19. 12. 83 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 341/33
5.4. Per quanto riguarda l'esame della politica dei
prezzi praticati dalle imprese, è increscioso che sia
stato effettuato solo per i settori del libro e
dell'automobile. Tale esame è indispensabile e per il
futuro si dovrebbe accordare la priorità ai settori
delle assicurazioni, dei prodotti farmaceutici, delle
banche soprattutto per quanto attiene ai prestiti alle
imprese (tassi e selettività), dell'energia e dei mate-
riali da costruzione.
II quadro economico della politica di concorrenza
6.1. La riduzione delle aliquote della tariffa doga-
nale comune ha reso marginali i dazi doganali ed ha
aperto la Comunità alla concorrenza internazionale.
Da un punto di vista esterno alla CEE taluni aiuti
degli Stati membri possono essere assimilati ad
azioni di dumping soprattutto perché la loro neces-
saria trasparenza ne garantisce l'informazione
extra-comunitaria.
6.2. La Comunità deve pertanto subire la concor-
renza, da una parte, degli Stati con un'evoluzione
tecnologica avanzata (USA, Giappone) nel campo
dei nuovi prodotti industriali e, d'altra parte, dei
paesi in via di sviluppo per le produzioni industriali
che richiedono una notevole manodopera (tessili,
calzature).
6.3. I primi due decenni della CEE sono stati
caratterizzati dal liberalismo in materia industriale e
dalla «pianificazione» in materia agricola (PAC). Da
alcuni anni l'andamento della situazione economica
ha modificato tali dati. Per fornire alla Comunità i
mezzi per far fronte alla concorrenza internazionale,
sembra opportuno raccomandare :
— una politica industriale comune o, in mancanza
di essa, una strategia comunitaria che tenga
conto dell'evoluzione della divisione internazio-
nale del lavoro;
— una selettività, attribuendo una quota impor-
tante, degli aiuti ai settori in grado di sviluppare
le esportazioni comunitarie;
— l'eventuale ricorso alle misure di salvaguardia
previste dal trattato di Roma, ove sia nell'inte-
resse della politica commerciale comunitaria,
mentre conviene al tempo stesso tener conto dei
settori competitivi a livello mondiale, delle
nuove tecnologie e delle disponibilità finanzia-
rie; in particolare occorre approvare al più pre-
sto e valersi con fermezza e coerenza del nuovo
strumento difensivo finalmente proposto dalla
Commissione, contro le pratiche commerciali
sleali dei paesi terzi, pratiche che sono spesso
l'espressione di forme di protezionismo e di
imposizione unilaterali in contraddizione e vio-
lazione degli accordi comunitari e internazio-
nali.
6.4. D'altro lato, l'applicazione concreta da parte
degli Stati membri della direttiva recentemente
adottata dal Consiglio nel settore delle norme e
delle regolamentazioni tecniche costituirebbe un
importante fattore per disciplinare la concorrenza
intracomunitaria.
Fatto a Bruxelles, il 29 settembre 1983.
// Presidente
del Comitato economico e sociale
Francis CEYRAC
Parere in merito ad una proposta di decisione del Consiglio che adotta un primo pro-
gramma strategico europeo di ricerca e sviluppo sulle tecnologie dell'informazione:
Esprit
Il testo che ha formato oggetto della consultazione non è stato ancora pubblicato sulla
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
A. FONDAMENTO GIURIDICO DEL PARERE
Il Consiglio ha deciso in data 17 giugno 1983 di consultare, conformemente alle
disposizioni dell'articolo 198 del trattato che istituisce la Comunità economica euro-
pea, il Comitato economico e sociale sulla proposta di cui sopra.
N. C 341/34 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 19. 12.83
B. PARERE DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
Il Comitato economico e sociale ha emesso il parere sull'argomento summenzionato
nel corso della 210a sessione plenaria, svoltasi a Bruxelles il 28 e 29 settembre 1983.
Il testo del parere viene riportato in appresso.
