impostazione accuratamente calcolata e sistematica alla cui definizione
partecipino i principali interessati, dato che in molti casi i settori
tradizionali subiranno profonde trasformazioni.
A prescindere dall'applicazione diretta delle TI&T, anche la loro integrazione
sistemistica con altre tecnologie presenta un notevole potenziale per il
futuro, in termini tanto d'opportunità di mercato che di contributi potenziali
agli obiettivi sociali dell'Europa dato che consentirà di disporre di
applicazioni e servizi di nuovo tipo.
A. L'integrazione sistemistica delle TI&T con
- apprendimento ed istruzione consente di realizzare progetti progrediti
d'apprendimento aperto, non soltanto fornendo alla comunità didattica
strumenti di maggiore capacità ma anche eliminando ostacoli che
influiscono sull'accessibilità delle conoscenze (DELTA);
- sicurezza stradale e comunicazioni mobili offre validi mezzi per ridurre
gli incidenti stradali, migliorare la gestione del traffico e di
conseguenza l'economia dei trasporti (DRIVE);
- la bioinformatica e l'informatica applicata alla medicina può venir
sviluppata così da migliorare ulteriormente ed Tn misura notevole le
attività di ricerca, di diagnosi e d'assistenza sanitaria (BICEPS);
- tecnologia di laboratorio offre notevoli possibilità di migliorare la
produttività delle attività di ricerca, sviluppo e sperimentazione
(PERT);
- tecnologia finanziaria consente di conferire una dimensione comunitaria
sempre più spiccata e servizi finanziari, ai mercati ed alla lotta contro
il crimine (DIME).
Retroscena e metodi di definizione delle attività:
Queste attività sono state individuate grazie alla consultazione degli
operatori dei vari settori e sono state designate nei documenti C0M(85) 350
e C0M(85) 530 ("Europa tecnologica") come settori in cui la Commissione sta
elaborando proposte d'intervento. Per alcuni obiettivi è stata confermata
nel quadro d'IRIS anche la corrispondenza alla percezione socio-politica
degli obiettivi prioritari a livello comunitario.
- 3.3 - 2 -
Per elaborare questi interventi si segue una coerente procedura a più tappe:
1) un'analisi interna iniziale dell'importanza e del probabile valore di
un'impostazione comunitaria porta ad individuare gli obiettivi globali e le
direttive d'azione;
2) si procede ad un esame preliminare ed a definire . in maniera
particolareggiata gli obiettivi e l'impostazione globale per un uso
efficiente delle risorse complessivamente disponibili a livello
comunitario, di concerto con i principali interessati;
3) si elaborano proposte di azioni concertate che innestino i provvedimenti a
livello comunitario sulle attività nazionali ed internazionali;
4) si avvia una fase di definizione che prepari uno sviluppo sistematico
dell'azione da parte dei principati interessati;
5) si realizza il programma, rivedendone e valutandone periodicamente gli
sviluppi ed eventualmente ristrutturandone gli obiettivi e l'impostazione;
6) si procede con continuità ad una valutazione critica ed ad un adeguamento
alla luce delle esperienze ottenute nella fase di realizzazione.
La prima tappa è dominata dagli obiettivi prioritari fissati dalla Comunità e
dagli orientamenti politici di Consiglio e Parlamento nel campo delle TI&T.
Nel corso della seconda tappa ogni intervento è sottoposto ad un esame
sistematico, per il quale si fa anche ricorso a perizie esterne. Le
organizzazioni più qualificate vengono individuate grazie ad una procedura di
licitazione aperta bandita nella Gazzetta ufficiale.
La terza tappa viene definita "di programmazione" e prevede un coinvolgimento
sistematico dei principali interessati nello sviluppo delle proposte d'azione.
La fase di definizione rappresenta l'ultimo stadio prima della realizzazione di
un'iniziativa, ed è costituita dalle attività iniziali eventualmente necessarie
per verificare la validità degli obiettivi, dell'impostazione e della
valutazione degli elementi necessari a conseguire gli obiettivi.
Nello stadio di realizzazione ci si assume un compito di valutazione che
riguarda tanto i cambiamenti nella situazione esterna (per esempio prescrizioni
di legge, progressi della scienza, ecc.) quanto il progredire dei progetti che
costituiscono l'iniziativa. Il programma di lavoro e l'assegnazione delle
risorse vengono riesaminati sistematicamente a scadenze annuali.
Ad un momento opportunamente scelto dello stadio di realizzazione una revisione
indipendente aiuta il Consiglio ed il Parlamento a valutare l'iniziativa in
relazione ai suoi obiettivi.
Per ciascuno dei temi descritti più avanti viene indicato lo stadio raggiunto.
- 3.3 - 3 -
B. Nei prossimi mesi s'identificheranno altre azioni d'intervento più
specificamente connesse agli obiettivi sociali, conformemente alle
indicazioni formulate dal Consiglio "Ricerca" del dicembre 1985 nel corso
del dibattito su IRIS. In questo quadro si avvieranno studi preliminari
volti ad esplorare le possibilità d'iniziative comunitarie in settori
prioritari d'intervento, che si prefiggono obiettivi quali:
- migliori condizioni di salute,
- vita più sicura,
- applicazioni domestiche e casalinghe,
- miglioramento delle infrastrutture e dei servizi per la popolazione
rurale.
*
* *
La stima delle risorse necessarie viene compiuta sulla base dei programmi di
lavoro particolareggiati, e nello stadio attuale è quindi impossibile
arrivare ad una cifra indicativa; basandosi su valutazioni iniziali tuttavia
si può prevedere che il contributo della Comunità oscillerà tra i 700 e i
900 Mio di ECU.
- 3.3 - 4 -
DELTA (J>eveloping JEuropean Learning through TechnoLogical Advance - Sviluppo
deTTe possibilità d'accesso alla conoscenza in Europa grazie al progresso
tecnico)
a. Una popolazione qualificata può venire con ragione considerata l'elemento
positivo più importante di cui dispone l'Europa. Con la rapida evoluzione
delle attività umane aumenta l'importanza di un'istruzione e di una
formazione estesa a tutta la vita attiva, e di conseguenza si farà più
sentita l'esigenza di ampliare l'educazione formale così da renderla più
flessibile ed adattabile alle esigenze di chi apprende e di chi insegna. I
progressi realizzati nella tecnologia dell'informazione e delle
telecomunicazioni aprono la possibilità di superare gli ostacoli dovuti alla
distanza e all'accessibilità e di realizzare strutture economicamente valide
per un'istruzione aperta di tipo avanzato (nella quale cioè l'apprendimento
sia impostato in modo da ridurre gli ostacoli dovuti a formalità, ubicazione
e tempo).
Le tecnologie d'accesso alla conoscenza rappresenteranno inoltre in futuro
un'importante opportunità di mercato sul piano mondiale per l'industria
comunitaria dei prodotti e dei servizi oltre che per il corpo insegnante.
Scopo di DELTA è coordinare lo sviluppo da parte dell'industria e del mondo
accademico comunitari di apparecchiature, sistemi e strumenti per il libero
accesso alle conoscenze. Questa iniziativa riunirà a livello comunitario
utenti potenziali e fabbricanti di sistemi d'istruzione aperta e di
apparecchiature ausiliarie, consentendo così alla Comunità di realizzare
economie di portata e di scala attualmente inesistenti. Il programma DELTA
trarrà profitto dalla sinergia con le azioni in corso nel campo delle
tecnologie dell'informazione (ESPRIT) e delle telecomunicazioni (RACE).
Il programma definisce l'impegno tecnologico necessario per conseguire i
seguenti obiettivi:
1988-1990: superamento degli ostacoli dovuti a fattori di distanza e
d'accessibilità grazie all'adeguamento di infrastrutture,
sistemi, apparecchiature e tecnologie esistenti;
1990-1995: incremento della disponibilità delle informazioni e delle
possibilità d'accedervi, grazie alla progressiva digitalizzazione
delle TI&T integrata da elementi specificamente volti a favorire
l'accesso alle conoscenze;
1995-2000: sussidi didattici "intelligenti" basati sulle caratteristiche
degli elaboratori della quinta generazione e della comunicazione
integrata a banda larga (IBC).
b. Portata :
1. Concertazione interdisciplinare sulle esigenze presenti e future in
materia di supporti didattici:
Sviluppando tempestivamente una comprensione delle esigenze e delle
opportunità in questo settore sarà possibile dar luogo a sinergie,
suddividere il lavoro e cooperare nell'intera Comunità migliorando così
l'efficienza con cui vengono impiegate le risorse disponibili.
- 3.3 - 5 -
Nell'intento di sostenere questo processo, di ottimizzare l'impiego delle
risorse comunitarie e di concentrare l'impegno di ricerca si rende necessaria
un'analisi sistematica ed una valutazione sistemistica dei sistemi d'accesso
alle conoscenze e delle Loro funzioni. Questo risultato sarà conseguito
grazie allo sviluppo di un modello di riferimento per tali sistemi.
2. Attività di R&S attinenti alle tecnologie ed ai sistemi d'accesso alle
conoscenze:
Comportano uno sviluppo sistematico degli elementi caratteristici delle
esigenze dell'utilizzatore e del coordinatore/responsabile didattico. Il
programma darà particolarmente risalto agli aspetti connessi al miglioramento
del contatto con l'uti lizzatore, alla comunicazione tra utilizzatore e
responsabile didattico, all'agio del coordinamento ed all'economia/gestione
del sistema globale.
3. Sperimentazione e convalida:
L'importanza del fattore umano in questo campo richiede una sperimentazione
esauriente delle tecnologie d'accesso alla conoscenza e dei relativi concetti
in tutte le fasi del loro sviluppo. Il programma prevede che si realizzi
un'infrastruttura aperta di sperimentazione, basata sull'impiego di
satelliti, accessibile da ogni punto della Comunità.
4. Sviluppo delle possibilità d'interazione:
Per arrivare a prestazioni accettabili sotto il profilo economico oltre che
per garantire una flessibilità d'impiego occorrerà prevedere possibilità
d'interazione plurimodale. Per conseguire questo obiettivo non bastano Le
attività di standardizzazione in corso nel campo delle TI&T; è necessario
anche sviluppare per le varie applicazioni norme .e convenzioni che agevolino
il progresso il questo settore.
5. Creazione di condizioni favorevoli:
le tecnologie d'accesso alla conoscenza sono potenzialmente molto attrattive
ed offrono soluzioni vantaggiose, ma la loro disponibilità risulterà
rallentata qualora non vengano presi specifici provvedimenti sussidiari per
agevolare l'accesso al sistema.
c. DELTA aiuterà a far emergere più rapidamente tecniche, infrastrutture e
strumenti di nuovo tipo per favorire l'accesso alle conoscenze, ed in
particolare a tradurre in pratica nuovi concetti per il libero accesso alle
conoscenze. Tale programma fornirà inoltre ai responsabili didattici e agli
utilizzatori le tecnologie necessarie ad eliminare alcuni ostacoli dovuti a
fattori di distanza ed accessibilità.
d. In questo nuovo settore che si sta delineando le risorse d'esperienza umana
scarseggiano e sono sparpagliate su tutta la Comunità. Oltre ad intensificare
gli sforzi per sfruttare le sempre più numerose opportunità di ricorrere alle
tecnologie d'accesso alla conoscenza occorrerà anche inquadrare con
precisione l'impegno in termini di obiettivi e provvedimenti mediante
attività di concertazione e suddivisione del lavoro. Le opportunità offerte
all'industria dipenderanno dalla disponibilità di mercati di dimensioni
ragionevoli, quali ne può offrire una dimensione comunitaria. Il programma
DELTA fornirà un mezzo per sfruttare meglio le risorse disponibili ed
attirare il sostegno dell'industria.
e. L'entità dei finanziamenti ritenuti necessari verrà indicata successivamente.
- 3.3 - 6 -
DRIVE (j>edicated Road Safety Systems and Intelligent Vehicles in Europe)
(Programma europeo sui sistemi di sicurezza stradale e sui veicoli
intelligenti)
a. Il bilancio annuo degli incidenti stradali che avvengono nella Comunità è
di 55.000 morti e di 1.800.000 feriti. Il costo sociale di questi incidenti
è molto elevato; si è stimato che ogni anno potrebbero essere risparmiati
3,2 miliardi di ECU se si applicassero anche al settore stradale le
tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni (IT&T).
Numerosi e importantissimi sarebbero inoltre i benefici indiretti delle
azioni di sicurezza stradale sulla qualità della vita e sull'economia, per
esempio sulla congestione del traffico stradale.
I recenti progressi registrati nel campo delle IT8T stanno aprendo nuove
prospettive per migliorare, con un rapporto costi/benefici più favorevole,
la sicurezza delle strade e la gestione del traffico in generale.
b. Campo d'applicazione:
DRIVE prevede applicazioni e attività specifiche di R&D&D&T in particolare
nel campo dell'ingegneria dei sistemi e dell'integrazione dei sistemi.
1. Sistemi di sicurezza:
Integrazione di diversi sottosistemi elettronici di sicurezza in un sistema
integrato di gestione e controllo dei veicoli.
2. Sistemi di comunicazione tra veicoli:
Nel prossimo decennio un numero crescente di veicoli sarà dotato di serie
di apparecchi per telefonia mobile. L'infrastruttura necessaria per tale
servizio potrà servire anche per La gestione del traffico aumentando
contemporaneamente il livello di sicurezza.
3. Gestione e controllo del traffico:
La presenza delle IT&T in un'applicazione integrata permetterà di
conseguire notevoli progressi nell'evitare congestioni del traffico, nella
circolazione cittadina, nell'indicazione di percorsi alternativi in caso di
intasamenti e nello sgombro delle strade in situazioni di emergenza.
c. Il programma DRIVE deve fornire il quadro entro cui industria e governi
possano sviluppare a livello europeo gli strumenti tecnologici necessari
per:
- ridurre drasticamente il numero di incidenti stradali gravi, e
- ottenere le economie di scala e l'ampiezza richieste per sviluppare e
introdurre rapidamente tali tecniche.
- 3.3 - 7 -
d. Poiché il miglioramento della sicurezza sulle strade è un'obiettivo comune
a tutti gli Stati membri, la ripartizione degli oneri di sviluppo di nuovi
strumenti che permettano di migliorare la sicurezza e le comunicazioni
sulle strade offre chiaramente vantaggi sia per i cittadini che per le
industrie interessate. Le vie da seguire per un tale sviluppo sono
preparate con le attività di RSD da intraprendere nel quadro di DRIVE.
e. Nel 1987 una fase di definizione permetterà di preparare il programma
principale, la cui realizzazione è prevista per il 1988. Sarà possibile
individuare in modo preciso quali attività presentino i maggiori vantaggi a
livello comunitario e siano complementari ai lavori svolti su scala
nazionale.
La valutazione delle risorse sarà indicata in una fase di sviluppo
ulteriore di tale azione.
- 3.3 - 8 -
BICEPS (Bio-Informatics Collaborative JEuropean Programme and Strategy)
(Programma e strategia europei per una collaborazione nel campo della
bioinformatica)
a. Le spese di natura medica sono in continuo aumento. Nella Comunità europea
il costo complessivo dei servizi sociali è aumentato in termini reali del
27% rispetto al 1975 e rappresenta attualmente più di un quarto del PIL.
540 dei 720 miliardi di ECU di spesa globale (cioè più del 75%) riguardano
l'assistenza sanitaria degli anziani. Poiché la durata media della vita
aumenta, è lecito attendersi una sempre maggiore richiesta di
miglioramenti qualitativi e di riduzione del rapporto costi/benefici.
BICEPS deve sviluppare le tecnologie IT&T che permetteranno di soddisfare
le esigenze dell'assistenza medica e che potranno essere utilizzate nelle
attività di R&D&D&T mediche e biotecnologiche.
b. Campo d'applicazione:
1. Informatica medica:
La possibilità di migliorare ulteriormente l'assistenza sanitaria
riducendono i costi dipende dagli sviluppi di numerosi settori. Uno di essi
è lo sfruttamento adeguato del potenziale offerto dalle IT&T. La loro
applicazione in vari campi può migliorare radicalmente la qualità, la
disponibilità e l'economicità delle cure mediche.
2. Bioinformatica:
La maggior parte delle spese mediche è assorbita dai costi dei prodotti
farmaceutici e della ricerca medica. I progressi in questo settore
dipendono fortemente dagli sviluppi che le biotecnologie e la ricerca
medica potranno avere grazie alla bioinformatica.
BICEPS si occupa pertanto delle esigenze dell'informatica medica e della
bioinformatica.
Esso possiede punti di contatto con le azioni comunitarie ESPRIT, RACE e
BAP nonché con le attività svolte a livello nazionale.
c. I risultati di BICEPS dovrebbero tradursi in un rapido sviluppo di tecniche
avanzate sia nel cumpo dell'assistenza medica che in quello della R,SeD
medi co-biotecnologi uà.
d. I risultati di ESPRIT forniscono una base tecnologica sulla quale possono
svilupparsi azioni specifiche di bioinformatica e di informatica medica.
Poiché l'industria delle tecnologie dell'informazione collabora già su
scala comunitaria, è possibile far convergere le conoscenze e le
potenzialità industriali in modo da sostenere l'attività svolta in questo
settore. La ripartizione dei compiti e la cooperazione presentano inoltre
considerevoli vantaggi sia ai fini di un più rapido sviluppo che
dell'acquisizione di esperienza, aspetti cruciali per stimolare la fiducia
dei professionisti nelle nuove tecniche.
- 3.3 - 9 -
e. Nel 1987 una fase di definizione permetterà di preparare il programma
principale, la cui realizzazione è prevista per il 1988. Sarà possibile
individuare in modo preciso quali attività presentino i maggiori vantaggi a
livello comunitario e siano complementari ai lavori svolti su scala
nazionale.
La valutazione delle risorse sarà fatta in una fase di sviluppo ulteriore
di questa azione.
