Avis juridique important
Risoluzione del Comitato Consultivo della CECA relativo alla ristrutturazione dell'industria siderurgica e all'organizzazione del mercato dell'acciaio a partire dal 1º gennaio 1987
Gazzetta ufficiale n. C 326 del 19/12/1986 pag. 0003 - 0003
RISOLUZIONE DEL COMITATO CONSULTIVO DELLA CECArelativo alla ristrutturazione dell'industria siderurgica e all'organizzazione del mercato dell'acciaio a partire dal 1° gennaio 1987(86/C 326/03)
(adottata con 56 voti a favore, 8 contrari e 4 astensioni in occasione della 259a sessione del 17 ottobre 1986) IL COMITATO CONSULTIVO, preso atto: - delle decisioni del Consiglio dei ministri del 27 novembre 1985 in materia di liberalizzazione del mercato dell'acciaio, -delle misure adottate finora dalla Commissione al riguardo, nonché delle inquietanti perturbazioni del mercato, della produzione e quindi anche dello sviluppo dell'occupazione nell'industria siderurgica europea che ne sono derivate, -dell'organizzazione del mercato dell'acciaio per il 1987 proposta dalla Commissione al Consiglio dei ministri [doc. COM(86) 503 def. ], -del programma d'azione CE a favore dei settori siderurgici maggiormente colpiti [doc. COM(86) 422 def. ], -degli obiettivi generali acciaio 1990 [doc. COM(85) 450 def. ], -della relazione concernente l'attuazione degli obiettivi generali acciaio 1990 [doc. COM(86) 515 def. ], -del codice di aiuti giunto a scadenza il 31 dicembre 1985, -dell'interdizione, ancorata nell'articolo 4 del trattato CECA, di sovvenzioni pubbliche all'industria del carbone e dell'acciaio, -uditi i chiarimenti dei rappresentanti della Commissione europea, a) rileva che la capacità eccedentaria per i laminati a caldo, pari ad almeno 20 milioni di t/anno, è ancora troppo elevata; b) constata che il processo di ristrutturazione dell'industria siderurgica comunitaria non è ancora concluso; c) rileva allo stesso tempo uno sviluppo preoccupante nella bilancia commerciale per quanto concerne i prodotti siderurgici; d) ritiene che, nelle circostanze attuali, sia prematuro portare ancora avanti il processo di liberalizzazione già avviato; e) manifesta il timore che ne consegua una nuova acuta crisi per l'industria siderurgica comunitaria, in un momento in cui le conseguenze dell'ultima crisi non sono ancora state superate appieno, e paventa che ciò avrebbe un effetto catastrofico sull'andamento economico, finanziario e sociale persino per le poche aziende siderurgiche della Comunità europea che hanno già raggiunto un livello di redditività; invita perciò la Commissione, i governi degli Stati membri e il Consiglio dei ministri della Comunità europea: 1. ad interrompere immediatamente il processo di liberalizzazione avviato il 1° gennaio 1986; 2. ad elaborare un piano anticrisi volto ad impedire che l'industria siderurgica comunitaria ricada in una crisi acuta; 3. a frenare sensibilmente l'impennata delle importazioni d'acciaio; 4. a preparare e avviare la seconda fase della ristrutturazione comunitaria del settore siderurgico in modo tale da far sì che i problemi strutturali della siderurgia comunitaria (vale a dire sostanzialmente lo smantellamento delle capacità eccedentarie quale è stato fissato negli obiettivi generali acciaio 1990, nonché il ripristino della concorrenzialità delle imprese) possano essere risolti in una cornice di soluzioni concertate invece che con una lotta concorrenziale dagli effetti rovinosi; 5. ad intraprendere la liberalizzazione del mercato comunitario dell'acciaio di pari passo con il procedere della ristrutturazione di questo importante settore industriale; 6. ad adottare una decisione positiva per quanto concerne il trasferimento dal bilancio generale CE al bilancio CECA di 122,5 milioni di ECU necessari a finanziare le misure sociali che scadono alla fine del 1986. Oltre a ciò, il Consiglio dei ministri dovrebbe, in linea di massima, decidere di continuare anche nei prossimi anni il finanziamento delle misure sociali proposte dalla Commissione in considerazione del fatto che i mezzi propri della CECA sono insufficienti.
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