26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/1
II
(Atti preparatori)
COMMISSIONE
PROGRAMMA «L'EUROPA CONTRO IL CANCRO»
Proposta di piano d'azione 1987-1989
compreso un progetto di decisione del Consiglio relativo all'informazione del pubblico ed alla
formazione del personale sanitario in materia di cancro
COM(86) 717 def.
, (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 1 7 dicembre 1986)
(87/C 50/01)
OSSERVAZIONE PRELIMINARE
Nel giugno 1985 a Milano e nel dicembre 1985 a Lussemburgo, i capi di Stato e di governo dei dodici
paesi della Comunità europea hanno posto in rilievo l'interesse di varare un programma europeo di
lotta contro il cancro, perché la costruzione europea non soltanto possa apportare il necessario
contributo alla lotta contro questo flagello, ma acquisti anche una nuova dimensione, più vicina alle
preoccupazioni dei cittadini.
Per dar seguito a tale conclusione del Consiglio europeo e per elaborare quindi una proposta di
programma «L'Europa contro il cancro» nel gennaio 1986 è stato costituito, sotto gli auspici della
Commissione delle Comunità europee, un Comitato di cancerologi di alto livello (1). Le proposte
indicate qui di seguito riguardano i primi tre anni di attuazione del programma e prendono
ampiamente lo spunto dalle conclusioni del comitato, del quale si devono rilevare la disponibilità, la
dedizione e la qualità dei lavori.
Inoltre, questo lavoro ha beneficiato anche in larga misura degli studi e delle ricerche già realizzati — o
in corso di realizzazione — nell'ambito dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e della sua
agenzia specializzata: il Centro internazionale della ricerca sul cancro (CIRC).
Questa proposta di piano d'azione 1987-1989 comprende i quattro settori seguenti:
— la prevenzione del cancro: il 7 luglio 1986 è stata adottata dal Consiglio e dai rappresentanti dei
governi degli Stati membri riuniti in seno al Consiglio una risoluzione che definisce le grandi linee
dell'aspetto «prevenzione» del programma europeo di lotta contro il cancro. La presente
comunicazione concretizza questa risoluzione identificando una trentina di proposte di azioni
comunitarie;
— l'informazione e l'educazione sanitaria del vasto pubblico e la formazione in materia di cancro del
personal sanitario, campo per il quale è stato allegato alla presente comunicazione un progetto di
decisione del Consiglio;
(*) Il Comitato dei cancerologi di alto livello è così composto: prof. C. de Duve, sostituto: prof. Boon (Belgio);
prof. C. Schmidt (RfG); prof. E. Grundmann (RfG); dott. O. Moeller Jensen (Danimarca); prof. J. Estapé
(Spagna); prof. M. Tubiana (Francia); dott. S. Vassilaros (Grecia); dott. M. Moriarty (Irlanda); prof.
U. Veronesi (Italia); prof. M. Dicato (Lussemburgo); dott. R. Kroes (Paesi Bassi); prof. J. Conde (Portogallo);
prof. N. Bleehen (Regno Unito). Dal gennaio 1987 la Svezia è rappresentata dal prof. J. Einhorn, in qualità di
osservatore.
(2) GU n. C 184 del 23. 7. 1986, pag. 19.
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la ricerca sul cancro: nel novembre 1986 la Commissione europea ha trasmesso al Consiglio dei
ministri della Comunità europea una proposta di regolamento (^relativa a un quarto programma
di coordinamento della ricerca medica (1987-1989). La presente comunicazione esplicita e precisa
la dimensione ricerca contro il cancro.
Alcune delle azioni proposte rientrano direttamente nei poteri di gestione della Comunità e, a questo
titolo, verranno realizzate tali e quali e, a partire dal 1987, per la maggioranza di esse. Per l'essenziale
questa comunicazione presenta proposte di azione che la Commissione europea intende trasmettere
dal 1987 al 1989 al Parlamento europeo per consultazione e al Consiglio dei ministri della Comunità
europea per approvazione. Queste proposte possono pertanto subire ulteriori ritocchi.
(M COM(86) 549 def. del 29. 10. 1986.
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INDICE E SUNTO
Introduzione generale 6
CAPITOLO 1°. PREVENZIONE DEL CANCRO 8
I. LOTTA CONTRO IL TABAGISMO
Proposta d'azione 1 ('): Allineamento verso l'alto dell'imposizione fiscale sui tabacchi trasformati nella
Comunità europea 11
Proposta d'azione 2: Finanziamento di azioni nazionali di prevenzione mediante l'aumento dell'imposizione
fiscale sui tabacchi trasformati 12
Azione 3 (2): Pubblicazione di indici dei prezzi con esclusione del tabacco a cura dell'Istituto statistico delle
Comunità europee 12
Proposta d'azione 4: Armonizzazione dell'etichettatura delle sigarette nella Comunità europea 12
Proposta d'azione 5: Divieto di sigarette ad alto tenore di catrame 12
Proposta d'azione 6: Armonizzazione delle norme di misurazione dei componenti del tabacco 12
Proposta d'azione 7: Divieto di vendere tabacco in esenzione fiscale nella Comunità europea 13
Proposta d'azione 8: Protezione dell'infanzia contro le vendite di tabacco 13
Propòsta d'azione 9: Riduzione della produzione di tabacco, riorientamento verso varietà meno nocive ed
esame delle possibilità di riconversione 13
Proposta d'azione 10: Campagna di informazione e di sensibilizzazione del pubblico alla lotta contro il
tabagismo 14
Proposta d'azione 11: Studio delle disposizioni nazionali ed elaborazione di proposte di regolamentazione
comunitaria del fumo nei luoghi pubblici 14
Proposta d'azione 12: Studio delle disposizioni nazionali ed elaborazione di proposte di regolamentazione
comunitaria sulla limitazione della pubblicità a favore del tabacco 14
Azione 13: Bilancio comparato delle campagne di aiuto alla disintossicazione dei fumatori 14
Azione 14: Scambio di informazioni sulla lotta contro il tabagismo 14
IL MIGLIORAMENTO DELL'ALIMENTAZIONE
Azione 15: Analisi delle informazioni e dei dati disponibili su «alimentazione e cancro» 18
Azione 16: Elaborazione di raccomandazioni alimentari contro il cancro adattate a ciascuna delle categorie
di persone interessate 18
Proposta d'azione 17: Armonizzazione dell'etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari 18
Proposta d'azione 18: Protezione dei consumatori contro taluni agenti alimentari 18
Azione 19: Miglioramento delle campagne di informazione esistenti sull'alimentazione 19
Azione 20: Lancio di campagne di informazione a favore di generi alimentari raccomandati . 19
Proposta d'azione 21: Promozione dei generi alimentari e delle tecniche più appropriate 19
Azione 22: Bilancio comparato delle esperienze pilota in materia di alimentazione 19
Azione 23: Scambio di informazioni su «alimentazione e cancro» 19
III. PROTEZIONE CONTRO GLI AGENTI CANCEROGENI
Proposta d'azione 24: Protezione contro le radiazioni ionizzanti e misure da adottare in seguito all'incidente
di Cernobil 27
Azione 25: Costituzione di un organismo di osservazione e compilazione di un elenco di sostanze chimiche di
sospetta cancerogenità 27
Azione 26: Accelerazione dei lavori a livello comunitario e costituzione di un gruppo speciale di
classificazione e di etichettatura «sostanze cancerogene» 27
Proposta d'azione 27: Adozione delle direttive sulla protezione dei lavoratori all'esame del Consiglio
(naftilammina, amminodifenile, nitrodifenile, benzidina, benzene) 29
Proposta d'azione 28: Nuove direttive per la protezione dei lavoratori contro le sostanze cancerogene . . 29
Proposta d'azione 29: Miglioramento dell'organizzazione pratica della prevenzione dei cancri professionali
nell'impresa, compresa l'informazione dei datori di lavoro e dei lavoratori 29
Proposta d'azione 30: Nuove misure di protezione del pubblico contro le sostanze cancerogene 30
0) Elaborate dalla Commissione europea, le proposte di azioni saranno sottoposte al Parlamento europeo per
consultazione e al Consiglio dei ministri della Comunità europea per approvazione.
(2) Le azioni annunciate saranno realizzate dalla Commissione europea nel quadro dei suoi poteri di gestione, nella
maggioranza dei casi a partire dal 1987.
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IV. INDIVIDUAZIONE SISTEMATICA E DIAGNOSI PRECOCE
Azione 31 : Promozione di una politica di individuazione sistematica e di diagnosi precoce dei cancri del seno
e del collo dell'utero 31
Azione 32: Valutazione e miglioramento delle politiche di individuazione sistematica e di diagnosi precoce
degli altri tipi di cancro comune 32
V. «CODICE EUROPEO CONTRO IL CANCRO»
Azione 33: Volgarizzazione del «Codice europeo contro il cancro» 33
CAPITOLO 2°. INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLA PREVENZIONE DEL CANCRO . . . 33
I. INFORMAZIONE DEL GRANDE PUBBLICO
Azione 34: Compilazione di un registro europeo degli organismi privati per la lotta contro il
cancro 34
Azione 35: Bilancio comparato delle campagne di informazione, private o pubbliche, sulla prevenzione del
cancro, 35
1. Azioni previste nel 1987
Azione 36: Sensibilizzazione dei mass media alla prevenzione del cancro e al programma «L'Europa
contro il cancro» 35
Azione 37: Realizzazione di un sondaggio Eurobarometro sugli atteggiamenti degli europei rispetto al
cancro e alla sua prevenzione 35
Azione 38: Contributo al finanziamento di emissioni televisive a grande diffusione sulla prevenzione del
cancro 36
Azione 39: Diffusione del «Codice europeo contro il cancro» in occasione delle manifestazioni sportive
e culturali patrocinate dalla Comunità europea 36
Azione 40: Manifestazione celebrativa del primo anno di attuazione del programma «L'Europa contro il
cancro» 36
Azione 41: Preparazione delle azioni da svolgere nel 1989, «Anno europeo dell'informazione sul
cancro» 37
2. Proposte d'azione per il 1988
Proposta d'azione 42: Organizzazione di una «Settimana europea contro il cancro» che serva come test
alla campagna da realizzare nel 1989, «Anno europeo dell'informazione sul cancro» 37
Proposta d'azione 43: Ampliamento nel 1988 delle azioni di informazione e di sensibilizzazione alla
prevenzione del cancro svolte nel 1987 37
3. Proposte riguardanti «l'Anno europeo dell'informazione sul cancro» (1989)
Proposta d'azione 44: Sensibilizzazione degli insegnanti e del personale sanitario alla diffusione dei
comandamenti europei di prevenzione del cancro nel quadro dell'«Anno europeo dell'informazione sul
cancro» 38
Proposta d'azione 45: Organizzazione nel 1989 di una campagna tramite i mass media destinata al
grande pubblico: «I dodici giorni dei Dodici contro il cancro» 38
Proposta d'azione 46: Ampliamento nel 1989 delle azioni di informazione e di sensibilizzazione alla
prevenzione del cancro svolte nel 1987 e nel 1988 38
IL EDUCAZIONE SANITARIA
Azione 47: Compilazione di un bilancio comparato dei programmi di educazione sanitaria negli istituti di
insegnamento in Europa 39
Proposta d'azione 48: Elaborazione di proposte di miglioramento dei programmi di educazione sanitaria in
Europa 39
Proposta d'azione 49: Messa a disposizione di materiale pedagogico di educazione sanitaria 39
Proposta d'azione 50: Contributo al finanziamento di emissioni televisive di educazione sanitaria sulla
prevenzione e la cura del cancro 39
CAPITOLO 3°. FORMAZIONE DEL PERSONALE SANITARIO 39
Azione 51: Esame comparato dei sistemi di formazione del personale sanitario presso le università . . . . 42
Proposta d'azione 52: Formulazione di proposte di miglioramento dell'organizzazione degli studi medici nel
campo del cancro 43
Azione 53: Promozione della mobilità degli studenti di medicina e degli studenti infermieri 43
Azione 54: Messa a punto in comune di materiali didattici e collaudi di questi ultimi presso le facoltà di
medicina in occasione dell'«Anno europeo dell'informazione sul cancro» 44
Azione 55: Scambio di esperienze in materia di formazione permanente 44
Proposta d'azione 56: Realizzazione in comune di software per i «sistemi esperti» medici in materia di
cancro 44
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CAPITOLO 4° . RICERCA SUL CANCRO 44
Proposta d'azione 57: Concessione di borse di studio europee per favorire la mobilità dei ricercatori sul
cancro 46
I. RICERCHE VOLTE A MIGLIORARE LA PREVENZIONE, LA DIAGNOSI PRECOCE E IL
RILEVAMENTO DEI TUMORI
A. Miglioramento dei sistemi di informazione sulla frequenza e sulla natura dei tumori 46
Azione 58: Bilancio comparato dei registri del cancro esistenti e raccomandazioni relative al loro
contenuto minimo auspicabile ed alle condizioni per accedervi 46
B. Ricerche epidemiologiche per migliorare la prevenzione 47
Proposta d'azione 59: Avvio di un coordinamento europeo della ricerca medica su alimentazione e
cancro 47
Proposta d'azione 60: Rafforzamento della ricerca europea sui cancri professionali 47
Azione 61: Proseguimento del cofinanziamento ad opera della Comunità europea di ricerche sulla
prevenzione dei cancri radioindotti 48
Azione 62: Proseguimento del cofinanziamento ad opera della Comunità europea delle ricerche sui
fattori cancerogeni dell'ambiente 48
Proposta d'azione 63: Avvio di un'azione coordinata europea della ricerca medica sul tema «cancro e
riproduzione» 48
Proposta d'azione 64: Avvio di un'azione coordinata europea della ricerca medica sul tabagismo
passivo 48
C. Ricerche per migliorare l'individuazione e la diagnosi 49
Proposta d'azione 65: Proseguimento dell'azione coordinata europea della ricerca medica sull'analisi
automatizzata dei tessuti 49
Proposta d'azione 66: Proseguimento dell'azione coordinata europea della ricerca sulle tecniche di
visualizzazione applicate alla medicina 49
IL RICERCHE SULLA TERAPIA DEI CANCRI
Proposta d'azione 67: Rafforzamento dell'azione coordinata europea di ricerca medica in materia di
controllo degli esperimenti terapeutici multicentri 50
Azione 68: Cofinanziamento di una rete europea di banche di dati sulle colture di cellule che producono
anticorpi monoclonali 51
Azione 69: Cofinanziamento ad opera della Comunità europea di ricerche sull'ingegneria genetica e
sull'ingegneria delle proteine per la produzione di medicinali anticancro 52
Proposta d'azione 70: Cofinanziamento ad opera della Comunità europea di ricerche sulla farmacologia delle
sostanze antitumorali 52
Azione 71: Cofinanziamento ad opera della Comunità europea di attività di ricerca sulla farmacologia delle
sostanze antitumorali 52
Proposta d'azione 72: Armonizazzione delle norme di prova dei medicinali anticancro 53
III. RICERCHE DI BASE SUL CANCRO
Proposta d'azione 73: Cofinanziamento ad opera della Comunità europea di ricerche sul genoma e sugli
oncogeni umani 54
Proposta d'azione 74: Cofinanziamento ad opera della Comunità europea di ricerche sulle sonde di acidi
nucleici 54
CONCLUSIONE
Azione 75: Valutazione sistematica del piano d'azione 1987-1989 con il Comitato dei cancerologi europei e
compilazione di un bilancio complessivo nel 1989 55
Proposta di decisione del Consiglio 56
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INTRODUZIONE GENERALE
Il cancro, che risale forse agli albori della storia dell'umanità (la mandibola di Kanam, di circa 500 000
anni fa, ne presenta già le tracce) (*), multiforme nelle manifestazioni (se ne contano attualmente varie
centinaia di tipi diversi), molto diffuso nelle società sviluppate (un europeo su quattro è già stato, è o
sarà confrontato con questa malattia) è sentito ancora come una malattia misteriosa, caratterizzata
dalla disorganizzazione di alcune cellule e dalla loro profilerazione anarchica, per motivi che sono
sempre meglio conosciuti, benché non ancora totalmente chiariti. Inoltre, se la progressione della
malattia riscontrata negli ultimi anni dovesse continuare, nel 2000 un europeo su tre sarà colpito da un
cancro, in un momento della sua vita.
Questa situazione, seppur preoccupante, può essere sdrammatizzata: è certo che buona parte di tale
peggioramento è dovuta all'allungamento della durata media della vita, dato che la frequenza dei casi
di cancro aumenta rapidamente con l'età. Per di più il cancro rappresenta solo la seconda causa di
mortalità, dopo le affezioni cardiovascolari.
Tuttavia, come nei secoli scorsi le malattie infettive, attualmente è il cancro la malattia più temuta,
forse perché la guarigione avviene tuttora troppo spesso al prezzo di una mutilazione o di effetti
secondari indesiderabili, e forse anche perché alcuni tipi di cancro, fino alla recente invenzione di
farmaci analgesici efficaci, causavano sofferenze lunghe e insopportabili.
Peraltro, è ormai noto che il cancro non rappresente più una fatalità: si sa bene che la frequenza di tale
malattia dovrebbe ridursi grazie alla prevenzione e che il suo trattamento potrebbe migliorare con la
ricerca. Grazie ai mezzi attualmente disponibili quasi il 50 % dei malati può contare o su una
sopravvivenza prolungata o sulla guarigione, mentre nel 1950 appena un quarto (2) dei malati
guariva. Soprattutto, il cancro può benissimo essere evitato, come è dimostrato dai notevoli regressi
registrati in alcuni paesi per tre tipi comuni di cancro.
Per esempio, l'enorme riduzione dei casi di cancro allo stomaco nei paesi sviluppati è probabilmente
connessa con frigoriferi e forse anche grazie agli additivi alimentari antiossidanti. D'altra parte, la
diminuzione della frequenza dei casi di cancro al collo dell'utero, un'affezione che sempre più spesso è
ritenuta vicina a quelle trasmissibili per via sessuale, è forse dovuta alla sorveglianza ginecologica più
regolare e ad una maggiore igiene nei rappresentanti dei due sessi. In paesi quali gli Stati Uniti o il
Regno Unito si registra oggi un abbassamento della frequenza dei casi di cancro al polmone: si tratta di
paesi nei quali la lotta contro il tabagismo è stata iniziata prima che altrove.
Con la prevenzione e la ricerca, gli europei possono sperare di ridurre ancora in futuro, e in misura
sensibile, la mortalità per cancro e per il numero delle persone colpite. Questa lotta riguarda tutti, e a
tutti i livelli. Dal canto suo, l'Europa agricola e industriale può armonizzare le normative e le tecniche
per migliorare l'ambiente quotidiano degli europei e liberarlo dai fattori di rischio di cancro. L'Europa
della ricerca e della tecnologia può accrescere poi l'efficacia dell'impegno pubblico e privato nel campo
della ricerca, grazie a un migliore coordinamento delle risorse umane e finanziarie.
(a) «Origine ed evoluzione dell'uomo», Museo nazionale di storia naturale, Parigi, 1984.
(2) M. Tubiana, «Il cancro», Presses Universitaires de France, Paris, 1985.
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/7
Evoluzione del numero di nuovi casi di cancri in Danimarca 1943—1980
(a età costante e per 100 000 abitanti)
UOMINI
• 100.0.
Stomaco
10.0 .
1.0.
0.1
-" _ _ Pancreas
.„.«—— Testicoli
—-""•" „ Melanoma
, ; - - ^ Laringe
Labbra
".'. "."?».• Leucemia
Esofago
Faringe
1 ! " 1 1 1 -T—
1945 1950 1955 1960 1965 1970 1975 1980
DONNE
100.0 _.
10.0
1.0 _
0.1
——.__ Cervice dell'utero
^ Corpo dell'utero
Retto
Melanoma
Pancreas
Vescica
Leucemia
* — • Esofago
. Faringe
.--• Labbra
I I | 1 1 1 \
1945 1950 1955 1960 1965 1970 1975 1980
Fonte: Ole Moeller Jensen e altri, «Cancer Registration in Denmark», National Institute Monograph n. 65,
pag. 245-251.
Nota: Istituito nel 1942 il registro danese del cancro è il più vecchio del genere in Europa. Esso consente di seguire
l'evoluzione a lungo termine del numero di cancri.
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CAPITOLO 1°
PREVENZIONE DEL CANCRO
(compresa la diagnosi precoce)
Già molto tempo fa, alcuni osservatori più avveduti avevano notato che la frequenza di certi tipi di
cancro era connessa con i modi di vita e con le condizioni di lavoro dei soggetti colpiti. Il record di
perspicacia in questo campo può forse essere attribuito al medico inglese Percival Pott, che già nel
1775 attirò l'attenzione della professione medica sul probabile ruolo della fuliggine nei casi di cancro
allo scroto che colpivano spesso gli spazzacamini delle grandi ciminiere industriali. Quest'osserva-
zione fu confermata due secoli dopo, nel 1915, grazie agli esperimenti dei medici giapponesi
Yamigiwa e Ichikawa, che hanno provocato tumori maligni sulle orecchie dei conigli spennellate
regolarmente con catrame.
Uno dei grandi progressi della medicina del XX secolo è consistito nel confermare l'influenza dei modi
di vita, delle condizioni di lavoro e dell'ambiente sulla frequenza dei casi di cancro. In questo campo è
stato determinante l'apporto delle ricerche epidemiologiche: per esempio le inchieste svolte presso le
sette religiose americane nelle quali sono vietati tabacco e alcool (mormoni, avventisti del settimo
giorno) mostrano che la frequenza dei vari tipi di cancro è pari alla metà di quella che si riscontra negli
americani della medesima età, sesso e professione che non rispettano tali divieti. Anche le inchieste
svolte presso popolazioni migranti hanno consentito di trarre deduzioni importanti: per esempio, la
frequenza dei casi di cancro allo stomaco, molto diffuso in Giappone, diminuisce nei quindici anni
successivi all'emigrazione di giapponesi negli Stati Uniti, ma questi stessi giapponesi divengono allora
vulnerabili al cancro del colon o del retto, come è il caso degli americani. Tali differenze geografiche
nella frequenza dei vari tipi di cancro e la vulnerabilità differenziata in funzione dei modi di vita hanno
indotto a ritenere che la grande maggioranza dei casi di cancro nell'uomo sia dovuta a fattori
esterni.
Numerosi studi hanno cercato di quantificare l'importanza rispettiva dei vari fattori di rischio.
Complessivamente le conclusioni quantitative dei loro autori permangono molto vicine le une alle
altre. Ad esempio, nel rapporto del 1981 sulle cause del cancro negli Stati Uniti, gli epidemiologi
britannici Richard Doli e Richard Peto (!), la cui autorità è riconosciuta in tutto il mondo, concludono
che oltre il 75 % dei decessi dovuti a cancro è in connessione con fattori esterni (vedi tabella 1). Le
conclusioni sono evidenti per alcuni fattori, quali il fumo di tabacco, mentre per altri fattori, come
l'alimentazione, sussistono ancora incertezze e occorrono ricerche complementari. Questi vari dati
riguardano gli Stati Uniti e hanno solo valore indicativo per i paesi europei, ma costituiscono già una
prima approssimazione, ad eccezione forse del ruolo dell'alcool, che è molto più importante in alcuni
paesi come la Francia, dove è ritenuto causa di oltre 10 % di tutti i casi di cancro.
Dalle precedenti constatazioni emerge inequivocabilmente che il cancro può essere evitato, se appena
le nostre società e gli individui che le compongono adeguano la propria legislazione e il proprio
comportamento così da trarre il massimo profitto dalle cognizioni attuali nel campo della prevenzione
del cancro. I cancerologi europei sono infatti del parere che, unendo i loro sforzi, entro il 2000 i paesi
europei potrebbero ridurre del 15 % la frequenza dei casi di cancro.
(*) R. Doli e R. Peto, «TheCausesof Cancer» (Le cause del cancro), Oxford University Press, Oxford, New York,
1981.
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 5 0 / 9
Tabella 1
Percentuale dei decessi dovuti a cancro attribuibili ai diversi fattori — Esempio degli Stati Uniti
Fattore o categoria di fattori
Tabacco
Alcool
Alimentazione
Additivi alimentari
Abitudini sessuali e riproduttive
Professione
Inquinamento
Prodotti industriali
Medicina e procedimenti medici
Fattori geofisici
Infezione
Percentuale di tutti i decessi
dovuti a cancro
migliore
30
3
35
1
7
4
2
1
1
3
10?