- 3.3 - 10 -
PERT (professional Electronics and Research Technology)
(Elettronica professionale e tecnologia di ricerca)
a. La produttività della Comunità in R&S, soprattutto nei settori ad elevato
livello tecnologico, è particolarmente modesta rispetto a quella di Stati
Uniti e Giappone, due paesi che hanno compiuto enormi progressi negli
■ ultimi anni in questo campo grazie ad uno sfruttamento adeguato delle
tecnologie IT&T avanzate.
L'obiettivo di PERT è di migliorare la produttività della R&S comunitaria
fino a livelli pari o superiori a quelli dei suoi principali concorrenti.
b. Campo d'applicazione:
1. Gestione delle risorse informatiche in laboratorio
La gestione delle risorse informatiche è uno dei problemi centrali nelle
attività di laboratorio. Le maggiori possibilità di sviluppo sono offerte
dalle tecniche più avanzate che sfruttano i recenti progressi ottenuti in
campo IT&T. Nondimeno, le condizioni di lavoro nei laboratori e altri
aspetti richiedono un'impegno sistematico volto allo sviluppo di componenti
e sottosistemi compatibili che possano interagire in tutta una gamma di
situazioni. Questo compito diventa cruciale in campi quali la R&S,
l'ingegneria e l'integrazione dei sistemi.
2. Raccolta dei dati
La rapida raccolta dei dati e il loro pretrattamento sono indispensabili
per accelerare le analisi tecnologiche. Per soddisfare tali esigenze
esistono nuove tecniche, basate sui più recenti progressi delle tecnologie
IT&T e delle tecnologie dei sensori, che permettono lo sviluppo di
dispositivi più versatili.
3. Interpretazione dell'informazione
Per l'analisi e l'interpretazione di dati, di concetti e di fenomeni
tecnologici sono richiesti sofisticati strumenti di interpretazione e
simulazione. Tali strumenti, sviluppati a fini ingegneristici, sono
soltanto da poco impiegati nella preparazione di esperimenti e
nell'interpretazione dei loro risultati. PERT deve mettere a punto
strumenti scientifici e di laboratorio atti a svolgere tali funzioni. Ciò
comporta lo sviluppo di applicazioni di facile impiego basate sul processo
apprenditivo per l'interpretazione delle informazioni.
c. PERT deve tradursi in un miglioramento significativo della produttività
della R&S tecnologica e fornire strumenti efficaci per accelerare i
processi di sviluppo industriale.
- 3.3 - 11 -
d. Un problema comune a tutti gli Stati membri è la scarsezza relativa di
investimenti e di specialisti in questo settore. Pertanto, la ripartizione
delle attività ed un approccio collaborativo non solo migliorano le
possibilità di successo di ciascun progetto ma, data l'interdipendenza dei
sistemi, saranno considerevoli gli effetti sinergici e gli scambi proficui
di conoscenze. Tuto ciò è realizzabile nel quadro di un'azione comunitaria
definita congiuntamente dai principali protagonisti.
e. Nel 1987 una fase di definizione permetterà di preparare il programma
principale la cui realizzazioneè prevista per il 1988. Sarà possibile
individuare in modo preciso quali attività offrano i maggiori vantaggi a
livello comunitario e siano complementari ai lavori svolti su scala
nazionale.
La valutazione delle risorse sarà fatta in una fase di sviluppo ulteriore
di questa azione.
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DIME (Development of JLntegrated Monetary Electronics)
(Sviluppo di sistemi elettronici valutari integrati)
a. La maggior parte delle transazioni finanziarie sono ormai effettuate
elettronicamente e i furti "elettronici" sono di gran lunga più frequenti
delle rapine a mano armata. Questa e altre recenti applicazioni finanziarie
particolari delle tecnologie IT&T quali la "smart card (microelaboratore su
una carta di banca)" evidenziano l'importanza crescente delle "casse
elettroniche" e i profondi mutamenti nel modo in cui i cittadini ricevono e
spendono i soldi.
Un adeguato sviluppo, oggi possibile, delle tecnologie potrebbe permettere di
realizzare una forma di "moneta elettronica personalizzata" utilizzabile
soltanto dal legittimo possessore, il che eliminerebbe il rischio di furti
0 di impieghi non autorizzati. In tal modo le rapine tradizionali
diverrebbero ben presto un ricordo del passato.
La "smart card" potrebbe inoltre servire per numerose funzioni, nella gamma
di attività umane, in cui è richiesta un'autenticazione.
DIME prevede attività di R&S sull'impiego delle IT&T in servizi finanziari e
in altri servizi con l'obiettivo di aprire la strada allo sviluppo di una
forma di "moneta elettronica personalizzata" e di una "smart card" adatta non
solo ad operazioni di accredito ma anche come documento di identità.
b. Campo d'applicazione;
1. Credenziali intelligenti
L'uso dei soldi dipende fondamentalmente dalla capacità di dimostrare di
"possedere un credito". Nei pagamenti tradizionali la garanzia proviene dalle
banconote autorizzate. Più di recente sono state introdotte carte di banca o
di credito, considerabili sostanzialmente come una prima generazione di
moneta personalizzata. Tale sviluppo è tuttavia solo agli inizi. La vera
"moneta elettronica personalizzata" sarà probabilmente una specie di
"microelaboratore su un dispositivo a forma di carta". Tale dispositivo
sfrutterà talune caratteristiche personali del possessore, quali le impronte
digitali, per impedirne l'uso ad altri. Esso sarà in grado di memorizzare
qualsiasi importo accreditato e di sottrarre sulla carta un importo pagato
così come avviene in un normale conto in banca.
1 principi di base sono relativamente semplici ma la realizzazione tecnica,
dato il grado di affidabilità richiesto per un uso diffuso, rende necessarie
attività sistematiche di R&D&D&T di ampia portata.
La stessa tecnologia sarà largamente utilizzabile per numerose funzioni di
autenticazione. Al fine di evitare una proliferazione eccessiva di sistemi ed
operazioni diverse, sarà necessario individuare l'approccio ottimale.
- 3.3 - 13 -
2. Lotta alle falsificazioni
Il rischio di falsificazione non solo delle banconote ma anche delle carte
di credito si fa sempre più grave. E' pertanto estremamente importante
affrontare tale problema nello sviluppare "nuove forme di credito". Il
potenziale offerto da un "microelaboratore su carta" è più che sufficiente
tuttavia Le contromisure devono essere adeguate alle funzioni del
dispositivo; delle numerose alternative possibili si dovrà identificare e
studiare la più pratica.
c. DIME deve fornire una solida base tecnologica all'introduzione in Europa di
una "moneta personalizzata" che riduca quanto più possibile le possibilità di
furto o di falsificazione.
d. La protezione e la sicurezza dei crediti e dei beni personali è un obiettivo
comune a tutti i cittadini e governi della Comunità. Per trarre il massimo
beneficio da questa nuova branca della tecnologia sarà essenziale estenderne
l'impiego a tutta la Comunità anche perché, considerati gli investimenti
richiesti per le apparecchiature terminali e la necessaria economicità
dell'operazione, le dimensioni del mercato comunitario saranno un fattore
decisivo.
e. Nel 1987 una fase di definizione permetterà di preparare il programma
principale la cui realizzazioneè prevista per il 1988. Sarà possibile
individuare in modo preciso quali attività offrano i maggiori vantaggi a
livello comunitario e siano complementari ai lavori svolti su scala
nazionale.
La valutazione delle risorse sarà fatta in una fase di sviluppo ulteriore
di questa azione.
3.4. Cooperazione nella ricerca fondamentale sulle tecnologie dell'informazione
a. Tale collaborazione riguarda azioni di ricerca e azioni concertate e si
prefigge di ottimizzare, attraverso un impegno di cooperazione, le capacità
scientifiche esistenti in questo campo.
b. E' probabile che le università e gli istituti di ricerca partecipino a vari
progetti industriali; nondimeno,permane la necessità di integrare l'attuale
e la futura ricerca precompetitiva su applicazioni commerciali con una
promozione della ricerca sulle tecnologie dell'informazione ad un livello
più fondamentale senza applicazioni dirette immediate. La ricerca
fondamentale è inoltre un elemento importante di formazione del personale
altamente qualificata di cui hanno estremo bisogno sia l'industria IT che le
altre industrie. Questo tipo di ricerca viene ovviamente svolto in gran
parte presso le università e gli istituti di ricerca pubblici o privati.
Sotto questo aspetto è positiva l'indicazione fornita dal programma ESPRIT
di cui uno dei successi è di aver rotto l'isolamento geografico di taluni
istituti.
Il Review Board di ESPRIT ha anche proposto di incoraggiare alcuni centri di
eccellenza europei, specializzati nelle IT, a dare un orientamento più
internazionale alla loro attività.
Tali centri dovrebbero di preferenza basarsi sulle attività in corso e sugli
sforzi profusi a livello europeo, soprattutto nel quadro delle attività COST
riguardanti la scienza degli elaboratori.
La Commissione può eventualmente finanziare ricerche di questo tipo in
settori di interesse strategico, a condizione che:
- la dimensione europea sia garantita da un programma di lavoro comune,
approvato da un comitato di alto livello costituito di esperti di primo
pi ano
- le migliori organizzazioni attive in questo settore (un massimo di quattro
o cinque) siano sufficientemente motivate per decidere di fornire un
contributo adeguato a questo programma di lavoro comune.
Le attività dovrebbero essere focalizzate su particolari settori di ricerca
promettenti ma non ancora maturi e ai quali l'azione comunitaria potrebbe
fornire un tangibile impulso. Alcune di queste aree potrebbero essere:
- l'elettronica molecolare;
- alcuni aspetti sp
arti fi ciale;
- alcuni aspetti particolari dell'applicazione della fisica dello stato
solido alle IT (silicio amorfo, magneto-ottica, ecc.).
c. Risultati attesi:
- consentire alla scienza IT europea di primeggiare in settori d'importanza
strategica raggiungendo la massa critica necessaria per l'attività da
svolgere
- ottimizzare l'uso del potenziale scientifico di ricerca e sviluppo sulle
tecnologie dell'informazione attraverso azioni concertate e coordinate.
d) Motivazione dell'azione comunitaria: è necessario coordinare e far confluire
in una massa critica le scarse e disparate risorse.
e) Il contributo comunitario stimato necessario per un periodo di cinque anni
si situa tra 40 e 50 Mio di ECU .
- 3.5 - 1 -
3.5. Tecnologie di fabbricazione e altre tecnologie speciali
a. Negli ultimi anni l'industria europea ha registrato una chiara ripresa. A
tale ripresa ha contribuito in modo sostanziale la tecnologia. Negli anni
Novanta il suo peso sarà ancora più determinante nella lotta concorrenziale
con gli Stati Uniti, il Giappone e gli altri paesi del Pacifico. Un elevato
livello tecnologico sarà necessario in tutte le branche industriali ma
soprattutto in settori quali le automobili, i prodotti chimici, i prodotti
tessili, l'abbigliamento, le costruzioni navali, le costruzioni civili e i
mobili, settori che occupano più di 25 milioni di persone, pari al 70% circa
della forza di lavoro industriale della Comunità, e che continueranno in
tutti i paesi a fornire il contributo più elevato alla quota parte
dell'industria nel PIL.
La linea di separazione non si situerà più tra i settori elettronici, da una
parte, e le industrie tradizionali, dall'altra, ma sempre più marcatamente e
indipendentemente dal settore tra le industrie che utilizzano appieno le
tecnologie più recenti e quelle che non le utilizzano. I cambiamenti possono
essere più accentuati nei settori che hanno finora assorbito con maggiore
lentezza le nuove tecnologie ed è pertanto su questi che bisognerà
concentrare gli sforzi e in cui darà maggiori frutti la spinta derivante dai
programmi comunitari.
Il problema consiste non soltanto nello sviluppare nuove tecnologie adeguate
(soprattutto di tipo multidisciplinare) allo stadio precompetitivo e a
quello applicativo ma anche nell'utilizzare più efficacemente le risorse di
ricerca sviluppando la cooperazione transfrontaliera.
Il governo statunitense e quello giapponese sostengono in linea prioritaria
progetti di ricerca di tipo interdisciplinare in nuove tecnologie di
produzione e nell'ingegneria dei nuovi materiali. Per esempio, negli Stati
Uniti i centri di ricerca che lavorano congiuntamente per l'università e
l'industria in settori quali il trattamento dei polimeri, la saldatura, il
controllo di processo e la tribologia e, in Giappone, il progetto di ricerca
e sviluppo sulle tecnologie fondamentali per l'industria del futuro ricevono
annualmente dai loro governi diverse centinaia di milioni di dollari. Com'è
noto inoltre il dipartimento della difesa statunitense e. la NASA continuano
a finanziare la ricerca in questi settori su una scala che permette una
rapida ricadutadei risultati sull'industria, con un flusso costante di
informazioni tecniche. Tali programmi sono un esempio evidente
dell'importanza strategica che questi paesi attribuiscono a tali tecnologie.
b. L'esecuzione del programma BRITE prosegue attraverso una regolare e stretta
consultazione dell'industria; i settori che, nel quadro del riesame costante
con l'industria, godono attualmente della massima priorità sono i seguenti:
- miglioramento della resistenza e dell'affidabilità a lungo termine dei
materiali e dei componenti ingegneristici
- riduzione del deterioramento dei materiali per corrosione, usura,
biodegradazione, ecc.
- tribologia dei sistemi meccanici
- 3.5 - 2 -
- tecnologia laser nella fabbricazione
tecniche di giunzione: nuove e migliorate tecniche di saldatura, tecniche
di incollaggio
- nuovi metodi di prova (prove non distruttive, prove on-line e prove
assistite da elaboratore)
- tecniche avanzate di progettazione e di fabbricazione, in particolare per
PMI e per industrie specializzate
- scienza e tecnologia delle membrane
- tecnologia della catalisi e delle particelle
- applicazioni specifiche di materiali di tipo avanzato (cfr. 3.7 per
permettere la R&S sui materiali)
applicazioni delle nuove tecnologie in processi di fabbricazione aventi
particolari requisiti, quali i processi di produzione che utilizzano
materiali flessibili.
La reazione dell'industria manifatturiera al primo invito a presentare
proposte ha confermato il suo interesse in uno sforzo cooperativo di ricerca
precompetitiva che permetta di:
- migliorare il coordinamento delle attività svolte indipendentemente
dall'industria e da altri organismi in numerosi Stati membri
- favorire la collaborazione transfrontaliera tra diversi settori
industriali e tra l'industria e l'università.
Le condizioni di partecipazione (i partecipanti devono appartenere a più di
uno Stato membro e uno di essi deve essere un partner industriale che
sostiene il 50% dei costi) hanno permesso di dare ai progetti proposti
un'impronta industriale e ne hanno garantito l'elevato livello qualitativo
globale.
Quasi tutti i 559 progetti pervenuti rivestono elevato interesse e sono di
alta qualità (con una media di 4 partecipanti a progetto); limiti di
bilancio hanno consentito di accettarne soltanto 102. Questo tasso
estremamente basso potrebbe scoraggiare le imprese, soprattutto le PMI. Va
detto inoltre che, nonostante le intense campagne d'informazione, numerose
imprese hanno saputo di BRITE troppo tardi per partecipare al primo bando e
che l'adesione della Spagna e del Portogallo aumenterà il numero di
partecipanti potenziali. C'è da attendersi quindi che in risposta al secondo
bando di BRITE il numero di proposte sarà diverse volte superiore rispetto
al primo.
L'esigenza di creare un'infrastruttura europea di cooperazione per
l'industria manifatturiera e di sostenere la concorrenza internazionale
imporrà un aumento sostanziale (secondo l'IRDAC di almeno 300 Mio di ECU)
degli stanziamenti relativi al secondo invito a presentare proposte.
c. I progetti del tipo BRITE dovrebbero divenire autosufficienti e la
cooperazione all'interno di una Comunità rivitalizzata dovrebbe apparire
come una procedura naturale e scontata per la quale non è necessario alcun
ulteriore aiuto comunitario. Nondimeno, è probabile che BRITE debba
continuare ad esistere fino negli anni Novanta.
Il programma BRITE sarà pertanto seguito e rivisto in stretta collaborazione
con l'industria.
- 3.5 - 3 -
L'esperienza acquisita con i progetti del primo e del secondo bando BRITE
permetterà di approfondire e di concentrare l'approccio strategico
attraverso un impegno più marcato su nuovi aspetti quali:
- il problema di trasferire tecnologie nuove, nate in altri settori, alla
fabbricazione di un'ampia gamma di prodotti di nuovo tipo o
tecnologicamente migliori quali i mobili, i tessili, i prodotti a base di
carta, le macchine utensili, ecc.;
- l'uso e le modalità d'uso di nuovi materiali tenendo conto di tutti gli
elementi che contribuiscono a realizzare prestazioni economicamente
soddisfacenti quali la progettazione, la manipolazione, la produzione,
l'ispezione, la normativa e la formazione.
Tale attività includerà probabilmente tutta una gamma di progetti pilota e
dimostrativi. L'IRDAC ha già rilevato l'esigenza di progetti di cooperazione
basati su questo approccio in quanto promuoverebbero un'applicazione più
ampia delle nuove tecnologie nell'industria europea. Inoltre, numerosi
progetti BRITE dovranno essere completati fra qualche anno da un'azione che
permetta di dimostrare su scala più ampia o in scala reale la fattibilità
tecnologica ed economica dei processi sviluppati.
d. L'importo finanziario stimato necessario per queste attività, nel periodo di
esecuzione del programma quadro, si situa tra 600 e 900 Mio di ECU.
La ricerca e le attività pilota dimostrative nel settore siderurgico
(processi produttivi nuovi o migliorati, miglioramento delle caratteristiche
degli acciai e delle procedure di fabbricazione) continueranno ad essere
finanziati con il bilancio CECA.