IL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE,
visto il trattato che istituisce la Comunità econo-
mica europea, in particolare l'articolo 198,
vista la richiesta di parere, presentata dal Consiglio
delle Comunità europee il 24 giugno 1983, in merito
alla «Proposta di decisione del Consiglio che adotta
un primo programma strategico europeo di ricerca e
sviluppo sulle tecnologie dell'informazione: Esprit»,
vista la decisione del proprio ufficio di presidenza
di affidare alla sezione «Industria, commercio, arti-
gianato e servizi» il compito di predisporre il parere
sull'argomento (decisione del 5 luglio 1983),
visto il parere adottato dalla citata sezione il 7 set-
tembre 1983,
vista la relazione del relatore Nierhaus,
visto quanto deliberato dai propri membri il 29 set-
tembre 1983 (210a sessione plenaria — 28 e 29 set-
tembre 1983),
HA ADOTTATO,
a maggioranza, meno 1 astensione,
IL SEGUENTE PARERE:
1. Introduzione
1.1. Il Comitato è favorevole alla proposta della
Commissione di varare un programma comunitario
di ricerca e sviluppo nel settore delle tecnologie
dell'informazione con particolare accento sui cinque
seguenti comparti: microelettronica, produzione
assistita da elaborare, tecnologia del software, tratta-
mento avanzato dell'informazione e automazione
degli uffici.
Il Comitato fa rilevare che anche le conclusioni dei
Consigli europei del 21 e 22 marzo e del 17 e 19 giu-
gno 1983 relative alla tecnologia dell'informazione e
delle comunicazioni vanno nella medesima dire-
zione.
1.2. Il presente parere prende in considerazione
anche i documenti Doc. COM(82) 287 (Comunica-
zione della Commissione al Consiglio concernente
Esprit) e Doc. COM(82) 486 e 737 (Basi per Esprit:
fase pilota) (').
2. Finalità
2.1. Lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie
dell'informazione hanno registrato in tutto il
mondo, soprattutto negli ultimi anni, un progresso
straordinario. Questo settore è caratterizzato da un
notevole dinamismo che favorisce la trasformazione
sempre più rapida degli ultimi risultati della ricerca
e dello sviluppo in prodotti pronti ad essere immessi
sul mercato, i quali però subiscono un'altrettanto
rapida obsolescenza tecnologica se non vengono
continuamente perfezionati in base ai nuovi risultati
della ricerca.
All'avanguardia in questo campo sono attualmente
le economie degli Stati Uniti, del Giappone e, con
un certo distacco, quelle della Comunità europea.
Quest'ultima però potrà mantenere e migliorare la
sua posizione solo se compirà sforzi considerevoli, a
livello sia nazionale che comunitario, per accelerare
la ricerca e lo sviluppo e convertire, per il tramite
della tecnologia, i risultati conseguiti in prodotti
pronti ad essere commercializzati.
Soprattutto in considerazione della posizione chiave
delle tecnologie dell'informazione per lo sviluppo
economico e tecnologico globale, il Comitato è
apertamente favorevole al progetto della Commis-
sione ed approva il programma presentato.
Esso è unanime nel ritenere che in linea di massima
lo sviluppo e l'applicazione delle tecnologie
dell'informazione devono fornire un contributo tan-
gibile alla soluzione dei problemi economici ed
occupazionali che esistono negli Stati membri della
Comunità, in quanto tutti i comparti industriali
risentono degli effetti di tali tecnologie. Ad esem-
pio, anche l'industria delle macchine utensili riu-
scirà a mantenere la sua posizione di primo produt-
tore mondiale del settore solo se metterà a punto
una strategia attiva che le consenta di tenere il passo
con lo sviluppo dell'elettronica.
(') Il parere del Comitato al riguardo è stato adottato nel
novembre 1982 (GU n. C 346 del 31. 12. 1982,
pag. 13).
19. 12. 83 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 341/35
Nell'approvare il programma, il Comitato è consa-
pevole del fatto che lo sviluppo delle tecnologie
dell'informazione avrà effetti considerevoli in tutti i
settori della convivenza umana. Tale sviluppo offre
ampie possibilità di progresso in campo economico
e socioculturale, ma implica pure dei rischi nel caso
di evoluzioni indesiderate sul piano politico ed eco-
nomico. Tuttavia, lo sviluppo dei settori legati alle
tecnologie dell'informazione si realizzerà in ampia
misura a prescindere dalla posizione che deterrà
l'industria europea in tale campo. Tuttavia, a giudi-
zio del Comitato, il fatto che l'industria europea
possa influire maggiormente sugli sviluppi tecnolo-
gici offre più ampie possibilità di ridurre i rischi e —
grazie ad un'analisi tempestiva degli effetti — di
adattare le applicazioni dei risultati alle esigenze
specifiche della tradizione culturale degli europei.