Variazione
delle stime
25 — 40
2 — 4
10 — 70
— 5 — 2
1 — 13
2 — 8
1 — 5
1 — 2
0 ,5— 3
2 — 4
1— ?
Fonte: R. Doli e R. Peto.
I. LOTTA CONTRO IL TABAGISMO
1. Tabacco e cancro
Si son dovuti attendere il 1950 e i lavori dei medici inglesi R. Doli e A. B. Hill (J ) per poter stabilire un
nesso tra tabagismo e cancro ai polmoni. Da allora è stato possibile individuare nel fumo di tabacco
oltre quaranta sostanze cancerogene, e le molteplici inchieste svolte presso malati colpiti da cancro ai
polmoni hanno mostrato che almeno il 90 % dei casi era connesso con il tabagismo. Inchieste di lunga
durata effettuate in tutto il mondo, che consistevano nel seguire regolarmente, per molti anni, lo stato
di salute di centinaia di migliaia di persone tutte in buona salute all'inizio delle inchieste stesse, hanno
consentito di confermare e di consolidare i risultati degli studi epidemiologici: è stato così possibile
scoprire che la frequenza dei casi di cancro bronchiale era proporzionale al numero di sigarette fumate
al giorno: per esempio, essa è venti volte superiore nei sogetti che fumano quotidianamente 20
sigarette rispetto a quelli che ne fumano una sola, per i quali, a loro volta, il rischio di cancro è
superiore del 20 % che per i non fumatori (2).
La frequenza del cancro è inoltre maggiore per tutti i tessuti che entrano in contatto con il fumo di
tabacco: labbra, bocca, lingua, laringe, faringe, esofago, polmoni, ma anche pancreas, reni e vescica,
poiché i residui del fumo passano nel sangue e vengono eliminati per via urinaria.
Quando invece un fumatore rinuncia al fumo il suo maggiore rischio di mortalità diminuisce
progressivamente in 10—15 anni, al termine dei quali la sua speranza di vita è nuovamente pari a
quella di un non fumatore (3). Del resto, le curve di evoluzione del numero di casi di cancri ai polmoni e
del consumo di tabacco sono parallele, ma sfasate di una ventina d'anni (vedi grafico 1); è questo,
infatti, il periodo «d'incubazione» del cancro ai polmoni.
In questi ultimi anni si è rivolta l'attenzione anche agli effetti sulla salute dell'inalazione involontaria di
fumo di tabacco, cioè del «tabagismo passivo». Emergono ora forti tendenze a ritenere che fumare
nuocia non solo alla salute del fumatore, ma anche a quella delle persone che, loro malgrado, devono
restare in un'atmosfera carica di fumo di tabacco. Un anno fa il Journal of the American Medicai
Association (numero del maggio 1985) ha recensito 14 studi epidemiologici svolti su questo
(*) R. Doli e A. B. Hill, «Smoking and Carcinoma of theLung» (Il fumo e il cancro ai polmoni), in British Medicai
Journal, n. 2, 739—748, 1950.
(2) Centre International de Recherche sur le Cancer, «Evaluation des risques cancérigènes des agents chimiques
chez l'homme: le cas du tabac», Monographie 38, Lyon, 1986.
(3) R. Roemer, «L'action legislative contre l'epidemie mondiale de tabagisme», OMS, Genève, 1983.
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Relazione tra la frequenza della mortalità per cancro al polmone e il numero
di sigarette fumate al giorno in differenti indagini prospettiche
X35
X30
X25
X 20
Aumento della frequenza della
mortalità per cancro al polmone
X 15
X 10
X5
1
0 10 20 30 40
Numero di sigarette fumate al giorno
Fonte: M. Tubiana, «Le cancer», Presses Universitaires de France, Paris, 1985.
argomento negli Stati Uniti, in Giappone, nella Repubblica federale di Germania, in Grecia e in altri
paesi. Tredici studi concludono che il rischio di cancro ai polmoni è nettamente superiore presso i non
fumatori esposti al fumo di sigaretta, a casa e sul luogo di lavoro. Nella sua comunicazione orale al
congresso internazionale sul cancro, svoltosi a Budapest nel 1986, Sir Richard Doli ha addirittura
stimato che circa la metà di tutti i casi di cancro ai polmoni presso non fumatori sia imputabile al
tabagismo passivo.
Non sussiste quindi più alcun dubbio che il tabacco sia l'agente cancerogeno di gran lunga più diffuso
nel nostro ambiente: di conseguenza, e secondo il parere unanime dei cancerologi di tutto il mondo,
per diminuire la mortalità dovuta a cancro in Europa, nessun'azione sarebbe più efficace della
riduzione del consumo di tabacco. Per di più questa azione contribuirebbe validamente a diminuire la
frequenza delle malattie cardiovascolari.
2. Azioni previste dal 1987 al 1989
La lotta contro il tabagismo avrà una durata molto lunga, forse di una generazione: sarebbe infatti
illusorio immaginare che sia possibile convincere rapidamente tutti i fumatori ad abbandonare questa
abitudine. In tale lotta la Comunità europea dispone di buone possibilità. Utilizzando razionalmente
le competenze specifiche di cui dispone in materia di mercato comune, di politica agricola comune o di
protezione dei consumatori essa rafforzerà le azioni nazionali, pubbliche o private, di lotta contro il
tabagismo. Per una maggiore chiarezza le azioni comunitarie previste dal 1987 al 1989 sono state
raggruppate secondo i grandi settori di competenza della Comunità europea. L'ordine prescelto non
riflette pertanto l'importanza relativa di ciascuna di queste azioni.
Q Regno Unito
Fumatori maschi
USA
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N . C 50/11
A. Mercato interno e tabacco
Entro il 1992, gli Stati membri della Comunità europea si sono impegnati a realizzare finalmente un
vero e proprio mercato comune: a questo scopo, saranno tra l'altro obbligati ad armonizzare i
rispettivi sistemi fiscali, per poter sopprimere i controlli alle frontiere interne oggi ancora necessarie a
causa della grandissima diversità dei sistemi fiscali vigenti in Europa. L'imposizione fiscale sui
tabacchi costituisce in tale contesto un caso da manuale, come illustrato nella tabella 2, dato che la
tassa su un pacchetto comune di venti sigarette spazia da 0,26 ECU in Grecia a 2,76 in
Danimarca.
L'elevato tasso fiscale della Danimarca, che è il record europeo se non mondiale, è soprattutto il
risultato delle caratteristiche intrinseche del sistema fiscale danese: in Danimarca, infatti, il
finanziamento della sanità e della sicurezza sociale non avviene tramite prelievi sui salari sotto forma
di contributi sociali, ma essenzialmente tramite l'imposizione fiscale diretta e indiretta.
Tabella 2
Prezzo al minuto e tassazione dei pacchetti di 20 sigarette più venduti nel paese considerato
(in ECU)
Prezzo al minuto
Tassa
Prezzo al minuto
Tassa
Danimarca
3,16
2,76
Italia
1,02
0,73
Irlanda
2,54
1,88
Lussemburgo
0,97
0,65
Regno Unito
2,35
1,76
Francia
0,68
0,51
Germania
1,77
1,30
Portogallo
0,73
0,50
Olanda
1,36
0,97
Spagna
0,73
0,38
BeIglo
1,24
0,87
Greca
0,43
0,26
Tenuto conto delle esigenze della sanità pubblica, ci si dovrà naturalmente assicurare che
l'armonizzazione delle imposte sul consumo e delle tasse sul tabacco non si traduca in riduzioni di
prezzo nei paesi dove l'imposizione fiscale è più pesante: al riguardo, è quindi un allineamento verso
l'alto delle imposizioni fiscali che si dovrà perseguire. Ammesso questo principio di base, si dovrà
tuttavia considerare la profonda disparità delle situazioni di partenza — uno scarto da 1 a 10 tra i
sistemi fiscali greco e danese — e procedere quindi in modo molto graduale sino al 1992, per
consentire a tutti gli interessati di adeguarsi, stabilendo una fascia di armonizzazione abbastanza
ampia, e senza escludere la possibilità di clausole provvisorie di eccezione.
Proposta d'azione 1: Allineamento verso l'alto dell'imposizione fiscale sui tabacchi trasformati nella
Comunità europea
Entro il 1° aprile 1987 la Commissione trasmetterà al Consiglio, perché l'adotti entro il 1987,
proposte di direttive comunitarie riguardanti forcelle comuni da stabilire per le principali imposte sul
consumo e per l'imposta sul valore aggiunto, comprese quelle che dovranno applicarsi ai tabacchi
trasformati.
Queste proposte saranno così formulate a che il ravvicinamento dell'imposizione fiscale sui tabacchi
trasformati possa condurre ad una riduzione generale del consumo di tabacco e, di conseguenza, ad un
miglioramento del benessere della salute degli europei. A questo riguardo la Commissione delle
Comunità europee invita gli Stati membri ad avviare gli adeguamenti necessari dei loro sistemi fiscali a
partire dall'inizio del 1987.
Nella maggioranza dei paesi europei queste misure fiscali si tradurranno in un aumento, talvolta
molto consistente, delle tasse riscosse. Infatti l'esperienza ha mostrato che la domanda diminuisce
debolmente quando i prezzi aumentano. Ad esempio, numerosi studi effettuati nel Regno Unito ed in
altri paesi europei hanno mostrato che una percentuale data di aumento di prezzo (10 % per esempio)
si traduce in una diminuzione, inferiore della metà, del consumo di tabacco (5 % nel caso specifico). Il
rapporto di 0,5 fra le variazioni del consumo e dei prezzi è stato rilevato per un modesto aumento di
prezzo.
N. C 50/12 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
Proposta d'azione 2: Finanziamento di azioni nazionali di prevenzione mediante l'aumento
dell'imposizione fiscale sui tabacchi trasformati
Nel 1987 la Commissione europea sottoporrà al Consiglio delle proposte miranti a migliorare la
situazione attuale in materia di individuazione e di diagnosi precoce di taluni cancri (vedi capitolo IV).
Nella maggior parte dei paesi il finanziamento di questi programmi dovrebbe risultare facilitato grazie
all'aumento delle tasse risultante dall'allineamento verso l'alto dell'imposizione fiscale sui tabacchi
non trasformati.
Del resto questo allineamento verso l'alto dell'imposizione fiscale si tradurrà in un aumento dei prezzi
al consumo dei tabacchi trasformati. Evidentemente questo aumento non dovrebbe essere preso in
considerazione all'atto dei negoziati sui salari. Per rendere trasparenti per il pubblico e per le parti
sociali gli effetti di questi adeguamenti fiscali sarebbe opportuno pubblicare indici di prezzo che
escludano i tabacchi trasformati. Tali indici potrebbero servire di riferimento in occasione dei
negoziati salariali negli Stati membri.
Azione 3: Pubblicazione di indici di prezzi con esclusione del tabacco a cura dell'Istituto statistico delle
Comunità europee
A partire dal 1987 l'Istituto statistico delle Comunità europee pubblicherà regolarmente, per ciascuno
dei dodici paesi, un indice dei prezzi che esclude i tabacchi trasformati.
Naturalmente questi aumenti di prezzo dei tabacchi trasformati costituiscono soltanto uno dei
numerosi elementi che è opportuno mobilitare nella lotta da condurre contro la sostanza che
rappresenta il principale fattore di rischio della nostra vita quotidiana.
Proposta d'azione 4: Armonizzazione dell'etichettatura delle sigarette nella Comunità europea
Entro il 1988 la Commissione europea presenterà al Consiglio proposte riguardanti l'etichettatura
delle sigarette e degli altri prodotti derivati dal tabacco affinché su ciascun imballaggio figurino con
chiarezza un'avvertenza medica e informazioni precise sulla composizione del contenuto.
Su questo punto è ormai un fatto acquisito che presso i fumatori i rischi di cancro ai polmoni sono
tanto meno gravi quanto minore è il tenore di catrame del tabacco fumato. Per indurre i fumatori a
orientarsi verso prodotti meno nocivi si è proposto di instaurare una tassazione proporzionale del
contenuto in catrame. Una simile impostazione risulta più difficile da realizzare di un puro e semplice
divieto di talune categorie di tabacchi trasformati.
Proposta d'azione 5: Divieto di sigarette ad alto tenore di catrame
Entro il 1987 la Commissione europea presenterà al Consiglio una proposta di direttiva intesa a
vietare in tutti gli Stati membri le sigarette il cui tenore di catrame sia superiore a un determinato
livello.
Per consentire all'industria — e ai fumatori — di adeguarsi a un simile provvedimento, questi valori
dovranno essere scelti oculatamente. A titolo illustrativo i valori massimi potrebbero essere limitati a
15 mg per sigaretta nel 1989 e a 12 mg nel 1992. Naturalmente gli Stati membri della Comunità
europea, o i produttori di tabacchi trasformati, potranno andare più lontano e più rapidamente in
questo campo, se lo desiderano. Inoltre, affinché questa azione, e la precedente, abbiano tutto il loro
effetto, sarebbe opportuno anche armonizzare i metodi di misurazione di queste sostanze.
Proposta d'azione 6: Armonizzazione delle norme di misurazione dei componenti del tabacco
Nel 1987, la Commissione europea farà procedere a prove comparate sulle diverse norme in uso per
determinare la composizione del fumo di sigarette, nella prospettiva di proporre nel 1988 al Consiglio
di stabilire una norma comune.
Inoltre, si dovrebbero eliminaro sollecitamente gli incitamenti artificiali a fumare che persistono qua e
là, in virtù di antiche tradizioni; sia che si tratti di distribuzioni gratuite o a basso prezzo ai giovani che
compiono il servizio militare, oppure delle vendite di tabacco esenti da tasse nei porti e aeroporti.
Mentre il primo tipo di divieto è unicamente di competenza degli Stati membri, il secondo rientra
direttamente nella sfera delle competenze della Comunità europea. Un tale divieto vige, del resto, per
ogni spostamento all'interno del Benelux.
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/13
Proposta d'azione 7: Divieto di vendere tabacco in esenzione fiscale nella Comunità europea
Entro il 1988 la Commissione europea trasmetterà al Consiglio una proposta di direttiva intesa a
vietare le vendite di tabacco in esenzione fiscale nella Comunità europea.
Infine sono stati recentemente emessi sul mercato, in particolare negli Stati Uniti, nuovi prodotti quali
i tabacchi da masticare. Per la loro presentazione e pubblicità questi prodotti sono spesso più attraenti
per gli adolescenti e per i bambini. Alcuni di essi contengono un tasso elevato di nicotina. Il loro uso
presenta quindi tutte le probabilità di creare una dipendenza nei confronti della nicotina e come
corollario del tabacco. Alcuni paesi hanno adottato di recente misure di protezione riguardo questi
nuovi prodotti. Ad esempio nel luglio del 1986 il Regno Unito si è dotato di un «Protectionof Children
(tobacco) Act» che vieta la vendita di tabacchi trasformati ai minori di 16 anni qualunque sia la
persona alla quale è destinato il prodotto. Quanto all'Irlanda, essa ha vietato totalmente taluni
tabacchi da masticare di origine americana come 10 «Skoal Bandit».
Proposta d'azione 8: Protezione dell'infanzia contro le vendite di tabacco
Nel 1987-1988 la Commissione europea trasmetterà al Consiglio e al Parlamento europeo delle
proposte miranti a vietare la vendita di tabacco e di prodotti derivati ai bambini e agli adole-
scenti.
B. Agricoltura e tabacco
Nella Comunità europea, il settore del tabacco può essere caratterizzato dai seguenti dati economici: si
annoverano attualmente un po' più di 230 000 produttori di tabacco, aventi sede in particolare nelle
regioni più svantaggiate, dove la disoccupazione è più grave. A valle, 1 800 000 persone circa
lavorano, perlopiù a tempo pieno, nei settori della trasformazione e della commercializzazione (1).
Inoltre, la Comunità europea importa circa la metà del suo fabbisogno, il che si traduce in un
disavanzo commerciale di quasi due miliardi di ECU nel 1985.
Di conseguenza qualsiasi politica mirante a ridurre a breve termine la produzione europea di tabacco
creerebbe inevitabilmente problemi d'occupazione in regioni già colpite ed aumenterebbe anche il
disavanzo commerciale già molto alto. È ovvio, tuttavia, che la politica condotta in questo settore
dovrà in futuro tenere conto degli aspetti inerenti alla salute.
Proposta d'azione 9: Riduzione della produzione di tabacco, riorientamento verso varietà meno
nocive ed esame delle possibilità di riconversione
Dal 1987 la Commissione europea provvederà perché si accentui il riorientamento della produzione
verso le varietà di tabacco meno nocive per la salute. Nel contempo si cercheranno le possibilità di
riconversione verso altre attività, in particolare verso la produzione di ortofrutticoli che svolgono un
ruolo benefico nella prevenzione del cancro.
A tal fine essa agirà sui prezzi garantiti ai produttori di tabacco e sui premi versati agli acquirenti di
tabacco comunitario. Nel 1986, questi ultimi — che possono essere imprese locali, monopoli
nazionali o imprese multinazionali — hanno ricevuto circa 800 milioni di ECU per approvvigionarsi
nella Comunità europea.
Tale importo può sembrare molto alto se lo si confronta con il bilancio annuale della Comunità
europea per la ricerca medica (una decina di milioni di ECU l'anno). Tale confronto, però, è privo di
senso. Infatti, allo stadio attuale dell'integrazione europea, la ricerca medica rimane per l'essenziale
prerogativa nazionale, per cui il bilancio comunitario rappresenta soltanto l'I % del totale delle spese
nazionali in questo settore.
Inoltre, sino ad oggi la politica agricola comune è una delle pochissime politiche integrate sul piano
europeo, tanto è vero che le spese corrispondenti non sono più a carico degli Stati membri ma della
Comunità europea. Non vi è dubbio che se non esistesse la politica agricola comune al settore del
tabacco verrebbero versati premi nazionali molto alti, sotto una forma qualsiasi, come accade ad
esempio negli Stati Uniti.
Il paradosso della situazione, europea o americana, permane. Tuttavia non è possibile eliminare in
pochi anni cinque secoli di tabagismo.
In parallelo a questa azione di riduzione della produzione di tabacco, sarà anche opportuno cercare di
ridurre il consumo di tabacco manufatturato nella Comunità europea, al fine di evitare l'aumento del
0) «L'industria del tabacco nella Comunità europea», rapporto del Peida, Edimburgo, 1985.
N. C 50/14 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
disavanzo commerciale già molto alto. Simultaneamente si terrà conto delle imposte sul tabacco nel
pieno rispetto degli accordi internazionali in vigore. A questo argomento economico si aggiunge
ovviamente la necessità di lottare contro la sostanza cancerogena più diffusa nel nostro ambiente e che
è all'origine di circa un terzo dei decessi per cancro.
Proposta d'azione 10: Campagna di informazione e di sensibilizzazione del pubblico alla lotta contro il
tabagismo
Nel periodo dal 1987 al 1989 questa azione sarà condotta nella Comunità europea e sarà destinata al
pubblico, agli insegnanti e al personale sanitario. Questa campagna di sensibilizzazione giungerà al
suo apogeo nel 1989 nel quadro dell'anno europeo della prevenzione del cancro (vedi capitolo 2). Per il
bilancio comunitario, il costo di questa azione sarà inferiore alle economie che saranno realizzate
grazie alla riduzione dei premi versati agli acquirenti di tabacco comunitario. A titolo d'esempio una
riduzione dell'I % di questi premi rappresenta un importo pari a 8 milioni di ECU. Si tratterà in un
certo senso di un contributo indiretto del settore del tabacco alla lotta contro il cancro.
C. Protezione dei consumatori e dei lavoratori
Tenuto conto dei pericoli che presenta il tabagismo passivo e della necessità di ridurre al massimo la
pubblicità diretta e indiretta a favore del tabacco, spetterà ai poteri pubblici nazionali e alle istituzioni
comunitarie adottare provvedimenti adeguati.
Proposta d'azione 11: Studio delle disposizioni nazionali ed elaborazione di proposte di regolamen-
tazione comunitaria del fumo nei luoghi pubblici
Entro la fine del 19 8 8, la Commissione trasmetterà al Consiglio una proposta intesa a regolamentare il
consumo di tabacco nei luoghi aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro.
Tali proposte saranno basate su uno studio preliminare delle misure nazionali che disciplinano il
consumo di tabacco nei mezzi di trasporto pubblici, nei luoghi aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro.
Si terrà anche conto delle esperienze acquisite dai paesi non appartenenti alla Comunità europea.
Proposta d'azione 12: Studio delle disposizioni nazionali ed elaborazione di proposte di regolamen-
tazione comunitaria sulla limitazione della pubblicità a favore del tabacco
Entro la fine del 1989, la Commissione europea trasmetterà al Consiglio proposte intese a vietare al
massimo la pubblicità diretta e a frenare per quanto possibile la pubblicità indiretta a fa ore del
tabacco, la sponsorizzazione sportiva in particolare.
Si raccomanderà, inoltre, che le spese per la pubblicità a favore del tabacco non si possano detrarre
dall'imposta sulle società e che il maggior introito fiscale risultante sia destinato al finanziamento di
campagne d'informazione sui pericoli del tabacco.
D. Scambio di esperienze
Tutti i paesi — da più o meno tempo, con più o meno determinazione e con più o meno successo — si
sono ormai impegnati in campagne d'informazione del pubblico e in azioni intese a scoraggiare l'uso
del tabacco.
Azione 13: Bilancio comparato delle campagne di aiuto alla disintossicazione dei fumatori
Nel 1987, la Commissione europea farà effettuare una valutazione delle iniziative esistenti in materia
di aiuti ai fumatori perché si liberino della loro abitudine e nel periodo dal 1987 al 1989 incoraggerà la
diffusione delle iniziative che abbiano avuto successo.
Azione 14: Scambio di informazioni sulla lotta contro il tabagismo
A partire dal 1987, la "Commissione europea favorirà anche gli scambi d'informazione e d'esperienze
sulle strategie di lotta contro il tabagismo condotte all'interno e all'esterno della Comunità.
Se la Comunità europea ponesse in opera queste 14 proposte d'azione, apporterebbe un notevole
contributo alla lotta contro il tabagismo che devasta ancora le nostre società. A partire dal 1988, verrà
regolarmente effettuata una valutazione dell'impatto di queste azioni, tramite soprattutto i sondaggi
«Eurobarometro» (vedi capitolo 2). Inoltre, sarà opportuno completare questa serie di misure
comunitarie con altre proposte nel settore dell'informazione e dell'educazione sanitaria dei giovani e
degli adulti. Questi punti saranno anche trattati nel capitolo 2.
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/15
II. MIGLIORAMENTO DELL'ALIMENTAZIONE
1. Alimentazione e cancro
Numerosi fattori inducono a ritenere che le abitudini alimentari, compreso il consumo di bevande
alcoliche, svolgano una funzione importante nella formazione, ma anche nella prevenzione di vari tipi
di cancro frequenti nell'uomo e nella donna, come il cancro delle vie digestive — dalla cavità boccale al
retto — e il cancro del seno. Nello studio già citato, Doli e Peto reputano che negli Stati Uniti i fattori
attinenti alla nutrizione possano essere implicati in più di un terzo dei decessi causati dal cancro, ma
essi stessi confessano che una simile valutazione è molto imprecisa, poiché il loro margine di incertezza
va dal 10 al 70 % (*), il che contrasta con la precisione della loro valutazione del ruolo del tabacco,
compresa in una forcella molto più limitata (dal 25 al 45 %) .
Tra i cancerologi esiste un'eccezionale unanimità sulle relazioni tra tabacco e cancro ma essa si attenua
quando si affronta la questione dei nessi tra alimentazione e i vari tipi di cancro: la prudenza è tuttora
di rigore in questo campo, nel quale la funzione precisa di numerosi fattori attinenti alla nutrizione
resta spesso mal delineata. Tuttavia, dalle ricerche disponibili si possono già trarre alcune — poche —
osservazioni importanti. Le conclusioni che ne derivano dal punto di vista della prevenzione del
cancro sono fortunatamente compatibili con quelle che mirano a ridurre le malattie cardiovascolari.