- 3.6 - 1 -
3.6. Biotecnologie e tecnologie agroindustriali
3.6.1. Biotecnologie
a. Analogamente a quanto avvenuto nel Programma quadro 1984-1987, il
riconoscimento delle biotecnologie come settore d'azione specifica è
giustificato dal considerevole impatto che le applicazioni della biologia
moderna all'agricoltura e all'industria avranno sulle attività di numerosi
settori economici tradizionali. Nei paesi ad economia sviluppata il 40%
circa dei prodotti è di origine biologica o ha caratteristiche biologiche e
per la fine del secolo sono già in atto o previsti progressi d'importanza
decisiva (la produzione di nuove colture, la sintesi dei vaccini, la
produzione di medicinali e di sostanze chimiche di elevato valore
aggiunto, lo sviluppo di tecniche di trattamento, trasformazione,
estrazione, purificazione, ecc.).
b. Le principali cause dell'attuale relativa debolezza della Comunità nel
settore delle moderne biotecnologie sono state individuate (C0M(83) 672)
nella frammentazione e dispersione delle attività di ricerca, nella
mancanza di scienziati aventi una formazione adatta alla R&S sulle
biotecnologie ed infine nell'assenza di una struttura comunitaria che
sostenga un rapido sviluppo di questo settore. Gli obiettivi delle attività
proposte sono di fornire, nei più importanti campi della biotecnologia, una
dimesione transnazionale agli sforzi isolati svolti a livello nazionale al
fine di :
- promuovere ricerche finalizzate e rafforzare le infrastrutture
contestuali di R 8 S in quei settori in cui sono state chiaramente
individuate importanzi strozzature, eliminabili rapidamente riunendo le
competenze e le attrezzature disperse in tutta la Comunità;
- organizzare tali competenze e tali apparecchiature in una rete di
formazione comunitaria di eccezionale qualità, della quale possano trarre
pieno beneficio i giovani scienziati dei vari Stati membri.
I settori di R & S sulle biotecnologie in cui l'impegno comunitario di
ricerca e di formazione transnazionale dovrebbe essere svolto in linea
prioritaria attraverso azioni di ricerca a ripartizione delle spese e
contratti di formazione sono i seguenti:
- b a n c h e di dati: modellazione di strutture, processi e sistemi
biologici ;
- raccolta di materiale biotico;
- ingegneria degli enzimi e struttura delle proteine;
- ingegneria genetica;
- fisiologia,, genetica e biologia molecolare di specie importanti per
l'agricoltura e per l'industria (un settore questo essenziale per le
innovazioni a lungo termine, non considerato nell'attuale programma PAR
sulle biotecnologie (1985-1989));
- tecnologia della coltura in vitro di celle e di tessuti;
- esecuzione di prove in vitro a fini farmacologici e tossicologici;
- valutazione dei rischi connessi alle moderne biotecnologie.
- 3.6 - 2 -
- promuovere la concertazione tra gli Stati membri nell'attuazione pratica
delle azioni comunitarie prioritarie che comprendono, oltre alle attività
di ricerca, formazione e concertazione, anche lo studio dei seguenti
aspetti: materia prime di origine agricola, regimi normativi, proprietà
intellettuale, attività dimostrative.
c. Quanto più sopra proposto dalla Commissione non è altro che la
continuazione e l'amplificazione dell'attività svolta nel quadro del
programma di ingegneria biomolecolare (PIB: aprile 1982-marzo 1986) e del
programma PAR sulle biotecnologie (1985-1989). I risultati ottenuti nel
primo di questi due programmi ed il lancio del secondo nel 1985 hanno
dimostrato la possibilità e l'utilità di svolgere attività di ricerca e
formazione comunitaria sulle biotecnologie. In tutta l'Europa sono state
costituite reti transnazionali di laboratori di altissimo livello
scientifico che svolgono ricerche congiunte sui principali problemi che
ostacolano la realizzazione di applicazioni innovative e forniscono una
struttura di servizi e di formazione adatta alle complesse esigenze della
moderna biotecnologia. Non resta che intensificare negli anni 1987-1991,
con un impegno supplementare, le attività di questo grande "istituto senza
confini" multidisciplinare e polivalente che si estende su tutto il
territorio della Comunità e basterà, adesso che si sono dati fondamenti
solidi ad una rete transnazionale, stimolare molto più attivamente che in
passato La nascita di associazioni a livello comunitario tra le università
e le industrie. Un compito estremamente importante sotto questo profilo
sarà la continuazione e l'amplificazione della ricerca comunitaria a lungo
termine per sviluppare nuove colture adatte alle esigenze industriali
della Comunità e per promuovere tecnologie innovative utilizzabili dalle
industrie dei mangimi.
Per quanto riguarda la concertazione, devono essere continuati ed ampliati
i lavori iniziati nel 1985 con l'intento di valutare l'importanza
strategica dei nuovi sviluppi delle biotecnologie e di promuovere la
necessaria coerenza tra i diversi aspetti della politica comunitaria che
influenzano o sono influenzati dalle biotecnologie, promuovendo allo stesso
tempo la necessaria armonizzazione delle attività nazionali con quelle
comunitarie.
d. Le attività verranno svolte sotto forma di azioni (di ricerca) a
ripartizione delle spese, azioni di formazione e azioni concertate.
- 3.6 - 3 -
3.6.2. Tecnologie agroindustriali
a. I progressi conseguiti dalla biologia moderna e dalle biotecnologie hanno
aumentato e continueranno a far aumentare la produttività agricola; in
tutto il mondo i paesi ad economia sviluppata sono confrontati ad eccedenze
sempre maggiori, con gravi problemi economici e politici di smaltimento che
potranno essere risolti soltanto destinando il territorio a nuovi impieghi
o valorizzando concretamente in altro modo i prodotti dell'agricoltura. I
progressi nella genetica degli animali e delle piante, nelle applicazioni
scientifiche alle aziende agricole, nella trasformazione e nel valore
aggiunto dei prodotti agricoli, ottenuti grazie soprattutto alle
biotecnologie, ampliano la gamma di materiali di base e di prodotti
industriali ottenibili dall'agricoltura. Particolarmente in Europa questo
problema richiede una soluzione immediata dati i recenti aumenti di
produttività; d'altra parte le possibilità innovative sono tanto maggiori
quanto più si approfondisce la comprensione della genetica molecolare e
della fisiologia delle piante, del metabolismo microbico e cellulare e dei
processi enzimiologici e fermentativi. Il futuro dell'agricoltura europea
dipenderà sempre più da un aumento delle fonti di reddito non legate
all'alimentazione.
b. Per poter sfruttare queste nuove possibilità è necessario sviluppare un
approccio "globale" la cui fattibilità va dimostrata in modo convincente
mediante attività esplorative, pilota e dimostrative. La scelta delle
attività da svolgere dipenderà tipicamente da considerazioni di mercato;
nondimeno, le industrie interessate devono cooperare strettamente con i
laboratori di ricerca e con gli esperti agricoli. Le attività di ricerca,
di sviluppo e pi lota/dimostrative riguarderanno tre settori:
- i prodotti industriali destinati all'agricoltura;
- i nuovi prodotti e/o le possibilità di produzione offerte dalle
tecnologie agroindustriali;
- la qualità e la competitività dei prodotti alimentari.
L'influenza della Comunità sulle politiche agricole, l'importanza di un
approccio "globale" nell'ambito del quale sviluppare un contesto politico
favorevole (o quanto meno non ostruzionistico) a livello europeo,
l'opportunità di riunire il complesso di esperienze europee, sono tutti
fattori che indicano quanto sia essenziale inserire tali iniziative in un
quadro comunitario.
c. Il programma sull' .ngegneria biomolecolare (1982-1986) è stato concentrato
su alcuni aspetti dell'industria agricola ed alimentare ed ha consentito di
realizzare grandi progressi nella genetica delle piante e nella
enzimiologia; la stessa attività viene attualmente continuata nel quadro
del programma di azioni sulle biotecnologie. Tuttavia, queste ed altre
conquiste a livello precompetitivo richiedono innovazioni, al confine tra
agricoltura e industria, che contribuiscano al conseguimento di obiettivi
socioeconomici. L'utilità e la necessità di diffondere l'innovazione in
questo modo è dimostrata da altri settori (per esempio, dai progetti
dimostrativi sull'energia). Finora non si è agito in tal senso nei
programmi di ricerca comunitari sulle biotecnologie, nonostante che
l'importanza di una tale promozione sistematica sia sempre più riconosciuta
non solo nei programmi nazionali ma anche dai nostri principali concorrenti
industriali.
- 3.6 - 4 -
d. Le azioni proposte dovrebbero essere svolte in stretta cooperazione con le
ricerche in campo agricolo e nel quadro di contratti a ripartizione delle
spese (fino al 50% del costo totale). Verrà attivamente sollecitata la
collaborazione ed il cofinanziamento dell'industria.
★
* *
e. Il contributo comunitario necessario per tali attività dovrebbe situarsi
tra 350 e 460 Mio di ECU. In tal modo si dovrebbe riuscire a fornire una
dimensione transnazionale alle principali attività svolte da ciascuno Stato
membro nei settori più importanti delle biotecnologie e a permettere di
avviare, in ogni Stato membro e per ciascuno degli ultimi quattro anni del
periodo di esecuzione del programma, tre progetti sulle tecnologie
agroindustriali.
- 3.7 - 1 -
3.7. Scienza e tecnologia dei materiali
a. I materiali di tipo avanzato sono sempre stati e continueranno ad essere
elementi cruciali in quasi tutte le più importanti industrie
manufatturiere. I progressi scientifici e tecnici connessi ai materiali
avranno effetti considerevoli sulla prosperità dei settori automobilistico,
aereospaziale, delle costruzioni navali, ferroviario, elettronico,
telematico, delle costruzioni civili, della produzione di energia,
biomedico e di molti altri.
La gamma di materiali è molto ampia e comprende i metalli, le materie
plastiche, le materie ceramiche, il calcestruzzo, il vetro, i componenti
elettronici ed i materiali compositi. Numerose sono anche le proprietà da
migliorare: la resistenza meccanica, la leggerezza, la rigidità,
l'economicità, la flessibilità, le proprietà elettriche e magnetiche, il
comportamento a bassa o alta temperatura, ecc.
Il considerevole significato economico di questo settore è chiaramente
illustrato dalle cifre seguenti: il valore aggiunto attribuibile alle
industrie dei materiali nei paesi membri dell'OCSE è valutato
complessivamente a circa 500.000 Mio di USD e il numero corrispondente di
posti di lavoro a 20 milioni.
Soltanto utilizzando in modo razionale i materiali avanzati le industrie
manufatturiere potranno offrire migliori prestazioni e rendersi di
conseguenza più competitive. I materiali avanzati contribuiranno anche a
razionalizzare l'impiego delle materie prime e dell'energia e a controllare
e ridurre l'inquinamento.
b. L'Europa ha perso terreno rispetto agli Stati Uniti e al Giappone. Sebbene
esistano in Europa laboratori di grande reputazione in questo campo, la
loro capacità innovatrice è in declino. Questo fenomeno presenta alcune
similitudini con quanto è avvenuto nel campo delle tecnologie
dell'informazione. Lo spirito creativo dell'Europa è in recesso ed i suoi
laboratori sono meno efficienti di quelli dei partner d'oltre Atlantico.
L'80% delle richieste di brevetti nel campo dei materiali sono presentate
da imprese americane e giapponesi e la maggior parte dei materiali ad
elevato contenuto tecnologico disponibili in Europa sono prodotti sotto
licenza o importati (fibre al carbonio, polimeri speciali).
Nessuno Stato membro da solo può procurarsi le risorse necessarie per
essere competitivo sull'intera gamma di materiali avanzati. Un'azione
comunitaria è pertanto essenziale per promuovere la ripartizione
dell'attività e per mettere in comune su scala europea le risorse
finanziarie ed umane. Soltanto riducendo le duplicazioni ed utilizzando in
comune i grandi impianti di ricerca l'Europa può mantenersi al passo con i
concorrenti d'oltre mare.
Un uso efficiente dei materiali avanzati è un requisito essenziale per il
successo dei prodotti dell'industria europea. Al conseguimento di questo
obiettivo contribuiscono lo sviluppo di materiali migliorati e la messa a
punto di tecniche più perfezionate d'impiego.Tali attività, sebbene
generalmente distinte, vanno svolte in stretta e continua
collaborazione.Sono questi i motivi per cui i lavori nel campo della
scienza e della tecnologia dei materiali e gli studi sulle tecnologie
dell'industria manufatturiera (sezione 3.5) sono e verranno svolti in
stretta collaborazione.
- 3.7 - 2 -
c. IL precedente programma di ricerca sui materiali sostitutivi e sui
materiali ceramici ad uso tecnico si limitava allo studio degli aspetti
fondamentali della sostituzione di metalli di importanza strategica quali
il cromo, il cobalto ed i l tungsteno e allo studio dei materiali ceramici
interessanti sotto il profilo della preparazione e della caratterizzazione
di polveri ceramiche.
L'azione comunitaria, per essere adeguata, dovrà riguardare un'ampia gamma
di materiali avanzati che offrano prospettive di miglioramento delle
prestazioni e di innovazione delle funzioni e delle applicazioni.
Si svolgeranno attività di ricerca fondamentale (comprensione delle
caratteristiche e dei fenomeni) e di R&S tecnologica sugli strumenti di
trattamento, prova, caratterizzazione e produzione dei seguenti
materiali :
- materiali ceramici per l'ingegneria: qualità, trattamento, affidabilità,
fragilità, e formatura delle polveri;
- polimeri: studio di nuovi tipi di polimeri dotati di elevate proprietà
termomeccaniche e di un ampio intervallo di stabilità nonché studio di
miscele di polimeri e di polimeri conduttori;
- materiali compositi e fibre: sviluppo ulteriore di materiali compositi a
matrice organica e di fibre ad alta resistenza; ottimizzazione di
materiali compositi a matrice metallica con fibre ceramiche; materiali
compositi speciali con matrici amorfe, vetrose o elastiche; fenomeni di
interfaccia matrice/fibre;
~ leghe metalliche avanzate: leghe metalliche leggere e resistenti, leghe
magnetiche, tecniche di lavorazione delle polveri (solidificazione
veloce), formatura quasi reticolare;
- scienza dei materiali elettronici: materiali semiconduttori speciali
(II/IV, amorfi, organici, ecc.) e biomateriali (le attività dettagliate
saranno definite in relazione ai lavori descritti ai punti 3.1. e 3.4.);
- materiali amorfi e a struttura disordinata: materiali speciali quali
vetro, sostanze vetrose, solidi non cristallini (leghe metalliche amorfe)
ottenute per tempra veloce.
Altri settori eventualmente da considerare per una attività a livello
comunitario ed in funzione delle risorse disponibili sono i materiali
superconduttori, i materiali per costruzioni avanzate ed i biomateriali.
Presso il CCR dovrebbe essere creato un laboratorio pilota comunitario
dotato di un sistema integrato di apparecchiature per la ricerca sul
trattamento e sulla sintesi di materiali avanzati. Questa fonderia a
ioni/laser/elettroni fungerebbe da progetto dimostrativo aperto alla
partecipazione industriale e ai ricercatori di tutti gli Stati membri.
Gli orientamenti più specifici e la ripartizione delle risorse comunitarie,
tra ricerca fondamentale e R&S tecnologica e tra le diverse famiglie di
materiali, i materiali per applicazioni funzionali specifiche e i processi,
verranno definiti e riesaminati sulla base di analisi e di studi economici
effettuati per conoscere le nuove possibilità e le esigenze industriali e
tenendo conto delle attività nazionali.
La maggior parte delle ricerche verrà svolta mediante progetti a
ripartizione delle spese con un contributo comunitario pari mediamente
al 50%.
possibile che vengano svolte anche azioni concertate per promuovere la
diffusione delle informazioni e delle esperienze tra gruppi attivi nei
diversi Stati membri.
La Comunità promuoverà anche la costituzione di basi di dati, la formazione
di scienziati ed il trasferimento di conoscenze mediante conferenze e
si mposi.
Considerata l'importanza strategica della ricerca sui materiali per
l'industria europea, lo sforzo di R&S comunitario dovrebbe essere
sostanzialmente incrementato per migliorare la coerenza strategica delle
attività nazionali, ancora troppo frammentarie, e per adeguarsi all'impegno
massiccio degli Stati Uniti e del Giappone.
Gli stanziamenti ritenuti necessari per il periodo 1987-1991 si situano tra
200 e 300 Mio di ECU, pari al 20% circa degli importi attualmente devoluti
a tale settore dagli Stati membri (ricerche militari escluse).
3.8. Scienza e tecnologia dei mari
a. Gli oceani sono l'ultima frontiera, l'ultima parte conosciuta del nostro
pianeta. Essi coprono il 70% della superficie terrestre e da tempo
immemorabile permettono all'uomo di raggiungere altri continenti e gli
offrono cibo e risorse. Soltanto recentemente tuttavia le loro molteplici
funzioni sono state pienamente apprezzate.
Essi svolgono un ruolo fondamentale nei processi climatici e sono una
risorsa vivente per la produzione di alimenti per gli uomini e gli animali
e per l'ottenimento di fertilizzanti e medicinali; i loro gusci
continentali racchiudono giacimenti di idrocarburi, le profondità
dell'oceano sono una fonte potenziale di minerali; la stessa acqua del mare
serve per numerosi prodotti chimici utili all'uomo. Gli oceani sono infine
l'ultima destinazione dei rifiuti prodotti dall'attività umana, che ne
minacciano l'equilibrio. Le loro capacità di assorbimento dell'anidride
carbonica dall'atmosfera potrebbero essere l'arbitro di un cambiamento
negativo e irreversibile del clima causato dall'uomo.
La crescente consapevolezza dell'importanza dell'ambiente marino per l'uomo
ha determinato recentemente la preparazione e l'adozione in numerosi paesi
della Legge dei mari.
Per la CE è importante conoscere più profondamente i mari che la circondano
per poterli meglio proteggere e utilizzare. In realtà, gli Stati membri
svolgono già un consistente lavoro di ricerca sulla scienza e la tecnologia
dei mari, sia nel settore civile che in quello militare. Si valuta che la
spesa pubblica di R&S di natura non militare in questo campo sia
attualmente di 400-500 Mio di ECU all'anno, un importo cioè paragonabile
agli stanziamenti americani per la ricerca non militare; il Giappone invece
destina a tale attività 200 Mio di ECU.