2.2. In particolare nel coordinamento e nell'incen-
tivazione della ricerca, come è prevista nel pro-
gramma Esprit, il Comitato vede un primo punto di
partenza appropriato per progetti promozionali
della Comunità e questo per le seguenti ragioni:
— è in questo settore che si hanno le migliori pro-
babilità di colmare a lungo termine il ritardo
tecnologico nei confronti degli Stati Uniti e del
Giappone;
— la concorrenza all'interno della Comunità non
sarà per ora compromessa dall'impiego di questi
stanziamenti comunitari, ciò che avrà un effetto
favorevole e di stimolo della collaborazione fra
le imprese interessate;
— sarà possibile in questo modo favorire lo svi-
luppo di un sistema di norme di origine europea
basato sulla ricerca e lo sviluppo tecnologico
indigeno in questo settore;
— i mezzi finanziari necessari per gestire l'intero
settore della ricerca e dello sviluppo di Esprit
non possono essere forniti da singole imprese e
singoli governi senza il concorso della
Comunità, tanto più che tale ricerca, così lon-
tana da considerazioni di mercato, comporta
notevoli rischi di carattere economico.
Attraverso la prospettata intensa cooperazione al di
là dei confini nazionali fra governi, industria, uni-
versità e altri istituti di ricerca, sindacati e il pub-
blico europeo interessato, Esprit può anche contri-
buire al conseguimento della finalità politica di una
più completa fusione delle economie nella
Comunità.
2.3. Il Comitato parte dal presupposto che l'attua-
zione del programma consenta — sin dalla fase pre-
paratoria — di sviluppare, sperimentare ed infine
consolidare, al di là dei confini nazionali, forme di
collaborazione intraeuropea nel settore delle tecno-
logie dell'informazione tra le autorità nazionali, i
servizi di ricerca e sviluppo dell'industria e le uni-
versità ed istituti scientifici, ciò allo scopo di miglio-
rare costantemente le condizioni di concorrenza tec-
nologiche della CEE nel contesto dell'economia
mondiale.
Per questo motivo, il Comitato si compiace che la
Commissione abbia affermato che Esprit non deve
essere solo un semplice sostegno finanziario di un
programma di ricerca bensì un programma con un
orientamento preciso e selettivo avente finalità spe-
cifiche e che deve garantire uno sviluppo efficace,
responsabile e trasparente.
Anche se fra i settori di ricerca Esprit non viene sta-
bilito alcun ordine di priorità, si dovrebbe attribuire
particolare attenzione a progetti di ricerca concer-
nenti alternative di carattere tecnico e che apportino
soluzioni a problemi di struttura aziendale e di
gestione, e di promozione delle qualifiche.
3. Attuazione
3.1. Gli obiettivi ambiziosi che la Commissione
persegue col programma Esprit richiedono uno
sforzo analogo in fatto di finanziamenti e di perso-
nale. Il Comitato parte dal presupposto che i mezzi
stanziati per il 1983 e cioè 11,5 milioni di ECU
destinati alla fase preparatoria rappresentino solo
una prima parte del volume globale del finanzia-
mento. In considerazione dei mezzi messi a disposi-
zione per la ricerca e lo sviluppo nel settore delle
tecnologie dell'informazione negli Stati Uniti e in
Giappone, che sono dell'ordine di miliardi, e tenuto
conto dei programmi talvolta rilevanti di governi e
imprese nazionali europei, Esprit deve essere dotato
di mezzi analoghi se si intende raggiungere una
«massa critica» che consenta un effettivo progresso
qualitativo e tecnologico.
I 1 500 milioni di ECU previsti per la prima fase di
5 anni, di cui il 50 % sarà a carico delle Comunità,
rappresentano, a giudizio del Comitato, il limite
minimo se si considerano gli ambiziosi obiettivi di
Esprit e cioè il «raggiungimento della parità tecnolo-
gica se non della superiorità rispetto alla concor-
renza mondiale nei prossimi 10 anni». Concen- '
trando i mezzi disponibili su lavori particolarmente
promettenti quanto ai progressi conseguibili e ope-
rando una scelta oculata, così come proposto dalla
Commissione, gli stanziamenti previsti possono
senz'altro favorire una spinta tecnologica tangibile
verso il conseguimento degli obiettivi auspicati e
fare acquisire all'industria europea delle tecnologie
dell'informazione una nuova fiducia in sé.