Viene, quindi, facilitato il compito dei responsabili della sanità pubblica.
1 ) In vari paesi europei, l'eccesso di bevande alcoliche costituisce da solo il secondo fattore di rischio
di cancro dopo il tabacco. In Francia, per esempio, paese che detiene il record mondiale di
consumo prò capite, un caso di cancro su dieci è connesso con l'eccessivo consumo di bevande
alcoliche. L'etanolo di per sé stesso non è cangerogeno, ma si è osservato che talvolta lo sono le
altre compenenti delle bevande alcoliche. Inoltre l'irritazione cronica che l'alcool provoca al livello
della bocca, della gola o dell'esofago porta a un netto incremento dei casi di cancro a carico di tali
organi, in particolare quando le bevande alcoliche si associano al consumo di tabacco: in Francia,
per esempio, la frequenza del cancro all'esofago tra i fumatori che consumano meno di 10 sigarette
al giorno e che bevono meno di 40 g d'etanolo al giorno è di 20 volte inferiore a quella dei non
fumatori che consumano un litro di vino al giorno (80 grammi di etanolo) e 40 volte inferiore a
quella dei grandi fumatori che consumano una ventina di sigarette e bevono un litro di vino al
giorno (2).
2) Oltre al consumo eccessivo d'alcool, il cui ruolo nefasto nella formazione di certi cancri non ha
bisogno di ulteriori conferme (vedi tabella 3), un consumo sufficiente ài frutta e verdure fresche
costituisce il secondo fattore alimentare che esercita un ruolo importante, corroborato da
numerose prove empiriche, nel senso di un'accresciuta protezione contro certi tipi di cancro.
E. Wynder e M. T. Goodman (3) ad esempio hanno dimostrato convincentemente come
un'alimentazione ricca di frutta e verdure fresche — fonte principale delle vitamine A e C —
garantisce in certa misura una protezione contro i cancri del polmone, anche se studi recenti
suggeriscono che tale protezione risulta inefficace nel caso dei fumatori più incalliti, vale a dire
quelli che consumano due pacchetti di sigarette o più al giorno. Si danno inoltre dati che
comprovano come un'alimentazione ricca di frutta e di verdure fresche eserciti una certa
protezione contro i rischi oncogeni dell'esofago, dello stomaco, del pancreas e del colon (vedi
tabella 3).
3) Provato sperimentalmente sugli animali da una cinquantina d'anni, l'eccesso di peso sembra essere
un importante fattore di rischio, soprattutto per la donna, come dimostra uno studio americano
vertente su 750 000 persone in un periodo di 13 anni (4). Per alcuni tipi di cancro, come quelli alla
cistifellea e al corpo dell'utero (endometrio), la percentuale dei decessi delle persone il cui peso
eccedeva del 40 % il peso normale era oltre il quandruplo di quella normale. In merito ad
eventuali correlazioni tra peso superfluo e cancro al seno, F. de Ward (s) riferisce che è stata
confermata una relazione statistica in 22 studi sui 27 repertoriati.
4) Allo stato attuale delle conoscenze, il ruolo specifico di ciascun tipo di grasso resta ancora da
chiarire. Tuttavia, numerose ricerche epidemiologiche indicano che, come avviene negli animali,
un'alimentazione troppo ricca di grassi comporta un maggior rischio di cancro al colon e al seno.
(*) Questo intervallo riguarda unicamente i prodotti alimentari in senso stretto, cioè senza l'alcool e senza gli
additivi alimentari (vedi tabella 1).
(2) A. Tuyns, «Alcool et cancer» (L'alcool e il cancro), Centro internazionale di ricerca sul cancro, Lione,
1978.
(3) E. Wynder and M. T. Goodman, «Smoking and Lung Cancer; some unresolved issues» in Epidemiological
Reviews, 5, pag. 17—207, 1983.
(4) EA. Lew, L. Garfinkel, «Variations in Mortality by Weight Among 750 000 Men and Women» (Variazioni
della mortalità in funzione del peso tra 750 000 uomini e donne), in journal of Chronical Diseases, n. 32, pag.
563—576, 1979.
(5) F. de Waard, «Dietary Fat & Mammary Cancer» (I grassi nella dieta e il cancro al seno), in Nutrition and
Cancer, voi. 8, n. 1, pag. 5—7, 1986.
N. C 50/16 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee ^ ^ ^
questa osservazione riveste ancora maggiore importanza in quanto queste affezioni sono
all'origine di gran partedei decessi per cancro in Europaenegli^tatiOniti^^.Inoltre,l'eccesso nel
consumo di grassi potrebbe ancbe portare alla formazione di cancro al pancreas, tale ipotesi però
deve essere ancora confermata.
^ P ' importanzadelle^^r^^^^^^^^ nel funzionamento dell'intestino era nota già da tempo, ma
solo n e t t a i , p e r mento del chirurgo militare britannico l^urMtt^^èstato costatato il probabile
nesso tra un'alimentazione povera di fibre alimentanela frequenza del cancro al colon,
óòggettodimolte controversie,questa ipotesieoggi sempre più accettata,soprattutto da quandoè
stata suffragata da studi più recenti cbencorronoatecnicbe moderne per misurare il contenuto
fibroso delle derrate alimentaria^
^ U'altronde,altri elementi consumati in quantitativi limitatiespesso del tutto inavvertitamente
rischiano ancb'essi d'influire sulla comparsa di alcuni tipi di cancro nell'uomo^ per esempio alcune
^ ^ o ^ o ^ ^ prodotte da muffe, come le anatossine si sono rivelate cancerogene per gli
animali.
Inoltre,secondoilavondelCentro internazionale per la ricerca sul cancro^CH^C^O^ rione
possibile passare sotto silenzio l'eventuale ruolo svolto dai mtntieforseancbe in determinate
condizioni dai nitrati.presenti sotto forma di residui nell'acqua potabileenelle verdure,utilizzati
come conservanti in alcune carmesalumi,questi composti azotati nscbiano,in condizioni ancora
da cbianre,di trasformarsi nello stomaco in compostiNnitrosi^nitrosammme^,cbe sono agenti
fortemente cancerogeni nell'animale.
tnoltre, oggi sono vietati a l c u n i ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ c b e si sono rivelati cancerogeni per gli animali,
come il colorante giallo delburro. ^econdotòolle^etomenodell ' t o^ dei decessi per cancro
potrebbe essere stato provocato da additivi alimentari nocivi e a loro riguardo il margine
d'incertezza va da ^ ^ ^ a l ^ . ^ . 1 1 limite inferiore negativo indica cbe molti additivi del genere
potrebbero ancbe essere fattori preventivi del cancro^m particolare,gli antiossidanti,cbe servono
a migliorare la conservazione degli alimenti, sembrano aver avuto un certo influsso nella
spettacolare riduzione del numero di casi di cancro allo stomaco.
B^ Infine, nel t ^ 0 , ] . V . ^ o o s e n s ^ O r e a s u g g e n t o c n e ^ ' ^ ^ ^ ^ o ^ ^ r o ^ o ^ ^ ^ p o t r e b b e
aumentaremscbi di cancro allo stomaco.questi primi risultati sono moltocontestatiedevono ancora
essere confermati.
In sintesiifatton alimentari possono svolgere un ruolo determinante nella formazione — onella
prevenzione — di certi tipi di cancro.Tuttavia noneper il momento possibilevalutare,con sufficiente
attendibilità, l'importanza di ciascuno di essi considerato lo scarso numero di studi epidemiologici
disponibili in tale campo.
Nella tabella^si sono riprese le stime attendibili relative alla frequenza di fattori quali il consumo
d'alcool, di frut taeverdurefrescbe, l 'obesi tàmrelazioneadiversi t ipidicancn frequenti fra le
popolazioni dell'Europa,delNordAmencaedell'Australia.Talelistanonèesaustiva,né lo puòessere
al momento attuale soprattutto per quanto concerne il supposto legame, suffragato da un numero
troppo esiguo di studi,tra i lcancrodellavescicaeunconsumoinsufficientedivitammeotra un
eccessivo consumo di grassieil cancro della prostata.Inoltre permane difficilevalutare le relazioni tra
il numero complessivo delle calorie consumarceli nscbio oncogeno di un certo t ipoecio per diversi
motivi tra cui la difficolta di misurare esattamente il tenore calorico di una razione alimentare
individuale.
Èevidentecbe occorre svolgere ncercbecomplementan,permeglio precisare le eventuali relazioni tra
l'alimentazione e d i v a n tipi di cancro. Alcuni programmi europei di ricerca contribuiscono già,e
contribuiranno ancora,aquesto sforzo indispensabile^vedi capitolo 1V .^ Allo stadio attuale,tuttavia,
per determinare chiaramente l'azione da svolgere nel periodo t^B^—t^^,occorre sfruttareinsultati
disponibili,malgrado siano troppo genencienonostante le incertezze cbe tuttora gravano su alcuni di
esse
C) K. K. Carroll, «Dietary Fat & Mammary Cancer» (I grassi nella dieta e il cancro al seno), in Nutrttion and
Cancer, voi 8, n l , p a g 3—5,1986
(2) D. P. Burkitt, «Epidemiology of Cancer of the Colon and Rectum» (L'epidemiologia del cancro al colon e al
retto), in Cancer, n 28, pag 3—13, 1971
(3) OMS «Health Nutntion Preventing nutntion related disseases in Europe», World Health Organization,
luglio 1986
(4) H. Bartsch e R Montesano (CIRC), «Relevance of nitrosamines to human cancer, Carcinogensis», voi 5,
n. 11, pag. 1381—1393, 1984
(5) J- v - Joosens, «Stroke, Stomach Cancer and Salt Possible Clue to the Prevention of Hypertension» (L'infarto,
il cancro allo stomaco e il sale una possibile chiave per prevenire l'ipertensione'), in Epidemiology of Artenal
Blood Pressure (Epidemologia della pressione arteriosa), Nijhoff, l'Aia, pag 489—508, 1980
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/17
Tabella 3
Frequenza dell'implicazione dei fattori alimentari in taluni tipi di cancro
Fattore alimentare
A L C O O L
F R U T T A E V E R D U R A FRESCA
(comprese vitamine)
Alimentazione con poca frutta e poche verdure
Alimentazione con poca frutta e poche verdure
Aumento di 100 m g / g i o r n o di vitamina C
Alimentazione con poca frutta fresca
Alimentazione con poca vitamina A
Alimentazione con poche verdure fresche
OBESITÀ
Tipo di cancro
Bocca
Esofago
Laringe
Fegato
Esofago
Stomaco
Stomaco
Pancreas
Polmoni
Colorettale
Seno
Corpo dell 'utero
(endometrio)
Prostata
q
75 %
4 0 %
7 0 %
2 5 %
3 0 %
1 5 %
4 0 %
15 —
7 0 %
5 5 %
1 5 %
2 0 %
20 —
1 2 %
20 %
2 0 %
uesto fattore alimentare è presente
con la seguente frequenza
in relazione con il tabacco
da solo;
in relazione con il tabacco
da solo;
-65 % in relazione con il tabacco
(più di 30 g
d 'etanolo al giorno)
(più di 370 g
d 'etanolo al giorno)
5 0 %
invece di 7 0 %
4 0 %
- Fonte: Documenti provvisori del CIRC.
2. Azioni 1987—1989
Affinché la politica intesa a migliorare l'alimentazione e la salute possa riuscire nel suo intento, occorre
il concorso di un numero particolarmente elevato di partecipanti attivi quali: i consumatori e le loro
organizzazioni rappresentanti, il corpo insegnante e quello sanitario, gli agricoltori e gli industriali del
settore agroalimentare, il settore della ristorazione, i poteri pubblici nazionali e le istituzioni
comunitarie. Queste ultime dispongono di rilevanti poteri nell'ambito della gestione e dall'adegua-
mento del mercato comune industriale e della politica agricola comune.
È indubbio, tuttavia, che per mobilitare scientemente le energie di partecipanti tanto diversi,
occorrerebbe disporre di orientamenti abbastanza chiari e adeguati a ciascuna categoria.
A. Elaborazione di orientamenti in materia di alimentazione e di prevenzione del cancro
Tentativi del genere sono già stati effettuati da vari comitati di esperti in tutto il mondo: per esempio
negli Stati Uniti, l'Istituto nazionale del cancro (x) e a livello europeo, l'Organizzazione europea per la
cooperazione negli studi di prevenzione del cancro (ECP) (2) (3). Naturalmente, le raccomandazioni in
materia dovranno essere esaminate con cura e migliorate nella misura del possibile.
(*) «Cancer Control — Objectives for the Nation: 1985-2000» (Lotta cóntro il cancro — obiettivi nazionali:
1985-2000), National Cancer Institute, Washington, 1986.
(2) ECP Symposium, «Diet and Human Carcinogenis» (Simposio ECP: La dieta e la cancerogenesi nell'uomo),
Elsevier Science Publishers, Amsterdam, 1986.
(3) «Proceedings of a Joint ECP-IUNB Workshop on Diet and Human Carcinogenesis» (Atti del seminario
congiunto ECP — UISN sulla dieta e la cancerogenesi nell'uomo), in Nutrition and Cancer, 1986.
N. C 50/18 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
Azione 15: Analisi delle informazioni e dei dati disponibili su «alimentazione e cancro»
Entro il 1987, saranno recensiti i numerosi dati disponibili sulle relazioni esistenti tra alimentazione e
cancro. A tale scopo, la Commissione europea mobiliterà e coordinerà gli elementi già disponibili
presso i comitati e i gruppi consultivi di cui si avvale nel settore della nutrizione, appoggiandosi inoltre
su altre strutture internazionali competenti, quali per esempio l'Organizzazione europea per la
cooperazione negli studi di prevenzione del cancro o il Centro internazionale per la ricerca sul
cancro.
Azione 16: Elaborazione di raccomandazioni sull'alimentazione contro il cancro adattate a ciascuna
delle categorie di persone interessate
In parallelo, ci si adopererà per formulare raccomandazioni specifiche da indirizzare eventualmente
alle varie categorie di persone interessate: consumatori e loro organizzazioni rappresentative,
insegnanti e corpo sanitario, agricoltori o industriali del settore agroalimentare, settore della
ristorazione.
È evidente che tali linee direttrici dovranno essere accuratamente adattate a ciascuna categoria, pur
tenendo conto delle ricchezza costituita dalle diversità regionali e nazionali presenti nella Comunità
europea. A titlolo di esempio, ed unicamente in base alle precedenti osservazioni, in materia di
alimentazione è possibile formulare qualche principio generale da indirizzare ai consumatori, al corpo
insegnante e al corpo sanitario: evitare gli eccessi di bevande alcoliche, combattere il peso superfluo,
consumare alimenti poveri di grassi, consumare frutta fresca, verdure e cereali ricchi di fibre
alimentari (vedi «Codice europeo contro il cancro»).
B. Mercato comune ed alimentazione
Nel settore agroalimentare, già da tempo la Comunità europea ha preso alcune disposizioni intese a
tutelare la salute dei consumatori: ad esempio, fin dal 1962 nella Comunità europea si possono
impiegare soltanto gli additivi alimentari figuranti in un elenco debitamente approvato dal Consiglio
di ministri delle Comunità europea e, su proposta della Commissione previa consultazione del
«Comitato scientifico per l'alimentazione umana». Dal 1987 saranno avviate le seguenti azioni.
Proposta d'azione 17: Armonizzazione nella Comunità europea dell'etichettatura nutrizionale dei
prodotti alimentari
Nel 1987, la Commissione europea trasmetterà al Consiglio, perché l'adotti entro il 1989, una
proposta di direttiva comunitaria per l'armonizzazione della presentazione delle informazioni sulle
capacità nutritive indicate sugli imballaggi dei prodotti alimentari.
Proposta d'azione 18: Protezione dei consumatori contro taluni agenti alimentari
In base ai risultati delle ricerche in corso sul tema «alimentazione e cancro», la Commissione delle
Comunità europee potrà eventualmente trasmettere al Consiglio nuove proposte intese a maggior-
mente tutelare il pubblico contro alcuni agenti potenzialmente cancerogeni (micotossine, sostanze
chimiche, ecc.).
C. Agricoltura e protezione dei consumatori
Gli agricoltori, e di conseguenza la politica agricola comune, svolgono un ruolo di capitale importanza
in tutta la strategia che mira a prendere maggiormente in considerazione le preoccupazioni in materia
di nutrizione e di salute espresse dai consumatori e dai medici. Nel periodo che va dal 1987 al 1989
saranno attuate le seguenti azioni:
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/19
Azione 19: Miglioramento delle campagne d'informazione esistenti sull'alimentazione
A decorrere dal 1987, le attuali campagne d'informazione e di pubblicità a favore di alcuni generi
alimentari saranno modificate in modo da prendere in maggiore considerazione gli ultimi risultati
delle ricerche sulle relazioni esistenti tra nutrizione e salute.
A titolo d'esempio le campagne di promozione dei prodotti lattiero-caseari dovrebbero essere meglio
adattate ai loro destinatari. Per i bambini, la promozione del latte intero è certamente raccomanda-
bile. Gli adulti, invece, dovrebbero essere orientati di preferenza e nella maggior parte dei casi verso
prodotti lattiero-caseari a scarso contenuto di materie grasse.
Azione 20: Lancio di campagne di informazione a favore di generi alimentari raccomandati
In base agli orientamenti in materia di alimentazione, da fissare a partire dal 1987, si potranno
organizzare nuove campagne di informazione e di pubblicità a favore di generi alimentari che possano
avere effetti benefici sulla salute.
In tal modo si potrebbero prevedere azioni del genere per la frutta e per le verdure fresche. Queste
campagne riuscirebbero ancor meglio nel loro intento se si potessero integrare in uno sforzo globale
inteso a sensibilizzare non solo il gran pubblico, ma anche gli studenti e gli insegnanti delle scuole e
delle università (vedi capitolo 2).
Proposta d'azione 21: Promozione dei generi alimentari e delle tecniche più appropiate
In base ai più recenti elementi emersi nel settore della nutrizione, la politica agricola comune si sforzerà
di promuovere le condizioni di produzione e i generi alimentari ritenuti più adeguati sotto il profilo
sanitario.
Si potrebbero prevedere due tipi d'azione:
— modifiche legislative, in modo da adattare, le disposizioni concernenti il burro. Ad esempio la
denominazione burro è oggi vietata se non ha un contenuto elevato (almeno 80%) di materie
grasse. In futuro sarebbe opportuno che si potessero chiamare «burro» i prodotti del latte analoghi
ma con un tenore inferiore di materie grasse, ciò che risponde meglio all'alimentazione degli
adulti;
— promozione di metodi di produzione che seguono scientemente le attuali tecniche che consentono
una minore utilizzazione di taluni prodotti chimici, ad esempio per ridurre la concentrazione di
nitrati e di nitriti nelle verdure.
Pur essendo allo stadio attuale puramente illustrativi, questi diversi esempi consentono d'intravvedere
l'importante campo d'azione aperto alla politica agricola comune.
D. Scambi d'informazioni e di esperienze in materia di alimentazione
In alcune località, soprattutto in Italia, nei Paesi Bassi e in Svezia, sono in corso esperienze pilota nel
settore della nutrizione, che coinvolgono partecipanti a livello locale (commercianti al minuto,
industrie agroalimentari, consumatori, scuole). Si tratta soprattutto di analizzare l'incidenza di
campagne di informazione e di educazione in materia d'alimentazione.
Azione 22: Bilancio comparato delle esperienze pilota in materia di alimentazione
A partire dal 1987, le suddette esperienze pilota saranno valutate e i risultati trasmessi a tempo debito.
Se del caso, la Commissione potrebbe promuovere altre esperienze pilota in altre regioni della
Comunità europea.
Azione 23: Scambio di informazioni su «alimentazione e cancro»
Dal 1987, la Commissione farà in modo da garantire scambi regolari d'informazioni sui risultati degli
studi, delle ricerche e delle esperienze in materia di «nutrizione e cancro», mediante colloqui e
conferenze, che saranno aperti anche a esperti di paesi non appartenenti alla Comunità europea, e
mediante una vasta, ma selettiva, diffusione dei risultati ottenuti.
È evidente che queste nove proposte d'azione volte a migliorare l'alimentazione degli europei ai fini
della prevenzione del cancro, vanno ancora integrate, precisate o estese, man mano che saranno
disponibili nuovi dati degni di fede. Ma già da ora esse costituiscono un contributo, modesto ma
significativo, alla prevenzione del cancro. Inoltre esse consentiranno anche di giungere ad una
migliore prevenzione delle malattie cardiovascolari.
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N . C 50/25
III. PROTEZIONE CONTRO GLI AGENTI CANCEROGENI
1. Diversità degli agenti cancerogeni
Secondo Doli e Peto, il tabacco, l'alcool e l'alimentazione nel loro insieme sono all'origine di oltre i due
terzi dei decessi per cancro. L'altro terzo deriva, quindi, da altri fattori del nostro ambiente quotidiano
e in particolare dalla radioattività e dalle radiazioni ultraviolette, dalle infezioni da virus e dalle
sostanze chimiche.
A. Radioattività e radiazioni ultraviolette
L'incidente al reattore di Cernobil ha attirato l'attenzione sui pericoli derivanti dalle radiazioni
ionizzanti.
Tutti gli esseri umani sono costantemente esposti a un bagno di radiazioni causato dai raggi cosmici e
dai radioelementi naturali presenti nel suolo e negli alimenti. A questa dose di radiazioni inevitabile si
aggiunge la dose dovuta alle attività umane, la cui importanza è analoga. L'estrazione e la lavorazione
dell'uranio e di altri minerali radioattivi, il funzionamento delle centrali nucleari e i rifiuti di sostanze
radioattive provenienti da queste ultime, rappresentano in media per la popolazione dei paesi in cui
l'energia nucleare è sviluppata, una dose di gran lunga inferiore a quella dovuta alle radiazioni
naturali.
Infatti, l'80 % della dose dovuta alle attività umane deriva dall'uso delle radiazioni ionizzanti per scopi
medici, soprattutto per la diagnosi radiologica, per cui sono stati fatti sforzi continui in questo settore
per ridurre le dosi di radiazioni d'origine medica. In particolare, le tecniche di diagnosi radiologica
hanno beneficiato in questi ultimi anni di notevoli progressi, come nel caso, ad esempio, della
mammografia (radiografia del seno).
A questa radiazione di base si è aggiunta quella degli isotopi radioattivi immessi nell'atmosfera in
occasione dell'incidente di Cernobil. Nei paesi dell'Europa occidentale tale radiazione non è superiore
ad un centesimo circa della dose annuale dovuta alla radiazione naturale. Nei paesi dell'Europa
centrale essa raggiunge un decimo della radiazione naturale. A titolo di confronto si può indicare che
nell'Europa occidentale la radiazione causata dall'incidente di Cernobil sarà inferiore ad un centesimo
della dose dovuta alle ricadute radioattive causate dalle esplosioni atomiche sperimentali degli anni
'50 e '60. Molto probabilmente le conseguenze sanitarie saranno molto limitate. Ricordiamo che Doli
e Peto ritengono che una percentuale inferiore all'I % dei cancri è attribuibile alle radiazioni
ionizzanti.
Tra le radiazioni non ionizzanti, sono cancerogene quelle ultraviolette, che sono presenti nei raggi
solari. Le radiazioni ultraviolette possono causare il cancro della pelle se irradiano lo strato
germinativo dell'epidermide. Ciò si osserva in particolare nei soggetti la cui pelle è molto bianca. I
raggi ultravioletti sono quindi all'origine di un'alta percentuale dei carcinomi baso e spinocellulari
della pelle, che sono cancri facili da curare e da guarire. Vi è anche una correlazione tra i raggi
ultravioletti del sole e i melanomi maligni, cancri molto gravi, difficili de curare, la cui frequenza
aumenta regolarmente per alcune popolazioni (Australia in particolare) la cui pelle è molto bianca ed è
esposta spesso al sole. Le esposizioni più pericolose sono quelle che avvengono quando la pelle non è
abbronzata e quindi non filtra i raggi solari. Per questo motivo, in generale, si sconsiglia ai soggetti la
cui pelle è molto bianca di esporsi in modo prolungato e immediato al sole e si raccomanda in questi
casi l'uso di creme che filtrano i raggi ultravioletti.