Poiché molti dei programmi nazionali di ricerca sono stati rivalutati o
rinnovati e altri programmi integrati verranno avviati tra breve, un
coordinamento a livello comunitario appare al momento particolarmente
opportuno.
Un'azione specifica della CE(*) è giustificata da numerosi motivi: uso di
apprecchiature costose e di grandi dimensioni che consentano di sfruttare
al meglio le risorse dei singoli paesi, impiego ottimale delle
installazioni esistenti (navi di ricerca, sommergibili, ecc.),
complementarietà delle conoscenze e delle competenze disponibili nei vari
Stati membri, applicazione dei risultati delle ricerche alle politiche
comunitarie, aiuti ai paesi emergenti, contributo allo creazione del
mercato interno attraverso l'accettazione di norme comuni, ecc.
Esistono quindi numerosi e fondati motivi per una cooperazione a livello
comunitario.
b. Nella scienza dei mari gli obiettivi dovrebbero essere i seguenti:
1. Migliore conoscenza della EEZ (zona economica esclusiva) degli Stati
membri (sotto il profilo fisico, chimica, biologico, geologico). Alcuni
progetti oceanografici regionali riguarderanno il Mediterraneo,
Numerosi programmi di ricerca CE in corso o proposti riguardano in qualche
modo i problemi del mare: Protezione dell'ambiente. Telerilevamento,
Navigazione, Materiali, Energia, Pesca, Radioprotezione, Smaltimento dei
residui radioattivi,ecc.; fa difetto tuttavia un'azione integrata.
- 3.8 - 2 -
L'Atlantico orientale, la Manica e il Mare del Nord, il Baltico. Si
potrebbero anche aiutare per studi analoghi i paesi emergenti.
2. Creazione di una base scientifica per La gestione e la protezione delle
coste, un settore che accomuna i problemi e le preoccupazioni deqli
Stati membri.
3. Contributo alla conoscenza delle regioni artiche e antartiche.
fenologia dei mari (che potrebbe contribuire tra L'altro a risolvere
i problemi sopra evocati), gli obiettivi potrebbero essere i seguenti:
1. Sviluppo congiunto della strumentazione marina della nuova generazione
(sistemi di boe, acustica sottomarina, sommergibili teleguidati, sistemi
indipendenti di monitoraggio dell'inquinamento, ecc.)
2. Promozione della costruzione di una nave per trivellazioni oceaniche
profonde affinchè anche la CE possieda una sua capacità in questo
settore.
Per favorire la scienza e la tecnologia dei mari si potrebbero avviare
alcune iniziative di supporto meno onerose finanziariamente quali:
1. La creazione di un "cantiere" per ottimizzare l'impiego delle navi
oceanografiche d'alto mare e di altre costose apparecchiature quali gli
attuali sottomarini esplorativi e gli strumenti per lo studio di grandi
ecosistemi marini ("mesocosmi''),ecc.
2. La formazione di personale scientifico specializzato nelle discipline
oceanologiche, anche originario dei paesi emergenti.
3. La creazione di basi di dati sulla scienza e la tecnologia dei mari.
4. L'acquisto di una partecipazione minoritaria in grandi installazioni,
mobili o no, per consentirne l'accesso anche agli Stati membri che non
hano partecipato al Loro finanziamento iniziale.
Per una definizione più precisa delle attività CE saranno necessarie
ulteriori consultazioni con i governi, con l'industria e con la comunità
scientifica, eventualmente attraverso "annunci di possibilità".
c. Dato il considerevoli volume di attività svolta dagli Stati membri, tale
azione comunitaria verrà eseguita probabilmente tramite azioni concertate
(potenziate), azioni a compartecipazione delle spese ed eventualmente
attraverso una partecipazione minoritaria.
d. I mezzi richiesti per un'azione significativa a livello comunitario
verranno determinati in un secondo momento, prima comunque della
presentazione della proposta formale della Commissione. Gli stanziamenti
corrispondenti verranno prelevati dalla riserva finanziaria menzionata
nella tabella riassuntiva.
- 3.9 - 1 -
3-9- Trasporti
3.9.1. Azione generale
a. L'attività di ricerca svolta negli Stati membri ha fornito risultati che
situano la Comunità al livello dei paesi industrializzati più avanzati nel
campo delle nuove tecniche di trasporto.
Nondimeno, questi risultati sono stati spesso ottenuti con programmi di
ricerca concorrenti i quali, pur essendo per tale motivo stimolanti, danno
origine, a livello dell'utilizzazione, a situazioni controproducenti:
- i progetti destinati a fornire un servizio pubblico o a mercati ristretti
incontrano gravi difficoltà a tradursi in applicazioni su scala
comunitaria o mondiale. Un esempio è fornito dai trasporti terrestri
guidati ad elevata velocità e dai trasporti urbani;
- i progetti a finalità commerciale normale, sebbene negli ultimi anni si
siano rivelati concorrenziali sul piano mondiale, subiscono gli effetti
della crisi e saranno confrontati ad una concorrenza internazionale
sempre più agguerrita. E' il caso dei trasporti stradali e dei trasporti
marittimi.
Per contro, i progetti intrapresi nel quadro di una cooperazione
internazionale, dopo le delusioni commerciali di alcune tecniche poco
adatte al mercato, hanno infine permesso di soddisfare le esigenze dei
trasportatori di prodotti. E' il caso principalmente del programma AIRBUS.
Appare pertanto necessario svincolare il capitale tecnologico della
Comunità in materia di trasporti dall'isolamento nazionale in cui si trova
generalmente. Ciò è essenziale per la produttività della ricerca e per lo
sfruttamento dei suoi risultati. La posta in gioco, per i trasporti
comuni tari, è di :
- potersi adattare alla domanda negli scambi intracomunitari e con il resto
del mondo (modificazione delle reti, influsso delle nuove tecniche,,
cambiamenti qualitativi e quantitativi delle correnti di traffico);
- poter far fronte alle limitazioni della congiuntura economica e
dell'ambiente sociale;
- poter costituire un settore competitivo nell'economia della Comunità e
nei riguardi della concorrenza extraeuropea in modo da rappresentare un
mercato portante per le industrie comunitarie dei materiali e delle
apparecchiature di trasporto.
b. La politica comune dei trasporti ha per obiettivo la creazione di un
sistema comunitario che non privilegia né penalizza alcun tipo di trasporto
in particolare.
Spetta tuttavia alla ricerca garantire che a lungo termine tale sistema di
trasporti risponda adeguatamente alle esigenze.
- 3.9 - 2 -
Sotto questo profilo va detto che i cambiamenti, l'aumento della domanda,
la congiuntura, talune limitazioni, gli effetti dovuti ad altri settori,
sono considerevoli e continueranno ad accentuarsi.
L'impegno di ricerca deve pertanto coprire:
- per i trasporti guidati:
. l'automazione del controllo della circolazione, del comando dei segnali
e delle apparecchiature stradali;
. la simulazione della conduzione dei treni;
. i criteri di alleggerimento e di riduzione del rumore e l'aereodinamica
dei veicoli;
. il motore lineare;
. gli effetti sui passeggeri (per esempio: attraversamento di tunnel) e
sull'ambiente (per esempio: rumore, inquinamento visivo);
- per la circolazione stradale:
. l'analisi degli incidenti;
. i l miglioramento della sicurezza dei veicoli pesanti per il trasporto
di merci e passeggeri;
. l'ottimizzazione del veicolo elettrico;
- per i trasporti marittimi:
. la gestione, la manutenzione, le funzioni, lo stato della nave, la
rotta più economica;
. la configurazione e il comportamento della nave, la rugosità dello
scafo, la resistenza all'avanzamento;
. la concezione di nuovi tipi di navi e di propulsori non convenzionali
rispondenti alle esigenze commerciali;
. la gestione del traffico marittimo;
. il sistema uomo-nave;
- per i trasporti aerei:
. l'infiammabilità e la tossicità dei materiali utilizzati in cabina;
. la razionalizzazione e l'ammodernamento del controllo del traffico
aereo.
La Comunità interviene:
- sia per integrare l'azione degli Stati membri qualora la coesistenza di
più programmi nazionali richieda una concertazione grazie alla quale
migliorare l'efficacia e facilitare la divulgazione dei risultati e la
loro eventuale normalizzazione;
- sia quando alcuni temi possono ottenere i mezzi necessari soltanto
attraverso una dimensione comunitaria, quando è insufficiente lo stimolo
prodotto dalla normativa o dalle prospettive commerciali o quando
l'utilizzazione finale presenta interesse comunitario.
c. Sebbene nel settore dei trasporti la Comunità non abbia svolto alcun
programma di R & S, alcune azioni sui trasporti sono state un'utile fonte
di insegnamenti; più precisamente:
- le azioni COST "Trasporti";
- l'azione concertata della Comunità COST 301 sugli aiuti alla navigazione
marittima;
- i progetti "Trasporti" dei programmi "Energie non nucleari" e dei
programmi dimostrativi "Risparmi di energia".
- 3.9 - 3 -
Ne deriva La necessità:
- di ricorrere sia ad azioni a ripartizione delle spese sia ad azioni
concertate, a seconda dei casi;
- di associare eventualmente paesi terzi membri del COST;
- di studiare la possibilità di un programma complementare per un certo
numero di azioni.
La ricerca sui trasporti riveste un interesse molto diverso a seconda del
paese membro, è particolarmente attiva nei paesi terzi geograficamente
importanti per i trasporti comunitari come la Svizzera, l’Austria o i paesi
nordici, richiede talvolta mezzi importanti ma in un elevato numero di casi
ha soprattutto bisogno d'impulso, di stimolo o semplicemente di
concertazione.
d. Un'azione di ricerca generale dotata di un bilancio di 50-80 Mio di ECU
permetterebbe di dare un proficuo impulso al settore dei trasporti. Tale
azione è completata, nel settore della sicurezza stradale, da un'attività
specifica concernente l'applicazione delle tecnologie dell'informazione e
delle telecomunicazioni (cfr. "DRIVE" al punto 3.3.).
3.9.2. Teconologie aeronautiche
a. L'industria aeronautica europea è uno dei principali elementi di coesione
dei paesi della Comunità. Essa progetta e fabbrica tutta una gamma di aerei
e di elicotteri e realizza una considerevole esportazione di aerei, motori
e apparecchiature.Questa industria è un "pioniere" nello sviluppo e
nell'uso di tecniche di progettazione, di materiali e di processi di
fabbricazione avanzati. Oltre a beneficiare direttamente delle tecnologie
più avanzate, l'industria aeronautica trasferisce le sue più importanti
conquiste tecnologiche anche ad altri settori industriali, quali quello dei
materiali compositi o delle tecniche di saldatura.
Il successo commerciale di un prodotto aeronautico dipende in modo
essenziale dalla qualità delle tecniche di progettazione e fabbricazione
che permettono di ottenerlo. Tutte le tecnologie più avanzate già
disponibili sono regolarmente applicate ma un miglioramento ulteriore dello
stato dell'arte è oneroso non solo perchè si tratta di un perfezionamento
ma anche a causa dell'estremma attenzione con la quale si deve verificare
la sicurezza di volo offerta da ogni nuova tecnologia.
Nonostante i costi elevati legati ai miglioramenti tecnologici, il ritmo al
quale si producono sul mercato mondiale è elevato. La ricerca europea
continua a contribuire in modo sostanziale a questi progressi, ma l'impulso
predominante proviene dall'enorme impegno statunitense in questo settore.
L'attività di ricerca degli USA in campo aeronautico è finanziata
parzialmente dall'industria ma beneficia anche di sostanziali aiuti
governativi nel quadro dei programmi della NASA e del DOD. L'ampiezza della
ricerca statunitense, sia nel quadro di programmi generali che di programmi
prestigiosi come l'SDI o il velivolo transatmosferico ipersonico, è tale
che il ritmo dell'evoluzione tecnologica impedisce all'industria
aeronautica europea, sostenuta da programmi nazionali, di tenere il passo
con lo stato dell'arte delle relative tecnologie.
- 3.9 - 4 -
b. La Commissione ritiene che una tale situazione richieda un'azione a livello
comunitario. La dipendenza dalle licenze o dalle importazioni USA non
sembra una base accettabile per il successo a lungo termine dell'industria
europea. Nè si risolve efficacemente il problema aumentando gli aiuti ai
programmi nazionali. Questi motivi inducono la Commissione a proporre che
si proceda immediatamente ad un esame delle esigenze di ricerca a lungo
termine di tutta l'industria aeronautica europea allo scopo di elaborare un
programma armonizzato a lunga e media scadenza. La Commissione ritiene
inoltre che, in questo contesto, si debba tener conto dell'esperienza
estremamente favorevole risultante dalla strategia di gestione applicata ai
programmi ESPRIT e BRITE la quale prevede una consistente partecipazione
dell'industria sia nella definizione che nell'orientamento dei programmi.
Per il momento non è tuttavia ancora possibile formulare proposte
specifiche d'azione in quanto è necessario prima approfondire le
consultazioni con le industrie e con i governi degli Stati membri.
c. Per quanto riguarda l'ampiezza dell'attività, affinchè i risultati siano
tangibili essa deve rappresentare una quota non trascurabile dell'attuale
attività di ricerca in campo aeronautico. In termini finanziari questo
significa, per la Comunità nel suo insieme, importi dell'ordine di alcune
centinaia di milioni di ECU all'anno. Il contributo comunitario
corrispondente sarà finanziato con le riserve indicate nella tabella
riassuntiva.
- 3.10 -- 1 -
3.10. Norme,, metodi e materiali di riferimento
a. Quello di soddisfare le esigenze di armonizzazionee e di normalizzazione è
uno dei principali obiettivi di diverse politiche comunitarie: il
completamento del mercato interno, l'energia, la protezione dei
consumatori, l'agricoltura, l'ambiente e la sanità.
Alla necessità di armonizzare la normativa scritta si aggiunge quella di
dimostrare la qualità di un prodotto e di provare che esso è conforme a uno
standard o a un regolamento (attraverso prove, misure e analisi). Sono
inoltre richieste attività di ricerca e basi di dati che promuovanp e
facilitino l'elaborazione di norme scritte.
Ciascuno Stato membro possiede un servizio di metrologia. Questo funziona
come organismo scientifico ad elevato livello che garantisce la
normalizzazione delle unità più fondamentali e assicura la concordanza di
tutte le misurazioni nel paese.
Questa infrastruttura metrologica di base necessaria per lo sviluppo
industriale è considerata in ogni paese, USA e Giappone inclusi, un
servizio pubblico.
I problemi connessi all'armonizzazione hanno tuttavia spesso un carattere
transnazionale e la Comunità può, grazie alla sua neutralità, svolgere un
ruolo essenziale per eliminare eventuali differenze, in particolare grazie
al know-how acquisito dai suoi laboratori e tramite il coordinamento delle
attività svolte a livello nazionale e pubblico e presso i laboratori
industriali.
b. Le azioni comunitarie in questo settore sono di tre tipi:
1. Il programma BCR ha creato efficienti strumenti di collaborazione tra
gli istituti metrologici della Comunità, strumenti che hanno permesso di
risolvere numerosi problemi di misurazione grazie a più di 80 progetti
di collaborazione fino ad oggi eseguiti. Tale collaborazione sarà estesa
in particolare allo sviluppo dei metodi di misura richiesti dalle nuove
tecnologie.
Il programma BCR creerà una rete di collaborazione, per quei settori non
coperti dagli enti nazionali, che permetterà soprattutto di migliorare
le tecniche analitiche e la produzione di metodi di misura complementari
riconosciuti a livello comunitario. In tal modo sarà possibile conoscere
le procedure di analisi e di prova in settori diversi e complessi quali
la sanità, l'ambiente e l'alimentazione, senza dimenticare le esigenze
dell'industria.
Le esigenze di normalizzazione legate al completamento del mercato
interno e alla realizzazione di altre politiche unitatemente
all'introduzione di nuove tecnologie aumenteranno la pressione su tali
attività.
2. Il programma sulle misure e sui materiali di riferimento continuerà nei
nostri laboratori qualificati in Geel ed in associazione con grandi
istituti dello stesso tipo, non soltanto comunitari, per la raccolta di
dati nucleari, soprattutto quelli relativi a reazioni indotte dai
neutroni, utili ai fini delle applicazioni della fusione e della
fissione nucleari.
- 3.10 - 2 -
Inoltre, una quota importante dell'attività sui materiali e sulle misure
di riferimento concernerà le sorgenti radioattive, i flussi e le dose
neutroniche, i bersagli e le analisi di materiali fissili e delle
composizioni isotopiche. Geel metterà inoltre la sua esperienza nel
campo nucleare a servizio di una sempre crescente collaborazione con il
BCR anche in altri settori.
3. Le attività del CCR sui materiali e sulle strutture, svolte a Petten e a
Ispra, verranno incrementate per soddisfare le sempre maggiori esigenze
di un più elevato livello di affidabilità e di normalizzazione.
L accento verrà posto sullo sviluppo di metodi, modelli e codici
affidabili per^ le strutture industriali nonché sulle attività di ricerca
e su basi di dati riguardanti il comportamento dei materiali in
condizioni severe al fine di promuovere la produzione di standard in
questo settore.
Verrà incrementata La collaborazione già esistente e collaudata con le
attività svolte nel quadro delle azioni comunitarie a ripartizione delle
spese (per es. BRITE e EURAM) e dai laboratori nazionali.
c. Il contributo comunitario stimato necessario per svolgere tale azione si
situa tra 300 e 350 Mio di ECU.
- 4 . 1 - 1 -
4. QUALITÀ* DELLA VITA
4.1. Sanità
a. Ogni Stato membro, basandosi sulla propria esperienza e sulle proprie risorse è
responsabile della promozione e della preservazione della salute dei propri
cittadini, ma deve sostenere costi sempre maggiori per la sanità pubblica che
sfuggono al controllo nazionale.