3.2. Il Comitato si compiace che vengano incenti-
vati non solo i complessi progetti organici nei quali
verrà coinvolta soprattutto la grande industria
N. C 341/36 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 19. 12.83
(Tipo A) ma anche interessanti progetti individuali
di meno ampia portata (Tipo B). Questi ultimi
offrono in particolare buone prospettive di parteci-
pazione a imprese di medie dimensioni, università
ed altri istituti di ricerca, nonché singole persone.
A tale proposito si dovrebbe tener conto del fatto
che in particolari casi le imprese di medie dimen-
sioni che partecipano all'attuazione dei progetti
dovrebbero beneficiare di incentivi rappresentanti
una percentuale più elevata.
3.3. Il Comitato spera che anche la Commissione
sia dell'avviso che solo un finanziamento impostato
a lungo termine fino al conseguimento degli obiet-
tivi di Esprit, che si estenda perlomeno ai prossimi
10 anni, può portare al successo sperato e consentire
alle imprese e agli istituti di ricerca che partecipano
al programma di valutare i rischi di carattere finan-
ziario.
11 Comitato approva quindi fermamente il fatto che
il programma sia in un primo tempo impostato per
un periodo di 5 anni. Esso parte dal presupposto
che a tempo debito il Consiglio ricorrerà alla possi-
bilità di prorogare di altri 5 anni la durata del pro-
gramma, come previsto all'articolo 6 della proposta
di decisione del Consiglio.
Il Comitato spera che gli obiettivi dei progetti Esprit
non saranno compromessi dai limiti troppo angusti
degli stanziamenti destinati alla ricerca e allo svi-
luppo a causa delle decisioni annuali della CEE in
materia di bilancio.
3.4. Per garantire la riuscita del programma a
lungo termine, il Comitato considera particolar-
mente necessario collegare, rendendoli interdipen-
denti, tutti i progetti di Esprit nella prospettiva di un
obiettivo strategico. Nella misura del possibile
dovrebbero essere inclusi in questo programma
organico soprattutto i progetti pilota. Si dovrebbe
poi tener presente che queste possibilità di coopera-
zione e di coordinamento fra Stati membri della
Comunità possono controbilanciare il vantaggio che
le economie nazionali statunitense e giapponese
hanno conquistato nel campo dell'innovazione.
Sempreché non siano già disponibili, si dovranno
creare i necessari organi di concertazione e coordi-
namento, nonché i sistemi di informazione e i mec-
canismi di programmazione a lungo termine. Inoltre
si dovrà fare in modo, in particolare, di coordinare il
tutto con i progetti dei governi nazionali ed altri
progetti nazionali di ricerca e sviluppo e questo ai
fini di una maggiore concentrazione e di un più effi-
cace impiego dei mezzi disponibili. Nel quadro di
questo progetto si deve inoltre favorire anche
un'appropriata collaborazione fra le attività di
ricerca e sviluppo dell'industria, da un lato, e le uni-
versità e gli istituti scientifici ivi compresi quelli che
si occupano della problematica del lavoro e delle
scienze sociali, dall'altro.
Il Comitato approva pertanto i previsti meccanismi
di consultazione e di coordinamento, in special
modo l'istituzione di un comitato di gestione e di
coordinamento, nonché la prevista concertazione
con l'industria. Dei previsti organi consultivi di
carattere scientifico dovrebbero far parte anche
esperti di diritto del lavoro e sociologi.
Per un coordinamento effettivo dei singoli progetti
di Esprit e ai fini di una costante trasparenza
dell'andamento dei lavori, il Comitato ritiene indi-
spensabile il tipo di gestione prevista per i progetti e
questo per quanto attiene sia la struttura che la con-
sistenza dell'organico..
3.5. Il Comitato parte dal presupposto che i pro-
getti siano concentrati sulle imprese e sugli istituti
scientifici comunitari. Uno dei pericoli che gravano
sul conseguimento della finalità ricercata (ossia la
riduzione del vantaggio tecnologico degli Stati Uniti
e del Giappone) consiste nella possibilità che la
concorrenza extracomunitaria possa beneficiare dei
risultati della ricerca, prima che questi siano sfrutta-
bili commercialmente, grazie a filiali europee di
gruppi internazionali. Si dovrebbe invece fare in
modo che le imprese che partecipano ai progetti
Esprit usufruiscano in via prioritaria dei risultati
della ricerca.