B. I virus
È stato scientificamente provato che i virus possono svolgere un ruolo molto importante nei
meccanismi interni di formazione dei tumori umani, dopo che l'americano Robert Gallo e altri
ricercatori giapponesi hanno messo in evidenza agli inizi degli anni '80 il ruolo essenziale del retrovirus
HTLV (virus della leucemia delle cellule T umane) nell'insorgenza di un determinato tipo di leucemia
osservato soprattutto in Giappone e nei Caraibi. Tuttavia, dopo molti anni si sospetta che un piccolo
numero di virus sia implicato nella formazione di taluni tumori. Un caso ben noto è quello del virus
dell'epatite B che potrebbe essere all'origine del maggior rischio di tumore al fegato, nelle persone che
sono state colpite dall'epatite virale, soprattutto in Africa dove le aflatossine sono probabilmente il
cofattore determinante.
N C 5 0 g ^ Gazzetta ufficiale delle Comunità europee ^ ^ B
U'altronde,le ricercbe del tedesco ^urrdausena^deidelberg barino dimostrato cbe numerose lesioni
genitali sono associateavirus della famiglia dei papilloma Alcuni di essi potrebbero essere all'origine
dei tumori del collo dell'utero,mparticolare il papilloma^virust^cbe si trovam oltre la meta di questi
tumori. Ancbe in questo casoenecessano svolgere ulteriori ncercbe per determinare il ruolo svolto
dagli eventuali cofattoneapiu lungo termine per mettereapuntoirelativi vaccini.tuttavia,abreve
termine, si possono raccomandare semplici misure di prevenzione nel campo dell'igiene sessuale.
ùaduesecoli,graziea^ir^ercival^ott, si sacbetalunesostanzecbimicbedel nostroambientepossono
causare tumori nell 'uomo.^da notare cbe l'esplosione del numero di nuovi prodotti cbimici,cbe da
due secoli ba accompagnato lanvoluzione industriale,ecbeba comportato una maggiore esposizione
dei lavoratonedeicittadmia^ueste sostanze,èancbe all'origine dell'epidemia dei tumori.Inoltre,
grazie airegistn del cancro tenuti in alcuni paesi industriali da circa^Oanmeagli studi epidemiologici
svolti in tutto il mondo,soltanto un centinaio di prodotti cbimici — suiiOOOOO circa repertonati
dall'inventario europeo delle sostanze cbimicbe — si sono dimostrate sino ad oggi cancerogenn^da
notare cbe la cooperazione internazionale in questo settoreèstata molto feconda.
N e l i 9 6 5 , i l generale de Gaulle,allora presidente della Repubblica francese,propose alle grandi
potenze di stanziare unapiccolaparte del lorobilanciomilitareallacreazione, sottogliauspici
dell'organizzazione mondiale della sanità, del Centro internazionale per la ricerca sul cancro. tOggi
installatoaPione,dall9^1 questo Centrovalutainscbi di cancro per l'uomodellesostanzecbimicbee
di alcune loro miscele.
^u 10^ sostanze, gruppi di prodotti, o processi industriali per i o,uali erano disponibili studi
epidemiologici,^9 si sono dimostrati cancerogeni per l 'uomoe^^ lo sono probabilmente^^
Un numero sempre crescente di altre sostanze cbimicbe, per le odiali non si dispone di studi
epidemiologici sufficienti, sono oggetto di analisi sugli animali, fecondo il Centro internazionale per
la ricerca sul cancro nel s e t t e m b r e i ^ 6 , i ^ d i queste sostanze si sono dimostrate cancerogene in
laboratorio, per cui si sospetta cbe siano cancerogene per l'uomo.
Infine,èstato constatato cbe un'alta percentuale di prodotti cbimici cancerogeni provoca mutazioni
del genomadeibat ter iodel le cellule animali. C^uestacostatazione riveste un'importanzapratica
notevole, poicbé offre una possibilità semplice, rapida ed efficace per l'identificazione delle sostanze
mutagene cbe potrebberoancbe essere cancerogene, biottissime sostanze dispombilisulmercato
potrebbero in tal modo essere sottoposteao,uesto tipo di analisi.
óòvviamenteeopportuno accelerare in tutto il mondoilavori di valutazione del carattere mutagenoe
cancerogeno delle sostanze cbimicbe. r^ opportuno inoltre sfruttare i risultati già acquisiti per
determinare se queste sostanze possono essere utilizzateein eguali condizioni.
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/27
2. Azioni previste dal 1987 al 1989
A. Trattato Euratom e protezione contro le radiazioni ionizzanti
Il trattato Euratom affida come compito principale alla Comunità europea dell'energia atomica quello
di «stabilire norme di sicurezza uniformi per la protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori e
di vigilare sulla loro applicazione». Queste norme di radioattività massima sono state fissate per la
prima volta nel 1959 e sono state modificate più volte. Inoltre, nel 1984, è stata adottata una direttiva
comunitaria per la protezione dei pazienti contro la radioattività ricevuta in occasione di esami o
trattamenti medici.
Proposta d'azione 24: Protezione contro le radiazioni ionizzanti e misure da adottare in seguito
all'incidente di Cernobil
Per il periodo 1987-1989, sono previste numerose azioni e in particolare: l'esame delle norme relative
alle emissioni radioattive delle centrali nucleari; la fissazione di norme massime di contaminazione
delle derrate alimentari; l'elaborazione di misure supplementari di protezione dei lavoratori delle
centrali nucleari.
D'altronde, nel quandro del programma di ricerca sulla radioprotezione, è previsto uno studio di
fattibilità sulla valutazione degli effetti della radioattività naturale (vedi capitolo 4°).
B. Protezione dei lavoratori e dei consumatori contro le sostanze chimiche cancerogene
Dal 1984 la Commissione europea procede alla classificazione e all'etichettatura delle sostanze
chimiche sospettate di essere cancerogene. Le norme ottimali di utilizzazione di queste sostanze sono
determinate dalla Commissione europea o dal Consiglio a seconda dei casi-.
Le Comunità europea, tuttavia, non ha atteso il 1983 per dotarsi di un certo numero di direttive
comunitarie di protezione dei lavoratori contro il cloruro di vinile monomero (1978) e contro
l'amianto (1983). Per la protezione dei consumatori altre direttive vietano la commercializzazione del
cloruro di vinile monomero utilizzato come agente propellente negli aerosol (1976) e di alcune
sostanze ignifughe utilizzate negli abiti per bambini (1979, 1983).
È opportuno ormai accelerare sul piano comunitario i lavori di classificazione e di etichettatura
nonché l'elaborazione delle condizioni ottimali di utilizzazione delle sostanze cancerogene così
classificate.
Azione 25: Costituzione di un organismo di osservazione e compilazione di un elenco di sostanze
chimiche di sospetta cancerogenità
Per raccogliere il più rapidamente possibile i dati relativi alle sostanze sospette, la Commissione
europea creerà nel 1987 un'antenna d'osservazione.
Essa stabilirà i contatti appropiati con le organizzazioni competenti, in particolare il CIRC, per evitare
qualsiasi doppione e per redigere un elenco comunitario delle sostanze da esaminare, secondo lo
schema accluso.
Le decisioni di classificazione e di etichettatura per tutte le sostanze chimiche sono adottate dalla
Commissione europea, con l'ausilio di un comitato di esperti nazionali. Dal 1984, questo comitato
prende in esame le sostanze sospettate di essere cancerogene e, alla fine del 1986, una cinquantina di
esse soltanto ha potuto essere classificata ed etichettata con l'avvertenza «può causare il cancro». È
opportuno, quindi, accelerare il ritmo dei lavori in questo settore.
Azione 26: Accelerazione dei lavori a livello comunitario e costituzione di un gruppo speciale di
classificazione e di etichettatura «sostanze cancerogene»
Iniziata nel 1986, l'accelerazione dei lavori di etichettatura e di classificazione delle sostanze
cancerogene verrà proseguita nel 1987 sino al 1989 per giungere ad una cadenza minima annua di
50 valutazioni.
In tal modo, circa 200 sostanze saranno state studiate entro la fine del 1989. Per lo svolgimento di
questo lavoro, in seno alla Commissione europea sarà istituito un gruppo speciale di classificazione e
di etichettatura «sostanze cancerogene».
Nel contempo sarà opportuno che la Comunità europea prenda la decisioni necessarie per quanto
riguarda le norme ottimali di utilizzazione di queste sostanze chimiche cancerogene o sospettate di
N. C 50/28 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
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26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee _ N. C 50/29
esserlo, per migliorare la prevenzione dei tumori professionali e la protezione dei consumatori.
Evidentemente si tratta di un compito delicato tenuto conto delle conseguenze economiche che
possono derivare da decisioni di divieto o di fissazione di valori limite ammissibili.
In quest'ultimo caso, la situazione si complica per il fatto che, non potendosi effettuare esperienze
sull'uomo, la determinazione della soglia d'esposizione è molto spesso una scelta politica piuttosto che
scientifica. Di conseguenza, le decisioni relative devono essere prese dopo un minuzioso esame, senza,
tuttavia, comportare ritardi irragionevoli.
Proposta d'azione 27: Adozione delle direttive sulla protezione dei lavoratori all'esame del Consiglio
(naftilammina, amminodifenile, nitrodifenile, benzidina, benzene)
Queste due proposte di direttiva sono attualmente all'esame del Consiglio, per la loro adozione entro
la fine del 1987. Esse riguardano alcune sostanze incriminate nella formazione del canro della vescica
e di quello del midollo osseo (vedi tabella 4).
Proposta d'azione 28: Nuove direttive per la protezione dei lavoratori contro le sostanze
cancerogene
A partire dal 1987, la Commissione europea sottoporrà al Consiglio altre proposte di direttiva per la
lotta contro i cancri professionali. A questo scopo si baserà sull'elenco relativo ad una cinquantina di
sostanze chimiche già etichettate alla fine del 1986 «può causare il cancro». Essa adotterà un
orientamento a gruppi, ciascuna direttiva cioè fisserà i valori limite per un determinato gruppo di
sostanze. Questo lavoro sarà completato man mano che nuove sostanze saranno classificate ed
etichettate.
Proposta d'azione 29: Miglioramento dell'organizzazione pratica della prevenzione dei cancri
professionali nell'impresa ivi compresa l'informazione dei datori di lavoro e dei lavoratori
Entro la fine del 1988, la Commissione formulerà proposte in materia, ivi comprese le proposte per le
piccole e medie imprese. A partire dal 1987 essa favorirà l'elaborazione e la pubblicazione di
informazioni appropiate sulla prevenzione dei cancri professionali.
Tabella 4
Esempi di agenti e di processi cancerogeni e loro effetti sull'uomo
Esempi
AGENTI CANCEROGENI
Amianto
Ammine aromatiche:
— 4-ammindifinile e suoi sali
— Benzidina e suoi sali
— 2-naftilammina e suoi sali
— 4-nitrodifenile
Benzene
Bis-(clorometil)-etere
( Clorometil )-metil-etere
Cloruro di vinile
Cromato di zinco
Triossido d'arsenico
PROCESSI CANCEROGENI
Estrazione in sotterraneo dell'ematite
Industria dell'alcool isopropilico (')
(*)
Industria del cuoio (concia con tannino) (')
Raffinazione del nickel (1 )
Localizzazione dei tumori
Polmoni, pleura, peritoneo
Vescica
Vescica
Vescica
Vescica
Midollo osseo
Polmoni
Polmoni
Fegato (angiosarcoma)
Polmoni
Polmoni, pelle
Polmoni
Naso e cavità nasali
Cavità nasali
Polmoni, cavità nasali
(') Non sono ancora stati identificati il composto o i composti specifici responsabili di un effetto cancerogeno
nell'uomo.
N. C 50/30 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
Proposta d'azione 30: Nuove misure di protezione del pubblico contro le sostanze cancerogene
Infine, sulla base dell'attuale elenco di circa cinquanta sostanze già classificate ed etichettate, la
Commissione delle Comunità europee elaborerà nuove proposte per la definizione delle condizioni
ottimali di utilizzazione delle sostanze cancerogene, in particolare nel quadro del quarto programma
di protezione dell'ambiente (1987-1992).
IV. INDIVIDUAZIONE SISTEMATICA E DIAGNOSI PRECOCE
1. Considerazioni preliminari
In un mondo ideale, che potrebbe realizzarsi in un prossimo futuro, essendo tanto rapidi i progressi in
questo settore, si dovrebbe poter giungere all'individuazione o alla diagnosi precoce di tutti i tipi di
tumore. Tuttavia, nell'attuale realtà ciò non avviene: per alcuni tumori, a tutt'oggi non esiste
alcuna tecnica affidabile e d'altra parte non possono essere celate le considerazioni di carattere
economico.
Per alcuni organi, come il colon o il collo dell'utero, il tumore è spesso preceduto da lesioni
precancerose: polipi del colon, che si possono osservare mediante rettoscopia, o cellule precancerose
del collo dell'utero, che si possono analizzare sullo striscio vaginale. La loro individuazione
sistematica presso le popolazioni a rischio consente di prevenire la formazione di un tumore tramite
semplice escissione delle parti colpite da tali lesioni.
Per altri organi, soprattutto il seno, è possibile diagnosticare con sufficiente anticipo un tumore. Giò
aumenta le possibilità di successo dei trattamenti. I recenti progressi realizzati nel settore delle tecniche
diagnostiche, in particolare della mammografia, consentono di diagnosticare sempre più precoce-
mente tali tumori.
A. Tumori del collo dell'utero
Dopo gli anni '40, alcuni paesi dell'Europa e del Nordamerica hanno realizzato programmi
d'individuazione del tumore del collo dell'utero. Il metodo seguito è quello della lettura di uno striscio
vaginale, tutt'ora chiamato Pap-test, dal nome del suo inventore, il biologo greco Georges Nicholas
Papanicholaou (1883-1962), che l'ha messo a punto sin dal 1941. Nel novembre 1984, il Centro
internazionale per la ricerca sul cancro ha organizzato un colloquio per la valutazione dei programmi
in corso (*). Questa indagine comparata ha concluso che la protezione massima contro il tumore del
collo dell'utero in una individuazione di massa è del 90 % per il gruppo di età da 20 a 64 anni, sia che
l'analisi sia stata effettuata ogni anno od ogni tre anni. Tale protezione massima scende all'80% se
l'analisi viene effettuata ogni 5 anni. Tenuto conto delle differenti situazioni di partenza negli Stati
membri della Comunità europea, il comitato dei cancerologi europei ritiene a questo punto che la
seguente norma dovrebbe garantire una protezione ragionevole: «fate eseguire uno striscio vaginale a
intervalli regolari da 3 a 5 anni sin dall'età dai 20 a 30 anni».
Tuttavia, recenti osservazioni in alcuni paesi come la Danimarca ed il Regno Unito mostrano che sta
aumentando la frequenza dei tumori invasivi nelle donne di età compresa tra i 20 e i 35 anni. Questa
constatazione porta alcuni cancerologi a pensare che si potrebbe ridurre l'età a partire dalla quale
sarebbe opportuno procedere regolarmente ad un striscio vaginale.
B. Cancro del seno
È il tipo di tumore più frequente nelle donne e rappresenta circa un quarto delle cause di morte tra le
donne di età compresa fra i 35 e i 54 anni. Secondo i lavori del Consiglio d'Europa, il cancro del seno
può essere diagnosticato precocemente seguendo numerosi metodi. Un medico generalista, o una
paziente, ben preparato può individuare al tatto i piccoli rigonfiamenti di una decina di millimetri di
diametro. Nel 7 5 % dei casi questi noduli sono benigni, ma nel caso fossero maligni possono essere
facilmente curati.
i1) M. Hakama,J. Charberlain,N. E. Day, A. B. Miller, P. C. Prorok, «Evaluation of screeningprogrammes for
gynaecological cancer» (Valutazione dei programmi d'individuazione del tumore ginecologico), in Britisb
Journal of Cancer, n. 52, pag. 669-673, 1985.
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N . C 50/31
Per quanto riguarda le tecniche mediche di visualizzazione, il loro bilancio, è controverso. La
termografia e l'ecografia si sono rivelate deludenti nella misura in cui si sono dimostrate appena più
precise di una palpazione ben fatta. La mammografia, invece, ha registrato notevoli progressi sia dal
punto di vista della protezione delle pazienti contro le radiazioni ionizzanti che dal punto di vista della
diagnosi precoce.
Questo esame radiologico del seno supera, infatti, i metodi manuali, poiché consente di individuare
noduli di pochi millimetri di diametro. Inoltre, in generale, consente di determinare se il tumore è o
meno maligno.
Aduni studi svolti negli Stati Uniti, in Svezia e nei Paesi Bassi, su molte decine di migliaia di donne
seguite per una decina d'anni, mostrano «che la mortalità per cancro del seno tra le persone anziane
aventi età superiore ai 50 anni e che hanno beneficiato di una mammografia ogni due anni, è ridotta
del 30% circa».
Tuttavia, tenuto conto della scarsa attrezzatura e della mancanza di personale specializzato, che si
riscontrano nella maggior parte dei paesi della Comunità europea, per molti paesi il ricorso alla
mammografia sistematica resta un obiettivo a lungo termine. Nel frattempo, il Comitato dei
cancerologi europei ritiene che sia opportuno sorvegliare regolarmente il proprio seno e, ove possibile,
di fare procedere a mammografie dopo i 50 anni.
C. Cancro del colon e del retto
Anche questi tumori, molto frequenti una volta superati i 45 anni, sono caratterizzati da un'alta
mortalità, poiché vengono spesso diagnosticati troppo tardi. Uno degli esami d'individuazione
sistematica — la ricerca del sangue occulto nelle feci (hémoccult) — consente in via di principio di
individuare in modo semplice o poco costoso le lesioni precancerose (25%) o i tumori (75%) che
sanguinano. In passato, tuttavia, questo esame non ha confermato tutte le speranze in esso riposte.
Oggi, però, il ricorso ad esami migliorati pare offra migliori possibilità di diagnosi.
La esplorazione rettale costituisce un altro esame che può essere facilmente praticato da un medico
generalista ben preparato. Questa tecnica d'esplorazione consente di individuare qualsiasi rigonfia-
mento anormale localizzato nel retto o nella prostata. Infine, le tecniche mediche di visualizzazione,
come la rectoscopia, consentono di esaminare le pareti del retto e del colon, dopo una minuziosa
preparazione dei pazienti. Tale esame lungo e delicato è raccomandabile a titolo sistematico soltanto
per i soggetti a rischio che abbiano antecedenti personali o familiari di polipi.
D. Altri tumori
Per la maggior parte degli altri tumori, in particolare di quelli della pelle (carcinomi o melanomi) e
delle vie aerodigestive, Pautosorveglianza dovrebbe consentire al pubblico di individuare da sé
qualsiasi modificazione anormale dell'organismo (nei che cambiano forma o che sanguinano,
persistente alterazione della voce, rigonfiamenti anormali, ecc.). In questi casi è opportuno consultare
immediatamente un medico generalista.
Infine, la possibilità di utilizzarre i risultati delle recenti ricerche sui marcatori di tumori e sugli
anticorpi monoclonali, in grado d'identificare tipi specifici di cancro, consente di sperare in una futura
individuazione precoce di taluni tumori.
2. Azioni previste dal 1987 al 1989
In numerose regioni della Comunità europea esistono programmi d'individuazione del cancro del seno
e di quello del collo dell'utero. Sarà senz'altro utile promuovere scambi d'informazione e di esperienze
tra questi programmi e procedere ad una valutazione attualizzata dei nuovi metodi a disposizione,
tenendo conto delle infrastrutture e delle risorse esistenti a livello locale, regionale e nazionale, nonché
delle ripercussioni finanziarie.
Azione 31: Promozione di una politica d'individuazione sistematica e di diagnosi precoce del cancro
del seno e del cancro del collo dell'utero
A partire dal 1987, la Commissione europea esaminerà, in collaborazione con i servizi sanitari degli
Stati membri, le politiche esistenti e le modalità e i mezzi che consentiranno, in un ragionevole futuro,
N. C 50/32 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
di mettere a punto negli Stati membri una politica d'individuazione sistematica e di diagnosi precoce
del cancro del seno e del cancro del collo dell'utero.
Per gli altri tipi di cancro, come il cancro del colon e del retto o quello della prostata, le politiche seguite
o previste dai servizi sanitari degli Stati membri sono molto diversificate. In alcuni casi, la loro validità
è controversa. Tuttavia, per questi tipi di cancro è possibile identificare certe popolazioni a rischio e
seguirle in modo particolare.
Azione 32: Valutazione e miglioramento delle politiche di individuazione sistematica e di diagnosi
precoce degli altri tipi di cancro comune
A partire dal 1987, la Commissione europea promuoverà gli scambi d'esperienza tra gli Stati membri
al fine di valutare l'efficacia dei programmi esistenti e di migliorarne l'efficacia.
V. CODICE EUROPEO CONTRO IL CANCRO
Gli sviluppi recenti mostrano che è possibile evitare numerosi casi di cancro, e che se ne possono
guarire alcuni, purché siano diagnosticati in fase abbastanza precoce. Naturalmente, è necessario
precisare e comunicare al gran pubblico, agli insegnanti e ai medici queste considerazioni di portata
generale: si tratta di un compito fondamentale dei poteri pubblici a tutti i livelli.
Sul piano europeo, tuttavia, sarebbe utopistico perseguire un'eccessiva precisione, in particolare nel
settore dell'alimentazione, poiché le abitudini alimentari formano parte integrante della cultura di una
collettività e variano di molto da un paese all'altro, o addirittura da una regione, o città,
all'altra.
Nondimeno, i dodici cancerologi di alto livello, che hanno aiutato la Commissione ad elaborare il
piano d'azione qui descritto, ritengono possibile, e anzi auspicabile, formulare a livello europeo un
piccolo numero di regole comprensibili ed accettabili per tutti gli Europei. Questo minimo comune
denominatore costituisce ciò che si è convenuto di chiamare il Codice europeo contro il cancro. Esso
comprende semplici regole, per cui si potrà usare anche la denominazione di «Comandamenti europei
contro il cancro» (vedi tabella 3). A questo punto la loro compilazione è provvisoria e il testo definitivo
dovrebbe essere approvato nel primo semestre del 1987.
VERSIONE PROVVISORIA DEL «CODICE EUROPEO CONTRO IL CANCRO»
Preambolo
Il presente codice è parte integrante del piano d'azione 1987-1989 del programma «L'Europa contro il
cancro» che riguarda i settori della prevenzione del cancro, dell'informazione ed educazione sanitaria
del pubblico, della formazione al cancro del personale sanitario e della ricerca sul cancro.
Alcuni tipi di cancro possono essere evitati.
1. Non fumare. Se non puoi farne a meno, fuma sigarette a basso contenuto di catrame e non
fumare in presenza di altri (1).
2. Modera il tuo consumo di bevande alcoliche.
3. Adotta un'alimentazione povera di grassi soprattutto animali ed evita il peso superfluo.
4. Consuma frutta e verdure fresche in quantità sufficiente.
5. Consuma verdure e cereali ricchi di fibre in quantità sufficienti.
6. Evita, per quanto possibile, l'esposizione immediata, intensa e prolungata al sole, soprattutto se
non sei abituato.
(*) Nei paesi dove risulta appropriato questo comandamento sarà completato da: «Non consumare tabacco da
masticare o da fiutare».
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/33
Alcuni tipi di cancro possono essere curati se diagnosticati per tempo.
7. Dall'età di 20-30 anni fatti fare uno striscio vaginale ogni 3—5 anni.
8. Consulta un medico se constati che un neo sanguina o cambia forma o colore.
9. Sorveglia regolarmente il tuo seno e, ove possibile, sottoponiti ad una mammografia dopo i
50 anni.
10. Consulta un medico se constati un rigonfiamento o un'emorragia anormale, una tosse persistente
o un cambiamento persistente della voce.
Azione 33: Volgarizzazione del «Codice europeo contro il cancro»
In stretta collaborazione con alcuni specialisti, questi dieci comandamenti europei saranno trascritti in
forma comprensibile e tradotti entro il primo semestre del 1987 in tutte le lingue della Comunità
europea.
Naturalmente, questi comandamenti europei potranno anche essere completati e adattati alle realtà
particolari di ciascun paese e di ciascun europeo.