Le spese complessive per la sanità nella Comunità sono attualmente valutate
oltre 150 miliardi di ECU, di cui meno dell'1% (circa 1,2 miliardi di ECU) per
la ricerca medica e sanitaria. Tuttavia le attività di ricerca a livello
nazionale sono insufficienti.
Dato che quasi tutti i programmi nazionali sono strutturati in un vasto numero
di progetti di dimensioni relativamente contenute, eseguite da gruppi
relativamente poco numerosi e sparpagliati nel paese, è indispensabile
coordinare la cooperazione tra di loro. E' necessario in particolare uno sforzo
comunitario per mettere in comune le attività nei settori avanzati (quali le
applicazioni della biotecnologia moderna, l'informatica medica, la tecnologia
medica avanzata) in modo che L'esperienza nazionale più o meno vasta e Le nuove
vie aperte dalla ricerca, sviluppo e dimostrazione in comune possano creare un
vero e proprio potenziale d'innovazione che risolva i principali problemi della
salute e produca parallelamente una flessione della spesa, contribuendo così
allo sviluppo industriale.
b. Lo sforzo comunitario riguarderà tre principali settori di ricerca,
dimostrazione e sviluppo:
Il coordinamento della ricerca medica e della sanità pubblica, orientato verso:
. - i principali problemi sanitari comuni a tutti gli Stati membri, includendovi
come nuovo obiettivo quello del CANCRO (quale seguito del vertice di
Lussemburgo) e l'AIDS (su richiesta del Parlamento europeo) e proseguendo lo
studio di quelli che si riferiscono all'età (ivi compresi gli handicap
fisici), all'ambiente o al tipo di vita;
- i l miglioramento e l'uso comune delle risorse comunitarie, compresa la
tecnologia medica, la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e La ricerca dei
servizi di sanità (ricerca sulle cure sanitarie e sulla relativa
organi zzazione).
Tale sforzo porterà i suoi frutti, con investimenti a basso costo a livello
comunitario (per es. nell'elettrocardiografia un miglioramento del processo con
una riduzione dei costi del solo 10% permetterà di risparmiare 100 Mio di ECU
all' anno !).
Lo sviluppo della medicina preventiva e delle terapie innovatrici: questo nuovo
orientamento favorirà l'applicazione delle moderne biotecnologie più avanzate
nel campo medico e in particolare nella diagnosi precoce delle malattie fornendo
nuovi metodi terapeutici. La ricerca, lo sviluppo e la dimostrazione verranno
orientati essenzialmente verso una migliore conoscenza del genoma umano, della
tecnologia immunitaria (applicabile al cancro, alle malattie autoimmuni, alle
infezioni) dei processi d'ingegneria genetica che permettono di riparare
eventuale difetti del DNA (per es. in malattie congenite di origine genetica), e
verso la produzione industriale di kit per prove diagnostiche (per es. AIDS).
Tale iniziativa comunitaria colmerà alcune lacune ancora esistenti nelle
conoscenze scientifiche e tecnologiche, che impediscono l'impiego completo delle
moderne biotecnologie nel settore medico, favorirà una cooperazione europea
transnazionale, accelererà l'applicazione di tecnologie già utilizzabili e al
contempo promuoverà la creazione di un nucleo scientifico europeo che a sua
volta genererà un elevato potenziale innovativo con un impatto economico assai
promettente.
Il miglioramento della medicina del lavoro come compito istituzionale
permanente rientra nell'ambito del trattato CECA. Le attività sono orientate
verso la presentazione dei problemi sanitari e delle malattie professionali
associate con l'ambiente particolare delle industrie carbosiderurgiche. Esse
includeranno la ricerca sulle malattie, per esempio del sistema
respiratorio, sulla fisiopatologia e su altre malattie dei lavoratori della
siderurgia, delle cokerie, delle miniere di carbone e di ferro, sulle
malattie della schiena e della pelle, proponendosi di migliorare la salute
nelle industrie CECA creando legami tra malattie professionali ed effetti
nocivi sul posto di lavoro e sviluppando misure preventive, tecniche per
l'individuazione precoce e misure riparatorie.
Le malattie professionali sono tra le principali cause delle affezioni dei
minatori e dei lavoratori delle cokerie e delle industrie carbosiderurgiche
per cui diventano un problema a livello comunitario.
Le ricerca medica e sanitaria comprende due nuovi obiettivi (il cancro e
l'AIDS), per le ricerche già in corso verrà modificato il contenuto
scientifico e tecnologico (vari progetti verranno ultimati, altri verranno
riorientati e se ne aggiungeranno dei nuovi). Pertanto il numero complessivo
di progetti passerà dagli attuali 30 a più di 70. L'esperienza del passato
ha confermato l'importanza di un graduale coordinamento e tutti i rapporti
di valutazione ne hanno indicato il valore scientifico, medico-sociale ed
economico.
La medicina preventiva e le terapie innovatrici sono una nuova azione basata
sull'esperienza derivata dai programmi di biotecnologia, per cui vi è
fiducia nell'efficacia di tale operazione.
Il terzo settore comprende il proseguimento delle attività nell'ambito del
trattato CECA.
La ricerca medica sanitaria verrà eseguita attraverso un'azione concertata
con un maggiore appoggio alle attrezzature centralizzate, alla medicina
preventiva e alle terapie innovatrici a costi ripartiti (o marginali) e alla
medicina del lavoro attraverso contratti.
Gli stanziamenti comunitari per la ricerca e la dimostrazione dello sviluppo
nei settori precedentemente citati per il periodo 1987-1991 sono valutati
tra 140 e 160 Mio di ECU. A tale importo si aggiunge la ricerca sulla
medicina del lavoro compresa nel bilancio CECA.
A titolo di paragone nel settore della ricerca medica e della sanità il
costo annuo della ricerca negli Stati membri è valutato a più di 200 Mio di
ECU per il 1987 e a più di 400 Mio di ECU per il 1990, con un coordinamento
del 25% delle attività nazionali.
- 4.2 - 1 -
4.2. Sicurezza
a. Nessuna attività umana è scevra da rischi perché tutti sono esposti a una
serie di pericoli in ogni aspetto della vita: pericoli fisici derivati dalle
varie attività umane e dalle forze della natura, pericoli chimici da veleni
particolarmente attivi e cronici o pericoli biologici. Inoltre con
l'avanzare della tecnologia si aggiungono nuovi fattori di rischio il cui
controllo diventa sempre più complesso. Vista questa situazione, il pubblico
è sempre più interessato e preoccupato per la sicurezza dell'ambiente.
Molti degli aspetti di sicurezza sono analoghi in tutta la Comunità ed è
possibile sviluppare e impiegare soluzioni comuni con notevoli risparmi.
L'impostazione comunitaria rappresenta spesso la soluzione migliore
allorquando si richiedono notevoli investimenti in termini di tempo, denaro
e sforzi e quando le conoscenze acquisite attraverso la ricerca devono
essere effettivamente messe in applicazione.
b. L'attività proposta si concentrerà in particolare su temi di sicurezza
selezionati quali i rischi inerenti alle attività industriali e umane, agli
incendi, alle tecnologie speciali usate in ambienti particolarmente
pericolosi e ai pericoli naturali. La massima priorità verrà data alla
prevenzione.
1. Una caratteristica di molte attività industriali è la presenza di una
serie di problemi di sicurezza la cui soluzione richiede notevoli sforzi,
una grande esperienza e in molti casi lo studio di aspetti di natura
sociale, giuridica, ecc. Diventa sempre più importante affrontare in modo
integrato il problema della sicurezza - tenendo conto dei vincoli
ambientali e di altra natura e anche dell'anticipo tecnologico, man mano
che se ne prende conoscenza.
Il lavoro si concentrerà sui pericoli tecnologici potenzialmente
significativi, sui gruppi di lavoratori esposti a maggiori rischi di
incidenti rispetto al resto della popolazione e sui principali fattori di
rischio che sono comuni a varie industrie:
- La ricerca sui principali pericoli tecnologici verrà orientata verso la
comprensione, la prevenzione e l'alleviamento delle conseguenze di
importanti incidenti chimico/petrochimici. Il problema di evitare e
alleviare le conseguenze di tali eventi è condiviso da tutto il settore
chimico/petrochimico. E' pertanto necessaria una appropriata disciplina
giuridica comunitaria e un sostegno alla ricerca. La direttiva CE sui
"principali pericoli di alcune attività industriali" rappresenta un
primo passo in tal senso.
- Il miglioramento della sicurezza sul posto di lavoro nelle industrie
carbosiderurgiche viene portato avanti nell'ambito del trattato CECA
come compito istituzionale permanente. In tale settore è necessario un
ulteriore coordinamento del lavoro a livello comunitario per sostenere
l'applicazione dei risultati della ricerca.
- La filosofia delle attività di radioprotezione scaturisce dall'obbligo
che ha la Commissione di mantenere gli impegni del trattato EURATOM e
delle direttive adottate. Il sostegno scientifico è importante per la
valutazione, la gestione e l'esame politico dei rischi d'irradiazione
che rappresentano una preoccupazione del pubblico a livello
comunitario.
- 4.2 - 2 -
2. Circa L 804 degli incidenti si verificano nell'ambiente privato, ossia in
relazione alle attività domestiche ricreative, sportive, ecc. I costi che
ne derivano in materia assicurativa e medica ammontano a vari centinaia di
Mio di ECU all'anno oltre a considerevoli perdite nella produzione
industriale.
Finora a livello comunitario non è stata presa nessuna iniziativa comune per
ridurre tali spese mentre iniziative del genere sono in corso negli Stati
Uniti e in Giappone.
La ricerca proposta si occuperà dell'eliminazione dei rischi nell'ambiente
privato e in particolare degli incidenti dovuti all'introduzione di nuove
apparecchiature domestiche, delle banche di dati esistenti in questo campo,
della protezione dei consumatori da prodotti pericolosi, dei prodotti
specifici per gli anziani, gli handicappati, l'infanzia, ecc.
3. Il costo complessivo derivante dagli incidenti che hanno luogo nella
Comunità è stato valutato in media a quasT-T~'ì% del PNL. Anche se le
tecniche di lotta antincendio sono ben sviluppate, i metodi destinati a
ottimizzare la protezione sono ancora in una fase empirica.
L'iniziativa proposta in materia di lotta antincendio si baserà su
un'approccio scientifico e tenderà a sviluppare apposite tecniche
ingegneristiche. I lavori riguarderanno tre settori principali: la ricerca
in materia di armonizzazione e normalizzazione, la ricerca di base sul
settore incendi e la ricerca applicata.
4. Le tecniche di telemanipolazione permettono all'uomo di accedere alle
risorse della natura e di estendere quindi le attività produttive a ambienti
ÌQi!2[?E^ÌÌ!?ÌH__P_
industrie chiave (manipolazione di materiali radioattivi, di materiali
biologicamente attivi e di materiali tossici o combustibili) oltre al
settore spaziale e oceanografico. Esiste un aspetto di servizio pubblico che
riguarda la lotta antincendio, ecc...
Il mercato comunitario per questa tecnologia è valutato a una cifra annua di
500 Mio di ECU a decorrere dal 1990 di cui un terzo circa sarà nucleare ed è
sufficiente a dare l'impulso necessario per accedere al mercato mondiale ma
soltanto a condizione che le attività di R&S possano essere messe a punto e
si riesca a coordinare le attività dimostrative per gli utilizzatori.
L attività proposta riguarderà i tre settori principali: dimostrazione di
prototipi (ciascuno dei quali tipico di una classe di applicazioni),
formazione degli utilizzatori e dei tecnici e ricerca di base necessaria.
5. Gli svenii_naturaj .2 con effetti distruttivi si presentano localmente ma i
loro effetti economici vengono sostenuti da tutta la Comunità. Inoltre
alcuni disastri. come per esempio i terremoti, interessano più paesi della
CEE per cui i sistemi di segnalazione precoce, di prevenzione e di
limitazione di tali eventi si prestano alla cooperazione comunitaria, ad un
approccio multidisciplinare e a misure correttive coordinate. La
cooperazione comunitaria è pertanto particolarmente opportuna nei settori in
cui è necessario disporre di mezzi efficaci per un rapido scambio di
informazione attraverso l’archiviazione dei dati e reti di segnalazione
internazi ona li.
Nella Comunità europea la ricerca sulle catastrofi naturali avrà come tema
alcuni eventi tipici e frequenti come i terremoti,. le tempeste, le
inondazioni e gli incendio forestali, che possono causare danni nelle zone
densamente popolate. Si dovrà tener conto inoltre del depauperamento delle
risorse naturali dovuto alla siccità in regioni vulnerabili dal punto di
vista ecologico e sociale.
La R, D&D sulla sicurezza richiede per sua natura una continuità.
L'evoluzione prevista è la seguente:
Il campo coperto dall'attività sui rischi tecnologici e industriali sarà
vasto.
Le attività riguardanti la sicurezza sul lavoro comprenderanno quelle svolte
nell'ambito del trattato CECA.
Per quanto riguarda la radioprotezione l'attività nell'ambito dei progetti
di carattere fondamentale verrà gradualmente ridotta e si darà maggiore
importanza ai casi di espozione accidentale e ambientale, alle loro
conseguenze sull'uomo e sulla società, alla riduzione dell'esposizione
grazie alla valutazione e all'ottimizzazione dei rischi, quale supporto
delle norme di protezione della CE.
Le attività coordinate nel campo dei
lotte antincendio e delle tecnologie
sono iniziative nuove.
rischi nell'ambiente privato, delle
speciali in ambienti ad alto rischio
L'attuale programma di ricerca sulla climatologia e sulle catastrofi
naturali comprende lo studio dell'evoluzione e degli effetti di alcuni
eventi climatici critici e dei terremoti, ma dispone finora di stanziamenti
che sono molto inferiori alle esigenze reali.
Le attività verranno distribuite a seconda delle competenze disponibili in
modo da trarre il massimo vantaggio possibile:
le attività sui rischi tecnologici verranno svolte mediante un'attività
interna alla Commissione, attività a compartecipazione e azioni concertate,
mentre le attività riguardanti la sicurezza sul lavoro verranno svolte
attraverso contratti e quelle di radioprotezione attraverso azioni a
compartecipazione. Le attività sui rischi connessi all'ambiente privato
verranno svolte principalmente in compartecipazione e in piccola misura
anche nell'ambito del CCR. I lavori sulla sicurezza antincendio saranno
costituiti da azioni concertate e a compartecipazione, mentre quelli sulle
tecnologie speciali per gli ambienti pericolosi e per le catastrofi naturali
saranno costituiti da azioni a compartecipazione.
I finanziamenti comunitari necessari per la R, D&D nei settori summenzionati
nel periodo 1987 al 1991 sono valutati da 230 a 280 Mio di ECU. A questo
importo si aggiunge la ricerca sui rischi nelle attività professionali
finanziata dal bilancio CECA.
Si ritiene che i lavori di radioprotezione riguarderanno una quota ingente
(da 35 al 45%) di tutta la ricerca nazionale in questo settore (che nell'EUR
12 è stata valutata a 80-100 Mio di ECU all'anno) in collaborazione con
quasi tutti i centri nazionali. Le attività sulle tecnologie speciali
destinate agli ambienti ad alto rischio e alla lotta contro la catastrofi
naturali presenteranno dal 5 al 10% della spesa degli Stati membri per il
settore.
- 4.3 - 1 -
4.3. Protezione dell'ambiente
a. La conservazione e il miglioramento dell'ambiente sono considerati
attualmente in tutto il mondo come La condizione essenziale per garantire
la sopravvivenza dell'uomo e il suo benessere materiale e psicologico. A
lungo termine lo sviluppo dell'economia dipende dalla conservazione e dal
buon uso delle risorse naturali. In questo quadro è estremamente importante
valutare le modifiche del clima e le loro conseguenze. Assume inoltre
sempre maggiore importanza la protezione e la conservazione del patrimonio
cultura le.
I problemi in questo campo hanno generalmente una portata internazionale e
per loro natura le conseguenze economiche della politica ambientale
richiedono un approccio comunitario. E' necessaria una base scientifica e
tecnologica per una definizione coerente della normativa, come d'altronde è
necessario disporre di tecniche per ovviare o prevenire i disastri
ambientali. Stabilendo obiettivi di qualità elevati per l'ambiente si
stimola l'innovazione tecnica e l'industria è spinta a sviluppare
tecnologie più sicure dal punto di vista ambientale che possono trovare un
mercato tanto all'interno quanto all'esterno.
b. La cooperazione comunitaria per la ricerca ambientale è quindi
particolarmente auspicabile in quanto serve da supporto ad una delle
maggiori attività politiche della Comunità e dev'essere fondata su una
solida base scientifica e tecnica. Anche se le attività di ricerca della
CEE in questo campo così vasto e diversificato non devono e non possono
sostituire le attività nazionali che spesso sono molto importanti, devono
servire a coordinarle e a completarle, oltre a valutare i risultati
ottenuti. Tale cooperazione può anche mobilitare le forze esistenti per
svolgere grandi progetti internazionali (come gli studi epidemiologici),
facendo ricorso all'esperienza, alle capacità e al materiale esistenti in
tutto il territorio della Comunità.
La ricerca svolta dalla Comunità sull'ambiente ha tre obiettivi:
- risolvere i problemi immediati inerenti alla preparazione e
all'applicazione della legislazione nella Comunità sull'ambiente;
- identificare e studiare problemi connessi all'ambiente che si
presenteranno nel prossimo futuro, dati i tempi spesso molto lunghi
necessari per raggiungere i primi risultati;
- sviluppare le conoscenze di base dei processi econologici e del sistema
climatico.
Va quindi sottolineato che i problemi dell'ambiente oltre a richiedere un
approccio pluridisciplinare (e quindi spesso internazionale), sono spesso a
causa delle loro notevoli implicazioni economiche estremamente importanti
per la pianificazione delle risorse in un sistema economico integrato come
quello della CEE.
c. La ricerca CE sull'ambiente è stata lanciata nel 1972 ed ha ottenuto vari
risultati assai utili come recentemente dimostrato da un gruppo di
valutazione (relazione di valutazione di ricerca n. 14, 1985). Tali
risultati sono stati applicati alla formulazione delle misure di politica
ambientale.