3.6. Esprit si occupa opportunamente di alcuni
grossi campi d'applicazione delle tecnologie
dell'informazione, quali ad esempio la produzione
assistita da elaboratore, il trattamento dell'informa-
zione, l'automazione degli uffici, ecc. Pur appro-
vando il punto di vista secondo cui la finalità di
Esprit deve essere il potenziamento dell'industria
europea di hardware e software, va detto che il suc-
cesso del programma non potrebbe essere assicurato
se alla sua realizzazione non fossero associate anche
le imprese e gli istituti che poi applicheranno tali
tecnologie. Il Comitato raccomanda pertanto di
compiere tutti gli sforzi per garantire la partecipa-
zione diretta ai progetti di ricerca di coloro che
applicano le tecnologie in questione (ad esempio
produttori del settore dell'automazione dei lavori
d'ufficio).
4. Problemi particolari
4.1. La tecnologia dell'informazione non è una
tecnologia chiave solo sotto il profilo economico. I
suoi effetti sul piano sociale sono profondi e modi-
ficheranno le condizioni di vita dell'individuo e
della società in modo durevole, in quanto accrescerà
la produttività non solo dei settori industriali, ma
anche, e soprattutto, di tutti i campi d'attività
(applicazione delle tecnologie dell'informazione nei
servizi sociali e sanitari, nelle amministrazioni pub-
bliche, nell'istruzione e formazione, ecc.). Già oggi
sono evidenti i suoi effetti positivi e negativi sulla
struttura dei posti di lavoro e sul mercato del lavoro
19. 12.83 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N.C 341/37
in generale e questo sotto il profilo qualitativo e
quantitativo nonché sul sistema formativo. La
ricerca e lo sviluppo in questo settore non possono
quindi ispirarsi solo ad obiettivi economici e tecno-
logici ma devono piuttosto tener conto delle conse-
guenze che i loro obiettivi e i loro effetti possono
avere sul piano sociale.
4.2. Il Comitato parte dal presupposto che la
Commissione preveda correttivi per evitare
un'impostazione e una valutazione esclusivamente
economica e tecnologica dei progetti di ricerca e di
sviluppo. In tal modo sarebbe possibile fornire tem-
pestivamente ai responsabili politici delle indica-
zioni strettamente legate a determinati sviluppi tec-
nologici, affinché possano provvedere alle necessa-
rie modifiche delle condizioni sociali quadro,
soprattutto in materia di politica del lavoro e
dell'istruzione. Diversamente si corre il pericolo di
riconoscere troppo tardi le ripercussioni sociali di
risultati molto specifici della ricerca e dello svi-
luppo, con la conseguenza di creare dei conflitti.
Il Comitato spera che la Commissione tenga conto
di questo aspetto soprattutto nella composizione
degli organismi consultivi.
4.3. Il Comitato teme che, sul piano quantitativo
ma soprattutto qualitativo, la formazione e il perfe-
zionamento professionale del personale specializ-
zato necessario non avvenga allo stesso ritmo dei
rapidi progressi che si registrano nei settori delle tec-
nologie di punta. Per tale motivo, nella concezione
della politica da seguire deve essere inclusa, nella
misura del possibile, la promozione delle nuove leve
della scienza. Il progetto deve quindi contemplare,
oltre alla ricerca legata all'industria, anche le univer-
sità e gli istituti scientifici.
Questo punto di vista dovrebbe essere preso in con-
siderazione come ulteriore criterio per la valutazione
dei progetti ed eventualmente giustificare anche la
concessione di un contributo più elevato.
4.4. Determinati sviluppi tecnologici implicano
quasi obbligatoriamente un cambiamento di strut-
tura delle qualifiche del personale occupato. Ad
esempio gli sviluppi nel settore del Software-Engi-
neering modificheranno il fabbisogno di program-
matori sotto il profilo qualitativo e quantitativo.
Altrettanto dicasi, e questo con effetti ancor più pro-
Fatto a Bruxelles, il 29 settembre 1983.
fondi, per i lavori d'ufficio in seguito all'avvento
dell'automazione degli uffici. Il Comitato conta sul
fatto che oltre alla ricerca e allo sviluppo nel settore
della tecnologia, il programma organico includa
anche la ricerca e lo studio dei citati effetti.