In tal modo, nei paesi in cui il vino è una bevanda consueta, il secondo comandamento potrà essere
integrato dall'indicazione del quantitativo giornaliero massimo tollerabile.
Allo stesso modo, una medico potrà adattare questi comandamenti a ciascuno dei suoi pazienti. Ad
esempio, ad un fumatore inveterato che non può fare a meno di fumare, raccomanderà sigarette a
scarso tenore di catrame (meno di 10 mmg) e in quantità inferiore (meno di 5 al giorno).
Inoltre, niente impedisce a un paese di andare al di là delle norme qui indicate per quanto riguarda
l'individuazione sistematica e la diagnosi precoce. Così, la norma relativa allo striscio vaginale
triennale potrebbe essere applicata sin dall'inizio della vita sessuale, senza attendere l'età di
20 anni.
È evidente che tutte le azioni precedenti, il cui scopo è quello di promuovere una migliore prevenzione,
un'individuazione più sistematica e una diagnosi più precoce del cancro, per essere efficaci dovranno
avere l'appoggio di una popolazione educata e informata in maniera corretta e di un personale
sanitario dotato di buona formazione.
CAPITOLO 2°
INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLA PREVENZIONE DEL CANCRO
Due fatti rilevanti si sono imposti da diversi anni per la loro evidenza, agli occhi dell'intera comunità
dei cancerologi:
— non soltanto la maggior parte dei cancri può essere evitata, ma
— molti di quelli che non si sono potuti evitare sano suscettibili di guarigione a patto che vengano
diagnosticati con sufficiente tempestività.
Questi due fatti incontestabili sono tuttavia ampiamente ignorati dal pubblico. In materia di cancro
l'oscurantismo è spesso di regola. Conseguentemente le circa quaranta azioni comunitarie proposte in
materia di prevenzione, individuazione e diagnosi precoce potranno raggiungere il massimo
dell'efficacia soltanto se si appoggeranno a campagne collaterali di formazione e di educazione dei
giovani e degli adulti.
In diversi paesi europei si sono già condotte, a intervalli più o meno regolari, campagne analoghe a
cura di organismi pubblici o di organizzazioni private come le leghe e le associazioni nazionali per la
lotta contro il cancro. I cancerologi europei concordano che tali azioni, utili e necessarie, dovrebbero
essere rafforzate e completate da una campagna europea.
N. C 50/34 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
Logicamente una simile azione europea non può sostituirsi agli sforzi compiuti — o da compiersi — sul
piano nazionale. Essa potrà anzi accrescere l'efficacia delle azioni nazionali prefiggendosi e
raggiungendo i seguenti tre obiettivi:
— suscitare innanzitutto la consapevolezza tra i giovani e gli adulti che un raggruppamento europeo
degli sforzi, delle risorse e delle esperienze costituisce la migliore garanzia di successo nella lotta
contro il cancro. In tal modo le regole elementari di prevenzione del cancro che sono state sancite
dal Comitato dei cancerologi europei dovrebbero rivestire una maggior forza di persuasione e di
convinzione presso gli europei;
— realizzare inoltre economie di scala, evitando di compiere inutili e costosi duplicati delle iniziative
di lotta grazie alla elaborazione in comune di moduli di base di informazione e di educazione
sanitaria del pubblico. Ovviamente tali moduli di base potranno essere adattati successivamente
alle diversità culturali nazionali e regionali;
— favorire infine lo scambio di esperienze tra le varie parti interessate nell'ambito dei paesi europei
onde trarre il massimo vantaggio dai successi e dagli insuccessi via via incontrati nel campo
dell'informazione e dell'educazione sanitaria del pubblico.
I. INFORMAZIONE DEL GRANDE PUBBLICO
Una campagna europea d'informazione dovrebbe essere imperniata innanzitutto sulla prevenzione del
cancro, campo in cui il margine d'azione degli individui è maggiore e che presenta possibilità di
successo estremamente promettenti.
Si tratterà di sensibilizzare la popolazione alla lotta contro il tabagismo, al miglioramento
dell'alimentazione, alla lotta contro gli agenti cancerogeni, alla rilevazione sistematica e alla diagnosi
precoce dei cancri. La punta di diamante di tale campagna sarà costituita naturalmente dal «Codice
europeo contro il cancro». L'obiettivo è, ovviamente di convincere gli europei ad adattare i loro modi
di vita alle necessità di un'efficace prevenzione del cancro e a sottoporsi agli esami e ai test
raccomandati per individuare tempestivamente ogni forma di tumore maligno.
Per far recepire questo messaggio ambizioso dal grande pubblico occorrerà tuttavia intraprendere uno
sforzo continuo, scaglionato su un periodo di almeno tre anni. In effetti, secondo un'analisi effettuata
nel 1984 dall'IAA (International Advertising Association) (x) il messaggio trasmesso dalle grandi
campagne di informazione condotto dal 1981 al 1983 nella Comunità europea era stato memorizzato
nel migliore dei casi dal:
— 15% della popolazione mirata al termine del primo anno,
— 30% della popolazione mirata al termine del secondo anno,
—'• 60% della popolazione mirata al termine del terzo anno.
Simili cifre costituiscono quindi una valida giustificazione per una campagna pluriennale di
informazione che, dovrebbe culminare nel 1989 in un «Anno europeo di informazione sul cancro in
materia di prevenzione, individuazione e cura». In via preliminare bisognerà tuttavia inventariare il
know-how e le esperienze acquisite sul piano nazionale in materia di informazione del pubblico sulla
prevenzione del cancro.
Azione 34: Compilazione di un registro europeo degli organismi privati per la lotta contro il
cancro
Fin dall'inizio del 1987 saranno identificati i numerosi enti privati che, a diverso titolo possono
contribuire al successo del programma «L'Europa contro il cancro» (leghe e associazioni nazionali per
la lotta contro il cancro, comitati nazionali per la lotta contro il tabagismo, ecc.).
In alcuni paesi è facile fare il punto della situazione se esiste una federazione unica, come ad esempio in
Germania o nei Paesi Bassi. In altri casi regna la frammentazione, come ad esempio in Belgio ove si
registra una trentina di organizzazioni private per la lotta contro il cancro.
Questo registro europeo riporterà anche le missioni espletate da ciascuno di questi diversi enti:
finanziamento privato della ricerca? Informazione e sensibilizzazione del pubblico alla prevenzione
(') «European Community Survey of Public Information Campaign 1981—1983» studio realizzato per la
Commissione europea dall'International Advertising Association, maggio 1984.
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N . C 50/35
del cancro? Sostegno ai malati e alle loro famiglie. Per quanto concerne quest'ultimo punto il registro
potrà essere anche utile ai malati che si spostano all'interno dell'Europa e che sapranno quindi dove
trovare aiuto in caso di necessità.
È ovvio inoltre che le organizzazioni private che, sul piano nazionale o regionale, svolgono già
un'opera di sensibilizzazione del pubblico alla prevenzione del cancro, avranno un ruolo determinante
nel successo del programma «L'Europa contro il cancro». Da un lato infatti questi enti posseggono
talvolta mezzi di informazione considerevoli, come ad esempio riviste mensili o trimestrali con tirature
di centinaia di migliaia se non addirittura di milioni di copie. D'altro canto questi organismi godono di
una lunga esperienza in materia di campagne di informazione e di sensibilizzazione del pubblico: i loro
successi, come anche i loro fallimenti possono costituire importanti lezioni.
Azione 35: Bilancio comparato delle campagne di informazione, private o pubbliche, sulla
prevenzione del cancro
Questo studio comparativo sarà iniziato il più presto possibile nel 1987. Fin d'ora risulterebbe che le
campagne che pongono l'accento soprattutto sugli aspetti positivi di una regola di prevenzione del
cancro («non fumare per aver un alito migliore») (l) ottengono risultati migliori rispetto alla
campagne che.denunciano i fattori di rischio («fumare provoca il cancro del polmone»). Le
conclusioni tratte da questo studio comparativo saranno usate logicamente per concepire e impostare
la campagna europea 1987-1989.
1. Azioni previste nel 1987
Nel corso del suo primo anno di esecuzione il programma «L'Europa contro il cancro» tenterà di
sensibilizzare il grande pubblico alla prevenzione del cancro senza che sia previsto l'acquisto di spazi
pubblicitari sui grandi mezzi di comunicazione. Perciò stesso, il bilancio richiesto è l'elemento ridotto
e viene stimato a 500 000 ECU.
Azione 36: Sensibilizzazione dei mass media alla prevenzione del cancro e al programma «L'Europa
contro il cancro»
A partire dall'inizio del 1987 un'agenzia pubblicitaria dotata di una sezione «Relazioni pubbliche»
sarà selezionata mediante gara d'appalto e avente il compito di sensibilizzare i mass media di ciascuno
dei paesi comunitari al programma europeo di lotta contro il cancro.
Tale agenzia vigilerà in particolare affinché sia garantita una buona copertura giornalistica sui grandi
mezzi di comunicazione in occasione di ciascuno dei seguenti avvenimenti:
— la riunione, il 15 maggio 1987, del Consiglio dei ministri della sanità che dovrebbe approvare le
linee generali di questo piano d'azione comunitario 1987-1989;
— la pubblicazione, nel settembre 1987, di un sondaggio Eurobarometro sull'atteggiamento degli
europei rispetto al cancro e alla sua prevenzione;
— la diffusione, nell'autunno del 1987, ad opera di diverse emittenti televisive europee, di una
trasmissione rivolta al vasto pubblico concernente la prevenzione del cancro;
— lo svolgimento, nel dicembre 1987, di una grande manifestazione celebrativa del primo anno di
vita del programma «L'Europa contro il cancro» nel corso della quale saranno presentate le azioni
previste per il 1988 ed il 1989.
Ovviamente si approfitterà di ciascuna di queste occasioni per dare diffusione al «Codice europeo
contro il cancro» che, per quell'epoca, sarà disponible in un linguaggio accessibile al vasto pubblico in
tutte e nove le lingue della Comunità europea.
Azione 37: Realizzazione di un sondaggio Eurobarometro sugli atteggiamenti degli europei rispetto al
cancro e alla sua prevenzione
Sulla base di un questionario elaborato in stretto contatto con alcuni cancerologi europei si procederà
nei mesi di marzo e aprile 1987, ad un sondaggio tra gli europei al fine di appurare in quale misura e
per quali aspetti essi si sentono interessati al problema del cancro e alla sua prevenzione.
i1) Lo slogan «kiss a non smoker and see the difference» (baciate un non fumatore e vedrete la differenza) usato in
c^rti paesi anglosassoni sembra abbia avuto un impatto importante, soprattutto tra i giovani.
N. C 50/36 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
Tale indagine sarà condotta a cura di istituti specializzati per conto della Commissione europea nella
cornice consueta deH'«Eurobarometro», cioè di sondaggi effettuati due volte all'anno, i primi
risalgono al 1974, su campioni rappresentativi della popolazione di ciascuno dei dodici paesi della
Comunità europea complessivamente circa 12 000 persone di più di 15 anni saranno intervistate a
domicilio, soprattutto al fine di verificare la loro conoscenza dei «Dieci comandamenti europei contro
il cancro».
I risultati grezzi di questa indagine originale dovrebbero essere disponibili all'inizio di giugno e la
relazione sintetica all'inizio del settembre 1987. Considerata l'importanza del soggetto e la novità di
questo raffronto internazionale è probabile che i risultati ottenuti saranno sfruttati e commentati dagli
ambienti scientifici e medici, dalle organizzazioni private per la lotta contro il cancro, dalla stampa,
dalla radio e dalla televisione, fatto che dovrebbe permettere nel contempo, un'ampia diffusione dei
messaggi di prevenzione dal cancro.
I membri del Comitato europeo dei cancerologi e i rappresentanti delle leghe e associazioni nazionali
contro il cancro potrebbero contribuire anch'essi a dar maggiore voce al messaggio, partecipando a
conferenze stampa organizzate in occasione della pubblicazione dei risultati di questo sondaggio
Eurobarometro.
Azione 38: Contributo al finanziamento di emissioni televisive a grande diffusione sulla prevenzione
del cancro
La Comunità europea finanziera in parte un'emissione europea sul tema «Modo di vita e cancro»; tale
programma sarà trasmesso da diverse televisioni europee nell'autunno del 1987.
Una trasmissione televisiva rivolta al grande pubblico è effettivamente uno strumento privilegiato per
far recepire agli europei il messaggio della prevenzione. Si tratterà soprattutto di illustrare in modo
piacevole e sereno come la grande varietà di abitudini alimentari e dei modi di vita in Europa, sia sul
piano nazionale che regionale può, essere associata a una diversità non inferiore nella frequenza dei
cancri.
Inoltre, per meglio tener conto delle diversità culturali nazionali, si prevede di seguire una prassi
analoga a quella adottata nel 1986 per la produzione della trasmissione «The Origins of Man» («Le
origini dell'umanità»). In tale occasione, a partire da un progetto comune elaborato dagli otto paesi
interessati, e sulla base di un complesso di immagini identiche, il montaggio finale è stato eseguito
negli studi della BBC a Londra con presentatori di ciascuno dei paesi partecipanti, fatto che ha risolto i
problemi linguistici e ha permesso di rispettare le differenze culturali. Un tale approccio, che permette
inoltre di realizzare economie sostanziali, sarà favorito dalla Commissione europea.
Azione 39: Diffusione del «Codice europeo contro il cancro» in occasione delle manifestazioni
sportive e culturali patrocinate dalla Comunità europea
A partire dal 1987 la Commissione europea vigilerà affinché le azioni che rientrano nell'ambito
consueto della sua politica d'informazione contribuiscano alla diffusione del «Codice europeo contro
il cancro».
In particolare, le manifestazioni sportive a carattere europeo, come ad esempio la corsa ciclistica del
«Giro dell'avvenire» della Comunità europea, rappresentano uno dei terreni migliori per far pervenire
al grande pubblico messaggi concernenti la prevenzione del cancro. In effetti l'argomento «sport e
prevenzione del cancro» non è soltanto tra i più pertinenti — ogni sportivo di un certo livello rispetta
almeno i primi tre precetti europei: non fumare, moderare il consumo dell'alcool, evitare il peso
eccedente — ma fa anche molta presa tra i giovani.
Inoltre i concerti straordinari che saranno dati nel 1987 in diverse città europee per celebrare il
trentesimo anniversario della firma del trattato di Roma saranno utilizzati anch'essi per informare il
pubblico sul programma «L'Europa contro il cancro». I fondi raccolti in questa occasione saranno in
massima parte trasferiti a organizzazioni che operano anche nella prevenzione del cancro.
Azione 40: Manifestazione celebrativa del 1 ° anno di attuazione del programma «L'Europa contro il
cancro»
Nel dicembre 1987, e se possibile quando i capi di Stato e di" governo si riuniranno in Consiglio
europeo a Copenaghen, una manifestazione improntata ad una certa solennità ricorderà il
1° anniversario del programma «L'Europa contro il cancro» e consentirà di annunciare ufficialmente
le azioni previste per il 1988 e il 1989.
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/37
Azione 41: Preparazione delle azioni da svolgere nel 1989, «Anno europeo dell'informazione sul
cancro»
A partire dal 2° semestre del 1987 la Commissione europea avvierà la preparazione delle azioni da
svolgere a decorrere dal 1988 concentrandosi soprattutto sulla campagna di informazione che
consacrerà il 1989 come «Anno europeo dell'informazione sul cancro nel campo della prevenzione,
dell'individuazione e della cura». Questa preparazione verrà effettuata con l'aiuto di una agenzia di
pubblicità e di relazioni pubbliche, in stretto collegamento con le organizzazioni private di lotta contro
il cancro e mobilitando una trentina di uffici stampa e informazione della Commissione sparsi
attraverso l'Europa dei Dodici.
2. Proposte d'azione per il 1988
Grazie alle azioni svolte nel 1987 l'opinione pubblica europea sarà stata sensibilizzata dai media,
almeno a tre o quattro riprese, al «Codice europeo contro il cancro». Ma stando al parere dei
professionisti della comunicazione meno di un sesto degli europei avranno recepito questo messaggio
di prevenzione.
Per corroborare i risultati acquisiti e estenderli al 30% della popolazione sarebbe opportuno
rafforzare e ampliare nel 1988 la campagna di informazione e di sensibilizzazione avviata nel 1987. A
tal fine, e sulla base delle raccomandazioni degli specialisti della comunicazione e dei cancerologi, la
Commissione europea raccomanda che nel 1988 venga organizzata una «Settimana europea contro il
cancro». Nel corso di quest'ultima i comandamenti europei di prevenzione verrebbero diffusi con tutti
i mezzi adeguati possibili, compreso l'acquisto di spazio pubblicitario nella stampa, alla radio e alla
televisione.
Sulla base delle valutazioni fornite dallo studio succitato dell'IAA e tenuto conto del fatto che
dovrebbe essere possibile negoziare tariffe preferenziali visto l'interesse particolare del messaggio da
diffondere, questa campagna europea multimedia dovrebbe vedere i suoi costi contenuti entro un
margine di 7 milioni di ECU. A questa somma si aggiungeranno naturalmente le spese per le azioni di
supporto di questa «Settimana europea» che dovrebbero ammontare a circa 1,5 milioni di ECU.
Proposta di azione 42: Organizzazione di una «Settimana europea contro il cancro» che serva come
test alla campagna da realizzare nel 1989 «Anno europeo dell'informazione sul cancro»
Questa settimana europea, che potrebbe svolgersi all'inizio del mese di giugno o del mese di settembre,
sarà il punto culminante della campagna 1988 di prevenzione del cancro. Essa è intesa a preparare il
1989 — «Anno europeo dell'informazione sul cancro» — valutando i messaggi di prevenzione da
diffondere.
Spazi pubblicitari nella stampa, alla radio e alla televisione saranno acquistati per diffondere i
principali comandamenti europei di prevenzione del cancro. La trasposizione in forma appropriata ai
media dei messaggi sarà effettuata dall'agenzia di pubblicità e di relazioni pubbliche che assisterà la
Commissione europea. Naturalmente questi messaggi saranno modulati e adattati a ciascuna delle
popolazioni mirate.
Questa azione tramite i media sarà simultaneamente accompagnata da una campagna di relazioni
pubbliche comprendente emissioni radiotelevisive — se possibile in Eurovisione —, nonché articoli di
fondo e resoconti di avvenimenti legati a detta «Settimana europea contro il cancro».
Le organizzazioni pubbliche e private di lotta contro il cancro saranno strettamente associate alla
preparazione e alla realizzazione di questa settimana di azione. Inoltre le organizzazioni private
potranno nel corso di questo periodo di sensibilizzazione della popolazione procedere a raccolte di
fondi, se ciò risponde alle loro finalità.
Infine è evidente che per avere pieno effetto questa «Settimana europea» sarà sostenuta per tutto l'arco
del 1988 da varie azioni di informazione e di sensibilizzazione del pubblico.
Proposta di azione 43: Ampliamento nel 1988 delle azioni di informazione e di sensibilizzazione alla
prevenzione del cancro svolte nel 1987
In vista della continuità e dell'efficacia, le azioni svolte nel 1987 dovrebbero essere ripetute nel 1988.
A tal fine:
— sondaggi Eurobarometro di controllo saranno effettuati a marzo-aprile e a settembre-ottobre
1988 per valutare l'impatto delle campagne di azione svolte nel 1987 e nel 1988;
N. C 50/38 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
— un sondaggio Eurobarometro sull'atteggiamento dei medici generici di fronte al cancro, alla sua
prevenzione e alla sua terapia completeranno a marzo-aprile 1988 l'Eurobarometro del 1987. I
risultati ottenuti, che saranno largamente diffusi nella stampa medica, consentiranno di precisare
la strategia da seguire in materia di formazione dei medici di famiglia (vedi capitola 3°);
— aiuti finanziari saranno concessi ad emissioni europee di televisione volte a sensibilizzare il vasto
pubblico alla prevenzione del cancro;
— il «Codice europeo contro il cancro» sarà diffuso in occasione di manifestazioni culturali e sportive
patrocinate dalla Comunità europea;
— una grande manifestazione annuncerà alla fine del 1988 l'apertura dell'«Anno europeo
dell'informazione sul cancro» nel campo della prevenzione, dell'individuazione e della cura.
3. Proposte riguardanti «l'Anno europeo dell'informazione sul cancro» (1989)
Avviata nel 1987 e consolidata nel 1988 la campagna europea di prevenzione del cancro dovrebbe
culminare nel 1989 in un «Anno europeo dell'informazione sul cancro». Questo suggerimento del
Comitato europeo degli oncologi è stato appoggiato dalla Commissione europea e la sua opportunità è
stata decisa nel dicembre del 1986 dal Consiglio europeo che si è svolto a Londra. Le grandi linee di
questa azione dovrebbero essere definite in occasione della sessione di maggio 1987 del Consiglio dei
ministri della sanità della Comunità europea. Un tale risultato sarebbe evidentemente eccezionale in
termini di rapporto qualità-prezzo poiché il costo di questo «Anno europeo» non dovrebbe superare
12,5 milioni di ECU.
Le azioni da svolgere nel 1989 si ispirerebbero naturalmente a quanto è stato fatto — con successo —
nel 1987 e nel 1988 per sensibilizzare direttamente il vasto pubblico. Esse sarebbero inoltre
completate da azioni presso il personale sanitario e gli insegnanti che potranno in tal modo diffondere
a loro volta efficacemente il messaggio della prevenzione del cancro presso i giovani e gli adulti.
Proposta d'azione 44: Sensibilizzazione degli insegnanti e del personale sanitario alla diffusione dei
comandamenti europei di prevenzione del cancro nel quadro dell'«Anno europeo dell'informazione
sul cancro»
Questa azione sarà già stata largamente preparata nel 1987 e nel 1988 nel quadro dei temi
«Educazione sanitaria» e «Formazione del personale sanitario» del programma «L'Europa contro il
cancro».
Per raggiungere questi protagonisti di una strategia coerente ed efficace di prevenzione del cancro
potranno essere utilizzati i seguenti supporti: pubblicazioni di lettere di informazione chiare e
accessibili; diffusione di piccoli cartelli pubblicitari sul «Codice europeo contro il cancro»; messa a
disposizione di supporti pedagogici attraenti ed efficaci, ecc.
Proposta d'azione 45: Organizzazione nel 1989 di una campagna tramite i mass media destinata al
grande pubblico: «1 dodici giorni dei Dodici contro il cancro»
Quest'azione ripeterebbe, migliorandola, la «Settimana europea» del 1988. Il suo programma
definitivo sarà preparato e realizzato con il supporto dell'agenzia di pubblicità e relazioni pubbliche
che assisterà la Commissione europea ed in stretta collaborazione con le organizzazioni pubbliche e
private di lotta contro il cancro.
Proposta di azione 46: Ampliamento nel 1989 delle azioni di informazione e di sensibilizzazione alla
prevenzione del cancro svolte nel 1987 e nel 1988
L'esperienza acquisita nel 1987 e nel 1988 sarà messa a profitto nel corso dell'«Anno europeo
dell'informazione sul cancro» per ampliare e completare le azioni che hanno interessato i media ed il
vasto pubblico nei due anni precedenti.
II. EDUCAZIONE SANITARIA
Informare e sensibilizzare il vasto pubblico è una cosa, fargli cambiare il suo comportamento è
un'altra. Ora, la prevenzione del cancro esige che numerose abitudini acquisite per esperienza
personale o per tradizione culturale vengano modificate o abbandonate. Evidentemente siffatte
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/39
trasformazioni non avverranno sotto il solo impatto della campagna europea o delle campagne
nazionali di informazioni svolte dal 1987 al 1989. Niente è infatti più difficile da modificare dei
comportamenti sociali.
Questa azione in cui contano perseveranza e tenacia, deve iscriversi nella durata, sapendo che le sue
possibilità di successo sono tanto più scarse quanto più essa sarà iniziata tardi nella vita di un
individuo. Per questo motivo è importante sensibilizzare fin dalla più tenera età tutti i giovani europei
con l'ausilio di corsi di educazione sanitaria. Questo compito ricade prima di tutto sotto la
responsabilità degli insegnanti e delle autorità loro preposte, locali, regionali o nazionali. La
Comunità europea potrà tuttavia apportare un contributo significativo se raggiungerà i tre obiettivi
illustrati nell'introduzione a questa seconda parte (diffusione dei comandamenti europei di
prevenzione, realizzazione di economie di scala, promozione degli scambi di esperienze).