- 4.3 - 2 -
Col passare degli anni la ricerca ha subito un'evoluzione passando da
un'impostazione correttiva ad una più preventiva tenendo inoltre conto di
preoccupazioni più fondamentali. Pertanto, la ricerca concentrata sugli
effetti diretti dei principali inquinanti, a proposito dei quali è
disponibile una notevole massa di conoscenze, è stata notevolmente ridotta
ed è attualmente limitata a pochi problemi ancora irrisolti. Per il
1987-1991 si propone di eseguire una ricerca nell'ambito dei seguenti temi:
protezione ambientale, climatologia ed eredità culturale.
1. La ricerca nell'ambito della protezione ambientale tratterà in
particolare dei seguenti argomenti:
- rilevamento, misurazione, analisi e tecnica di controllo per un'ampia
gamma di inquinanti e di condizioni ambientali (ivi compreso il
telerilevamento aereospaziale);
- gli effetti degli inquinanti sulla salute e gli ecosistemi (ad es.
conseguenze delle "pioggie acide”), e sull'eeridità culturale
(edifici, monumenti);
- valutazione dell'effetto delle attività umane sulla qualità
ambientale, controllo e valutazione di prodotti chimici;
- elucidazione dei principi base del processo ambientale (ricerca sugli
ecosistemi, cicli bio-geochimici);
- sviluppo di tecnologie per la riduzione e la prevenzione
dell'inquinamento e la gestione dei residui;
- restaurazione dell'ambiente deteriorato, in particolare di ecosistemi
danneggiati.
2. La ricerca climatologica si riferisce al componente più importante
dell'ambiente umano, quello da cui dipendono i nostri raccolti, le
nostre risorse idriche, la nostra salute, i nostri fabbisogni
energetici- Essa dovrebbe proporsi un approfondimento e una comprensione
del sistema climatico, lo sviluppo di tecniche per le previsioni
meteorologiche e per la valutazione delle conseguenze ecologiche e
sociali di qualsiasi modifica climatica, come quelle che si
verificheranno durante il prossimo secolo, a causa dell'aumento di
temperatura causato dall'aumento del CO^ nell'atmosfera dovuto alla
combustione dei combustibili fossili.
L'entrata della Spagna e del Portogallo nella Comunità pone nuovi e
maggiori problemi ambientali (per esempio per la preservazione del
patrimonio idrico, e la desertificazione) che dovranno venir debitamente
esaminati.
3. La ricerca sulla conservazione e la protezione dell'eredità culturale
non è limitata alla valutazione degli effetti dell'inquinamento sui
materiali già menzionati, ma si propone anche di elaborare metodi per
prevenire i danni, limitare i danni supplementari dovuti all'uomo e
- 4.3 - 3 -
studiare i metodi per il restauro del patrimonio culturale
insostituibile. L'interesse finora riposto negli edifici storici e
monumenti di libero accesso deve venir esteso alle collezioni pubbliche
di opere d arte, di stampe, libri e oggetti archeologici.
La ricerca CE sull'ambiente comprende anche le azioni interne, i contratti
di ricerca e le azioni concertate. I compiti assegnati al CCR in tale
contesto sono in generale centralizzati come la costituzione di una base
di dati (ad es. ECDIN sui prodotti chimici ambientali), le misure di
riferimento per il controllo ambientale (ad es il laboratorio centrale per
le misure dell'inquinamento atmosferico), l'organizzazione di esperimenti
comuni sul campo. ecc. Le azioni concertate che interessano vari paesi
europei non membri nell ambito del sistema COST sono eseguite su temi per
cui esiste un programma di notevoli dimensioni a livello nazionale. I
contratti a spese ripartite rappresentano lo strumento utilizzato per
colmare lacune nell'ambito di ricerca e per stimolare la cooperazione tra
le organizzazioni di ricerca nei vari Stati membri.
In termini finanziari. lo sforzo CE dovrebbe rappresentare una frazione
significativa dell'importo complessivo speso nell'ambito della Comunità (CE
più programmi nazionali) per garantire un efficace coordinamento a livello
europeo attraverso azioni concertate e contratti di ricerca complementari e
che possono rappresentare un ponte gettato tra l'uno e l'altro. Una quota
di circa il 15% degli stanziamenti pubblici complessivi della Comunità per
la ricerca ambientale sembra più che adatto per conseguire l'obiettivo
prefisso.
Stando così le cose, si ritiene che gli stanziamenti della CE per la
ricerca sull ambiente dovrebbero oscillare tra 285 e 320 milioni di ECU
per il periodo 1987-1991.
- 5 - 1 -
5. LA SCIENZA E LA TECNOLOGIA PER LO SVILUPPO
a) Le azioni che rappresentano un aiuto scientifico e tecnico agli sviluppi
previsti nel periodo 1987-1991 seguono il primo p r o g r a m m a comunitario
"Scienza e tecnologia per lo sviluppo" del 1983-1986 . Quest'ultimo era la
primissima iniziativa presa per applicare la scienza e la tecnologia alla
soluzione dei problemi del Terzo Mondo nell'ambito di un programma
pluriannuale di ricerca e di sviluppo ben strutturato.
La nuova azione comunitaria proseguirà per svolgere un importante ruolo nel
rilancio della ricerca tropicale europea, in declino dopo l'accesso
all'indipendenza delle ex colonie. La nuova azione deve anche permettere una
partecipazione più ampia e coronata di successo degli istituti di ricerca del
Terzo mondo ai progetti di ricerca che li interessano.
b) L'azione comprende due settori principali di ricerca:
1. L'agricoltura tropicale e subtropicale comprendente:
- la produzione alimentare: lo sviluppo di specie resistenti a condizioni
naturali avverse (siccità, malattie, insetti, ecc.), una gestione
migliorata del foraggio, della pesca e del patrimonio zootecnico
(genetica animale, medicina veterinaria);
- la produzione forestale: specie adatte a zone umide e aride;
- la preservazione e rigenerazione del terreno: protezione dalla
destertificazione, miglioramento delle risorse idriche;
- il miglioramento dei sistemi di produzione agricola che tengano conto
delle necessità della popolazione rurale e della tutela delle risorse
natura li ;
- la tecnologia post-raccolto e le tecniche di produzione in collegamento
con l'alimentazione umana e l'alimentazione animale.
A sostegno di tali attività, verranno utilizzate tecniche moderne quali il
telerilevamento e tecniche adatte al fabbisogno locale (specialmente per
l'approvvigionamento energetico nel settore rurale).
2. La medicina tropicale, la sanità e L'alimentazione comprendenti:
- le malattie tropicali trasmissibili (prevenzione, diagnosi e trattamento) e le
malattie tropicali non trasmissibili, (quali le emoglobinosi);
- i sistemi sanitari e la popolazione: ricerca socio-medica eseguita con l'aiuto
delle popolazioni al fine di organizzare il sistema sanitario: studi e
rassegne demografiche, ricerca applicata sulla popolazione nel contesto degli
ecosistemi ;
- la ricerca interdisciplinare che tenga conto degli aspetti agricoli,
socio-economici e medici dell'alimentazione per i problemi delle carenze
alimentari, della sottoalimentazione e della tossicologia alimentare.
La ricerca già intrapresa o prevista nei settori succitati contribuisce al
consolidamento delle politiche comunitarie di "sviluppo" e di "scienza e
tecnologia". La scienza e la tecnologia sono considerati elementi essenziali
dello sviluppo che a medio-lungo termine permetterà ai paesi in via di sviluppo
di diventare degni partner degli Stati membri della CEE.
GU n. L 352 del 14.12.1982.
- 5 - 2 -
In particolare la ricerca promossa dalla Comunità sulla medicina tropicale
offre maggiori opportunità di sviluppare strumenti diagnostici e di
preparare medicine e vaccini adatti a combattere le malattie più frequenti,
migliorando così la posizione mondiale della Comunità da un punto di vista
umanitario, politico ed economico. Attraverso l'azione comunitaria, la
ricerca agricola può basarsi non soltanto sulle risorse genetiche europee,
ma anche su quelle ampliamente disponibili nei paesi in via di sviluppo.
L'importanza di questa azione comunitaria risiede anche nelle possibilità
di formazione e pertanto nelle opportunità di insegnamento che offre non
soltanto ai ricercatori dei paesi in via di sviluppo, ma anche a giovani
esperti nel settore scientifico e in Europa.
Inoltre, come in altri programmi europei di ricerca e di sviluppo, essa
permetterà di evitare doppioni delle ricerche nazionali e internazionali e
darà un significato più profondo ai risultati, permettendo una più ampia
applicazione.
c) La nuova azione si riferisce essenzialmente agli stessi settori esaminati
nell'ambito del primo programma "Scienza e tecnologia per lo sviluppo" nel
1983-1986. La valutazione del potenziale di ricerca espresso dalle circa
2 000 risposte ricevute agli inviti a presentare proposte per il primo
programma e l'analisi dei risultati preliminari di circa 430 contratti di
ricerca conclusi hanno permesso d'individuare le priorità di ricerca da
esaminare nell'ambito della nuova azione. L'azione nella sua futura
appli cazione:
- sottolineerà maggiormente gli stimoli offerti all'attività di ricerca dei
paesi in via di sviluppo, migliorando o creando capacità endogene nel
settore della scienza e della tecnologia;
- fornirà a tali paesi un'infrastruttura adatta e le attrezzature
scientifiche se necessarie, nell'ambito di contratti;
- contribuirà al miglioramento della cooperazione tra esperti scientifici
nonché all'elaborazione di una rete di associazioni;
- includerà una rete ampliata d'informazione, con la possibilità di uno
scambio di esperti scientifici tra laboratori e/o il distacco di esperti
per progetti che richiedono un aiuto competente;
- proporrà un'applicazione più efficace dei risultati della ricerca a
vantaggio delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo.
d) L'azione verrà realizzata attraverso contratti a spese ripartite tra
la CEE, gli istituti dei paesi in via di sviluppo e gli Stati membri.
Tuttavia non viene esclusa la possibilità di organizzare alcune azioni
concertate, in particolare per la creazione della rete di associazione.
e) La stima delle risorse ritenute necessarie per l'attuazione della nuova
azione si basa:
- sul potenziale di ricerca espresso nel corso del primo programma, in
particolare dai paesi in via di sviluppo;
- sull'impatto che l'azione dovrebbe avere sulle attività bilaterali e
multilaterali negli Stati membri per garantire un effetto di
coordinamento (il 7-8% dell'attività nazionale di ricerca e sviluppo);
- 5 - 3 -
- sull'impatto delle attività attuate dalla Comunità net quadro delta
propria politica di sviluppo;
Lo stanziamento complessivo dovrebbe oscillare tra 100 e 200 milioni di ECU
per il periodo 1987-1991, tenendo conto delle condizioni precedenti e del
contesto ampliato (12 Stati membri). Tale ampliamento richiede senz'altro
maggiori sforzi per raggiungere l'obiettivo di una politica comune e di una
struttura comune nell'attuazione di una nuova azione, ma offrirà anche
l'opportunità di sfruttare legami storici esistenti tra i due nuovi Stati
membri e i paesi dell'America latina.
- 6 - 1 -
6. IL POTENZIALE SCIENTIFICO E TECNICO DELL'EUROPA
L*Europa dei ricercatori
a- Potenziare La competitività scientif ica e tecnica della Comunità superando
La compartimentazione dello "spazio scientif ico" europeo e creando una
vera e propria "Europa dei ricercatori" : è questa un'esigenza fondamentale
per l ' i n t e r a Comunità e per i l suo sviluppo socio-economico a lungo
termine.
b. Data la necessità di rafforzare l ' e f f icac ia del loro potenziale di
r icerca, gli Stati membri hanno adottato misure volte ad incentivare la
creat iv i tà scient i f ica e tecnica a livello nazionale e internazionale.
Queste misure, che spesso sono circoscri t te a singoli set tori d ' a t t iv i t à
(ad e s . , la biologia molecolare) o esclusivamente connesse con argomenti
di ricerca specifici e che sono applicate in aree geografiche
essenzialmente nazionali o binazionali, rispondono tuttavia soltanto
parzialmente, nonostante la loro innegabile va l id i tà , a l le necessità
continuamente mutevoli della Comunità e dei suoi Stati membri. Per
rafforzare quindi ed ampliare i l campo d'applicazione delle misure già in
vigore occorre intraprendere un 'a t t iv i tà a livello plurinazionale.
A ta l f ine, la dimensione comunitaria sembra essere quella più adeguata.
La moderna ricerca scient if ica e tecnologica impone pluralismo di idee e
complementarietà di approcci aventi spesso carattere pluridisciplinare e
richiede quindi la collaborazione di uomini, una comunanza di idee ed una
certa "massa c r i t i c a " dei vari gruppi di ricerca. Tutto ciò presuppone un
"contesto geografico" più vasto possibile, come quello comunitario.
Pertanto, la Commissione propone di sviluppare la propria a t t iv i t à secondo
due principali orientamenti: uno riguardante i r icerca tor i , l ' a l t r o le
s t ru t ture scientif iche e tecniche.
1. Ricercatori
Riduzione degli ostacoli di carattere amministrativo e sociale al la
mobilità dei r icercator i .
Formazione al ta ricerca, approfondimento delle special izzazioni,
formazione supplementare per i r icercator i .
Rafforzamento della cooperazione scient if ica e tecnica intra-europea e
della mobilità dei r icercatori .
Motivazione e sostegno dei ricercatori migliori affinché restino in
Europa.
2. Strutture scientif iche e tecniche
Sviluppo e utilizzazione ottimali delle principali installazioni
scientif iche e tecniche.
Eliminazione degli ostacoli e promozione della libera circolazione
delle apparecchiature scientif iche e tecniche.
c. Con l 'avvio del programma volto ad incentivare la cooperazione europea e
l ' interscambio scient if ico e tecnico (1985-1988), dopo l ' a t t i v i t à
sperimentale 1983-1984, la Commissione ha inteso seguire questa via.
- 6 - 2 -
Sino ad ora sono s ta t i così r i u n i t i , in 265 progetti comuni, circa 650
gruppi di r icercatori nella Comunità e sono s tate create diverse "reti
scient if iche" grazie a l l ' a t t i v i t à comunitaria, giudicata peral tro un
successo da tu t t i gli ambienti in te ressa t i .
Essa ha destato vivo interesse e non soltanto negli Stati membri, alcuni
dei quali hanno ora varato a t t iv i t à analoghe a l ive l lo nazionale, ma anche
presso organismi internazional i , quali i l Consiglio d'Europa, e in paesi
europei terzi (Austria, Finlandia, Norvegia, Svezia, Svizzera). Alcuni di
questi ultimi hanno chiesto ufficialmente di partecipare a quest 'azione e,
conformemente al mandato conferito dal Consiglio nel marzo 1985, sono
s ta t i avviati negoziati al fine di concordare le condizioni - soprattutto
quelle f inanziarie - della loro eventuale partecipazione.
Incoraggiata dal successo e da l l ' in te resse sollevato, la Commissione
propone ora di potenziare le a t t iv i t à svolte sino ad ora. A ta l proposito,
la Commissione r i t iene che si debbano porre in part icolare r i sa l to gli
aspett i socio-cul turali dell'"Europa dei r icercator i" e i l pieno
sfruttamento delle principali instal lazioni scient if iche e tecniche.
d. Linee d'azione
1. Ricercatori
La Commissione propone di elaborare e introdurre misure contestuali di
carat tere amministrativo e normativo per eliminare gli ostacoli e per
favorire la mobilità.
Anche in questo caso si intende o f f r i re incentivi di carat tere
economico sotto varie forme (borse di r icerca, associazioni di
laborator i , contratt i di gestione, borse s e t t o r i a l i , corsi di
specializzazione, riconoscimenti e premi sc ie n t i f i c i ) per promuovere la
formazione, la cooperazione scient i f ica e tecnica e la mobilità dei
ricercatori e per cercare di t ra t tenere in Europa i ricercatori più
q u a l i f i c a t i .
2. Strutture scientif iche e tecniche
La Commissione r i t iene opportuno o f f r i re un sostegno comunitario
adeguato affinché i ricercatori degli Stati membri possano far uso
gratuitamente e in qualsiasi momento delle apparecchiature sperimentali
es is ten t i presso i maggiori centri s c ien t i f ic i e tecnic i . D'altro
canto, grazie al contributo comunitario, questi centri potrebbero
essere adat tat i a esigenze part icolari e f a t t i funzionare in modo più
economi co.
e. Nella prospettiva finale di far partecipare, i l 5% dei r icercatori europei
ad a t t i v i t à di collaborazione transnazionale di questo genere, la
Commissione r i t iene che ci si dovrebbe prefiggere, come obiet tivo per i l
1991, di coinvolgere in azioni di questo tipo i l 2,5% dei ricercatori
(10.000 persone).
A ta l fine e sulla base dell 'esperienza conseguita, le risorse finanziare
stimate necessarie oscillano tra i 400 e i 500 Mio di ECU per l ' in t e ro
periodo 1987-1991 (corrispondenti a l lo 0,2% della spesa pubblica sostenuta
dall'Europa dei Dodici per azioni di R&S nello stesso periodo).
7.1 - 1
7. SOSTEGNO GENERALE ALLO SVILUPPO SCIENTI FICO E TECNICO
7.1. Innovazione
IL Consiglio europeo ha sottolineato l'importanza di rafforzare le
basi scientif iche e tecnologiche del l ' indust r ia europea e di
promuoverne la competitvità internazionale.
A tal fine la Commissione propone di incentivare i l processo di
innovazione nella Comunità mediante due azioni specifiche:
- una migliore diffusione ed un miglior sfruttamento dei r i su l ta t i
delle a t t iv i t à di ricerca, dimostrazione e sviluppo tecnologico
(RDST);
- un programma strategico per la promozione transnazionale
dell' innovazione e del trasferimento delle tecnologie (SPRINT).