Il fatto che questi effetti vengano presi in considera-
zione già nella fase iniziale dei lavori, e questo
soprattutto nei settori di più immediata applica-
zione come «i sistemi per uffici« e la «fabbricazione
assistita da elaboratore» può ridurre soprattutto il
pericolo di onerose evoluzioni negative, che potreb-
bero risultare dal fatto che i prodotti si rivelano
socialmente inaccettabili. Al riguardo il Comitato
condivide pienamente il punto di vista della Com-
missione secondo cui non avrebbe senso «lanciarsi
in attività di ricerca e sviluppo sulle interfacce
uomo/macchina se al tempo stesso non si studiano
gli effetti che si possono produrre sull'individuo
(per esempio sull'istruzione, sul senso della dignità),
sull'ambiente professionale (numero dei posti di
lavoro, qualità di lavoro) e sulla società (per esem-
pio, conseguenze sul sistema educativo e sui pro-
cessi democratici)» (Doc. COM(83) 258, allegato,
pag. 40).
4.5. In special modo i settori di più immediata
applicazione del programma Esprit, ossia le tecni-
che di produzione e l'automazione degli uffici,
hanno effetti diretti sul numero e sulla struttura dei
posti di lavoro. Il Comitato suggerisce quindi che i
rappresentanti dei datori di lavoro e dei sindacati
partecipino sin dall'inizio all'attuazione dei singoli
progetti e alla valutazione dei risultati, affinché,
oltre all'aspetto tecnologico, sia contemporane-
amente possibile analizzare e giudicare anche le
conseguenze per il personale occupato nel settore.
Una tempestiva reazione delle parti sociali potrebbe
così mitigare conflitti sociali che dovessero even-
tualmente sorgere in seguito all'introduzione di
nuove tecnologie.
4.6. Per concludere, il Comitato osserva che, in
considerazione dei suoi effetti sulle future strutture
economiche e sulla capacità concorrenziale della
Comunità, il programma Esprit è uno dei più impor-
tanti progetti di ricerca e sviluppo della Comunità;
esso presuppone che la fase principale venga varata
al più tardi all'inizio del 1984.
// Presidente
del Comitato economico e sociale
Francis CEYRAC
N. C 341/38 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 19. 12. 83
ALLEGATO
al parere del Comitato economico e sociale
Emendamento respinto
Il seguente emendamento, presentato conformemente al regolamento interno, è stato respinto dal
Comitato nel corso dei (in sede di) dibattiti (o):
Pagina 12 — Punto 4.5
Aggiungere quanto segue al termine dell'ultimo capoverso del punto considerato:
«Non si dovrebbero neppure dimenticare gli interessi degli utenti, dei fornitori, soprattutto
per il software destinato agli elaboratori».
Esito della votazione
Voti favorevoli: 24; voti contrari: 35; astensioni: 11.
Parere in merito ad una proposta di regolamento (CEE) del Consiglio relativo alla
formazione dei prezzi per i trasporti di merci su strada fra gli Stati membri
Il testo che ha formato oggetto della consultazione è pubblicato sulla Gazzetta uffi-
ciale delle Comunità europee n. C 265 del 9 ottobre 1982, pagina 5.
A. FONDAMENTO GIURIDICO DEL PARERE
Il Consiglio ha deciso in data 5 ottobre 1982 di consultare, conformemente alle dispo-
sizioni dell'articolo 75 del trattato che istituisce la Comunità economica europea, il
Comitato economico e sociale sulla proposta di cui sopra.
B. PARERE DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
Il Comitato economico e sociale ha emesso il parere sull'argomento summenzionato
nel corso della 210a sessione plenaria, svoltasi a Bruxelles il 28 e 29 settembre 1983.
Il testo del parere viene riportato in appresso.
IL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE,
visto il trattato che istituisce la Comunità econo-
mica europea, in particolare l'articolo 75,
vista la decisione del Consiglio di consultarlo in
merito alla summenzionata proposta (decisione del
5 ottobre 1982) (>),
vista la decisione del proprio ufficio di presidenza
di affidare alla sezione «trasporti e comunicazioni»,
conformemente all'articolo 22 del regolamento
interno, l'incarico di predisporre la relazione e il
parere in materia (decisione del 13 ottobre 1982),
visto il parere formulato dalla sezione il 14 settem-
bre 1983(15 la riunione),
(>) GU n. C 265 del 9. 10. 1982, pag. 5. vista la relazione presentata dal relatore Bos,
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