Azione 47: Compilazione di un bilancio comparato dei programmi di educazione sanitaria negli
istituti di insegnamento in Europa
A partire dal 1987 si procederà ad una diagnosi comparata dei programmi di educazione sanitaria
insegnati nelle scuole d'Europa incentrata sulla dimensione della prevenzione del cancro.
Proposta d'azione 48: Elaborazione di proposte di miglioramento dei programmi di educazione
sanitaria in Europa
Nel 1988, sulla base dei risultati dell'indagine precedente, la Commissione europea sottoporrà al
Consiglio una proposta di risoluzione mirante a migliorare l'educazione sanitaria dei giovani
europei.
Si procederà inoltre ad una valutazione della documentazione e dei materiali pedagogici disponibili
(manuali, software, giochi e videocassette).
Proposta d'azione 49: Messa a disposizione di materiale pedagogico di educazione sanitaria
A partire dal 1988 e soprattutto nel 1989, in occasione dell'«Anno europeo dell'informazione sul
cancro», la Comunità europea contribuirà alla traduzione e alla diffusione di supporti pedagogici
ritenuti i più appropriati.
Con lo sviluppo della televisione infine l'educazione sanitaria non si rivolge più soltanto ai giovani ma
essa è ormai anche accessibile agli adulti. Talune reti televisive, in particolare britanniche e olandesi,
dispongono in questo campo di un'esperienza molto interessante. Si tratta da un lato di programmi più
particolarmente incentrati sui comandamenti europei che interessano il rilevamento sistematico e la
diagnosi precoce dei cancri più comuni e, dall'altro, emissioni destinate ai malati e alle loro famiglie
consacrate ai metodi di cura e di accompagnamento della malattia.
Proposta d'azione 50: Contributo al finanziamento di emissioni televisive di educazione sanitaria sulla
prevenzione e la cura del cancro
A partire dal 1988 la Commissione europea raccomanda che sia altresì incoraggiata l'elaborazione di
programmi europei di educazione sanitaria secondo le modalità illustrate all'azione 38.
Tramite questa campagna europea d'informazione e di educazione sanitaria alla prevenzione del
cancro si dimostrerà che 12 paesi, 9 lingue e come minimo altrettante culture differenti, possono
costituire una comunità viva vicina alle preoccupazioni dirette di ciascuno dei suoi membri. L'Europa
dei cittadini avrà così acquisito un valore esemplare.
CAPITOLO 3°
FORMAZIONE DEL PERSONALE SANITARIO
I. FORMAZIONE E LOTTA CONTRO IL CANCRO
Nella lotta contro il cancro, il personale sanitario assume un ruolo fondamentale sia che si tratti di
medici generici, di specialisti o di infermiere. Ciò nonostante, secondo il parere generale dei
cancerologi europei, l'attuale situazione in Europa dovrebbe essere migliorata: nel settore cure si
N. C 50/40 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
riscontrano, infatti, penurie specifiche concernenti il personale sanitario (infermieri e specialisti),
nonché lacune nei programmi di formazione di detto personale, non sempre adatti alle necessità del
momento come dimostra il succinto prospetto che segue.
1. Medici generici
Nella lotta contro il cancro, i medici generici svolgono un ruolo di primo piano. Infatti, la fiducia è
loro spontaneamente accordata e i continui contatti con i pazienti fanno dei medici di famiglia la pietra
angolare di qualsiasi politica di prevenzione, di esame sistematica e di diagnosi precoce dei cancri. Per
tal motivo, la loro formazione in questi diversi settori è decisiva ed è importante che nel corso degli
studi essi siano in grado di acquisitare:
— conoscenze generali sui diversi tipi di cancro, le loro caratteristiche essenziali ed il modo più
adeguato di combatterli e cioè: prevenzione, individuazione o cura. Per alcuni tipi di tumori,
infatti, la prevenzione riveste la massima importanza (per esempio: non fumare per evitare il
cancro del polmone). Per altri, invece, la diagnosi precoce è essenziale (per il cancro del collo
dell'utero, per esempio); infine per altri tumori come il cancro dei testicoli, il trattamento rimane la
soluzione essenziale soprattutto perché nella maggior parte dei casi essi possono essere
guariti;
— conoscenze adeguate sui cancri più frequenti in cui il medico generico si imbatte quotidianamente
nell'esercizio delle sue funzioni;
— conoscenze precise sulle misure preventive più correnti da raccomandare ai pazienti;
— conoscenze concrete che gli consentano di praticare un semplice striscio vaginale o i facili metodi
manuali di individuazione tempestiva di alcuni tumori, quali la palpazione del seno oppure l'esame
vaginale o rettale;
— conoscenze sufficienti concernenti le popolazioni ad alto rischio di cancro e sulle tecniche di
localizzazione tempestiva disponibili presso un laboratorio o ospedale. L'ignoranza di questi dati
finirebbe per ripercuotersi negativamente sulla salute dei pazienti. Non solo, ma l'inadeguata
conoscenza delle condizioni ottimali di ricorso a detti esami potrebbe costar caro alla società
qualora essa si traducesse in un'inflazione inopportuna di prescrizioni mediche;
— conoscenze generali sulle attuali possibilità di trattamento e sui notevoli successi già riportati nella
lotta contro il cancro. L'ignoranza di questi fattori è all'origine del tabù che impedisce a numerosi
medici di discutere apertamente la malattia con il loro paziente. Male informato, il malato rischia
di assumere comportamenti inadeguati, che ritardano il trattamento e ne compromettono il
successo.
Per migliorare la situazione attuale a tutti i livelli occorrerebbe aumentare il numero e la qualità dei
docenti oppure ridurre il numero degli studenti, aggiornando inoltre il contenuto dei programmi e
ricorrendo a materiali didattici moderni, soprattutto manichini adatti all'insegnamento dei metodi
manuali di indivuazione tempestiva. Infine, i programmi universitari dovrebbero anch'essi tener conto
del fatto che sempre più spesso il medico di famiglia assume un ruolo attivo nel trattamento a domicilio
di malati affetti da alcuni tipi di cancro.
Il momento attuale è particolarmente addatto per prendere in considerazione queste osservazioni di
vario genere in quanto i paesi dell'Europa dei Dodici stanno rivedendo le loro disposizioni nazionali
per conformarsi alla direttiva adottata il 15 settembre 1986 dal Consiglio delle Comunità europee. In
virtù di detta direttiva, gli Stati membri dovranno, al più tardi nel 1992, provvedere ad almeno due
anni di formazione specifica per i medici generici, oltre ai 6 anni minimi del ciclo comune obbligatorio
per tutti gli studi di medicina, previsti dalla direttiva comunitaria del 1975.
2. Specialisti e oncologi
(NB: Il nome «oncologo», di origine greca [oncos = tumore] è generalmente preferito al sinonimo
«cancerologo», la cui origine è latina [cancro = granchio].
Negli ultimi 20 anni cambiamenti fondamentali hanno completamente sovvertito le tecniche di
trattamento del cancro e cioè: i progressi della chemioterapia alla fine degli anni '60, i successi della
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N . C 50/41
chirurgia conservatrice a decorre dal 1973 e infine l'apparizione di trattamenti integrati all'inizio degli
anni '70. Grazie a questi ultimi, molto spesso si può limitare il ricorso alla chirurgia abbinando in
modo adeguato le tre principali terapie attuali: la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia. Queste
tecniche, ed il loro abbinamento ottimale, dovrebbero pertanto essere ormai note a tutti gli specialisti
che curano le varie forme di cancro. Un'approfondita conoscenza di questi recenti sviluppi della
scienza, dovrebbe consentire di evitare alcune amputazioni o ablazioni, parziali o totali, grazie al
ricorso alla chemio o alla radioterapia.
D'altronde, per alcuni tipi specifici di tumore la chemioterapia è la terapia prevalente rispetto a
qualsiasi altra. Per tal motivo, il chirurgo che di primo acchito procedesse ad un'ablazione o ad
un'amputazione porrebbe il suo paziente di fronte ad un fallimento completo in quanto il cancro non
verrebbe affatto eliminato.
Per fronteggiare quest'incessante evoluzione delle tecniche, che necessitano un'impostazione concer-
tata tra specialisti di vari rami, un numero sempre maggiore di paesi ha creato dei centri anticancro
presso cui il personale sanitario si consacra a tempo pieno al trattamento delle varie forme di cancro.
Questi oncologi hanno d'altronde spesso ricevuto presso gli stessi centri anticancro, una formazione
specializzata e in vari settori, che consente loro di discutere con colleghi di altri rami per poter mettere
a punto la terapia più adatta. Un'impostazione del genere, già sperimentata in molti centri ospedalieri
europei, dovrebbe essere valutata in vista della sua eventuale estensione.
3. Infermiere
Tra tutto il personale sanitario, le infermiere sono quelle che hanno più frequenti contatti con gli
ammalati ed in tal senso esse assumono un importante ruolo nella lotta contro il cancro, soprattutto
per quanto riguarda la cura. Attualmente nella Comunità europea la formazione di base delle
infermiere non specializzate è armonizzata da una direttiva comunitaria del 1978, che impone un
periodo minimo di formazione de tre anni.
Tuttavia, già da molti anni, la maggior parte dei paesi europei è costretta a dover far fronte ad una
penuria di infermiere formate per il trattamento dei malati di cancro, sia a domicilio sia in ospedale.
Inoltre, l'uso delicato e pericoloso di alcuni trattamenti anticancro necessita, nell'interesse stesso delle
infermiere, alcune conoscenze di base sulle precauzioni da prendere. Anche qui si impone uno sforzo
specifico di formazione anche perché i contenuti dei programmi devono adattarsi ai ripetuti
cambiamenti registratisi nel settore terapeutico. Occorre infine tener maggiormente conto delle
necessità di formazione delle infermiere che si specializzano nelle cure da apportare ai malati in fase
terminale.
II. PROPOSTA D'AZIONE 1987—1989
L'adeguamento ed il miglioramento della formazione del personale sanitario richiede delle iniziative
prese a livello nazionale e regionale nonché presso le facoltà di medicina. La Comunità europea ha
anch'essa un contributo da apportare, modesto ma significativo, nei tre seguenti settori: scambi di
esperienze, scambi di studenti, elaborazione del contenuto minimo di formazione.
Quest'ultima iniziativa si giustifica innanzitutto con la necessità di garantire la libera circolazione del
personale sanitario e la sua libertà di stabilimento nei paesi della Comunità europea. Inoltre una
formazione minima del personale sanitario garantirebbe agli europei che si spostano nella Comunità
per motivi professionali o turistici, la miglior qualità possibile delle cure. Per tutte queste questioni, la
Comunità europea è assistita da tre comitati consultivi competenti: uno per la formazione dei medici,
un secondo per quella dei dentisti e un terzo per la formazione delle infermiere. Ciascun comitato ha
creato un gruppo di lavoro «Formazione in materia di cura del cancro» che ha il compito di assistere la
Commissione europea nel redigere e proseguire il piano d'azione 1987—1989, qui di seguito
illustrato.
1. Contenuto minimo dei programmi di formazione nelle università
In materia di formazione in materia di cancro, esiste una notevole diversità tra paesi europei e talvolta
tra regioni di uno stesso Stato. Alcuni di essi hanno già fatto — o stanno facendo — sforzi
N. C 50/42 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
considerevoli per adottare un'impostazione programmata ed integrata dell'educazione in materia di
cancro fin dall'inizio degli studi di medicina, creando a tale scopo delle cattedre di oncologia. In questo
sistema, viene particolarmente sottolineata la necessità di un'impostazione che abbracci numerose
materie.
In altri paesi, invece, la formazione specifica per il cancro viene disseminata e ripartita in tutto
l'insegnamento della facoltà di medicina, talvolta senza adeguato coordinamento. A parere generale
degli oncologi europei, una situazione del genere non risponde più ai requisiti odierni. Non tutti i
docenti o i medici, però, condividono ancora questa opinione per cui occorre procedere ad un esame
comparato dei sistemi educativi in vigore.
Azione 51: Esame comparato dei sistemi di formazione del personale sanitario presso le univer-
sità.
A partire dal 1987, la Commissione europea farà svolgere degli studi comparati sull'insegnamento in
materia di cancro, dispensato in ciascun livello dell'insegnamento medico: studi di medicina di base,
formazione specifica dei medici generici, degli specialisti, degli oncologi, delle infermiere.
Gli esperti già scelti dal gruppo di lavoro «Formazione in materia di cancro» (J) presenteranno la
loro relazione nell'autunno 1987, affinché possa essere esaminata dai due comitati consultivi. Questi
studi comparati serviranno di base per un'eventuale azione della Comunità europea sul contenuto
minimo dei programmi di formazione in materia di cancro. A tale scopo, gli esperti incaricati di
procedere all'esame comparato dei sistemi didattici in vigore esamineranno la eventuali difficoltà di
applicazione delle raccomandazioni formulate nel 1986 dal Comitato dei cancerologi di alto livello,
nominato presso la Commissione europea.
«Studenti: Gli Stati membri dovrebbero avere un docente di cancerologia in tutti i centri di
insegnamento di medicina, che offrono un esteso programma di corsi che va dall'epidemiologia ai
principi di prevenzione, all'individuazione tempestiva, ai trattamenti e alle cure terminali. Il
programma dovrebbe consistere in almeno trenta ore di insegnamento ed essere incentrato sulle dieci
principali localizzazioni di tumori.
Infine, un esame di cancerologia dovrebbe essere incluso in tutti i programmi delle facoltà di
medicina.
Medici generici: Essi costituiscono un gruppo prioritario per quanto riguarda la formazione in
materia di cancro ed inoltre, occorrerebbe incoraggiarli a seguire un programma di formazione
permanente. Infine, si dovrebbe prevedere la distribuzione a livello nazionale di un notiziario o
bollettino d'informazione periodico.
Oncologi: Ciascuno Stato membro dovrebbe riconoscere la specializzazione in oncologia (2), come
pure sarebbe il caso di armonizzare tra Stati membri la formazione di questi specialisti. Con
particolare attenzione dovrebbe essere seguita la formazione ed il riconoscimento degli specialisti che
si interessano soprattutto a determinate forme specifiche di cancro. Occorrerà elaborare un
programma comunitario di educazione di formazione permanente in cancerologia (a prescindere da
riunioni e congressi), nonché promuovere le iniziative per l'aggiornamento dei programmi destinati ai
oncologi.
Comunque, le recenti evoluzioni che hanno scombussolato e continuano a farlo, il panorama della
cancerologia — dalla prevenzione al trattamento — modificheranno anche i compiti ed il ruolo del
personale sanitario in materia di lotta contro il cancro. I sistemi didattici dovranno pertanto essere
adeguati fin dall'inizio e già da ora si possono tracciare i seguenti orientamenti generali:
— gli studi di medicina di base dovranno consentire agli studenti di meglio comprendere questi
recenti mutamenti e di ricevere una migliore informazione e formazione;
— la formazione iniziale dei medici generici dovrebbe consentire loro di far fronte alle richieste
provenienti da un pubblico sempre meglio informato, sempre più desideroso di beneficiare di un
controllo sistematico per la tempestiva individuazione del cancro e che desidera inoltre un
prospetto clinico completo allorché si tratta di subire un trattamento specializzato;
— nell'interesse stesso dei malati, la formazione iniziale degli specialisti, ivi compresi gli oncologi,
dovrebbe consentire loro di meglio padroneggiare le tecniche di trattamento integrato e di
chirurgia conservatrice.
(*) Prof, de Moura (Portogallo) per l'educazione medica di base; prof. Larra (Francia) per la formazione iniziale
dei medici generici; dott. Costa (Italia) per la formazione degli oncologi; dott. Lister (Regno Unito) per la
formazione degli altri specialisti e la relazione di sintesi.
(2) Questa specializzazione potrebbe comportare tre categorie: oncologia medica (soprattutto per la chemio-
terapia), radioterapia, oncologia chirurgica.
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/43
È ovvio che il comitato consultivo per la formazione dei medici e gli esperti incaricati di procedere ad
un esame comparato dei sistemi didattici in vigore, dovranno al tempo stesso esaminare le eventuali
difficoltà di applicazione delle varie raccomandazioni allo scopo di chiarire l'azione comunitaria in
materia.
Sempre nel 1987, il comitato consultivo per la formazione delle infermiere procederà in modo anologo
avvalendosi della collaborazione di un gruppo di lavoro specializzato nella formazione in materia di
cancro. Il comitato consultivo per la formazione dei dentisti sarà anch'esso chiamato a pronunciarsi a
partire dal 1987.
Proposta d'azione 52: Formulazione di proposte di miglioramento dell'organizzazione degli studi di
medicina nel settore del cancro (studi di base, medici generici, specialisti, oncologi, infermieri)
Nel 1988 e 1989, in base alle conclusioni dei precedenti lavori e su consultazione dei comitati
consultivi esistenti, la Commissione europea presenterà all'occorrenza al Consiglio alcune proposte
per migliorare la formazione in materia di cancro del personale sanitario.
2. Mobilità degli studenti
A parere dei cancerologi europei, sarebbe opportuno che gli studenti europei potessero effettuare una
parte della loro formazione in materia di cancro in un altro Stato membro della Comunità europea,
soprattutto in quelli che dispongono di esperienza e infrastrutture adeguate. Un'azione del genere
potrebbe naturalmente essere inquadrata nel programma comunitario di mobilità degli studenti
(Erasmus), che potrà concedere borse Erasmus per un importo medio di 2 000 ECU a studenti che
svolgono un periodo dì studio riconosciuto — da sei a nove mesi — presso un istituto universitario di
un altro Stato membro.
Inoltre, per acquistare uno spirito pluridisciplinare, indispensabile per un buon trattamento dei vari
tipi di cancro, gli studenti già in corso di specializzazione dovrebbero avere la possibilità di fare dei
periodi di tirocinio ospedaliero in altri rami della medicina.
Secondo lo stesso criterio, per alcuni studenti potrebbe essere interessante svolgere dei tirocini presso
ditte specializzate nella produzione di materiali e medicamenti usati per trattare il cancro (fabbricanti
di materiale chirurgico, di apparecchi di radioterapia, laboratori farmaceutici).
Possibilità del genere possono già essere attuate nell'ambito del programma COMETT della
Comunità europea. Quest'ultimo infatti concede delle borse di un importo medio pari a 4 000 ECU su
base annua, a studenti che desiderino svolgere un tirocino presso una ditta di un altro Stato membro
della Comunità europea.
Azione 53: Promozione della mobilità degli studenti di medicina e degli studenti infermieri
A decorrere dal 1987 saranno concesse alcune borse di studio (COMETT) a studenti di oncologia allo
scopo di consentire loro di effettuare un tirocinio presso una ditta specializzata di un altro paese della
Comunità europea. Non appena adottato dal Consiglio, il programma Erasmus sarà anch'esso
aperto agli studenti in oncologia in un altro paese della Comunità europea, a condizione che detto
periodo sia completamente riconosciuto dall'università di origine.
3. Messa a punto e scambio di materiali didattici
A parere del gruppo di lavoro «Formazione dei medici in materia di cancro», il fatto stesso che i
programmi di insegnamento e di informazione siano tanto recenti nonché la rapidità dei cambiamenti
che si riscontrano in questo settore, fanno sì che i supporti audiovisivi utilizzati siano molto spesso
dovuti ad iniziative individuali, che meriterebbero di essere diffuse e messe a disposizione di altre
facoltà di medicina. Inoltre, per insegnare ai futuri medici generici l'uso delle tecniche manuali di
localizzazione tempestiva di alcuni tipi di cancro (palpazione dei seni, esame vaginale o rettale)
occorrerebbe disporre di plastici adatti le cui caratteristiche potrebbero essere fissate in comune. In
questi due settori, la Comunità europea potrebbe promuovere gli scambi di esperienze.
N. C 50/44 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
Azione 54: Messa a punto in comune di materiali didattici e collaudi di questi ultimi presso le facoltà di
medicina in occasione dell'«Anno europeo dell'informazione sul cancro»
A partire dal 1987 e in base alle raccomandazioni del gruppo di lavoro «Formazione in materia di
cancro», la Commissione europea promuoverà degli scambi di esperienza nel settore dei materiali
didattici. Nel 1989, in occasione dell'«Anno europeo della prevenzione del cancro», parte di questi
materiali così perfezionati saranno messi a disposizione delle facoltà di medicina per esservi
collaudati.
4. Scambio di esperienze in materia di formazione permanente
La formazione permanente in materia di cancro riveste un'importanza primordiale per qualsiasi
categoria di personale sanitario. Tale esigenza è ormai più che ammessa, soprattutto da parte di coloro
che hanno ricevuto una formazione iniziale, elementare o avanzata, in oncologia. Tuttavia un gran
numero di medici di famiglia come pure di infermieri a domicilio durante i loro studi non hanno mai
ricevuto una formazione di base in oncologia. Il problema essenziale consiste nel motivare tali
persone, soprattutto quelle di età più avanzata, affinché si sforzino di acquistare le conoscenze di base,
rinnovandole regolarmente durante la loro vita professionale. Ovviamente, questo compito sarà tanto
più facile quanto più i materiali pedagogici usati saranno semplici, attraenti e adatti alle necessità di
queste categorie di personale. Anche in questo settore, la Comunità europea potrà apportare un utile
contributo promuovendo gli scambi di esperienze. Per tale motivo, in vista dell'eventuale loro
adattamento in altri paesi europei, le pratiche etistenti dovranno essere accuratamente valutate,
soprattutto quelle che riguardano:
— l'informazione regolare dei medici generici. In Francia, per esempio, essa è effettuata mediante un
bollettino d'informazione, accessibile dal 1986 mediante videotext. Le informazioni vengono
strutturate e adattate da un comitato di cancerologi con la collaborazione di giornalisti
specializzati nel campo medico;
— la formazione continua degli oncologi presso la scuola europea di oncologia a Milano e quella di
ematologia a Parigi.
Azione 55: Scambio di esperienze in materia di formazione permanente
A decorrere dal 1987, la Commissione europea promuoverà gli scambi di esperienze nel settore della
formazione continua in materia di cancro, soprattutto mediante contributi alla traduzione e alla
diffusione dei materiali didattici del caso.
Inoltre, con lo sviluppo della rivoluzione informatica, nella Comunità europea numerosi gruppi
stanno lavorando alla messa a punto di «sistemi esperti». Ora in pieno sviluppo, questi programmi
informatici di contributo decisionale vengono elaborati in collaborazione tra gruppi di specialisti di
una materia — l'oncologia nella fattispecie — e un gruppo di informatici di alto livello. Lo scopo è di
trasferire le conoscenze attuali in materia di oncologia in un programma a disposizione dell'utente
sia per completarne la formazione, sia per meglio determinare la diagnosi od il trattamento appro-
priato.
Proposta d'azione 56: Realizzazione in comune di software per i «sistemi esperti» medici in materia di
cancro
Nell'ambito dei suoi programmi di ricerca, in particolare il programma di biotecnologia
(1986—1989), la Comunità europea potrà cofinanziare alcuni progetti di messa a punto in comune di
«sistemi esperti» applicati nel settore dell'oncologia.
CAPITOLO 4°
RICERCA SUL CANCRO
Al giorno d'oggi i malati di cancro cominciano a diventare consapevoli di non essere inesorabilmente
condannati; essi sanno che le loro possibilità di sopravvivere a lungo sono reali ed aumentano
costantemente di anno in anno, e attribuiscono giustamente quest'evoluzione positiva ai progressi
compiuti dalla ricerca biologica e medica. Grazie a tali progressi è attualmente possibile salvare quasi
la metà dei malati, rispetto ad appena un quarto trent'anni fa. Si tratta ovviamente di dati globali
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/45
poiché per i casi di cancro la prognosi è molto variabile: estremamente infausta per alcune forme (ad
esempio tumori del pancreas), ma in compenso molto favorevole per altre (ad esempio cancri della
pelle).
La maggior parte degli esperti ritiene inoltre che entro il 2000 si potrà ridurre di un ulteriore 15 % il
numero dei decessi dovuti al cancro in Europa attuando anche in misura minima la politica di
prevenzione caldeggiata nei capitoli precedenti. Ciò dà una chiara idea dell'interesse, ma anche dei
limiti, di queste misure che vanno completate dando un vigoroso e nuovo impulso alle attività di
ricerca.