7.1.1. Diffusione e sfruttamento dei risultati RDST
a. Nelle proposte di modifica al t r a t ta to CEE si afferma
esplicitamente che la diffusione e lo sfruttamento dei r i su l ta t i
delle a t t iv i t à comunitarie di ricerca, dimostrazione e sviluppo
tecnologico (RDST) costituiscono uno dei quattro t ipi di azioni
interconnesse che la Comunità deve intraprendere nel campo della
tecnologia.
Nel contesto di un mercato di dimensioni comunitarie, una
diffusione ed uno sfruttamento migliori dei r i su l ta t i produrranno,
n e l l ' in te ra Comunità ampliata, un approfondimento generale delle
conoscenze scientifiche e tecniche, un miglioramento globale della
competitività economica e nuovi posti di lavoro. Da alcune indagini
r i su l ta che anche con le scarse risorse sinora disponibili questo
tipo d azione ha condotto già al la creazione di circa 3.000 posti
di lavoro s tabi l i (d i re t t i e ind ire t t i ) con una spesa unitaria
notevolmente inferiore a quella normalmente accettata per la
creazione di un posto di lavoro sia nel settore pubblico che in
quello privato. Circa la metà di questi nuovi posti di lavoro
riguardano a t t iv i t à transnazionali.
b. Questa azione orizzontale verrà attuata a vantaggio di tu t te le
regioni sulla base di tre orientamenti.
1. Un a t t iv i t à riguardante la diffusione di tu t t i i r i su l ta t i delle
a t t iv i t à comunitarie di RDST comprendente:
. i l vaglio, la classificazione e la tutela dei brevetti per
garantire la protezione del materiale s f ru t tab i le ;
. la traduzione dei r i su l ta t i delle a t t iv i t à comunitarie di RDST
in diverse lingue e l 'o f fe r ta di opportuni modi e strumenti di
diffusione negli ambienti s c ie n t i f i c i , presso gli organi
decisionali , nel settore pubblico e privato e tra la
popolazione in generale.
2. Un a t t iv i t à riguardante lo sfruttamento dei r i su l ta t i delle
a t t iv i t à di R&S del CCR: valutazione dal punto di vista
commerciale delle invenzioni del CCR, aiuti per la costruzione
di prototipi e di impianti p i lo ta , ricerca di imprese
industrial i interessate allo sfruttamento o ad ulter ior i
sviluppi, concessione di licenze, pubblicità.
7.1 - 2
3. Un a t t iv i t à riguardante lo sfruttamento dei r i su l ta t i di tu t te
le a l t re a t t iv i t à di RDST cui partecipa la Comunità in quanto
ta le (azioni a compartecipazione f inanziaria, ivi inclusi
progetti dimostrativi, azioni COST, EUREKA e accordi di
collaborazione con paesi te rz i , ecc.):
. al fine di garantire lo sfruttamento corretto e conforme agli
obblighi di legge e contrattuali re la t iv i al la protezione,
a l lo sfruttamento e al la concessione di licenze ne l l ' in te resse
della Comunità,
. al fine di o ff r i re un ausil io sele t t ivo e a l ivel lo
preconcorrenziale nel campo nella protezione, dello
sfruttamento e della concessione di licenze, limitatamente ad
alcuni tipi di contraenti (centri di ricerca interamente o
parzialmente nazionalizzati piccole e medie imprese,
università) purché l a t t i v i t à rivesta un carattere
transnazionale o non possa essere adeguatamente sovvenzionata
mediante misure nazionali e purché sia garantito i l recupero
d e l l ’aiuto finanziario della Comunità mediante il pagamento di
roya I ty .
L'esperienza maturata dai servizi della Commissione dimostra che
queste funzioni vengono svolte molto meglio se l 'organizzazione dei
singoli programmi di ricerca può avvalersi di servizi specializzati
che si occupano della protezione delle invenzioni, della diffusione
delle informazioni e dello sfruttamento dei r i su l ta t i della
ricerca.
c. Un rafforzamento sostanziale di questa azione orizzontale già in
corso, o t ten ib i le peral tro con costi molto contenuti r ispet to agli
stanziamenti globali per la ricerca, produrrebbe vantaggi di gran
lunga superiori a l la spesa sostenuta.
d. I programmi di cui a l la le t tera (b) verranno a t tu a t i ,
essenzialmente per motivi di competenza, di efficacia economica e
di procedure di bilancio, dai servizi special izzat i della
Commissione (opportunamente rafforzati) a s s i s t i t i da esperti
esterni che forniranno la loro consulenza in base a contratto, e in
s t r e t t a collaborazione con i gestori dei programmi RDST, con i
ricercatori e. qualora sia necessario, con l 'ass istenza tecnica del
CCR. I progetti di sfruttamento che richiedono perfezionamenti
specifici delle invenzioni o la costruzione di impianti
dimostrativi verranno a t tuat i da imprese esterne in base a
contrat t i s t ipula t i con la Commissione.
7.1.2. Programma strategico per la promozione transnazionale dell'innovazione e
del trasferimento delle tecnologie (SPRINT).
a. Nelle proposte di modifica del t r a t t a to CEE si afferma che "la
Comunità si propone l 'ob ie t t ivo di rafforzare le basi scientif iche e
tecnologiche de l l ' indus t r ia europea e di favorire lo sviluppo della
sua competitività internazionale. A ta l fine, essa incoraggia le
imprese comprese le piccole e medie imprese, i centri di ricerca e le
università nei loro sforzi di ricerca e di sviluppo tecnologico^ essa
sostiene i loro sforzi di cooperazione mirando soprattut to a
permettere a l le imprese di s fru t tare appieno le potenzial i tà del
mercato interno della Comunità".
7.1 - 3
Pertanto, si propone di avviare un azione orizzontale che consenta di
creare un infrastrut tura europea per promuovere L'innovazione e il
trasferimento di tecnologie, soprattutto a vantaggio delle piccole e
medie imprese (PMI).
E r isu l ta to infa t t i che le PMI non sono in grado di sfruttare
efficacemente i r i su l ta t i della ricerca e di innovare senza l 'aus i l io
di una infras tru t tura che consenta loro di accedere, al di là delle
frontiere nazionali, agli strumenti finanziari e all'ampia gamma di
servizi d informazione e di consulenza di cui avrebbero bisogno.
Sempre a tal proposito, occorre ricordare che le maggiori potenzial ità
di innovazione risiedono proprio nelle piccole e medie imprese.
b. Torna quindi a tutto vantaggio delle PMI che questa infrastrut tura si
estenda a l ivel lo comunitario poiché ciò offre loro la possibi l i tà di
beneficiare delle dimensioni del mercato interno europeo.
Questa azione è art icola ta secondo i t re orientamenti che seguono.
1. L'instaurazione di "reti di rapporti interprofessionali" e cioè
l ' interconnessione transnazionale di vari intermediari che
detengono il know-how di cui le PMI hanno bisogno: esperti in
materia di trasferimento delle tecnologie, camere di commercio,
consulenti di gestione delle tecnologie, consulenti commerciali,
invest i tori di capitali di rischio, ecc.
2. Lo sviluppo di "strumenti" che consentino alle PMI (o i loro
intermediari) di accedere facilmente al le informazioni provenienti
da tu t t i gli Stati membri, e di cui esse hanno bisogno,
concernenti: conferenze sulle tecnologie, sistemi d'informazione
sulle tecnologie per le quali si possono richiedere licenze, sui
laboratori di ricerca che possono off r i re loro un appoggio
specifico, sulle norme e specifiche tecniche in vigore in ciascun
paese, su sc ient if ic i di ricerca pubblicati a l ivello nazionale e
contenenti notizie u t i l i per l ' indus tr ia , ecc.
3. Una concertazione sistematica tra i vari Stati membri sulle misure
da adottare a l ivello nazionale per promuovere la ri cerca-
l'innovazione e i l trasferimento delle tecnologie, non soltanto
affinché gli Stati membri possano trarre vantaggio dalle reciproche
esperienze ma anche al fine di suggerire nuove misure da varare a
livello comunitario.
c. L'azione proposta si configura come i l proseguimento di una prima
esperienza triennale decisa dal Consiglio dei ministri il 25 novembre
1983 per un "programma per lo sviluppo transnazionale delle
infras trut ture di supporto all ' innovazione e al trasferimento di
tecnologie".
La Commissione sta attuando questo programma da ol t re due anni e
tenuto conto dell 'esperienza acquisita si può affermare che
l'approccio basato sulla infrastrut tura è essenziale. Inolt re, è
r i su l ta to chiaramente che gli elementi più importanti di questa
infras tru t tura sono cos t i tu i t i dalle " re t i" di rapporti transnazionali
t ra le varie persone interessate e da un sistema efficace di
concertazione tra gli Stati membri.
Occorre sot tolineare che questa concertazione, o l t re a favorire
l ' interscambio di esperienze, si ripercuote positivamente sul
programma stesso e produce nuove proposte d'azioni specifiche
comunitari e.
Per questa azione è necessario avviare alcuni studi propedeutici o
progetti pi lota e realizzare operazioni transnazionali su scala reale
e sulla base di contratt i a compartecipazione finanziaria.
*
■k
I fondi stimati necessari per l 'esecuzione di queste a t t iv i t à
oscillano tra gli 80 e i 150 Mio di ECU, per l ' in te ra durata del
programma quadro. Il finanziamento supplementare per a t t iv i t à
riguardanti la diffusione e lo sfruttamento dei r i su l t a t i della
ricerca verrà reperito nel bilancio dei singoli programmi.
7.2 - 1
7.2. Reti_d2_comuni^caz2one_e_d2_2Qformaz2one e basi di dati scient if ic i
a. La creazione di reti di comunicazione e di informazione a livello
europeo è indispensabile per conseguire gli obiet t ivi che seguono.
1. Potenziamento de I I 1infrastrut tura europea di ricerca:
la ricerca fondamentale, tecnologica e ingegneristica necessita di
ottimi mezzi di comunicazione computerizzati che consentano ai
r icercatori di:
svolgere i loro lavori in modo efficace, superando gli ostacoli
della dispersione geografica, grazie ad un accesso migliore e più
rapido alle opportune fonti di informazione e grazie ad una
comunicazione più efficiente con a l t r i r icercatori ;
potenziare le capacità di ricerca fondamentale in Europa in modo da
s f ru t ta r le più rapidamente dei concorrenti.
L’instaurazione di una rete europea integrata e computerizzata
dovrebbe dare origine ad una struttura d is tr ibui ta delle conoscenze
scient if iche instaurare ed intensif icare la cooperazione tra
differenti gruppi di ricerca nazionali.
2. Miglioramento dei processi e del ritmo innovativo e promozione dello
sfruttamento industriale dei r i su l ta t i della, ricerca mediante i
collegamenti e le forme di contatto create t ra le università, i
centri di ricerca industr ia l i , gli organismi di normalizzazione e il
mondo commerciale.
3. Orientamento verso un approccio e a un'applicazione coerenti delle,
norme comuni europee. (Inoltre, una rete europea computerizzata
dovrebbe r isul tare ben gradita agli aderenti all'EARN quando l'IBM
non sovvenzionerà più quella rete) .
b. L'obiett ivo consiste nel fornire un infrastrut tura comune integrata e
computerizzata di comunicazione e i re lat ivi servizi connessi
utilizzando le reti pubbliche di dati e collegando i centri di calcolo e
i r icercatori delle università nonché i centri di ricerca industr ia l i ,
s ta ta l i e universi tar i . Ciò consentirà lo scambio di programmi di
calcolo, di messaggi e di r i su l ta t i delle ricerche in una dimensione
europea e consentirà inoltre di u t i l izzare in comune le grandi e costose
risorse quali le basi dat i , i superelaboratori, i centri specializzati
di sistemi esperti e di intelligenza a r t i f i c i a l e .
Questa infrastrut tura si svilupperà sulle a t t iv i t à volte ad elaborare e
ad attuare le norme OSI e a dotare la Comunità europea di servizi di
comunicazione ad elevata velocità di trasmissione e/o in banda larga
(nell'ambito dei programmi ESPRIT e RACE).
Creata sotto gli auspici della Commissione, l 'associazione RARE (Reti
Associate per la Ricerca Europea) si prefigge di creare
un' infrastrut tura di reti di a l ta qualità sfruttando i servizi dati
ges t i t i dalle PTT, a sostegno delle a t t iv i t à universi tarie e di ricerca
su una base europea.
La rete europea per la ricerca (ERN) cost i tuisce un a l t ro importante
progetto europeo cui partecipa la Commissione. I suoi obiett ivi sono
analoghi a quelli di RARE e attualmente la Commissione sta cercando di
definire le modalità della sua partecipazione e del suo contributo.
7 .2 - -2
c. I motivi che giust if icano L'azione comunitaria sono i seguenti:
- Lo sfruttamento deLLe capacità comunitarie neLLe a t t iv i t à di R&S e iL
contributo aLLa creazione di una Comunità europea dei r icercator i ;
- un approccio coordinato, necessario per eLaborare e porre in vigore
norme comuni (in coLLaborazione con La CEPT);
- un notevoLe risparmio di spesa r ispetto ai costi deLLa moLtepLicità di
ret i nazionaLi non compatibiLi previste per svoLgere Le stesse
funzioni;
- iL migLiore trasferimento deLLe tecnoLogie a LiveLLo europeo inserendo
in questa s tru t tura anche Le piccoLe e medie imprese e Le regioni più
sfavori te con L'eLiminazione degLi ostacoLi geografici aLL'accesso
a L L1 informazione.
d. In questa fase deL tu t to preLiminare, si potrebbe prevedere un
contributo comunitario di circa 20 Mio di ECU. La stima iniz ia te deL
costo reaLe dei vari programmi nazionaLi deLLa Comunità si aggira sugLi
80 Mio di ECU aLL'anno.
Inoltre.. parte deLLe a t t iv i t à che esuLano da queLLe di RDST viene svoLta
neLL ambito di aLtri programmi qua Li INSIS e iL programma d azione di
normaLizzazione ITT.
7.3 - 1
3. Problemi lingui s t ic i
a. Il linguaggio è il principale mezzo ut i l izza to per le comunicazioni
umane e per l 'assimilazione delle conoscenze. Poiché la Comunità ha nove
lingue u f f ic ia l i deve affrontare due tipi di problemi, entrambi
determinanti ai fini del suo successo e persino della sua sopravvivenza:
- Plurilingui smo: l ' iden t i tà culturale e nazionale degli Stati membri è
inseparabilmente legata al la loro lingua nazionale (e regionale). E'
pertanto compito della Comunità far si che tu t t i i suoi membri possano
comunicare con le is t i tuzioni comunitarie e fra di loro nella propria
lingua senza alcuna discriminazione. Ciò richiede servizi di
traduzione e di interpretazione rapidi, economici ed affidabil i e ta le
r isu l ta to può essere ottenuto soltanto attraverso un massiccio impiego
di tecnologie dell' informazione di concezione avanzata. Soltanto dopo
aver superato barriere linguistiche l'Europa potrà sperare di evitare
i l colonialismo linguistico e culturale sia esterno che interno con
tu t te le sue implicazioni di natura economica, e di o ff r i re uguali
opportunità a tu t t i i suoi membri.
- Comprensione del linguaggio: la Commissione e gli Stati membri stanno
facendo uno sforzo considerevole per recuperare i l ritardo nel campo
delle tecnologie avanzate dell' informazione, che sono ritenute uno dei
principali fa t tor i di crescita economica del futuro. Nella ricerca
sulla tecnologia dell' informazione (IT) i l set tore p r ior i ta r io è i l
trattamento avanzato dell' informazione, compresi i sistemi esperti di
ingegneria della conoscenza, la comunicazione uomo-macchina (scr i t ta e
parla ta) , ecc. Poiché, la maggior parte delle conoscenze umane vengono
assimilate e trasmesse in linguaggio naturale, i l successo di tale
in iz ia t iva dipende dalla possibil i tà di u t i l izzare in questo campo i
sistemi d'informazione di concezione avanzata e in modo da comunicare
le informazioni agli utenti nella loro lingua.
I nostri concorrenti negli USA e in Giappone attribuiscono un elevato
grado di pr ior i tà al la comprensione del linguaggio naturale nei loro
r ispe t t iv i programmi IT. Assieme all'hardware essi esportano in misura
crescente componenti del linguaggio naturale (soprattutto in inglese)
per il trattamento t e s t i , le basi di da t i , i s inte t izzatori del parlato,
ecc. E' in gioco non soltanto la competitività della Comunità
ne l l ' indus t r ia del linguaggio in espansione, ma in definit iva anche la
sua stessa identi tà. La dimensione plurilingue e gli sforzi f a t t i in
passato in campo sia comunitario che nazionale hanno dato all'Europa un
certo vantaggio in questo settore rispetto ai suoi concorrenti e tale
vantaggio dovrà essere mantenuto ed accresciuto tramite uno sforzo
coordinato di t u t t i gli in teressat i .
b. L'obiett ivo a lungo termine di un programma di R S S della Comunità
(coordinato con programmi nazionali) è la creazione di metodologie,
strumenti, tecnologie, basi di conoscenze e sistemi prototipo che
possano divenire i l punto di partenza per sviluppare in Europa una forte
ed autonoma industria del linguaggio. L'azione comunitaria trova la sua
motivazione principale nel fa t to che i problemi fondamentali da
risolvere - analisi e sintesi del linguaggio scr i t to e parlato,
interfacciamento t ra moduli l inguis tici e sistemi di informazione, ecc.
- sono in massima parte comuni a tu t te le lingue e richiedono soluzioni
comuni. Tali metodologie e strumenti comuni dovrebbero essere usati
dagli Stati membri (in iniziat ive di collaborazione) per creare moduli
di analisi e di sintesi monoglottici e plurilingui ognuno dei quali
possa essere inser i to in vari sistemi di applicazione (prototipi) .