Sotto il profilo pratico in Europa quanto si è realizzato per la cura del cancro non è all'altezza del
lavoro concettuale svolto nei laboratori. È perlomeno paradossale che la maggioranza delle sostanze
anticancerose prodotte al giorno d'oggi grazie alla biotecnologia provenga da laboratori americani
quando uno dei rivoluzionari processi necessari per la loro fabbricazione (la fusione cellulare) è stato
scoperto in Francia da Georges Barski e applicato agli anticorpi monoclonali in Inghilterra da Kohler e
Millstein (cui è stato assegnato il premio Nobel nel 1984). Forse una prima spiegazione di questa
disparità si può avere dal confronto delle risorse finanziarie mobilitate sulle due sponde dell'Atlan-
tico.
Certo, non è facile arrivare a redigere un bilancio dell'impegno finanziario europeo nel campo della
ricerca sul cancro poiché occorre tener conto dei programmi nazionali e comunitari oltre che delle
attività di ricerca non direttamente connesse al cancro, ma tali da contribuire indirettamente alla
soluzione di questo problema.
Una stima approssimativa della rispettiva entità delle risorse mobilitate è tuttavia ricavabile dal
confronto degli stanziamenti globali per la ricerca medica: 5 miliardi di US$ all'anno per il National
Institute of Health statunitense contro 1,5 miliardi circa di US$ all'anno nell'Europa a dodici. Quando
inoltre si consideri che la ricerca sul cancro costituisce l'oggetto di un grande programma nazionale
americano già dal 1971 si può concludere che la differenza in questo particolare settore è ancora più
ampia di quella risultante dalle somme complessive.
Nel corso dei tre prossimi anni la ricerca sul cancro in Europa troverà un sostegno finanziario nel
quadro delle iniziative seguenti:
— la proposta di un quarto programma di coordinamento della ricerca medica (1987-1989)
trasmessa al Consiglio alla fine del 1986, cui (secondo le proposte della Commissione europea)
dovrebbero venir assegnati 37 milioni di ECU, 11 dei quali destinati alla ricerca sul cancro;
— il quarto programma di ricerca medica relativo ai settori industriali di competenza CECA
(1982-1987), dotato di 9 milioni di ECU, dei quali circa 1 destinato al cancro, nonché la proposta
di un quinto programma (1988-1991) che verrà trasmessa al Consiglio nel 1987. Tale proposta
potrebbe vertere su una dozzina di milioni di ECU, dei quali 3 circa destinati al cancro secondo le
ipotesi attualmente formulate dalla Commissione;
— la proposta relativa a un primo programma di ricerca nel campo della medicina previsionale
(1987-1989), che verrà trasmessa al Consiglio agli inizi del 1987;
— il programma di ricerca sulla radioprotezione (1985-1989), che dispone di fondi per 58 milioni di
ECU per l'intero quinquennio, dei quali 5 circa potrebbero venir assegnati alla ricerca sul cancro
nel periodo 1987-1989;
— il programma di ricerca sulla biotecnologica (1986-1989), che dispone di fondi per 55 milioni di
ECU, dei quali 4 circa sono in relazione alla ricerca sul cancro (periodo 1987-1989);
— il programma di ricerca sull'ambiente (1982-1990), dotato di fondi per 55 milioni di ECU, dei
quali 1 circa attinente al cancro.
In realtà il totale dei fondi impegnati in questo tipo di ricerca è nettamente superiore; esso corrisponde
almeno al doppio nel caso delle attività cofinanziate per arrivare a importi fino a 30 volte superiori nel
caso delle iniziative coordinate. Complessivamente dal 1987 al 1989 i programmi comunitari di
ricerca sul cancro coordineranno attività per più di 300 milioni di ECU.
Se i finanziamenti costituissero l'unica ragione del ritardo accusato dalla ricerca europea, sarebbe
facile trovare (anche se forse non applicare) il rimedio; il ritardo in questione è però legato soprattutto
N. C 50/46 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
a motivi strutturali e in particolare alla frammentazione dei programmi nazionali e ai doppioni cui essa
dà origine, particolarmente controproducenti in un momento in cui le risorse tanto umane quanto
finanziarie sono limitate. Il fatto di mettere in comune queste risorse mediante iniziative di
cooperazione europea costituisce evidentemente una soluzione non solo adeguata, ma necessaria.
Si.tratta, da un lato, di garantire i trasferimenti di tecnologia tra laboratori di paesi differenti, così da
dare un primo impulso a iniziative durevoli di collaborazione internazionale e, dall'altro, d'integrare i
migliori laboratori europei in una rete di ricerca sul cancro. L'obiettivo è cioè quello di costituire una
specie di istituto senza muri, che dovrebbe consentire di arrivare a un vero e proprio spazio europeo
della ricerca sul cancro. Per questo motivo uno tra i provvedimenti più urgenti è aumentare la mobilità
dei ricercatori europei che si occupano del cancro.
Proposta d'azione 57: Concessione di borse di studio europee per favorire la mobilità dei ricercatori
che si occupano del cancro
Nel quadro della proposta di programma di ricerca medica (1987-1989), trasmessa al Consiglio alla
fine del 1986, la Commissione auspica che vengano attribuite annualmente a cinquanta ricercatori
borse di studio di un importo annuo medio pari a 20 000 ECU, così da consentire ai borsisti di
formarsi alla ricerca sul cancro nel laboratorio di un altro Stato membro della Comunità
europea.
Agevolando così la circolazione delle persone e delle idee tra laboratori europei la Comunità faciliterà i
trasferimenti d'informazioni scientifiche e di tecnologie a livello universitario e industriale.
Contemporaneamente essa farà nascere una mentalità europea, che contribuisca a rendere l'Europa
qualcosa di più di un'entità economica e freni così la fuga dei cervelli verso gli Stati Uniti. Si verranno
infine a costituire collegamenti tra diversi laboratori europei oltre che tra ricerca di base e ricerca
clinica, soddisfacendo così le condizioni necessarie per costituire un intreccio durevole ed efficace
d'attività successive svolte in collaborazione in tutti i settori della ricerca sul cancro.
I. RICERCHE VOLTE A MIGLIORARE LA PREVENZIONE, LA DIAGNOSI PRECOCE E IL RILEVA-
MENTO DEI TUMORI
A. Miglioramento dei sistemi di informazione sulla frequenza e la natura dei tumori
Un presupposto indispensabile per garantire la qualità della ricerca sul cancro è la disponibilità di un
idoneo sistema d'informazione. Il programma statunitense di prevenzione si è originariamente basato
sul «Connecticut Cancer Registry», che ha cominciato a raccogliere informazioni sul cancro già nel
1935. Il primo registro europeo è stato costituito in Danimarca nel 1943, ed ha consentito a questo
paese di avere una conoscenza eccezionale dell'evoluzione dei tumori già negli anni successivi alla
seconda guerra mondiale.
Attualmente nella Comunità europea la registrazione dei casi di cancro avviene a vari livelli: cittadino,
regionale, nazionale. Questa grande diversità rende difficile confrontare e utilizzare i dati raccolti,
anche perché nella maggior parte dei paesi europei non esiste un registro nazionale. In Francia, per
esempio, esistono registri dei casi di cancro soltanto in quattro dipartimenti (Doubs, Calvados, Isère e
Bas-Rhin) su circa cento.
Uno studio epidemiologico su scala europea presuppone invece una registrazione armonizzata di tutti
i casi di cancro rilevati nella Comunità.
Occorre quindi definire una base regolamentare che consenta ai ricercatori degli Stati membri di
svolgere studi epidemiologici sfruttando la registrazione sistematica dei casi di cancro. Per non
ostacolare la ricerca epidemiologica converrebbe perciò allentare i vincoli previsti dalla legislazione in
materia: in alcuni paesi europei alcuni studi sui tumori professionali hanno dovuto venire interrotti
perché le norme vigenti in materia di riservatezza impediscono qualunque studio globale in questo
settore. Tali norme andrebbero adattate, pur salvaguardando il carattere strettamente riservato delle
informazioni mediche.
Azione 58: Bilancio comparato dei registri del cancro esistenti e raccomandazioni relative al loro
contenuto minimo auspicabile ed alle condizioni per accedervi
Già nel 1986 la Commissione ha inviato ai registri del cancro esistenti negli Stati membri un
questinario mirante a consentirne un'analisi comparativa. I risultati saranno analizzati nel 1987 per
^ ^ 87 gazzetta ufficiale delle Comunità europee N C ^ 0 ^ 7
determinarel^ampiezzadeidatiraccoltieconsentiredimigliorarnelacomparabilitael^affidabihta
Nel 1987 verrà inoltre avviato uno studio di fattibilità relativo alla costituzione di una rete europea di
registri del cancro che rappresenti una base europea di dati sulla prevalenza dei tumori
Nel 1988 verrà mfineorganizzata una conferenza sul miglioramento dei sistemi perregistrareidati sul
cancro^m collaborazione con il Centro internazionale di ricerca sul cancroel^Agenzia internazionale
penregistri del cancro All^occorrenza potranno venir elaborate proposte miranti ad armonizzarci
dati raccolti
Iprovvedimenti preventivi devono basarsi sullaricercaepidemiologica^nguardante cioè le circostanze
in cui la malattia si mamfesta^viste in funzione delle caratteristiche dell^individuocdell^ambiente in
cui vive Le informazioni risultanti da tale ricerca consentono di rilevare eventuali causc^ di seguire le
tendenze dell^evoluzione patologica^ di preparare eventuali interventi terapeutici e di valutarne
^effetto
La cooperazioneahvello europeo avrebbe il vantaggio di consentire l^accessoauna popolazione più
numerosa^ ciò che conferirebbe maggiore validità alle conclusioni raggiunte^ soprattutto per quanto
nguarda i tumon di tipo più raro rale coopcrazione consentirebbe anche confronti tra gruppi di
abitanti conun livello dibcncsserc analogo^ macon abitudini sociahedahmcntariestremamente
variate
^^^^ro
C^uestoeil settore in cundati epidemiologici risultano più incerta comeeben illustrato dall^ampiezza
dell^ntervallo riportato nelle stime di lòol lePeto^secondoiqual idal l0al70^dei decessi dovuti al
cancro sarebbero connessi all^ahmentazione
Nell987dovrebbe essere portataatermine una sintesi realizzata in collaborazione con il Centro
internazionale di ricerca sul cancro per fare il punto sulle conoscenze epidemiologiche attualmente
dispombilialloscopodi inviduareghobiett ivipriori taridellaricercaoltrechediconfrontaree
armonizzareimetodi seguiti
C^uestaprima fase d^onentamento dovrebbe consentire di farconvergcrel^impegnodincercasu
particolanaspettidellarelazionetra ahmentazioneecancro ^i sonogia individuati alcumtcmi
prioritaria riguardanti inparticolare il ruolo dell^ahmentazione nella gastrite atrofica^fasc preliminare
nello sviluppo dei cancri allo stomaco^ed il ruolo svolto dal consumo di fibre ahmentaneda altri
fattori nell^insorgeredelcancrodelcolon Notevoleattenzionesarapanmentidedicataai fattori
alimentansinorascarsamente studiata ma penquah esistono ipotesi piuomenofondate^comesiegia
accennato nella parterelativaallaprevenzione^ grassi^soprattutto per ledonne nel periodo successivo
alla menopausa^vitamme^ elementi minerale nitrita ecc
11 cancro ai polmoni dei minatori che lavorano nelle miniere di ferro ed alcuni cancri dei lavoratori
dell^industnasiderurgica hanno attiratol^attenzionedei ricercatori sin dallanizio degli annP^O Anche
se le attività inquestionehannosubitouncalonelcorsodell^ultimo decennio^ nelle industrie del
carboneedelf acciaio restano espostiatale rischio circa^milioni di lavoratori 11 quarto programma
della C ^ C A O ^ ^ t 9 8 7 ^ ha intensificatoilavon sul cancro al polmone dei saldatonesulle forme di
cancro che colpisconoilavoraton delle miniere di carboneedelle coierie 11 quinto programma della
C^CA^1987^1991^dara un seguitoaqueste ricerche cofmanziate sul cancro al polmone con lavori
volti ad individuare gli agenti cancerogeni in causa
lòal canto suo il programma ambienteO^^t990^del la Commissione cofmanzia lavori sull^effetto
cancerogeno delfamiantoedi altri materiali quali le fibre di vetro
Per la prima volta dal suo avvio ne!1978 infine il programma di ricerca medica prevede la valutazione
dei metodi epidemiologici relativi ai rischi professionali connessi al cancro partendo da uno studio
critico dei nsultatipubblicati in altnpaesi ^ inparticolareopportunoreccpire gli insegnamenti
^ C ^ 4 8 gazzetta ufficiale delle Comunità europee 2 D . 2 . 8 7
metodologici forniti dalle ricerche svolte in Canada in quindici siti industriali, che riguardano
i^esposizionea200 sostanze chimiche.
^ ^ ^ ^ o ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ o ^ A ^
^el quadro del programma di radioprotezione 0 ^ ^ t 9 8 9 ^ s i concluderanno indagini epidemiolo^
gicheapostenon relative alle persone cui erano state somministrate alcuni anni fa radioelementi che
emettono particellealfa,quali per esempio il rhorotrast,ahasediossidodi tono,cheestato utilizzato
tra il Ì929 ed ilt^^Ocome agente di contrasto nelle radiografie dei vasi sanguigni ederesponsahile di
tumori del fegato, oppure il radio 224, utilizzato in passato per trattare alcune infiammazioni
vertehrali^spondihti^,cheela causa di tumori ossei
Attualmente pero al centro delleattenzione e piuttosto ^effetto di dehoh dosi di radiazioni, a
prescinderedalfattocheprovenganodall^impiegodiradioelementiascopo medico,dallaradioattività
naturale dell^amhiente oppure dall^nquinamento radioattivo accidentale.
^esposizione alla radioattività naturale rientra inquesto amhito^m alcuni locali possono trovarsi
quantitativi anormalmente elevati di radon, gas raro radioattivo prodotto dal decadimento del radio,
per motivi connessi alla geologia brocce gramtiche^ed al tipo di costruzione ^locali senza ncamhio
d^aria^. La possihihta che tale gas ahhia un ruolo nellappanzione dei tumori polmonari dovrehhe
costituirel^oggetto di uno studio di fattibilità.
^recente incidente di Cernohil ha naccesol^interesse per gli studi epidemiologici in questo settore^ non
si possono tuttavia nutrire troppe speranze che la ricerca epidemiologica da sola possa rispondere al
problema delibazione di ^osi dehoh di radiazioni, affettivamente sulla hase di calcoli teorici
sull^insorgere di tumori dovuti all^irradiazione si può ipotizzare,estrapolandoidati riguardanti le
irradiazioni di forte intensità,cheacausa di questo incidente l^uropaadodicipotrehhe registrare tra
fOOOe^OOOcasisupplementandicancronelprossimo ventennio. A p n m a vistatalensultato
semhrerehhesigmficativo^quando pero ci si rende conto che nel corso dello stesso periodo questa
stessa popolazione di ^70mihoni sarà colpita da più di 70mihoni di casi di cancro,ci si rende conto
dellaveraproporzione del fenomeno, questo esempio dimostrahene quanto siadifficile valutare
^effetto di dosi dehoh di radiazioni ionizzanti.
A ^ o ^ ^ ^ 2 ^ r o ^ ^ ^ ^ ^ ^ o ^ ^ o ^ m ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ o ^ o ^ r ^ ^ ^ C o ^ ^ ^ ^
r i q u a d r o del programma di ricerche sull^amhienteO^^t990^si svolgeranno tra i l t 9 8 7 e i l t ^ 9
lavori voltiafar scoprire rapidamente le sostanze cancerogene tra gli innumerevoli inquinanti presenti
nell^amhiente. Ce attività finanziate vertono sul miglioramento del rilevamento su colture microhiche
del potere mutageno delle sostanze sospette e sulla realizzazione di prove di deterioramento
cromosomico. Tuttiquesti fenomeni sono effettivamente potenzialmente cancerogeni.
^ r o ^ o ^ ^ T ^ o ^ ^ ^ A ^ ^ o ^ ^ ^ ^ ^ o ^ ^ ^ o o ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ o ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ r o
^ r ^ o ^ ^ o ^ ^
tòall978 la registrazione^effettuataahvelloeuropeo^delle malattie congenite dei neonati consente di
redigerestatisticheereahzzare indagini sulle anomahecongenite^nelpenodof98^i989si cercherà di
stahilire una relazione con la successiva comparsa di tumori nei hamhini colpiti da tali malattie. La
conferma di un^associazione tra tumori ed anormalità congenite consentirehhed^ndividuare alcuni
fattori cancerogeni ed il loro meccanismo dazione.
On^ultenore direttrice della ncercaeil controllo hiologico di alcune popolazioni esposte agli effetti
mutageni di determinati fattori amhientah,voltoavedere se sia possihile riscontrare una variazione
significativa nella frequenza delle affezioni dirigine genetica cheepossihile diagnosticare nel corso
dei primi mesi di vita.
^ r o ^ o ^ ^ ^ ^ o ^ ^ ^ ^ A ^ ^ o ^ ^ ^ ^ ^ o ^ ^ ^ o o ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ o ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ ^ o
ApartiredaPt987 si commcerannoaradunareilavon svolti in questo campo,allo scopo di ncavarnei
principi informatori per successive azioni.ricercherà di precisare le modalità da seguire per valutare
quantitativamente il fumo passivo,la cuimisuraohiettivaedifficile.^isolleciteràlacollahorazionedel
centro internazionale di ricerca sul cancro.
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/49
C. Ricerche per migliorare la diagnosi precoce e la diagnosi
Sul futuro della diagnosi precoce del cancro avranno un influsso particolare due settori di ricerca:
l'analisi automatizzata dei tessuti e i perfezionamenti delle tecniche di visualizzazione applicate alla
medicina.
Proposta d'azione 65: Proseguimento dell'azione coordinata europea della ricerca medica
sull'analisi automatizzata dei tessuti
Una politica coerente di diagnosi precoce presuppone un numero enorme di analisi biologiche diverse:
esame di strisci, ricerca di virus e di proteine caratteristiche, esami istologici o analisi cromosomiche
volte a diagnosticare i tumori.
L'infrastruttura dei laboratori di analisi attualmente esistente non consentirà di far fronte al
prevedibile incremento della domanda. Nel Regno Unito per esempio si eseguono annualmente 3
milioni di strisci vaginali per individuare i casi di cancro al collo dell'utero; ciò non è tuttavia
sufficiente, poiché per esaminare sistematicamente ogni tre anni la popolazione sottoposta al rischio
occorre perlomeno raddoppiare questa cadenza. La situazione è analoga negli altri paesi europei, nei
quali si valuta che in complesso il 35% delle donne interessate abbiano bisogno di regolari controlli. Se
tutte le donne esposte al rischio desiderassero usufruire della prevenzione il sistema andrebbe allo
sfacelo.
Effettivamente osservare una preparazione al microscopio richiede notevole tempo e impegna uno
specialista qualificato; si è così fatta strada l'idea di associare un sistema d'esame automatico del
preparato, una videocamera e un sistema informatizzato per analizzare l'immagine osservata, tanto
per esaminare i cromosomi quanto per studiare le cellule sotto un profilo più globale.
L'analisi automatizzata dei cromosomi (per esempio la ricerca di eventuali traslocazioni) è di capitale
importanza non soltanto nella maggior parte delle leucemie (diagnosi, prognosi, trattamento) ma
anche in numerosi tipi di tumore. Nei referti istologici osservati al microscopio soltanto un numero
ridotto di cellule sono sorprese nell'atto di dividersi, e ciò rende l'esame manuale controindicato.
Quanto alla citologia (esame delle cellule) automatizzata essa è in pieno sviluppo, soprattutto per
quanto riguarda il rilevamento dei cancri del collo dell'utero nella fase preclinica in soggetti ad alto
rischio. Tre prototipi di macchine diagnostiche specializzate iniziano ad essere commercializzati in
Europa (nei Paesi Bassi, in Germania e nel Regno Unito) e saranno rapidamente disponibili. Questi
apparecchi sono un eccellente strumento per lo «screening» ma rilevano più casi sospetti che casi reali,
cosicché occorre sperimentare, comparare e convalidare i loro risultati, mettendo a punto al tempo
stesso sistemi analoghi per altri tipi di cancro. In Francia si sta studiando un'altra macchina
diagnostica, di carattere più polivalente.
Proposta d'azione 66: Proseguimento dell'azione coordinata europea della ricerca sulle tecniche
diagnostiche applicate alla medicina
Dalla scoperta dei raggi X fatta da Wilhelm Rontgen nel 1895 la radiografia cassica ha compiuto
progressi enormi grazie all'informatica. Partendo da una serie di rilevazioni compiute da angoli
differenti, l'analisi delle immagini mediante elaboratore consente di ricostituire un'immagine
tridimensionale dell'oggetto radiografato; è la tecnica dello scanner (o tomodensitometria),
sviluppata per la prima volta nel 1975 dall'ingegnere britannico G. N. Hounsfield (premio Nobel).
Con questo metodo è possibile ricostituire con mezzi matematici una serie di sezioni dell'organismo
esaminato (tomografia), in riferimento a qualsiasi piano prescelto dall'operatore, ed avere così una
definizione estremamente precisa della forma e della localizzazione di un tumore.
Questa ricostituzione d'immagine a più dimensioni può essere realizzata partendo da informazioni di
natura varia: le proprietà magnetiche della materia (risonanza magnetica nucleare =RMN), la
radioattività di elementi a vita breve (tomografia ad emissione di positroni = PET) oppure elementi
emittitori di fotoni (tomoscintigrafia).
Col metodo che sfrutta la risonanza magnetica nucleare l'organismo vivo è sottoposto a un campo
magnetico che influenza soprattutto i nuclei degli atomi di idrogeno spostandoli dalla loro posizione
iniziale. Nel tornare al proprio posto, ogni nucleo emette un debole segnale elettromagnetico, e
l'analisi dell'insieme di questi segnali consente di ricostituire la distribuzione nello spazio degli atomi di
idrogeno e di conseguenza la forma dei tessuti. Inoltre, il segnale è differente a seconda della struttura
della molecola in cui l'atomo di idrogeno si trova, e fornisce quindi informazioni sulla composizione
N. C 50/50 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
chimica del tessuto, cosicché è possibile differenziare la materia grigia del cervello dalla materia
bianca. Il segnale emesso dipende anche dalle forze intermolecolari e dalla velocità di spostamento
della molecola, ciò che consente di misurare la temperatura (agitazione termica delle molecole) ed i
flussi (per esempio il flusso del sangue nei vasi sanguigni).
Rispetto allo scanner a raggi X la RMN consente di differenziare molto meglio i tessuti, separando
nettamente quelli tumorali dagli altri più molli che li circondano (reazione infiammatoria). La
risoluzione dimensionale risulta parimenti superiore: si possono individuare tumori di grandezza
dell'ordine del millimetro (per la radiografia tale grandezza è dell'ordine del centimetro).
Gli apparecchi di RMN esistenti sono fabbricati in pochi esemplari e hanno sovente il carattere di un
prototipo; questa tecnologia subirà ancora una notevole evoluzione negli anni futuri e occorre quindi
sperimentare e comparare i sistemi esistenti accrescendone la capacità di risoluzione. Questo è
l'obiettivo che si è prefissa la Comunità per il periodo 1987-1989.
La tomografia ad emissione di positroni si basa su un altro principio: si iniettano in un organismo
vivente degli isotopi radioattivi a vita breve (per esempio ossigeno 15, azoto 13 o carbonio 11) che
emettono elettroni positivi, rilevandone mediante un apposito scanner la ripartizione; questo metodo
consente di ottenere immagini di una qualità eccezionale. Anche in questo caso le apparecchiature
utilizzate sono molto diverse, e una concertazione tra gli utenti consentirà di comparare le qualità degli
apparecchi in via di sviluppo.