7.3 - 2
Fermo restando che motti dei problemi non verranno probabilmente r i so l t i
entro questo secolo e richiedono una ricerca di base a lungo termine, le
principali linee di azione concrete per il periodo 1987-1991 sono le
seguent i :
- completamento entro i l 1990 di un primo prototipo multilingue di un sistema
di traduzione automatica (EUROTRA) che permetta di t r a t t a re tu t te le lingue
u f f ic ia t i della Comunità e che sia operativo per un determinato settore e
limitatamente a certi t ipi di t e s t i . EUROTRA è stato approvato dal
Consiglio nel novembre 1982 (per 5 anni e mezzo, 16 Mio di ECU). Dopo
l'adesione della Spagna e del Portogallo la Commissione ha proposto di
prolungare i l programma di 18 mesi e di aumentare i l finanziamento di 11
Mio di ECU perché il numero delle lingue è passato da 7 a 9 (e i l numero di
coppie di lingue u t i l i zza te da 42 a 72.
- Aiuti per lo sviluppo industriale di un sistema di traduzione automatica da
impiegare in numerosi set tori ed ambienti ( is t i tuzioni comunitarie,
industr ie , commercio, servizi , informazione e documentazione). La
preparazione di ta le programma dovrebbe essere avviata nel 1988 ed i l
programma stesso nel 1990 (EUROTRA II ) .
- Sviluppo di metodologie e strumenti per r iu t i l izza re le risorse lessicali
nelle applicazioni degli elaboratori e creazione di normative per i dati
lessical i e terminologici (LEXTERM). Tale azione deve favorire anche la
messa a punto di terminologie nazionali in quei set tori dove ancora
difettano (fase di preparazione 1987, di esecuzione 1988).
- Una ricerca di base a lungo termine per la prossima generazione di sistemi
di traduzione automatica di elevata qualità e di a l t r i sistemi per
l 'elaborazione del linguaggio naturale. Tale ricerca deve includere
metodologie semantiche di concezione avanzata, conoscenza esperta per
argomento, tecniche deduttive, interfacciamento dei moduli di elaborazione
del linguaggio con sistemi esperti e di informazione, analisi e s intesi del
parlato (EUROTRA I I I ) .
c. L'organizzazione decentralizzata di cooperazione del progetto EUROTRA si è
dimostrata adeguata avendo provocato un effe t to stimolante e ca ta l i t ico . Ma
ha anche evidenziato alcuni punti deboli s t ru t tu ra l i della R & S nel campo
dei problemi l inguis t ic i a l ivel lo nazionale, che in alcuni casi hanno
ri tardato notevolmente i l sorgere di collaborazioni nazionali nell 'ambito del
programma. Soprattutto la ricerca per contratto con obiet t ivi specifici non è
in molti Stati membri sufficientemente organizzata ed i programmi futuri
dovrebbero contribuire al miglioramento delle s t ru t tu re ed a l la formazione
dei professionist i .
d. Per tu t t i i progetti si prevede un'azione a copartecipazione. I progetti con
un prevalente orientamento verso la ricerca dovrebbero essere finanziati dal
set tore pubblico (Comunità, contributi nazionali), mentre per quelli con una
chiara componente di sviluppo, i contributi dovrebbero provenire dal settore
pri vato.
e. L'importo complessivo che si r i t iene necessario ammonta a circa
280 Mio di ECU, cui la Comunità contribuirebbe con 80-100 Mio di ECU, gli
; Stati membri con 80 Mio di ECU ed i l settore privato con 110 Mio di ECU.
Tale impegno a l ivel lo comunitario rappresenterebbe i l 15-20% d e l l ' a t tu a le
spesa pubblica complessiva degli Stati membri.
7.4. - 1
7.4. P re visi oni , va lutazioni e st rumen t i s t a t i s t i c i
7.4.1. Previsioni (FAST)
a. Le previsioni e le valutazioni delle implicazioni e delle conseguenze di
un cambiamento scientif ico e tecnologico a lungo termine sullo sviluppo
socio-economico dei paesi membri della Comunità sono tuttora uno dei
principali strumenti di cui dispone la Commissione per individuare nuovi
obiett ivi e le relative prior i tà per le sue azioni nel campo dello STRS.
b. Durante l'esecuzione del FAST II ha visto la luce un'intera nuova
generazione di programmi e di azioni di R & S (ESPRIT, RACE, BRITE,
CUBE, STIMULATION . . . ) che hanno aumentato la capacità delta Commissione
di analizzare lo sviluppo scient if ico e tecnologico a lungo termine e di
dedurne orientamenti s t ra teg ic i . v
Vi sono inoltre a l t r i servizi a l l ' in terno della Commissione (in
particolare la Direzione generale occupazione, affari sociali ed
istruzione) che sono più at tenti ai cambiamenti tecnologici ed alle loro
ripercussioni di natura socio-economica. Lo stesso Parlamento europeo ha
deciso nel 1985 di i s t i t u i r e un ufficio parlamentare per l'esame delle
scelte scientifiche e tecnologiche.
All ' interno della Commissione e delle is t i tuzioni comunitarie il
programma FAST non sarà quindi l 'unica sede in cui si svolgono a t t iv i tà
di previsione e di valutazione nel campo della scienza e della
tecnologi a.
Anche nei paesi membri, sia a livello esecutivo (governo) che
legislat ivo (Parlamento), si registra un rinnovato interesse per
l ' ana l i s i delle ripercussioni e delle conseguenze sociali a lungo
termine dello sviluppo scientif ico e tecnologico.
Tali nuovi sviluppi richiedono pertanto:
1. una intensificazione del ruolo specifico del programma FAST;
2. l ’apertura verso nuove dimensioni dell' impostazione e del
finanziamento della ricerca FAST.
c. Per quanto riguarda i l punto 1. Intensificazione del ruolo specifico del
programma FAST, nel quadro della nuova situazione presso la Commissione
ed in relazione alla recente evoluzione dei paesi membri, è necessario-
- a t t r ibu i re una maggiore importanza a l l ' i n t e r a 95!H!!!§_di__
tecnologiche, in particolare in previsione della loro integrazione a
Tungo~termTne (tra I T , materiati e biotecnologie, t ra optoelettronica,
automazione IT e material i , ecc. . . . ) e delle relative conseguenze
sulla s truttura della R & S europea e sui sistemi industr iali e
d ida t t ic i ;
7.4 - 2
-- concentrarsi maggiormente sulla valutazione delle implicazioni e
delle conseguenze dei nuovi campi di applicazione emergenti della
scienza e della tecnologia;
- impegnarsi maggiormente ne l l 'aspet to "rete" per riunire le
previsioni e le analisi effe t tuate presso la Commissione, le
is t i tuzioni comunitarie e negli Stati membri, in modo da uti l izzarne
i r i su l ta t i nelle scel te di pol i t ica scient if ica e tecnologica.
Per quanto riguarda i l punto 2. Apertura verso nuove dimensioni
dell' impostazione e del finanziamento della ricerca:
- migliorare e diversif icare gli strumenti specifici (basi di da t i ,
promozione e "osservatori" europei ad hoc dell' informazione) per
poter meglio studiare e analizzare i cambiamenti del sistema
scient if ico e tecnologico;
- dedicare maggiore attenzione ai fa t tor i e a l le dinamiche a lungo
termine che determinano i processi, i l trasferimento e la diffusione
delle innovazioni;
- studiare in modo più sistematico lo sviluppo mondiale, i problemi e
le prospettive della scienza e della tecnologia, tenendo conto della
transnazionalizzazione accelerata dell'economia, della tecnologia e
del la R & S;
- e, in s t r e t t a relazione con IRIS, rafforzare i legami con i l mondo
dei produttori e degli u t i l izza tor i delle nuove applicazioni della
scienza e della tecnologia di concezione avanzata.
d. Il lavoro sarà effet tuato come azione a costi r ip a r t i t i così come
avviene per FAST fin d a l l ' in iz io .
e. L'importo di spesa previsto per questa azione durante i l periodo
1987-1991 è di 15-18 Mio di ECU.
7.4.2. Valutazione
a. E' necessaria un'analisi approfondita delle a t t iv i t à scientif iche non
soltanto per sviluppare polit iche scientif iche più e f f icac i , ma anche
per assicurare che in un'epoca in cui è sempre più senti ta l 'esigenza
di una trasparenza la società stessa possa avere le necessarie
garanzie che i fondi pubblici spesi nella ricerca contribuiscano
effettivamente al raggiungimento degli obiet t ivi socio-economici
f i s sa t i dalla Comunità e dai suoi Stati membri. A seguito della
crescente consapevolezza dell' importanza della R & S per la crescita
economica ci si rende conto sempre di più dell' importanza della
valutazione della R 8 S. Ne è riprova l ' in te resse di cui fanno mostra
i paesi membri e varie organizzazioni internazionali come le NI) e
l'OCSE.
7.4 - 3
b. Per i l periodo 1987-1991 la Commissione continuerà a seguire i
principi esposti nel piano di azione sulla valutazione della R & S
comunitaria approvato dal Consiglio i l 28 giugno 1983. La valutazione
viene effe t tuata per le singole a t t iv i tà in tempo u t i le per essere
u t i l izza ta per la formulazione del successivo programma. La
metodologia è basata sul giudizio esperti indipendenti esterni ,
eventualmente con l'impiego di indicatori quanti tat ivi .
Per svolgere efficacemente tale a t t iv i t à la Commissione promuoverà in
seno a l la Comunità la ricerca in questo settore e continuerà gli
sforzi per favorire lo sviluppo di appropriate metodologie di
valutazione e realizzare una rete di valutazione comunitaria.
c. Le tecniche di valutazione rispecchieranno la prior i tà crescente
accordata dalla R & S comunitaria ai programmi che favoriscono la
competitività industr ia le . Sarà quindi necessario uno sforzo
part icolare ne l l 'ana l is i di t u t t i gli aspetti che contribuiscono
all ' innovazione ed al la competitività industriale.
L'importanza della valutazione dell ' impatto socio-economico è stata
ripetutamente sottolineata da diversi Stati membri. Per tenerne
conto in modo adeguato sarà necessario che le valutazioni siano
effe t tua te ad un l ivel lo di collaborazione più elevato di quanto
non sia stato fat to sinora.
d. L'importo di spesa previsto per le a t t iv i t à di valutazione nel
periodo 1987-1991 è di 10-12 Mio di ECU.
7.4.3. Strumenti statistici
a. Per le operazioni di previsione e di valutazione è essenziale poter disporre
di un ampio supporto di basi di dati s t a t i s t i c i . Tale sostegno non dovrebbe
limitarsi soltanto ai dati ma includere anche l 'esperienza di coloro che
raccolgono e fanno uso dei dati s tess i . Esso dovrebbe essere sviluppato sotto
forma di sistemi esperti basati sulla conoscenza. Scopo di ta l i sistemi è
quello di migliorare la produttività delle informazioni s ta t is t iche
valorizzandole presso gli u t i l i zza to r i .
b. Questa a t t iv i t à dovrebbe comprendere uno studio fondamentale dei problemi che
stanno al la base della costruzione dei sistemi esperti nel campo delle
s ta t i s t i ch e , proposte di normativa da applicare per assicurare la
compatibilità dei lavori futuri in questo settore e sistemi prototipo
completi ideati per operare in determinati se t to r i . Oltre ai r i su l ta t i
specifici nel campo delle s ta t i s t iche si acquisirà un'esperienza di più ampia
portata che sarà rilevante per i l più vasto campo di ricerca dello sviluppo
di si sterni e sp e r t i .
E' necessario un intervento comunitario per coordinare e rafforzare le
a t tua l i in iz ia t ive sparse in alcuni Stati membri tramite una struttura
generale di integrazione e per sviluppare normative comuni che favoriscano
l'impiego generalizzato di questi nuovi strumenti.
c. Questa nuova a t t iv i t à comunitaria dovrebbe essere realizzata attraverso
progetti a compartecipazione e richiederebbe un importo dell 'ordine di 5 Mio
di ECU per il periodo 1987-1991, ossia il 5-10% delle spese sostenute nel
set tore dagli Stati membri.
7.5 - 1
7.5. Cooperazione internaz^ona_le
a. Un importante aspetto della strategia comunitaria è la presenza
scient if ica più a t t iva nei paesi in via di sviluppo. Solo una profonda
conoscenza dei bisogni dei propri partner può consentire di dare delle
risposte adeguate- Si può ottenre un effe t t ivo trasferimento di
tecnologia verso i paesi in via di sviluppo soltanto rafforzando la
cooperazione t ra l'Europa e questi paesi.
Come conseguenza del potenziamento dei rapporti sc ien t i f ic i con tu t t i i
paesi si presenteranno delle opportunità economiche con l 'apertura dei
mercati di esportazione e- con lo sviluppo economico delle popolazioni
più povere, potrà essere data al tempo stesso una maggiore assistenza.
I singoli paesi europei dispongono di un considerevole potenziale
scientif ico e tecnologico, ma soltanto un impegno col let t ivo consentirà
al la Comunità di rispondere a l la crescente domanda di cooperazione
proveniente dai paesi in via di sviluppo.
La cooperazione scient if ica e tecnica costi tuisce uno dei p i la s t r i su
cui poggiano sempre più i numerosi accordi di cooperazione che la
Comunità conclude con il Terzo mondo. I paesi indus t r ia l izza t i , e in
particolare i membri dell'EFTA, vorrebbero in e f fe t t i associarsi a l la
Comunità per incrementare il loro potenziale scient if ico e
razionalizzare le risorse necessarie per proseguire un impegno di
ri cerca.
I paesi in via di sviluppo contano, a loro volta, su l l ' a iu to scient if ico
e tecnico della Comunità di cui hanno molto bisogno per accelerare il
loro sviluppo.
b. Nel 1984 era s tata avviata una azione comunitaria con un modesto
bilancio con lo scopo di favorire la cooperazione scient if ica e tecnica
da un lato con i paesi industr ia l izzat i e d a l l ' a l t r o , con i paesi in
via di sviluppo, in part icolare con i paesi non associati del terzo
mondo. Queste azioni scientif iche e tecniche mirano a rafforzare la
cooperazione creatasi a l ive l lo più generale nell 'ambito di a l t re
polit iche comunitarie.
Gli obiett ivi e le metodologie della cooperazione internazionale
scient if ica e tecnica differiscono a seconda che si t r a t t i di paesi in
via di sviluppo o di paesi industr ia l izza t i .
1. Per i primi queste azioni mirano a completare i l programma di R 8 S
"S & T per lo sviluppo" (vedere punto 5) oppure a preparare futuri
programmi di R & S. I paesi in via di sviluppo richiedono aiuti per
potenziare la ricerca locale soprattutto creando legami t ra i loro
i s t i t u t i e quelli europei. Lo scopo finale della cooperazione che si
vuole perseguire è l 'esecuzione in comune di lavori di ricerca su temi
di reciproco interesse.
7.5 - *
I mezzi principali per raggiungere tale obiettivo sono i seguenti:
assistenza nella messa a punto dei programmi di ricerca;
- formazione di r icercatori ;
- scambio di informazioni;
organizzazione congiunta di seminari, convegni e conferenze;
creazione di reti di ricerca tra i s t i t u t i europei ed i s t i t u t i del
Terzo mondo;
- ricerca in comune.
2. D'altra parte, la cooperazione scient if ica e tecnologica tra la Comunità e
i paesi industr ia l izzat i mira essenzialmente a rafforzare gli scambi di
informazione e di personale scient if ico per:
- sviluppare le capacità di ricerca,
- ridurre i costi di ricerca,
- evitare doppioni delle a t t iv i t à di ricerca, e
- coordinare il lavoro da svolgere.
In proposito le principali azioni in corso sono le seguenti:
- scambio di informazioni,
- seminari, convegni,
- organizzazione di riunioni in comune,
- v is i te e periodi di formazione e di informazione,
- progetti comuni e scambi di r icercatori .
Nel caso di paesi europei non membri queste azioni vengono completate con
la loro partecipazione d ire t ta ai programmi di R & S comunitari.
c. I campi interessati da questa nuova iniziat iva sono estremamente diversi e
variano secondo i bisogni ed i reciproci interessi . Specie nei paesi in via
di sviluppo, i set tori in cui sono s tate avviate la maggior parte delle
azioni di ricerca sono l ’agricoltura, l'ambiente e la nuova tecnologia. Per
contro la cooperazione con i paesi industr ial izzat i è imperniata sulle
tecnologie più avanzate e la ricerca fondamentale.
d. L' identificazione dei temi per la cooperazione viene effet tuata con i
partner, ed anche la partecipazione finanziaria è negoziata con accordi
reciproci. Di soli to viene fissata tenendo conto del grado di sviluppo,
specie scient if ico , e della capacità finanziaria del paese interessato. Con
alcuni paesi in via di sviluppo (Cina, paesi ASEAN, India, Brasile, Messico,
ecc.) il finanziamento è stato f issato , almeno inizialmente, quasi
interamente a carico della Comunità.
La tendenza at tuale comunque è quella di trasformare l 'a iu to in un'effet t ivo
rapporto di collaborazione con la partecipazione dei paesi in via di sviluppo
ai costi delle a t t iv i t à di ricerca. Tra l ' a l t r o ciò consente di aumentare il
numero delle a t t iv i t à da svolgere.
e. I "finanziamenti in comune" con i nostri partner e la negoziazione di
contratti-quadro sono importanti strumenti amministrativi e finanziari su cui
fondare l'allargamento di questa cooperazione internazionale.
7.5 - 3
Per poter rispondere al la richiesta di cooperazione scientifica,- che è
destinata ad aumentare considerevolemente specie se si tiene conto dei paesi
d e l l ’America Latina associati recentemente (ed anche in seguito all 'adesione
della Spagna e del Portogallo), si deve poter disporre di crediti
consistenti. Per essere significativa un azione della Comunità che tenga
conto delle esigenze cui far fronte e degli obiet t ivi da perseguire deve
poter contare su un importo di 50-60 Mio di ECU per i l periodo 1987-1991.
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