II. RICERCHE SULLA TERAPIA DEI CANCRI
Per il grande pubblico questo è il punto fondamentale della ricerca. Pur riconoscendo l'enorme
importanza di questo aspetto, derivante dal suo carattere d'urgenza, non bisogna dimenticare che in
futuro avranno un'importanza ancora maggiore per la salute del pubblico la prevenzione (a breve
termine) e la comprensione dei meccanismi che originano i cancri.
A. Terapie classiche
Grazie ai progressi realizzati dalle tecniche diagnostiche a scopi medici, la chirurgia (il metodo più
antico di trattamento dei cancri nacque infatti nel XVII secolo) può ormai venir impiegata già nelle
primissime fasi dell'evoluzione di un tumore e, fattore importante, in modo molto più preciso. Al
giorno d'oggi si possono così evitare asportazioni o amputazioni considerate inevitabili ancora
qualche anno fa, sostituendole con una microchirurgia molto più rispettosa dell'organismo.
La radioterapia ha avuto un rapido sviluppo agli inizi del XX secolo, dopo la scoperta dei raggi X fatta
da Rontgen nel 1895, della radiottività da Becquerel nel 1896, e già nel 1900 era applicata in numerosi
ospedali. Il materiale impiegato ha subito un'enorme evoluzione, particolarmente per quanto riguarda
la precisione d'impiego e il livello di sicurezza, sia per il paziente che per l'operatore.
La chemioterapia è nata invece dopo la seconda guerra mondiale con le ipriti all'azoto, un prodotto
derivato dai gas impiegati a scopo bellico che si è dimostrato abbastanza efficace in alcuni casi di
leucemia. In seguito è stata sviluppata una lunga serie di prodotti con caratteristiche specifiche diverse:
metotrexato (1948), actinomicina D, ecc., per finire con gli ultimi arrivati, i derivati del platino (1976)
e l'ellipticina (1982).
Dagli inizi degli anni '70, infine, si sono realizzati notevoli progressi combinando diversi medicamenti
chemioterapici e associando in modo prudente le tre tecniche principali: chirurgia, radioterapia e
chemioterapia.
Proposta d'azione n. 67: Rafforzamento dell'azione coordinata europea di ricerca medica in materia di
controllo degli esperimenti terapeutici multicentri
Per sperimentare il valore di un trattamento cui si attribuiscono proprietà antitumorali è importante
disporre di una metodologia provata che consenta di giungere a risultati indubbi. A questo riguardo,
svolgono un ruolo determinante i differenti protocolli terapeutici che stabiliscono l'ordine in cui
utilizzare le tecniche e le dosi scelte; le scelte in questo campo spettano a un gruppo pluridisciplinare
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/51
composto da un chirurgo, un radiologo e un chemioterapeuta. È evidentemente opportuno registrare
attentamente questi protocolli, soprattutto quando sono nuovi, per poterne meglio valutare
l'efficacia. Questo controllo delle prove terapeutiche risulterà tanto più utile quanto più vasto sarà il
campione dei malati e quanto più armonizzate saranno le modalità di registrazione. È a questo
proposito essenziale lavorare a livello europeo.
La European Organisation for Research and Treatment of Cancer (EORTC — Organizzazione
europea per la ricerca sul cancro e il suo trattamento) creata nel 1962 è un.organismo senza fini di lucro
che svolge un ruolo determinante nel coordinare e utilizzare la ricerca europea sulle prove
terapeutiche. Alla fine del 1985 tale organizzazione disponeva già di una banca di dati contenente i
protocolli delle cure somministrate a 30 000 malati dei diversi centri anticancro e ospedali della rete
EORTC; ogni anno si registrano nella banca di dati 5 000 nuovi casi e si segue l'evoluzione di
5-10 000 casi precedenti.
Era dunque logico basarsi sull'esperienza incontestata dell'EORTC nel campo delle basi sperimentali
e cliniche sul trattamento del cancro.
Il sostegno della Comunità riguarda tre temi:
— rete informatica: realizzazione e manutenzione della rete informatica «Eurocode» che, grazie al
suo costo modesto, faciliterà l'accesso degli oncologi a dati clinici preziosi, sviluppando in essi un
nuovo spirito di comunicazione;
— controllo di qualità: verifica dell'affidabilità del trasferimento di dati dalla cartella clinica
all'elaboratore e verifica della buona applicazione dei protocolli terapeutici;
— coordinamento: miglioramento del coordinamento tra l'EORTC e i vari gruppi nazionali che si
occupano di ricerche cliniche, allo scopo di programmare iniziative congiunte.
B. Nuove terapie derivanti dalla biologia molecolare e dalla biotecnologia
Grazie alla rivoluzione tecnologica, iniziata sostanzialmente negli Stati Uniti agli inizi degli anni '70, è
apparsa da qualche anno una nuova classe di medicinali antitumorali che modificano il comporta-
mento biologico; tra questi si può menzionare Pinterleuchina 2 che ha fornito risultati molto
incoraggianti per molti tipi di cancro, l'interferone alfa, che è capace di guarire (quasi per il 90 % ) un
tipo particolare di leucemia (leucemia tricoleucitica), sinora rivelatasi particolarmente intrattabile,
l'interferone gamma, che sembra agire su alcuni tumori solidi, e infine un'altra molecola, fattore di
necrosi dei tumori. Tutte queste molecole e altre ancora (linfotossina, necrosina, ecc.) sono studiate
con grande cura, cosicché sono prevedibili importanti sviluppi in pochi anni.
Altre sostanze appartengono al gruppo dei fattori di differenziazione cellulare che sembrano
consentire la maturazione delle cellule cancerose ed il loro ritorno allo stato normale.
Infine, gli anticorpi monoclonali (che hanno un'azione molto specifica nei riguardi dell'antigene che
riconoscono) possono essere marcati con un elemento radioattivo per permettere di localizzare
precocemente un tumore grazie ad uno scanner. Essi possono così venire impiegati per modificare lo
sviluppo di alcuni tumori (attaccando i fattori di crescita e i loro recettori). Essi possono infine venire
accoppiati a sostanze caratterizzate da un'elevata tossicità cellulare in grado di distruggere le cellule
cancerose senza danneggiare quelle normali, con un'azione quindi selettiva.
Sfortunatamente, non è in Europa bensì negli Stati Uniti che hanno avuto luogo gli sviluppi industriali
maggiori nel settore dei nuovi medicinali antitumorali di origine biotecnologica. La ricerca medica e
biotecnologica europea deve quindi accettare questa sfida che non è soltanto medica ma anche
economica.
Azione 68: Cofinanziamento di una rete europea di banche di dati sulle colture di cellule che
producono anticorpi monoclonali
Il programma della Comunità europea nel campo delle biotecnologie ha lo scopo di favorire la
realizzazione di una rete di raccolte di ibridomi (per sintetizzare gli anticorpi monoclonali). Nel marzo
1986 è stato installato a Nizza il CERDIC (Centro europeo di ricerche documentarie sugli
immonucloni) che costituisce il punto di riferimento per l'Europa dell'organizzazione internazionale
Hybridoma Data Bank (HDB).
N. C 50/52 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 2. 87
Effettivamente, i laboratori europei incontrano spesso difficoltà nel procurarsi il materiale vivente di
cui hanno bisogno per i loro esperimenti, in particolare i ceppi di cellule produttrici di anticorpi
monoclonali che potrebbero venire utilizzate come bersaglio dei medicinali antitumorali. Questo
materiale è disponibile nell'ambito di collezioni con un grado variabile di notorietà che occorre
organizzare in una rete informatizzata.
Azione 69: Cofinanziamento ad opera della Comunità europea di ricerche sull'ingegneria genetica e
sull'ingegneria delle proteine per la produzione di medicinali anticancro
Azioni di questo genere si svolgono nel quadro del programma sulla biotecnologia (1986-1989). La
clonazione consiste nell'introdurre in una cellula di coltura il codice genetico di una proteina ritenuta
interessante così da produrla in grandi quantità, a prezzi ridotti a senza pericoli. Si è già arrivati a
produrre alcuni interferoni, diverse interleuchine, il fattore di necrosi dei tumori (TNF) ed una
sostanza d'origine embrionale («Mullerian inhibiting substance») che sarebbe in grado di arrestare lo
sviluppo dei cancri dell'ovaia.
Teoricamente la produzione di una proteina clonata può avvenire a costi estremamente ridotti
utilizzando una cellula microbica quale il colibacillo (Escherichia coli); in pratica, però, insorgono
numerose difficoltà poiché una volta avvenuta la trascrizione della proteina le cellule microbiche non
sono in grado di assicurare alcune modifiche indispensabili per la sua attività (per esempio la
glicosilazione).
Lo scopo di questa parte del programma sulle biotecnologie è di sviluppare nei laboratori europei le
cognizioni tecniche che consentano di mettere rapidamente a punto la produzione mediante clonatura
di qualisiasi sostanza biologica. Il vantaggio per le ricerche sul cancro è quindi indiretto, ma
notevolissimo.
Una volta clonata la proteina, occorre fabbricarla in grandi quantità; questo problema s'incontra
anche nel caso degli anticorpi monoclonali. Il programma sulle biotecnologie finanzia quindi anche
studi sulla coltura in grande scala di cellule animali o umane.
D'altro canto, le risorse combinate di fisica (diffrazione a raggi X), biochimica e informatica
consentono attualmente di determinare la configurazione spaziale della struttura di una molecola di
proteina, visualizzandola sullo schermo di un elaboratore. Ciò permette di stabilire un parallelo tra la
struttura molecolare e l'attività biologica di una proteina e (più importante ancora) consentirà in
futuro di prevedere quali siano le modifiche di una molecola in grado di aumentarne l'attività
biochimica e biologica. L'ambizioso obiettivo dell'ingegneria proteica è quindi la sintesi di molecole
più efficaci di quelle esistenti in natura. L'applicazione al cancro di tali tecniche sarà realizzata
attraverso lo studio delle relazioni tra l'attività delle molecole antitumorali e la loro struttura
spaziale.
Proposta d'azione 70: Cofinanziamento ad opera della Comunità europea di ricerche sulla
farmacologia delle sostanze antitumorali
Quest'azione si svolgerà nel quadro del programma di medicina previsionale che la Commissione
presenterà al Consiglio nel 1987.
Scopo della medicina previsionale è quello di prevedere i fattori di rischio specifici di un individuo o di
una popolazione e che sono connessi alla costituzione genetica o all'ambiente. Tale disciplina si
colloca quindi a valle della medicina preventiva, di cui prepara l'azione. Il programma riguarda
soprattutto la ricerca di base, di cui si parlerà in seguito, ma comprende anche aspetti più applicati
come ad esempio la selettività dei medicinali.
Il principio metodologico è semplice: accoppiando due molecole, cioè un anticorpo monoclonale
(capace di riconoscere una cellula tumorale e di fissarsi su di essa) e una sostanza tossica per tali cellule,
è possibile guidare specificamente una sostanza citotossica verso le cellule tumorali che vengono
quindi distrutte senza danneggiare le cellule normali.
Il fatto di arrivare a queste associazioni rappresenterebbe un enorme passo avanti per la
chemioterapia. Anche se però il principio è semplice, la realizzazione pratica si rivela difficile.
Azione 71 : Cofinanziamento ad opera della Comunità europea di attività di ricerca sulla farmacologia
delle sostanze antitumorali
Nel quadro del programma sulle biotecnologie (1986-1989) vengono finanziate diverse ricerche di
farmacologia e tossicologia in vitro, una delle quali relativa al cancro; questi metodi dovrebbero
consentire di accelerare le procedure di ricerca di sostanze dotate di attività antitumorale e inoltre di
chiarire i meccanismi d'azione delle medicine di provata efficacia e già note.
26. 2. 87 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee N. C 50/53
Lo sviluppo di metodi farmacologici e tossicologici in vitro ha tre obiettivi: il primo, d'ordine
scientifico, è di studiare in modo più analitico l'attività delle molecole arrivando ad isolare l'effetto
prodotto dai medicinali su un determinato meccanismo, ciò che tra l'altro consente d'impostare in
modo più preciso la relazione tra struttura ed attività delle molecole; il secondo obiettivo, d'ordine
economico, è di consentire un esame rapido e a costi ridotti dell'attività di molecole nuove che si spera
possiedano proprietà farmaceutiche interessanti; il terzo obiettivo, di carattere umanitario, è quello di
ridurre il numero di animali utilizzati nella sperimentazione farmaceutica.
La farmacologia preclinica andrebbe però sviluppata anche in vivo, dato che in questo tipo di studi
alcune tecniche particolari (come gli xenotrapianti) consentono di avvicinarsi alle condizioni che
sussistono nel trattamento clinico. Gli xenotrapianti sono dei trapianti di tessuti cancerosi umani su
topi appartenenti ad un ceppo sprovvisto di difese immunitarie («nudi») che non presentano reazioni
di rigetto al trapianto. Il tumore d'origine umana può così svilupparsi e venir sottoposto a prove in
vivo che simulano da vicino le condizioni terapeutiche, sia per l'origine umana delle cellule che per il
comportamento farmacocinetico del topo, non troppo diverso da quello dell'uomo. In futuro
andrebbe prevista la possibilità di un'iniziativa europea in questo settore.
Sarebbe infine opportuno che laboratori ed imprese farmaceutiche specializzate in farmaci
antitumorali potessero usufruire di procedure comuni di valutazione.
Proposta d'azione 72: Armonizzazione delle norme di prova dei medicinali anticancro
Se il Consiglio adotterà prossimamente le proposte della Commissione riguardanti i farmaci prodotti
con tecnologie di punta o con le biotecnologie, i nuovi farmaci anticancro potranno usufruire di una
procedura di valutazione comune a tutti gli Stati membri, ciò che dovrebbe accelerarne l'impiego
pratico. Oltre a veder così accelerata la fase di commercializzazione è ovvio che l'industria
farmaceutica potrà rendere molto più redditizi i suoi investimenti in un mercato di dimensione
europea e dedicarsi a malattie meno comuni. Diventerà parimenti più facile trovare gli esperti
necessari qualora si possa usufruire di una base plurinazionale centralizzata.
IH. RICERCHE DI BASE SUL CANCRO
Sino a poco tempo fa non si conoscevano virus cancerogeni umani, e ciò sembrava sorprendente tanto
più che virus di questo tipo sono numerosi negli animali e noti dagli inizi del secolo: è il caso delle
leucosi (tumori dei gangli) che colpiscono i volatili, i bovini e il gatto domestico. Sin dal 1908 i danesi
Ellerman e Bang hanno dimostrato il carattere contagioso della leucemia eritroblastica dei volatili e
nel 1917 il tedesco Rous ha fornito la prima prova dell'intervento diretto di un virus filtrabile in un
sarcoma di pollo (il sarcoma di Rous per l'appunto); la sua scoperta fu peraltro ricevuta con tanta
incredulità che dovettero passare circa cinquant'anni perché gli venisse attribuito il premio
Nobel!
Lo studio del genoma di alcuni di questi virus canerogeni (retrovirus) ha consentito di scoprire alcuni
geni responsabili del processo canceroso, gli oncogeni virali, che sono in grado di dare origine a cancri
una volta incorporati nel genoma delle cellule dell'animale colpito.
Questi risultati hanno rinnovato l'interesse per la ricerca di virus oncogeni dell'uomo. Diverse
osservazioni recenti lasciano supporre la presenza frequente di un virus in casi di cancro; tali virus
sarebbero dunque la causa diretta oppure un fattore concomitante. Come esempio di queste relazioni
più o meno strette si possono menzionare il rapporto del cancro del collo dell'utero e degli organi
genitali esterni con il virus dei papillomi umani, il rapporto tra i tumori dei gangli linfatici (linfoma di
Burkitt) con il virus di Epstein-Barr, il rapporto tra il sarcoma di Kaposi e il virus dell'AIDS, il rapporto
tra le leucemie che presentano linfomi con cellule a T e i virus HTLV 1 e 2 e infine il rapporto tra il
cancro del fegato e il virus dell'epatite B.
La scoperta, fatta nel 1976 dal ricercatore francese Dominique Stehelin [x) in collaborazione con un
gruppo americano, di geni con una sequenza di codificazione prossima a quella degli oncogeni dei
retrovirus in cellule animali e umane normali ha indotto a riesaminare completamente i meccanismi
alla base del processo canceroso. Nel 1982 un gruppo di ricercatori americani, diretti dallo spagnolo
M. Barbacid (2), ha dimostrato che l'attivazione di un oncogeno umano (responsabile di un tipo di
cancro della vescica) era dovuta alla mutazione di un amminoacido di un oncogeno, e nel 1983 lo
(a) D. Stehelin, V. E. Varmus, J. M. Bishop & P. K. Vogt, in Nature, n. 260, 1976, pag. 170-173.
(2) E. P. Reddy, R. K. Reynolds, E. Santos & M. Barbacid in Nature, n. 300, 1982, pag. 149-152.
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stesso laboratòrio ha dimostrato che il carcinoma della mammella provocato nel ratto da un agente
chimico era causato da una mutazione specifica di un oncogeno che si verifica costantemente sullo
stesso amminoacido. L'esplorazione degli aspetti genetici del cancro, oggi appena avviata, andrà
ampliata in futuro.
Proposta d'azione 73: Cofinanziamento ad opera della Comunità europea di ricerche sul genoma e
sugli oncogeni umani
Questa azione verrà proposta dalla Commissione nel quadro del programma di medicina previsionale
(1987-1989) che verrà trasmessa al Consiglio agli inizi del 1987. Gli oncogeni cellulari svolgono un
ruolo importante, in condizioni normali, nel regolare la divisione e la differenziazione delle cellule. Un
tumore può venir quindi causato da perturbazioni d'origine esterna (per esempio dall'opporto di un
oncogeno virale, dalla mutazione di un oncogeno della cellula, da una rottura cromosomica che
separa un oncogeno dal sistema di regolazione adiacente sulla catena di ADN, o ancora da qualunque
altra perturbazione del sistema di controllo di un oncogeno).
Attualmente sono noti più di 25 oncogeni di cui si può reperire il codice genetico in alcuni tumori (per
esempio leucemie o linfomi) e ciò ha una certa importanza pratica, poiché, a seconda dell'oncogeno in
causa, la prognosi può essere più o meno favorevole. Degli oltre 50 000 geni umani si è determinata la
sequenza di 350 circa, 80 dei quali patologici; ciò dà un'idea del lavoro che resta da svolgere per
arrivare ad una conoscenza globale del genoma umano: sotto il profilo della posta in gioco e dei mezzi
necessari, tale impresa risulta comparabile alla conquista della luna.
Questa enorme massa di lavoro potrebbe quasi venir definita di normale amministrazione, se le
innovazioni tecniche (determinazione automatica delle sequenze) non avessero un ruolo così
importante da svolgere; i metodi manuali attualmente disponibili sono infatti troppo lenti per
un'impresa di questa portata.
Il problema di regolare la produzione degli oncogeni è altrettanto importante dell'inventario del
genoma, e senz'altro più facile da affrontare. Si possono studiare numerosi modelli, cominciando dai
più semplici (i lieviti, ad esempio, possiedono diversi oncogeni, individuati per ibridazione con i
corrispondenti geni dei mammiferi).
Un'altra impostazione è quella della ricerca di traccianti genetici che presentino una correlazione con
determinati stati patologici; per esempio il sistema HLA, il cui studio ha fruttato il premio Nobel al
ricercatore francese Jean Dausset, è in rapporto con il cancro alla gola dei pescatori della regione di
Canton. Si può sperare che altri traccianti, come ad esempio il polimorfismo dei frammenti di
restrizione, possano indicare collegamenti genetici ancor più interessanti con la patologia tumo-
rale.
Proposta d'azione n.. 74: Cofinanziamento ad opera nelle Comunità europea di ricerche sulle sonde di
acidi nucleici
Questa azione figurerà nelle proposta di programma di medicina previsionale (1987-1989).
L'impiego pratico dei dati ottenuti sul genoma umano renderà necessario mettere a punto strumenti
adeguati per riconoscere la presenza di un gene particolare; tali strumenti sono le sonde di acidi
nucleici.
Una tale sonda è semplicemente la copia di un gene che si può marcare con un radioelemento o con un
metodo d'altro genere. Questa sonda dispone di un'affinità fortissima per l'informazione genetica
complementare, cui si fissa in modo perfettamente specifico stabilendo così la presenza o l'assenza di
un dato gene.
Sistemi di questo genere sono già operativi per alcuni geni, ma il loro campo d'applicazione va esteso
rendendone soprattutto più facile l'utilizzazione; attualmente infatti restano prerogativa dei
laboratori specializzati e per i laboratori clinici ne è escluso un impiego correntte. Tali sonde
consentono ad esempio di reperire rapidamente gli oncogeni in una cellula tumorale e forniscono in tal
modo preziose indicazioni per la prognosi di un cancro; esse consentono anche di rilevare il genoma di
un virus in una cellula e quindi di diagnosticare, ad esempio, la presenza del virus del papilloma nelle
cellule del collo dell'utero in fase precancerosa.
In questo modo la Comunità europea s'impegna in uno sforzo di ricerca pluridisciplinare a lungo
termine che comporta tra l'altro la cooperazione di medici, di biologi specializzati in quasi tutti i campi
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scientifici di base, e di specialisti dell'elettronica e dell'elaborazione dei dati. È la prima volta che
un'azione comune dà luogo a un tentativo così ampio d'integrazione (plurinazionale, pluridiscipli-
nare, plurisettoriale).
Gli specialisti non mancheranno di far giustamente notare che alcuni aspetti andrebbero trattati in
modo più approfondito. Noi abbiano dato uno sguardo panoramico ad alcuni di questi aspetti quali
l'alimentazione, la farmacologia preclinica, la virologia. Il presente programma di ricerca sul cancro
non potrà quindi conseguire in pochi anni tutti gli obiettivi che si prefigge e sarà quindi necessario
portare avanti questa iniziativa anche dopo il 1989.
CONCLUSIONE
Qualora tutte le proposte di questo piano d'azione 1987-1989 venissero adottate, il programma
«Europa contro il cancro» consentirebbe indiscutibilmente di registrare progressi nella lotta contro il
cancro. Questi progressi potranno evidentemente delinearsi soltanto nel corso di questo primo
periodo triennale di realizzazione del programma. Il proseguimento dell'azione sarà necessario oltre il
1989 per corroborare i risultati registrati e per rafforzarli. In via preliminare sarà certo opportuno
valutare sull'intero arco di questi tre primi anni le azioni avviate e i risultati ottenuti.
Azione 75: Valutazione sistematica del piano d'azione 1987-1989 con il Comitato degli oncologi
europei e compilazione di un bilancio complessivo nel 1989
Una valutazione sistematica di questo piano d'azione 1987-1989 sarà effettuata con l'aiuto del
Comitato dei cancerologi europei e un bilancio complessivo sarà elaborato nel 1989 per essere
trasmesso al Consiglio, al Parlamento europeo a al Comitato economico e sociale.
Le 75 azioni o proposte d'azione contenute in questo piano d'azione 1987-1989 delineano, nel loro
complesso, il contributo della Comunità europea all'attuazione del programma «L'Europa contro il
cancro».
In materia di prevenzione del cancro (azioni o proposte di azioni da 1 a 33, il Consiglio è invitato a
prendere nota delle azioni già avviate o che lo saranno a partire dal 1987 ed è invitato ad adottare
quanto prima lo proposte d'azione che gli saranno sottoposte durante il periodo 1987-1989. Tali
proposte si iscrivono nella direttrice della risoluzione adottata il 23 luglio 1986 concernente un
programma delle Comunità europee imperniato sulla prevenzione (33).
Nel campo della ricerca sul cancro (azioni o proposte di azioni da 57 a 74) il Consiglio è parimenti
invitato a prendere nota delle azioni già avviate o che lo saranno a partire dal 1987 ed è esortato ad
adottare quanto prima le proposte d'azione che gli sono già state sottoposte (proposta di regolamento
concernente un quarto programma di ricerca in campo medico o sanitario) (2) o che lo saranno in un
prossimo futuro (proposta concernente un programma di ricerca nel campo della medicina
previsionale).
Il Consiglio è invitato inoltre ad adottare quanto prima l'allegata proposta di decisione sul tema
dell'«informazione del pubblico» e della «formazione del personale sanitario» nell'ambito del
programma «L'Europa contro il cancro».
(») GU n. C 184 del 23. 7. 1986, pag. 19.
(2) COM(86) 549 def. del 29. 10. 1986.
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